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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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Dream Theater - Scenes From a Memory
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( 3727 letture )
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Prima di iniziare a parlare di Scenes From A Memory, mi sembra essenziale fare una doverosa premessa, e cioè che ci troviamo di fronte non soltanto ad un album di altissima fattura sia tecnica che compositiva, ma anche ad una vera e propria opera teatrale. Da quanto detto risulta ovvio che tale album debba essere ascoltato integralmente in ogni sua singola parte e rigorosamente in ordine di traccia, così da poter cogliere tutto il significato e la poesia che quest'opera contiene ed emana. Così come reputo sia fondamentale far conoscere la storia che sta alla base di tutto prima di addentrarci in qualsiasi spiegazione di musica e testi, spiegazione che risulterebbe alla fine imprecisa, distorta o svuotata in alcuni contenuti fondamentali. La storia ha inizio ad Hechoe's Hill nel 1929 dove la bella Victoria è fidanzata con Julian, quest'ultimo ribelle e dedito al gioco d'azzardo e alla droga, mentre il suo gemello Edward era divenuto senatore e condotto una vita diametralmente opposta a quella del fratello. Proprio in Edward Victoria cerca consiglio e conforto, ma il senatore finisce per innamorarsi della donna con la quale inizia una relazione, ma Victoria è ancora innamorata di Julian e così decide di vederlo di nascosto, ma Edward sventate le segrete trame li sorprende e li uccide. Da qui la storia fa un lungo salto al 1999, dove in uno studio psichiatrico il terapista ipnotizza Nicholas, che altro non è se non la reincarnazione di Victoria, il quale soffre di continue visioni e memorie e sotto ipnosi ricorda e racconta tutto al suo terapista eccetto il momento dell'omicidio. Solo nell'ultimo brano, Finally Free, Nicholas viene risvegliato dall'ipnosi e ritorna a casa, dove però viene preceduto dal suo terapista, che si scopre essere la reincarnazione di Edward, il quale non esita ad ucciderlo dopo avergli sussurato apri gli occhi Nicholas, proprio come Edward molto tempo prima aveva fatto con Victoria.
Ad aprire il lavoro ci pensano il ticchettio e le parole del terapista che inizia l'ipnosi di Nicholas, nella prima e breve traccia dell'album Regression, che continua poi melodicamente con la chitarra acustica e l'organo ad accompagnare il vocalist nell'introduzione della storia e del disagio psichico vissuto dal protagonista. Segue la strumentale Overture 1928, dove non si possono fare a meno di notare le grandiose capacità tecniche della band, mentre in Strange Deja Vu si racconta quella strana sensazione di rivedere scene già vissute, tant'è che nel ritornello Nicholas afferma
mi sento come se stessi andando fuori di testa, misterioso, strano dejavu ma non mi interessa, spero di trovare la verità
Through My Words fà da preludio alla successiva Fatal Tragedy, organo e batteria in grande evidenza e testi Sheaksperiani, e si continua con la lunga, ben 11 minuti, Beyond This Life che racconta l'omicidio di Victoria partendo dal titolo di una testata di giornale, alternando parti emotivamente sommesse a parti veloci con una dominante presenza delle percussioni soprattutto nella parte finale. Through Her Eyes, che poi è anche il singolo, si apre con un cantato femminile sopra una lenta e bellissima melodia che riprende la prima traccia Regression per svilupparsi in una canzone capolavoro che qualunque sia il genere musicale da voi preferito non si può fare a meno di apprezzare ed anzi osannare, così come il testo di questa song è semplicemente poesia, ecco l'inizio
Lei in realtà non ha mai avuto una possibilità in quella fatale notte di luna, sacrificata senza battersi, una vittima delle sue circostanze
Lunghissima anche la successiva Home, quasi 13 minuti, dai tratti orientaleggianti ed insieme a Beyond This Life la song più in linea con i precedenti lavori del gruppo; ancora un lungo brano, ma stavolta strumentale, The Dance of Eternity, dove è oramai inutile ripetere tutta la tecnica e le potenzialità di questi musicisti. Tocca adesso ad altri due gioielli, prima One Last Time
un'ultima volta ci stenderemo oggi, un'ultima volta fino a quando non scompariremo
e poi The Spirit Carries On, insieme a Through Her Eyes apice di un'opera senza eguali, con una melodia semplicemente stupenda ed un testo profondo e significativo. Finalmente libero, Finally Free, l'altro lungo brano ed ultimo atto dell'opera che riprende nella sua parte centrale il motivo di One Last Time e chiude una sequenza di canzoni, anche se sembra riduttivo nominarle tali, sotto l'aspetto compositivo veramente insuperabile.
Gran parte dei fan dei Dream Theater sono combattuti non sapendo scegliere quale elevare come miglior lavoro della band tra questo ed Images And Words, ma per me non esistono dubbi, Scenes From A Memory rappresenta un momento magico, unico e purtroppo irripetibile nella storia di questo grande gruppo, nonostante che anche l'altro sia un lavoro, come del resto quasi tutto ciò che fa parte della discografia dei Dream Theater, di gran lunga superiore alla media. Melodie stupende, virtuosismi e tecnica strumentale ineccepibili, testi poetici e teatrali, ed un solo aggettivo: capolavoro.
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VOTO LETTORI
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88.42 su 107 voti [
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28
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ultimo disco dei dream theater con belle canzoni, prima di lasciarsi andare alle lungaggini sfacciamente fini a se stesse e al copia/incolla spudorato da altri gruppi,faccio fatica davvero a ricordarmi un gruppo finito peggio |
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27
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veramente bello questo album. non mi stanco mai di ascoltarlo... di poco sotto Images ma grande lavoro! |
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26
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Un album sensazionale nel suo concept, nella storia, nei testi e nella musica. L'unico album in cui i DT non hanno per niente ammiccato al mainstream con una produzione pulita ma non eccessiva. E' un album equilibratissimo pur contenendo i classici eccessi strumentali e compositivi propri della band. L'unica nota che stona è Jordan Rudess che pur essendo il tastierista più dotato tecnicamente non ha personalità ed è freddissimo. Nonostante ciò è ineccepiibile un voto altissimo. Soprattuto per il finale a sorpresa della storia... |
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25
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Altra gemma dei DT, purtroppo l'ultima (almeno per me...), inferiore solo a "Images...", ma l'atmosfera che genera quest'album ascoltato per intero dall'inizio alla fine è unica. Non gli dò il massimo solo perchè certi passaggi sono un po' prolissi e forzati (e poi comunque continuo a preferire gli assoli di tastiera di Moore, non c'è niente da fare...) 95 |
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24
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Vera gemma del prog metal 100 e lode su 100. |
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23
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Voto 98 solo perchè soltanto Images And Words merita il massimo dei voti. Dopo questa premessa, uno dei capolavori dei Dream Theater! |
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22
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Hai ragione, è decisamente un capolavoro.......oltre che nelle musiche, geniali anche nel pensare una storia del genere..e ci sono pezzi da brividi, come Finally Free, Home e Fatal Tragedy..non smetterò mai di dirlo, sono dei veri artisti..GRANDI! |
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21
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A me piacciono molto i concept album,trovo che hanno un fascino tutto loro.SFAM ne è una dimostrazione esemplare che fa di questo album uno dei loro lavori a me in assoluto preferiti,preceduto solo da I&W e AWAKE(su quest'ultimo trovo piutosto grave non vedere una sua race in un webmagazine come il vostro.Provvedere). Una grande fusione tra tecnica melodia con atmosfere cupe e drammatiche che vanno in piena simbiosi con la storia raccontata.Tralatro quando lo ascoltavo le prime volte vivevo un periodo molto tormentato e sembrava un azzeccatissima colonna sonora del periodo che stavo vivendo. Il suo doppio intro lo trovo fondamentale nella costruzione dell album arrivando alla splendida Overture 1928,grnde energia e assoli che raggiungono picchi melodici incredibili.Altre citazioni le voglio fare per Strange Dejavu, Fatal Tragedy,quest ultimo un brano che mi manda fuori di testa.La corposa e potente Home,Dance Of Eternity che ci fa capire che si possono fare canzoni splendide pur tralasciando l'aspetto melodico,One Last Time per concludere con la solenne Finally free.Splendide anche le due ballad Trough Her Eyes e Spirit Carry On, quest ultima in versione gospel ci dimostra che il metal ha raggiunto diramazioni inimmaginabili anche grazie a loro.Poi adoro tutte quelle "reprise" di passaggi da una canzone e l'altra o dalla passata Metropolis Pt1 che spiazza l'ascoltatore e lo fa rendere un album sorprendente.Una loro grnde caratteristica L'intera esecuzione del live LSFNY con le sue improvvisazioni all interno del concept è ancora migliore dell originale ed insieme agli altri classici ne fa la loro miglior pubblicazione live senza nulla togliere agli altri. Questa pietra miliare avrebbe meritato una trasposizione cinematografica come The Wall,io dico che sarebbe stato interessante. |
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20
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Sicuramente il migliore album dei Dream Theater. Un vero capolavoro. Vorrei porre però due domande, sicuramente un po' polemiche ma spero valide: 1) il paragone con Images & Words non dovrebbe porsi... questo disco è nettamente superiore in tecnica, ispirazione, potenza. Invece vedo che molti continuano ad osannare il passato lavoro... Perché? 2) Voto "solo" 95 quest'album, poiché le ballad lo rovinano (Through Her Eyes, The Spirit Carries On eccetera), ma pare che nessuno condivida questo punto di vista. Cosa ci trovate di speciale in canzoni come queste, fatte (a parer mio) solo per acciuffare l'utenza di non-metallari e far comprare il disco? |
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19
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a dir poco bellissimo...alcuni pezzi hanno un'enorme carica emotiva...mi commuovo ogni volta che ascolto One Last Time, The Spirit Carries On e Finally Free :D il mio album preferito dei 'Theater insieme a 6DOIT |
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18
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il voto è troppo esagerato e sinceramente non è un capolavoro ma è semplicemente carino |
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17
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Non ho davvero parole. E' semplicemente un capolavoro senza pari! |
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16
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Senz'altro uno dei migliori dei dreantheater |
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15
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Un capolavoro senza alcun dubbio |
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14
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IL migliore almum dei DT senza dubbio.Home e Fatal Tragedy sono stupende |
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13
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album veramente bello e rifatto dal vivo a new york nel cd triplo successivo è ancora meglio!!! |
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12
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Tutti i loro album, ogni singola nota di ogni singola traccia manda in estasi...Ho finito |
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11
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Il disco che ho ascoltato di più in vita mia, il disco che amo di più in assoluto. LEGGENDARIO |
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10
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image, a change of ..,awake,scenes from a memory.ho qui terminato. |
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9
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E' il loro terzo e ultimo grande disco. Questo gruppo mi suscita sensazioni che, senza vie di mezzo, mi fanno esprimere o il più puro entusiasmo (per "Images & Words", "A Change of Season" e questo disco) o il più totale rifiuto (tutti gli altri dischi che hanno fatto, tranne forse "Train of Thoughts"). E' un gruppo che ha saputo avere lampi di grande creatività, ma che troppo spesso è anche risultato noioso e irritante. |
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7
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bellissimo, ma a mio avviso NULLA nella carriera dei DT se la giocherà mai con Images And Words |
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6
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Pura poesia,nettamente il cd migliore della band,come non citare poi quel meraviglioso assolo che il grande John Petrucci stampa in The spirit carries on.Bellissimo. |
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5
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Uno degli album + belli mai ascoltati...Per non parlare poi del live Metropolis....(ora figuratevi Homer Simpson ke sbava prego) |
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3
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semplicemente assoluto. |
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2
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Stupendo,stupefacente....uno tra i migliori Concept che abbia mai ascoltato.Credo sia il loro miglior disco...forse ancora più pregevole di Images & Words.. |
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1
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È il disco che li esalta dopo Images And Words, è un disco che si commenta da solo; tecnica impeccabile, si sono messi in evidenza tutti! Anche le ballad sono di gran classe. Strange de-ja vu è molto sognante mi dà emozioni fortissime, mi ricorda le serate sui navigli! Fatal tragedy mi fa scatenare di brutto nella seconda parte... E beyond this life? è un massacro degno di una metalband! mi viene quasi da ridere quando sento quelle tastiere da circo che suonano sotto l'accompagnamento di petrucci! Stessa cosa in dance of eternity; effetto ancora più evidente... Se facessero così tutti i dischi... No, no, è meglio se cambiano... danno più immagini di sé stessi |
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INFORMAZIONI |
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Elektra Entertainment Group
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Tracklist
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1. Regression 2. Overture 1928 3. Strange Deja Vu 4. Through My Words 5. Fatal Tragedy 6. Beyond This Life 7. Through Her Eyes 8. Home 9. The Dance Of Eternity 10. One Last Time 11. The Spirit Carries On 12. Finally Free
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Line Up
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James LaBrie - vocals John Petrucci - guitars John Myung - bass Jordan Rudess - keyboards Mike Portnoy - drums
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RECENSIONI |
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