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Carpathian Forest - Defending the Throne of Evil
( 4483 letture )
Black metal. Duro e perverso.
Basterebbero poche parole per descrivere l'essenza di una delle band più note nel panorama del True Norwegian Black Metal.

Attivi già dai primi anni Novanta, i Carpathian Forest non vantano certo una cospicua discografia, ma hanno subito mostrato la loro efferata natura, distinguendosi non solo per la proposta musicale, un ruvido black metal senza compromessi, ma anche per l'aver costruito un immagine particolarmente forte, fatta di dichiarazioni estreme, anche stupide, c'è da dirlo, e trasgressione ad ogni costo, con un morboso attaccamento a tutto ciò che è più osceno e perverso.
Mente folle e maligna, quella di Nattefrost, personaggio quanto mai discutibile, non c'è che dire. Un inno al male, alla morte, al suicidio, caldeggiato ma non desiderato, per lo meno così sembra. Resta il dubbio che sia tutta una veste di facciata, ma qui si giudica la musica, ed è nella musica, nella sua formula così aspra, dura, decisa, che i Carpathian Forest riversano tutte le loro malsane compulsive ossessioni.

Defending the Throne of Evil, anno 2003, si allontana dalla linea più estrema tracciata dai precedenti lavori, con una veste nuova, più ruffiana, se vogliamo. Il full-length in effetti si arricchisce della presenza di tastiere che creano sì atmosfera, ma rendono sicuramente la proposta più fruibile.
L'album sollevò qualche insoddisfazione al tempo, specialmente in chi voleva i Carpathian Forest nei secoli dei secoli fedeli al loro credo fortemente blasfemo, feroce e crudele. Ma, a distanza di oltre dieci anni dalla sua data di pubblicazione, Defending The throne of Evil mantiene inalterato tutto il suo violento fascino e la sua oscura bellezza.

I riff rimangono basilari, essenziali. Le atmosfere sono gelide, basta pensare al nome, Carpathian Forest, per evocare terre fredde e selvagge. Il feeling è cupo e tenebroso, grazie anche all'ausilio di cori, come nel primo brano, It's Darker Than You Think. Ma sono gli arrangiamenti sinfonici che, innestandosi sull'essenza pura e rabbiosa del black delle origini, danno all'album un tono molto più sontuoso.

Dopo la lieve, gelida carezza dell'intro, il primo brano colpisce con un riff che ha insite tutte le suggestioni del True Norwegian, lasciando un'impressione forte, la fredda sensazione di uno sguardo senza pietà. Lo screaming rauco di Nattefrost si integra perfettamente alle linee musicali, anzi ne diviene forza trainante.
The Well of All Human Tears, un unico potente riff reiterato quasi per tutta la lunghezza del brano, sembra evocare le forze del male sprigionando un tetro carisma. Un pezzo profondamente oscuro, sontuosamente nero, espressione di un'anima perfida e malvagia.
Hymne Til Doden, con il suo mood fosco e opprimente, così come Spill the Blood of The Lamb sono brani che hanno un fascino nero irresistibile.
Ma è difficile trovare un brano che non sia interessante, tra ritmi martellanti, atmosfere tenebrose, e sassofoni impazziti che si affacciano tra le note.
Sul finale, quando un velo di stanchezza subentra per la lunghezza dell'album (dodici sono i brani), arriva ciò che non ci si aspetta, Cold Murderous Music, un viaggio notturno tra sax, strumento particolarmente amato dalla band, sussurri malefici e visioni oniriche.
Un finale sorprendente che consolida il valore di un album sicuramente tra i migliori della scena norvegese in quegli anni.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
87.1 su 10 voti [ VOTA]
Akira
Mercoledì 4 Giugno 2014, 0.44.12
6
NorWegian, non NorVegian (a inizio rece) ^^
andrea
Lunedì 2 Giugno 2014, 12.37.21
5
per me bellissimo!ma vedo che la vox populi gli preferisce i lavori precedenti... io sono molto affezionato a strange old brew però anche questo defending ha il suo lato killer! tra l'altro, che voglia di rivederli live, son passati più di dieci anni dall'ultima volta! sì, lo so, mi sono perso il black winter fest di dicembre...
enry
Sabato 31 Maggio 2014, 19.24.28
4
Per me l'ultimo bel disco della band, comunque inferiore a tutto quello che è venuto prima. Dopo questo l'assenza di Nordavind si sentirà sempre di più purtroppo...Come detto però qui c'è ancora del buono e il voto ci può stare (nell'attesa della rece di Black Shining Leather, quello sì un capolavoro vero).
er colica
Sabato 31 Maggio 2014, 17.21.59
3
tutti i dischi dei carphatian non li ho ascoltati per esempio questo, però da quello che leggo si erano allontanati dal sound dei primi lavori, io apprezzo molto il loro primo ep del 95 dove sembravano la versione norvegese degli hellhammer punkeggianti.
SNEITNAM
Sabato 31 Maggio 2014, 17.18.25
2
A parer mio quest'album merita molto. Nonostante la mancanza di Nordavind ha un'atmosfera generale che ti trascina letteralmente dentro. La canzone che mi ha più segnato di quest'album è senz'altro Hymne Til Doden col suo relativo video che rappresenta in maniera perfetta il lato oscuro, macabro e insano dell'essere umano nell'uccidere e nell'infliggere sofferenza e male a se stesso e agli altri. Altra canzone è la composizione di Vrangsinn "The Well of All Human Tears" che ho trovato eccezionalmente atmosferica e coinvolgente come il finale Cold Murderous Music. Il mio preferito di questa band è senz'altro Black Shining Leather come è normale che possano coinvolgere e convincere di più i primi lavori rispetto a questo ma secondo me questa band ha dimostrato di essere eccezionalmente superiore per quel che riguarda il talento compositivo rispetto a tante altre bands in campo Black Metal. Da Through Chasm a questo ci sono tanti anni di distanza e tante releases e riuscire a tenere alta la qualità compositiva (seppur magari leggermente inferiore agli inizi il che è normale) non è assolutamente da tutti, tenendo conto dell'uscita di un grande compositore come Nordavind che ha creato degli eccezionali capolavori come Death Triumphant. Per me una delle migliori band uscite dalla Norvegia
doomale
Sabato 31 Maggio 2014, 9.54.00
1
..buon album davvero...come quasi tutti dei Carpathian...anche se i miei preferiti sono l'ep d'esordio con Black shining leather...e Morbid fascination of death!...
INFORMAZIONI
2003
Season of Mist
Black
Tracklist
1. It's Darker Than You Think
2. Skjend Hans Lik
3. The Well of All Human Tears
4. Put to Sleep Like a Sick Animal!!!
5. Hymne Til Doden
6. Ancient Spirits of the Underworld
7. Spill The Blood of the Lamb
8. One With the Earth
9. Christian Incoherent Drivel
10. The Old House on the Hill
11. Nekrophiliac / Antropophagus Maniac
12. Cold Murderous Music
Line Up
Nattefrost (Voce, Chitarra)
Tchort (Chitarra)
Vrangsinn (Chitarra, Basso, Tastiere)
Kobro (Batteria)
 
RECENSIONI
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