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Nasheim - Solens Vemod
( 1672 letture )
Dopo oltre un decennio dalla sua nascita, l'oscura creatura di Erik Grahn arriva finalmente al traguardo del full-lenght di debutto. Nel corso degli anni ci sono stati un paio di demo e un interessante split-album con i danesi Angantyr che hanno alimentato sempre più l'attesa per il primo disco vero e proprio. Solens Vemod, questo il titolo dell'opera, vede la luce all'inizio del 2014 grazie anche alla Northern Silence Production, label che ci sta regalando (e ci regalerà) un'annata spettacolare grazie all'elevatissima qualità delle proprie uscite. Dal punto di vista grafico il tutto si presenta in modo molto semplice: un elegante digipack a quattro pannelli (limitato a 1900 copie) contenente il dipinto di un suggestivo paesaggio in penombra.

Musicalmente parlando lo stile dei Nasheim ricorda i primi Altar of Plagues o gli Wolves in the Throne Room, ma questi due nomi servono più che altro per tracciare una linea guida, dato che i Nostri possiedono il proprio personale sound. Detto questo è chiaro che ci troveremo di fronte ad un black metal atmosferico con canzoni dal minutaggio piuttosto elevato, dove lo scopo principale sarà quello di immergere l'ascoltatore tra le proprie note trascinandolo in claustrofobici scenari. La produzione si rivela veramente azzeccata e perfetta per la musica proposta dalla band: ad un ascolto distratto potrebbe apparire troppo cupa e in un certo senso poco definita, in realtà ogni singolo elemento è settato in modo tale da rendere al meglio lungo tutto lo scorrere del disco.

Mantenere lavori del genere su livelli piuttosto alti non è un'impresa da poco, ma i Nasheim dimostrano di saper gestire intelligentemente tutto il materiale a propria disposizione. La progressione e la differenziazione dei brani consentono un ascolto piacevole e privo di parti “morte”: da notare come i quattro pezzi siano perfettamente distinguibili gli uni dagli altri, in alcuni momenti sembrano addirittura molto slegati tra di loro, ma nel complesso il tutto suona con una compattezza e una qualità disarmanti. Tanto per cominciare l'opener intitolata En nyckel till drömmars grind ci delizia con un'alternanza tra screaming e parti corali decisamente ben riuscita: l'acido cantato in scream è accompagnato da ambientazioni nere come la pece, mentre il pulito è spesso seguito da arpeggi e possenti trame di basso. La parte conclusiva di questo pezzo è ricca di ridondanti melodie che si uniscono alla monoliticità delle chitarre elettriche, sempre occupate a creare un invalicabile muro sonoro. Al contrario la successiva Jag fyller min bägare med tomhet ha un carattere più aggressivo e una sezione ritmica complessivamente più sostenuta, anche se quest'ultima viene sovrastata nel finale da sonorità più cadenzate e vicine al doom. La terza Att av ödets trådar väva sorg è più scorrevole rispetto alla precedenti grazie ad una struttura più lineare, in questo caso sono le parti veloci a regalarci dei momenti di ottima musica. La conclusione, come spesso accade in album di questo tipo, è una lenta marcia che ha un solo e unico scopo: continuare ad annichilire l'ascoltatore attraverso le proprie cadenzate note.

È innegabile come nell'ultimo periodo questa particolare variazione del black metal stia letteralmente spopolando, quindi è facilissimo trovare cloni su cloni che bene o male propongono sempre la stessa ramanzina, ma questo non è affatto il caso dei Nasheim: il polistrumentista e cantante Erik Grahn ha creato un'opera di gran classe, intrigante e dall'indubbio valore artistico. Solens Vemod è un disco che si nutre del buio e che ha bisogno di un elevato tasso di attenzione per poter essere assimilato a dovere. Continuare a descrivere a parole questo tipo di musica risulta abbastanza complicato e poco piacevole da leggere, l'unico modo per rendersi conto del reale valore di questa proposta è quello di approcciarsi ad essa. Concludo consigliando l'ascolto di queste quattro tracce, assolute protagoniste di uno dei probabili dischi dell'anno.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
72.16 su 6 voti [ VOTA]
Theo
Lunedì 16 Giugno 2014, 18.49.36
6
Gran bel disco inaspettato... Per me non è stato immediatissimo, ma dopo qualche ascolto migliora notevalmente. Consigliato a tutti gli amanti del genere, a patto che cerchino una cosa un po' più impegnata e che non si lascino scoraggiare dai primi ascolti (a me stava capitando). Top tracce, la seconda "Jag Fyller Min Bägare Med Tomhet" e la successiva "Att Av ödets Trådar Väva Sorg". Buona per introdurre con classe anche l'opener e buona chiusura la conclusiva, ma per me il succo del disco si trova al centro. Come detto giustamente da Giacomo nella rece, necessita della dovuta attenzione durante l'ascolto per essere assimilato... Però c'è parecchia personalità che piacerà a quelli che (come me) spesso sono stufi di questo nuovo "trend" che si sta facendo largo nel Black Metal. Davvero un bel disco e un plauso alla tedesca Northern Silence che ci sta regalando sempre più perle in questi ultimi anni.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 12 Giugno 2014, 13.30.08
5
Well, sembra molti interessante! Merci per la segnalazione. Au revoir.
Max
Martedì 10 Giugno 2014, 10.53.15
4
Disco veramente bello... io qualcosa degli Agalloch mi sembra di sentirlo, poi logico non bisogna di certo andare da degli svedesi a insegnare come si suonano certe sonorità... E visto che sono in vena di paragoni, anche se diversi, preferisco di molto questo all'ultimo Agalloch...
valz
Martedì 10 Giugno 2014, 10.23.30
3
sono d'accordo con moro sui paragoni non proprio azzeccati, anche se poi ognuno la vede a modo suo. a me certi passaggi ad esempio, ricordano qualcosina di fen e agalloch, in maniera abbastanza esplicita nell'ultimo brano, con quel crescendo di pathos su base acustica
Moro
Martedì 10 Giugno 2014, 0.42.08
2
disco meraviglioso. sublime. Non sono d'accordo coi paragoni "cascadian" visto che i Nasheim si muovono a metà strada fra un black old-school di stampo norvegese ma con interessanti attinenze ad un certo tipo di scena swedish (soprattutto l'ultimo Armagedda). Me li ricordavo piacevolmente per la compilation dei due demo "Evighet Undergang" dai sapori vagamente Taake. Voto meritatissimo in ogni caso. Per ora, suo mio personale podio estremo del 2014.
valz
Lunedì 9 Giugno 2014, 23.27.36
1
uno dei più bei dischi degli ultimi mesi
INFORMAZIONI
2014
Northern Silence Production
Black
Tracklist
1. En nyckel till drömmars grind
2. Jag fyller min bägare med tomhet
3. Att av ödets trådar väva sorg
4. Vördnad
Line Up
E. Grahn (voce, tutti gli strumenti)

Musicisti Ospiti:
E. Almroth (violoncello, violino)
 
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