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Thunder Lord - Heavy Metal Rage (Reissue)
( 1773 letture )
Finalmente un po’ di heavy metal duro, crudo e genuino, suonato come si deve e capace di entusiasmare. I cileni Thunder Lord, sorti nel 2002 e giunti al loro secondo full length con Heavy Metal Rage -ristampato ora dalla Pure Steel Promotion- ci stupiscono con una pregevole sorpresa, un misto di potenza ed energia del tutto rispettoso della tradizione, ma che non per questo suona stantio o scopiazzato, anzi. In pratica, una dimostrazione di come tanti gruppi revivalisti siano scadenti non tanto per la mancanza di originalità quanto per l’assenza di feeling e per le carenze nel songwriting. I quattro sudamericani ci fanno scuotere la testa a tempo con uno speed-power velocissimo e trascinante, scandito da impellenti ritmiche thrash, esplosivi riffoni heavy e linee vocali crude e coinvolgenti nonostante la concitazione con cui vengono sparate dalle casse dello stereo. Un repertorio completo ed essenziale per poter risvegliare gli entusiasmi sopiti di ogni appassionato delle tipiche sfumature metalliche ottantiane.

L’opener Dark Rider, pezzo irresistibile, mostra fin dal principio anche i fibrillanti solismi del quintetto, delineandosi poi come una dirompente galoppata in triplette dai ritmi tirati e dal refrain efficace; il gran tiro di tutti i brani viene esaltato da ritmiche rapidissime e a rincorsa, nelle quali il drummer offre un’ottima prova a suon di doppio pedale. Non vi è nemmeno un brano in cui non compaiano velocità probanti e metriche urgenti: My Bloody Final, la seconda miccia, ha quasi un retrogusto folk e sfoggia un drumming terremotante oltre che un assolo avvolgente; episodi irrefrenabili come Tyranny, Steel in Battle, Mithrandir o A New Beginning sono scorribande secche e travolgenti dal riffing nervosissimo, senza un attimo di respiro e faranno la felicità di chi ama sonorità epiche, old school, ancorate alla fede più profonda nei confronti dell’Acciaio incontaminato, nei quali la melodia riveste comunque un ruolo importante, sia nei riff che negli assoli. Se Pirate Attack mostra un avvio più moderato prima di sfociare nella consueta bordata iperattiva, Mithrandir è uno dei passaggi più thrashy del lotto, mentre la conclusiva titletrack ripropone la classica cavalcata in triplette e va a ricordare pure un po’ gli Hammerfall, tanto nelle schegge chitarristiche quanto nel testo militante. Inossidabile, devastante. Stiamo parlando di metallo allo stato puro, cromato e borchiato nella sua accezione più genuina. L’adrenalina e il coinvolgimento rimangono elevatissimi dall’inizio alla fine nonostante le ritmiche martellanti presentino un profilo piuttosto simile di brano in brano. Questa omogeneità negli standard qualitativi è dovuta alla grande efficienza di riffery, assoli e linee vocali, altra conferma di quanto sia fondamentale saper scrivere dei riff di un certo livello. Le trame dei nove pezzi che compongono la tracklist risultano ben arrangiate e senza fronzoli, stoccate dirette e stentoree, a premiare una performance collettiva importante. Il cantante adotta una timbrica ruvida che, pur non eccellendo dal punto di vista tecnico, risulta molto epica e perfetta per la musica della band; ottima la prova delle due chitarre, alle prese con parecchi riff semplici ma d’impatto enorme nel computo globale, oltre che con una buona manciata di assoli decisamente vincenti, anche melodici e cristallini all’occorrenza (Tyranny): un binomio davvero niente male.

Di tanto in tanto sovviene qualche paragone con i Running Wild (Crusaders), seppur rivisitati in chiave più spinta, con andamenti più feroci e riff perentori ed il risultato è ampiamente soddisfacente, pertanto è lecito attendersi un prosieguo di carriera confortante da parte di questi ragazzi. Certo, la produzione è cruda e tutt’altro che laccata, ma va benissimo così, perché questo suono verace e underground si adatta magnificamente al concetto di heavy metal coriaceo proposto dai Nostri. Al termine dei quasi trentotto minuti di musica insorge forte la voglia di rimettere il disco nello stereo, una sensazione che non capita molto spesso con i dischi contemporanei e ciò è significativo dell’elevato concentrato di energia e valore sprigionato dal tellurico Heavy Metal Rage.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
80 su 2 voti [ VOTA]
The Thrasher
Lunedì 12 Maggio 2014, 23.32.54
2
hanno stupito anche me per potenza e freschezza!
jek
Lunedì 12 Maggio 2014, 20.59.55
1
Ottima segnalazione Rino. In fondo come dici e si sente non è impossibile fare ancora del buon heavy metal. Sti ragazzi si candidano come miglior disco metal dell'anno (salvo piacevoli sorprese dai Judas).
INFORMAZIONI
2014
Pure Steel Promotion
Heavy
Tracklist
1. Dark Rider
2. My Bloody Final
3. Crusaders
4. Tyranny
5. Steel in Battle
6. Pirate Attack
7. Mithrandir
8. A New Beggining
9. Heavy Metal Rage
Line Up
Esteban Penailillo (Voce, Chitarra)
Misal Cabello (Chitarra)
Francisco Menares (Basso)
Eduardo Nunez (Batteria)
 
RECENSIONI
80
 
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