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The Witch - Black Flower Field
( 700 letture )
Gli emergenti The Witch, dopo un primo EP nel 2012 intitolato Pachyderm Storm, tornano alla carica con un nuovo disco del medesimo formato, Black Flower Field. Il gruppo francese, ricevute delle buone critiche con il primo lavoro, non ha tardato a sfornare, in relativamente pochi mesi, nuova musica. Lo stoner proposto dai The Witch risulta immediatamente interessante e variegato, poiché arricchito di molti altri generi: sono presenti gli intermezzi estremamente tecnici tipici del math core, i pesanti midtempo del groove, e le strutture articolate del progressive. Nel disco si sentono molto alcune influenze, in particolare nel guitar work si sente la presenza di un certo Dimebag Darrell, sia per tecnica che per ispirazione melodica.

Il disco si apre con Skeleton Soul, un brano ben strutturato, che evolve con un cambio di riff dapprima lenti e maligni, poi sempre più veloci e nervosi. Nonostante la vera e propria cattiveria trasmessa non viene mai a mancare la linea melodica che guida la canzone, e questo produce un effetto veramente piacevole all'ascoltatore. Nell'assolo di Skeleton Soul si sente un ampio uso di armoniche che riconducono proprio allo stile del leggendario chitarrista dei Pantera, precedentemente citato. Proprio parlando di influenze, la title track Black Flower Field, è la canzone che meglio esprime questa miscela curiosa e ben riuscita: la struttura progresssive, il cantato e le chitarre trash/groove e la sezione ritmica ai limite del math core costruiscono un brano veramente eccezionale, che ad ogni ascolto piace sempre di più. Quando un brano si affina con il tempo, è sempre un buon segno: un po' come il buon vino che matura un gusto più ricco o come il pregiato legno di una chitarra che produce un suono sempre migliore.
Con Hellride il disco fa' un salto nell'antinferno fra gli ignavi, e proprio come la vita di queste anime dannate la canzone passa senza infamia e senza lode. La successiva The Wizard is Stoned pecca di un po' di ripetitività, e della canzone sono ricordabili l'introduzione e la parte finale, ma ciò che è nel mezzo tende a essere dimenticato dopo non troppo tempo. Le strofe della conclusiva e breve From Here to Underground producono fuoco e fiamme, avvicinandosi paurosamente al death metal. Quest'ultimo sfoggio di pura violenza chiude l'EP Black Flower Field degnamente.

Considerato il genere prettamente stoner, la produzione risulta appositamente graffiante e grezza. Soprattutto da un punto di vista vocale, la rabbia che fuoriesce da Djul assume una connotazione veramente rude, che a volte trasmette un forte senso d'esaltazione, ed altre volte invece fa' un po' a cazzotti con le forti distorsioni delle chitarre. Nonostante io sia un amante delle produzioni perfette, pulite e di una precisione matematica, non mi sento di giudicare negativamente il sound finale creato dal gruppo, soprattutto tenendo conto del genere d'appartenenza.

Dopo una partenza eccezionale con le prime due canzoni, la nuova creatura del gruppo francese sembra perdersi, iniziando a vagare senza meta, e ritrovandosi solo in un brevissimo e finale ritorno di fiamma. In Black Flower Field sono presenti molti tentativi (forse troppi) di far coesistere molti generi e molte ispirazioni. A volte l'esperimento riesce, a volte no. Nonostante 23 minuti scarsi siano decisamente pochi (va bene che è un EP, ma un po' più materiale sarebbe stato gradito) per poter giudicare l'operato di un disco, non mi sento di lasciare i The Witch senza voto. Che sia di buon auspicio nell'attesa di vedere un lavoro più longevo, completo e soprattutto con una direzione più definita in termini di sonorità!



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
89.66 su 6 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Autoprodotto
Stoner
Tracklist
1. Skeleton Soul
2. Black Flower Field
3. Hellride
4. The Wizard is Stoned
5. From Here to Underground
Line Up
Djul (Voce, Chitarra)
Antoine (Chitarra)
George Abitbol (Basso)
Mathieu (Batteria)
 
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