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Emperor - IX Equilibrium
( 3215 letture )
Spesso si parla di rinnovamento e di quanto sia rischioso per una band l'abbandono di un sentiero consolidato (ma prevedibile) in favore di percorsi vergini e rischiosi (ma forieri di gloria), resi difficoltosi dal rischio che il concetto stesso di novità porta con sé; quando arriva il tempo di mettersi in gioco e rimettersi in discussione è anche il momento di saper fare tesoro del percorso compiuto ereditandone i punti forti ed al tempo stesso sapendo guardare verso nuovi orizzonti verso cui condurre la propria imbarcazione. Ma in che modo si misura la capacità di reinventarsi di un artista e, soprattutto, come si può interpretare il rinnovamento?

Nel caso degli Emperor, è presto detto: sono stati sufficienti quattro dischi, dati alle stampe nell'arco di sette anni e che attraversano il panorama estremo in modo trasversale, a mostrare come la band fosse incapace di crogiolarsi nella staticità di una proposta dall'effetto assicurato, ma poco creativa. Dalla furia primigenia di In The Nightside Eclipse alla follia di Prometheus: The Discipline Of Fire And Demise, Ihsahn e soci hanno costantemente cercato di esplorare i territori musicali più oscuri, facendo proprio un linguaggio articolato e ricco di spunti esterni, abilmente declinato in una dimensione differente ad ogni uscita.
Condensare la proposta dei norvegesi nel termine black metal è utile ad inquadrarli, ma è contemporaneamente svilirla, facendo di tutta l'erba un fascio: se da Anthems to the Welkin at Dusk le composizioni hanno cominciato ad articolarsi, assumendo una vena epica, alle soglie del nuovo millennio il terzetto il terzetto (privato di Alver) comincia ad assimilare sempre -e di conseguenza a riversare nei propri brani- un modo di suonare estremo che strizza l'occhio al death metal e al thrash più tecnici, abbinandoli ad una concezione delle tastiere più barocca e raffinata.
È il 1999 quando esce IX Equilibrium e l'imperatore sposta ancora il focus del proprio songwriting: i fraseggi delle sei corde si fanno più elaborati e vari (An Elegy Of Icaros) e includono anche suadenti arpeggi (Of Blindness & Subsequent Seers), i suoni degli ottoni rimangono confinati al secondo lavoro, lasciando molto più spazio agli archi e ai legni, che si fanno sentire spesso con trilli e fraseggi veloci (Decrystallizing Reason, Sworn); Ihsahn esplora territori vocali nuovi, facendo non solo uso di timbri puliti e armonie (come nella già citata An Elegy Of Icaros o nei cori di Curse You All Men!), ma arrischiandosi persino ad inserire qualche passaggio in falsetto vicino allo stile di King Diamond (The Source Of Icon E).
Accanto agli elementi di novità, si ritrovano i punti forti della band: i riff delle asce di Samoth e Ihsahn sono come sempre molto tirati, supportati dall'eccezionale lavoro di Trym Torson alla batteria; lo scream rimane protagonista con il timbro ruvido e nerboruto di Ihsahn ed il tutto viene esaltato da una produzione che col tempo è andata ripulendosi ed ora rende ben distinguibile ogni componente del suono, mantenendo al tempo stesso un'impronta molto naturale.
In IX Equilibrium la ricchezza stilistica si accompagna ad una gamma emozionale altrettanto varia e capace di sorprendere l'ascoltatore scivolando da passaggi ricercati -per cui l'aggettivo progressive non potrebbe essere fuori luogo- a riff al fulmicotone; alternando fraseggi malinconici ad umori neri e rendendo difficile prevedere l'andamento dei brani, che non escludono passaggi eleganti e intermezzi recitati al limite dell'avantgarde.

Ad oggi forse il lavoro meno eclatante degli Emperor, IX Equilibrium è in realtà un condensato caleidoscopico di influenze, che testimonia la capacità di evolversi e rinnovarsi dei norvegesi, una piccola gemma di eccentrica nerezza che non può mancare nella collezione di ogni appassionato di black metal che si rispetti.
Mi si consenta un'ultima riflessione: forse la volontà di rivolgere i propri passi in direzioni sempre diverse è proprio tra i fattori che hanno portato la band ad optare per lo scioglimento dopo aver esplorato territori musicali così differenti tra loro, affermando che sotto questo moniker era stato detto tutto il possibile. Ma, prendendo in prestito i miti di Icaro e Prometeo citati nel corso della carriera della band, è giusto fermarsi quando si avverte che ci si sta spingendo oltre i propri limiti, specie dopo averlo fatto per lungo tempo, o è proprio la volontà di oltrepassare questi ultimi (concetto tanto caro alla fiamma nera) a rendere un percorso degno di essere vissuto?



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
81.43 su 30 voti [ VOTA]
EE
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 23.45.26
20
85.Ottimo album, più massiccio nelle parti di batteria (come da tradizione death e black) e meno presente nelle parti sinfoniche, non raggiunge il capolavoro come i predecessori. Rimane comunque ottimo (bellissime Curse You All Men, Decrystallizing Reason e Nonus Aequilibrium)
lisablack
Sabato 12 Novembre 2016, 9.54.40
19
Un buon album comprato appena uscito. Anche se devo dire che l'ho apprezzato dopo vari ascolti, ci sono ottimi brani comunque. I precedenti album Anthems e In the nightside eclipse, sono per me album da portare su un'isola deserta, forse i migliori usciti in quel periodo dalla Norvegia, insieme ai primi 3 capolavori dei Satyricon..Per il resto, band che ho adorato e che rimpiango ancora oggi..voto 85.
CYNIC
Giovedì 28 Agosto 2014, 20.42.02
18
"IX Equilibrium" è un album straordinario, del Black Metal "tutto". Se riusciste a trovarne una copia fatelo vostro senza pensarci su. Rimarrete rapiti da questo piccolo capolavoro!
Moro
Giovedì 19 Giugno 2014, 0.04.54
17
anche io concordo con Sneitnam. Quando uscì questo album non vedevo l'ora. Conoscevo gli Emperor per fama e allo stesso tempo sapevo che quella magia dei primi anni '90 era finita e si andava incontro a qualcosa di sperimentale. E all'epoca si era tutti elettrizzati per qualcosa di sperimentale. Album decisamente death metal nel quale si possono subito sentire le linee divergenti dei due Imperatori Ihsahn e Samoth che si stanno muovendo su due linee opposte e tenute insieme da un filo sottile. Eppure attorno a questo filo tutto si amalgama incredibilmente; non ci sono state altre band capaci di fare una digressione su questo album. Forte, intenso, caotico e allo stesso tempo sempre matematicamente ordinato. Come suggerisce An Elegy of Icaros questo album è un inno alla sfrontatezza e a chi osa; e anche se sarà punito o fallirà verrà comunque ricordato per essere arrivato molto più in alto di altri. Col voto siamo sul 78 anche per me.
Bloody Karma
Mercoledì 18 Giugno 2014, 22.24.09
16
all'epoca mi fece storcere un po' il naso...certo pezzi da 90 ci stavano, ma con le orecchie ancora fresche di Anthems, boh mi lasciava un po' basito...ora con il tempo l'ho rivalutato molto, e soprattutto in questo disco, gli emperor mescolano di tutto e di più, allontanandosi ancor di più dal black...direi che un 83 è più che giusto
Punto Omega
Mercoledì 18 Giugno 2014, 9.56.00
15
La sola Curse you all men vale l'album. Gruppo stratosferico che in ogni sua uscita ha saputo rinnovarsi e presentare qualcosa di nettamente superiore alla media. Quanto mi mancano...
Galilee
Martedì 17 Giugno 2014, 16.12.16
14
Enry, dico cosi perchè i primi due dischi erano "caos allo stato puro", mentre questo punta molto sull'orecchiabilità e sul groove di alcuni riff. Quindi direi che la nuova proposta musicale è abbastanza audace rispetto al loro passato. Quindi penso sia normale che molti abbiano storto il naso. Però, secondo me le canzoni sono di altissimo valore. Rimane sempre un mio parere, ma volevo spiegarti meglio il mio pensiero, appunto.
SadWings
Martedì 17 Giugno 2014, 15.52.49
13
Secondo me il voto della recensione è giusto. Cambiano le coordinate musicali e si perdono le atmosfere uniche dei due predecessori ma rimane un ottimo lavoro.
enry
Lunedì 16 Giugno 2014, 14.00.34
12
Galilee: io onestamente non ci credo neanche un po', poi tutto può essere eh, non esistono controprove e il dubbio mi rimane.
Galilee
Lunedì 16 Giugno 2014, 12.51.32
11
Dal mio punto di Vista se non ci fosse stato scritto Emperor sulla copertina, il disco avrebbe ricevuto un accoglienza, almeno dalla critica, molto più postiva.
Galilee
Lunedì 16 Giugno 2014, 12.49.10
10
Gli Emperor erano superiori e con questo album lo dimostrarono per l'ennesima volta. Non sarà all'altezza dei primi due, causa qualche esperimento un po' meno riuscito, ma nell'insieme è fantastico. Ma soprattutto è un tassello indispensabile della loro breve ma intensa carriera. Voto: 85
SNEITNAM
Domenica 15 Giugno 2014, 12.31.24
9
Gli Emperor sono durati solo quattro album ma in questi quattro album hanno dimostrato non solo un'eccezionale talento compositivo ma anche un fantastico talento nel sapersi evolvere. In the Nightside Eclipse aveva una sua voce esattamente come Anthems to the Welkin at Dusk che riprendeva il cammino da una composizione come Inno a Satana ma in maniera più evoluta. Poi c'è stato questo grande album (di cui ho avuto la fortuna di vederli nel realtivo tour) e il finale con un capolavoro quale Prometheus. Quest'album merita alla grande dall'inizio alla fine ed è una parte importante dell'eccezionale mosaico chiamato Emperor, una band per me maestra nell'Arte estrema musicale che è stata capace di far arrivare fino a noi una sintonia con la Musica che in pochi si possono permettere
herr julius
Sabato 14 Giugno 2014, 20.55.22
8
per me un album spettacolare, un'opera d'arte, un degno successore di quel album da 100 che è anthems. Voto 90
Resurrection
Sabato 14 Giugno 2014, 19.45.31
7
Per me è un ottimo disco ma io, degli Emperor, non butto via nulla.
Camillosky
Sabato 14 Giugno 2014, 15.30.48
6
Aspettavo da tempo questa recensione. Personalmente ho apprezzato ognuna delle 4 incarnazioni dell'imperatore, e quindi anche questo per me è un grandissimo disco. Questo gruppo per me è da lodare per la sua costante tendenza alla ricerca e al dinamismo compositivo anziché ripetere sempre la stessa formula "glaciale" del primo apprezzatissimo disco. Personalmente credo che questo fa di un artista un grande artista.
Metal Maniac
Sabato 14 Giugno 2014, 13.24.00
5
l'ho ascoltato e da subito intuii che le atmosfere gelide e spettrali di in the nightside eclipse erano solo un lontano ricordo... la proposta qui si fa più articolata e tecnica, molto vicina al Death metal... il momento migliore è il falsetto alla king diamond della traccia n. 4...
Theo
Sabato 14 Giugno 2014, 13.00.14
4
Io sto con Enry, anche per me disco nettamente inferiore ai due precedenti, e senza il monicker Emperor sul front del booklet non so nemmeno io se sarebbero stati apprezzati allo stesso modo. Ad ogni modo da apprezzare il coraggio del mastermind del gruppo norvegese, ai tempi, di scegliere una nuova strada lasciando la "consolidata" (se così vogliamo dire, dopo un solo disco prettamente Black). Ad ogni modo, per me, lui e Prometheus nettamente inferiori ai primi due, soprattutto a "In The Nightside Eclipse". Bella la riflessione finale di Giovanni nella recensione
enry
Sabato 14 Giugno 2014, 11.44.13
3
Disco buono con alcuni pezzi ottimi tipo Curse/An Elegy, ma questi Emperor mi piacciono molto meno dei precedenti. Mi sono sempre chiesto se questo disco e Prometheus sarebbero stati accolti alla stessa maniera senza Emperor scritto sulla copertina, io penso di no...75-78, non di più per me.
Luca
Sabato 14 Giugno 2014, 10.51.42
2
Album che mi ha lasciato l'amaro in bocca... dopo due capolavori, un enorme passo indietro... x me non più di 70
Sorath
Sabato 14 Giugno 2014, 10.47.23
1
Avete detto tutto voi! Onore all'Imperatore.
INFORMAZIONI
1999
Candlelight Records
Black
Tracklist
1. Curse You All Men!
2. Decrystallizing Reason
3. An Elegy Of Icaros
4. The Source Of Icon E
5. Sworn
6. Nonus Aequilibrium
7. The Warriors Of Modern Death
8. Of Blindness & Subsequent Seers
Line Up
Ihsahn (Voce, Chitarra, Basso, Tastiera)
Samoth (Chitarra)
Trym Torson (Batteria)
 
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