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Holy Moses - Queen of Siam
( 2057 letture )
Nonostante di acqua sotto i ponti ne sia passata davvero tanta, ancora oggi le presenze femminili nel metal ed in particolare nel settore estremo, sotto qualsiasi forma, rispecchiando peraltro la situazione generale della donna, sono ancora numericamente risibili rispetto al totale della "forza lavoro" impiegata. Se la situazione nell'anno di grazia 2014 è ancora questa, ventotto anni fa -un'era geologica sociale- imbarcarsi in un progetto metal impiegando il canto in growl, doveva essere davvero difficile. Giusto o sbagliato che sia, almeno una certa parte della popolarità ottenuta dagli Holy Moses nel corso degli anni, si deve proprio alla presenza in formazione della carismatica figura di Sabina Classen, vera defender ante litteram che ha caratterizzato l'intera epopea del gruppo di Aachen. L'esordio ufficiale data appunto 1986 e mostra una band che sprizza germanicità da tutti i pori, inserendosi con una certa autorità nel filone del thrash teutonico che ha portato maggior fortuna alla famosa triade, ma che ha avuto ed ha tuttora in forza una serie di gruppi forse leggermente meno dotati o semplicemente meno fortunati, ma spesso di grande valenza storica e qualitativa.

Queen of Siam, esordio ufficiale degli Holy Moses, è un lavoro completamente firmato dall'allora coppia Andy/Sabina Classen e mostra una band ancora piuttosto acerba, dalla cifra stilistica non pienamente definita, ma sicuramente già in pieno possesso della dose di potenza e rabbia necessaria a far scuotere parecchie teste e relative criniere, come il thrash è chiamato a fare per sua intrinseca natura. Composizioni nel solco dello stile germanico maturate negli anni della gavetta iniziale, strumentalmente dal discreto al piacevole pur senza mai raggiungere vette eccelse, ma già capaci di piazzare un paio di uppercut di tutto rispetto come Don’t Mess Around With The Bitch e Walpurgisnacht, veri inni alla crudezza ed alla violenza sonora col valore aggiunto di quella voce così piena di fiele, ancora poco controllata, ma già maledettamente efficace di Sabina. Un po' Motorhead -la voce gioca sulle atmosfere care a Lemmy- un po' Venom, un po' Destrodomator (crasi dei nomi della sacra triade), gli Holy Moses non propongono qui nulla di nuovo in senso assoluto, se non l'accoppiata della voce femminile sgraziata e violenta col thrash basico. Aperto da Necropolis, un buon pezzo speed metal con voce punkeggiante, l'album mostra più pienamente la strada dalla quale gli Holy Moses provenivano con Don't Mess Around with the Bitch, canzone tipicamente da live set scritta qualche anno prima, come altre presenti su questo disco. Più groove con Devil's Dancer, brano non esaltante, ma molto adatto alla voce di Sabina. Il pezzo che conferisce il titolo all'album è anch'esso un discreto anthem, anche se il riff di base sembra una versione alternativa di quello della celeberrima Troops of Tomorrow, fatto che non fa che confermare come l'originalità non sia mia stata nel DNA del gruppo. Spudorato ed evidentemente voluto l'omaggio ai Motorhead ed a Lemmy di Roadcrew, cantata da Andy. Con Walpurgisnight, un altro prodotto dell'attività dei primi anni, i tedeschi sputano uno speed metal sulfureo ancora una volta concepito per i concerti, durante i quali faceva infatti faville. Ignorantissima Bursting Rest con una Sabina ancora più sgraziata del solito, poi Dear Little Friend, brano non molto veloce, ma dotato di una certa verve. Si chiude sulle note di Torches of Hire, uno speed metal strumentale denso di richiami alla N.W.O.B.H.M.

Anche se in seguito gli Holy Moses faranno di meglio ed anche se la loro attitudine è da sempre palese e genuina, i ragazzi della Nordrhein-Westfalen non sono mai diventati davvero un gruppo di prima fascia e Queen of Siam è già sufficiente a dimostrare il perché. Molti spunti, dedizione, la presenza di un rullo compressore come Sabina, ma nessun riff davvero memorabile, nessun arrangiamento in grado di farli rendere oltre il normale (difficile comunque attenderseli da parte di una band così giovane all'epoca dell'uscita del disco in analisi), nessun assolo davvero importante, anche considerando la semplicità di base coerente con il loro stile "in your face", spesso al limite del punk. Solo -si fa per dire- tanta voglia di esserci, tanta rabbia genuina al servizio della ragione sociale della band ed una coerenza che non verrà mai meno nel corso di una carriera che si svilupperà in due diversi periodi per decenni, fino ai nostri giorni. Da tenere presente la ristampa del 2005 marchiata Armageddon Records con sei pezzi bonus più intro tratte dal demo Walpurgisnight. I gruppi in grado di produrre dischi realmente importanti sono altri, in parte già citati anche nella recensione che state leggendo, ma gli Holy Moses non hanno mai prodotto nemmeno dischi davvero insufficienti, conquistandosi uno zoccolo duro di ammiratori che li ama incondizionatamente. Di band come queste c'è sempre bisogno, quasi a prescindere dalla musica proposta. Si tratta di passione, amore per la musica, propensione per la fatica e disprezzo per le mode, qualità che garantiscono sempre un posticino al sole del metal. A buon diritto.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
71 su 4 voti [ VOTA]
Pink christ
Lunedì 30 Gennaio 2017, 17.19.19
5
Amo questo album. Veloce e cazzuto come piacciono a me anche se finished with the dog lo preferisco. Più vario e assoli più ragionati
Matteo Cagnola
Domenica 18 Maggio 2014, 10.14.52
4
Stupendo disco, ho i primi 4 dischi in vinile degli Holy Moses (compreso questo) e mi sono piaciuti subito e già con questo "queen of siam" .
The Void
Sabato 17 Maggio 2014, 15.36.35
3
@lambru: quando hanno finito coi cani
LAMBRUSCORE
Sabato 17 Maggio 2014, 13.34.28
2
Non male come esordio, però per me hanno fatto di meglio in futuro, quando hanno ad esempio cominciato a parlare di cani...
CauldronBorn
Sabato 17 Maggio 2014, 12.39.24
1
Grande Sabina, grandi Holy Moses secondo me da sempre tra i più validi in ambito estremo teutonico. Io darei una manciata di punti in più rispetto quelli assegnati dal buon Raven, il disco rimane comunque abbastanza tirato. Probabilmente è un esordio più vicino allo speed e ai primi anni '80 piuttosto che al thrash, lo si percepisce spesso nello stile dei riff.
INFORMAZIONI
1986
Aaarrg Records
Thrash
Tracklist
1. Necropolis
2. Don’t Mess Around With The Bitch
3. Devil’s Dancer
4. Queen Of Siam
5. Roadcrew
6. Walpurgisnight
7. Bursting Rest
8. Dear Little Friend
9. Torches Of Hire
Line Up
Sabina Classen (Voce)
Andy Classen (Chitarra, voce su traccia 5)
Ramon Brüsseler (Basso)
Herbert Dreger (Batteria)
 
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