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Xandria - Sacrificium
( 3337 letture )
Una fenice ardente campeggia sulla copertina dell'ultimo disco degli Xandria, animale mitologico associato al rinnovamento, al passaggio dal buio della notte alla luce del giorno, la bestia che nell'immaginario collettivo rinasce dalle proprie ceneri ogni 500 anni.
Sacrificium si prospetta così come un album pieno di novità, prima su tutte il cambiamento della voce femminile: dopo l'abbandono della cantante storica, Lisa Schaphaus-Middelhauve che ha calcato i palchi con gli Xandria fino al 2008, la band tedesca ha infatti faticato negli ultimi anni a mantenere una continuità alla voce, Manuela Kraller ha deciso anche lei di procedere con altri progetti personali e dopo l'ennesima defezione la scelta è caduta sull'olandese Dianne Van Giersbergen; in più un'altra novità è rappresentata dal nuovo acquisto nella sezione ritmica, a sostituire al basso Nils Middelhauve entra Steven Wussow; ma lasciamo da parte i cambiamenti nell'organico e passiamo ai fatti ascoltando gli Xandria all'opera.

L'opener -che porta il nome dell'intero album- con i suoi dieci minuti ci presenta gli Xandria in tutta la loro solennità, le orchestrazioni hanno occupato un posto sempre più di spicco nel loro sound e in tutto il disco raggiungono l'apice, gli archi in primis, tra i quali emerge da solista nell'ultima traccia, la malinconica Sweet Atonement, un violino struggente. Strumento che si accorda perfettamente con la delicata melodia di piano e la dolce voce della Van Giersbergen, che esibisce un timbro cristallino, ma allo stesso tempo potente, e dà prova della sua abilità nel canto lirico facendo emergere la sua estensione da soprano e Stardust potrebbe essere uno dei tanti esempi, per di più a far diventare ulteriormente pompose le sonorità si aggiunge anche il Pa'dam Choir (con cui già gli Epica hanno collaborato nel loro ultimo lavoro), che rende più epiche tracce come Nightfall.
Gli elementi più sinfonici sono comunque retti dalla ritmica scattante della chitarra e dalle plettrate rapidissime che danno una sensazione di accelerazione continua, merito anche delle cavalcate selvagge di Gerit Lamm che non si separa quasi mai dal suo doppio pedale, arrivando alla sfuriata più aggressiva di Betrayer addirittura in blast beat, che unito al tremolo picking della sei corde la rendono una delle canzoni più feroci del disco.
Al basso invece ritroviamo il nuovo arrivato che si distingue per una buona presenza e per un suono grintoso e rotondo che gonfia ulteriormente quello delle chitarre, rimanendo comunque relativamente autonomo rispetto a queste ultime; Philip Restemeier si distingue invece per assoli fulminati con accenni in sweep che caricano di ulteriore velocità e dando una sfumatura power.

Insomma gli Xandria non sacrificano proprio nulla, proseguendo nella direzione che già avevano preso con il precedente Neverworld’s End, risultano sempre più solenni ma sempre meno autentici nel loro sound, si avvertono infatti numerosi influssi diversi: da quelli che richiamano spudoratamente il folk come nell'intro di Temple Of Hate, alle sonorità dei primi Nightwish che continuano a comparire nel lavoro della band tedesca.
Soprattutto non si può fare a meno di sentire l'influenza degli Epica -le orchestrazioni di Until The End ne sono il miglior esempio- vicinanza che in parte può essere spiegata con il fatto di aver collaborato con lo stesso coro, ma anche con Joost Van Den Brook e Sascha Paeth che hanno curato la fase della produzione con la loro solita professionalità, questo comunque non giustifica la creazione di una miscela musicale che non riesce a staccarsi dai gruppi maggiori e dalle forme più canoniche.
Effettivamente gli Xandria ancora una volta non riescono a rinnovarsi; nonostante cerchino di imporsi sulla scena symphonic ripropongono elementi già utilizzati da altre band senza riuscire a superarli. Peccato perché la produzione è ottima, il sound sempre più pomposo e ricco, la bravura dei musicisti indiscutibile, ma un pastone di generi diversi che ripete melodie già sentite purtroppo non basta, questa volta sfortunatamente la fenice non ha saputo rinascere dalle sue ceneri completamente rigenerata.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
78.96 su 27 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Giovedì 19 Giugno 2014, 13.20.09
6
Verrebbe da dire che la madre dei gruppi symphonic/gothic è sempre incinta... Ne sforna a ripetizione e questi fanno, a loro volta, dischi a ripetizione. E' quindi matematicamente difficilissimo, fare qualcosa di originale se non copie delle copie. Pur mettendoci produzioni perfette, ottimi musicisti, orpelli vari, è il songwriting che manca. Strano perché il black, con interessanti contaminazioni (atmospheric, sax, violini, cori e voci femminili) sta facendo cose anche originali. Si vedano i Rise of Avernus, per esempio. Ma qui, ho il sospetto che quello che conta, non sia poi, in fondo, la musica. I Nightwish hanno fatto successo e soldi. Gli altri, tutti dietro... Au revoir.
Beta
Giovedì 12 Giugno 2014, 21.02.05
5
Arianrhod: figurati! dopotutto, col mazzo che vi tirate qua a Metallized star dietro a tutto è un bell'andare siete anche fin troppo bravi ciao a tutti!
Prometheus
Giovedì 12 Giugno 2014, 1.26.54
4
Non mi piace per nulla, ancora troppi clichè, ancora troppo già sentito, ancora troppa banalità. Da colpo di sonno! Ma per lo meno è un pochino-ino meno una copia spudorata dei Nightiwish, e per lo meno Dianne è una brava cantante. Niente, per me il disco migliore degli Xandria rimane "Salomé", che per lo meno mostrava un po' di personalità.
Lontano
Mercoledì 11 Giugno 2014, 21.50.27
3
Alla fin fine, qualsiasi gruppo di Symphonic Metal con voce femminile é giocoforza derivativo. Ma tant'è, a me questi "nuovi" Xandria piacciono e anche molto. E poi il video di Nightfall con l'olandesina con le galosce...
Arianrhod
Mercoledì 11 Giugno 2014, 21.36.42
2
@Beta, sì, hai ragione sulla chitarra solista! è Restemeier! Sbagliato io, grazie per la correzione!
Beta
Mercoledì 11 Giugno 2014, 20.57.31
1
Concordo appieno con la rece fatta da Giada, specie nella summa finale. Io ho trovato il disco un mix tra le sonorità degli Epica e India (che secondo me è il migliore degli Xandria) e le influenze stile NW si sentono ancora, anche se forse un po' meno rispetto a Neverworld's. Almeno adesso hanno una cantante con un timbro diverso da quello di Tarja: sembra un po' meno un ricalco di quello che già hanno fatto i finlandesi. Nulla di nuovo, però, tutto sommato, piacevole, se piace il genere. Ovvio, niente a che vedere con The Quantum Enigma (non è bello far paragoni, ma dati i punti di contatto tra le due band ci sta anche). Giustissimo il voto, concordo anche con quello. Domanda: ma non è Restemeier che fa gli assoli? O.O mi sembrava che Heubaum fosse la chitarra ritmica e Restemeier la solista, ma magari mi sbaglio XD
INFORMAZIONI
2014
Napalm Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Sacrificium
2. Nightfall
3. Dreamkeeper
4. Stardust
5. The Undiscovered Land
6. Betrayer
7. Until The End
8. Come With Me
9. Little Red Relish
10. Our Neverworld
11. Temple Of Hate
12. Sweet Atonement
Line Up
Dianne Van Giersbergen (Voce)
Philip Restemeier (Chitarra)
Marco Heubaum (Chitarra, Tastiere)
Steven Wussow (Basso)
Gerit Lamm (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Amanda Somerville (Voce narrante nelle tracce 5, 6)
Mark Burnash (Voce narrante nelle tracce 1, 6)
 
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