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Hour of Penance - Regicide
( 4135 letture )
Chiunque ponga un minimo di attenzione alla scena metal estrema italiana non può aver ignorato fino ad ora l'esistenza degli Hour of Penance, band romana che dal 2003 ha ricoperto, con grande padronanza, la posizione di prima rappresentante del brutal death nostrano all'estero.
Con alle spalle cinque full pluriacclamati e che brillano di luce propria, staccandosi dal classico brutal americano che non lascia spazio a momenti più epici e teatrali, come invece fanno i nostri, il gruppo arriva tramite la Prosthetic Records alla pubblicazione del sesto disco Regicide.

A dimostrazione del tono istrionico ma ricco di brutalità arriva l'intro Through the Triumhpal Arch e subito dopo l'opener Reforging the Crowns, una delle tracce più melodiche e varie del disco, che si apre con un riffing tecnico ma di facile presa, il quale lascia presto spazio a una serie di assoli che si alternano con rapidità. Riprende quasi subito le redini il riff principale per portarci al finale prima che giunga con violenza la successiva Desecrated Souls, traccia più diretta e dove la band preme il pedale sull'acelleratore ma senza mai rinunciare a delle trame di melodie orecchiabili. Con l'arrivo di Resurgence of the Empire i toni si fanno più maestosi che mai: appaiono cori ed orchestrazioni in stile Behemoth che creano atmosfere dal carattere "imperiale", inseriti in una traccia ricca di cambi repentini ed inaspettati.
Le ritmiche discontinue vengono riproposte anche nella successiva Spears of Sacred Doom, insigni però di quella ferocia incredibilmente catchy caratteristica della band capitolina.
Sealed into Ecstasy e Redeemer of Atrocity formano l'accoppiata più brutal dell'intero disco: la prima esprime la sua distruttività attraverso un'alternanza di mid e up-tempo, di blast beat e rallentamenti solenni; la seconda è un puro attacco frontale impetuoso e violentissimo, dalle sonorità molto old school.
La titletrack si presenta come una delle tracce più sperimentali, riuscendo ad unire, anche in un brano di breve durata, tutte le varie sfaccettature del disco: riff diretti dal ritmo cadenzato, rallentamenti imponenti e pomposi, blast beat e sfuriate di doppia grancassa, orchestrazioni evocative più l'aggiunta eccezionale di una metrica catchy; tutto questo amalgamato alla perfezione.
Senza cambiare formula si procede verso la fine del disco, con tre tracce che nuovamente mettono in mostra la capacità del gruppo di sapersi destreggiare con facilità tra le molteplici forme che può assumere il death metal e di saper mescolarle tra loro, ognuna con il giusto dosaggio.

La produzione moderna rende perfettamente giustizia al lavoro, rendendo distinguibile ogni strumento e sapendo dare pienezza e definizione ai toni bassi ed espressività agli alti.
Le performance dei vari musicisti sono come sempre impeccabili, pure a seguito del recente cambio di formazione che ha visto l'arrivo di James Payne dietro le pelli e di Marco Mastrobuono al basso, i quali hanno già avuto modo di mostrare le loro capacità tecniche in un disco che vanta di numerosi, ma mai superflui, tecnicismi.
Superbo il guitarwork dell' ormai mastermind del gruppo Giulio Moschini e del suo compagno Paolo Pieri, il quale è anche addetto alle vocals nonché autore dei testi, che in questo lavoro si
concentrano su un rimprovero alle società totalitaristiche moderne ed in particolare a quella italiana.
L'artwork è un ritratto perfetto delle tematiche intraprese dal disco: le istituzioni religiose , primo strumento di propaganda delle società distopiche, permeano la cultura di dogmi e condizionano il nostro modo di pensare ed agire, spodestandoci da un trono che ci spetta ma che pochi sanno di poter riconquistare, quello di re della nostra stessa vita.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
80.34 su 23 voti [ VOTA]
lisablack
Sabato 29 Ottobre 2016, 14.11.43
18
Che band! Complimenti...l'Italia in quanto a Death o Thrash, si fa' rispettare, senti là che bomba di album! Aspetto in gloria il nuovo disco..
Cris
Sabato 24 Gennaio 2015, 22.26.03
17
Un pò noiosi...
Macca
Mercoledì 21 Gennaio 2015, 16.20.39
16
Migliore di Sedition, quantomeno io l'ho trovato molto più convincente. Voto 78
Nihilistic decadence
Lunedì 1 Settembre 2014, 3.37.36
15
Un disco discreto, da una band discreta.. Discreto il primo, perché da The vile conception in poi il loro stile è rimasto pressoché invariato.. Non è di per sé un male, ma lo diviene quando il disco non regge e questo è uno di quei casi. Il sound alla Behemoth è veramente patetico, sembra una scopiazzatura bella e buona solo per aggiungere un accento epico al disco, ma almeno i riff sono potenti, la batteria è varia e cattiva e le vocals sorreggono bene il tutto.. Ma la produzione, comunque migliorata rispetto ai precedenti album è forse la parte più scandalosa: come ci si aspetterebbe da una band così simile ai Behemoth, la produzione è un altro punto in comune, dato che è esageratamente pulita, precisa, la stessa batteria sembra una drum-machine.. Personalmente trovo che 70 sia un voto più che giusto: in campo brutal c'è stato sicuramente di meglio..
chuckevil84
Domenica 22 Giugno 2014, 18.54.23
14
Bel disco....
ERREstromblad
Giovedì 19 Giugno 2014, 14.45.32
13
Grazie d.r.i! Sì e dopo questa devono arrivare due altre recensioni di ottimi dischi appena usciti (non vi rivelo nulla ). Per quanto riguarda il disco, penso anche io sia uno dei loro migliori lavori
d.r.i.
Giovedì 19 Giugno 2014, 14.36.29
12
Ahaahaha Lambru, i commenti si fanno da sobrio
LAMBRUSCORE
Mercoledì 18 Giugno 2014, 20.16.59
11
NO, SCUSATE, ho sbagliato con la recensione dell'ultimo Sinister, questo non lo conosco ancora, perdonatemi i maroni, per cortesia....
LAMBRUSCORE
Mercoledì 18 Giugno 2014, 20.13.53
10
Non ho ancora l'originale, non so se lo prenderò -a parte se lo troverò usato a 5 euro-, sono l'unico che ha ascoltato i pezzi su internet e a cui non piace la produzione? Batteria fiacca come me dopo 2 minuti di corsa???
spiderman
Mercoledì 18 Giugno 2014, 18.33.42
9
Anche per me non c'e' altro da aggiungere vista la recensione chiara ed esauriente che ha gia' detto tutto,pero' do 5 punti in piu',perche' la produzione e' ttima con qualita' audio vicina alla perfezione e poi perche' la batteria di James Payne mi manda in estasi.Voto 87.
d.r.i.
Mercoledì 18 Giugno 2014, 15.35.48
8
Erre dai che ti va bene, dopo i Dead Congregation con Promulgation of the Fall hai recensito un altro gran bel disco. Bella recensione, degna di un disco di caratura internazionale. Io gli do 3 punti in più assestando il giudizio sull'85!
Markus
Mercoledì 18 Giugno 2014, 9.32.00
7
Secondo me un 90 lo merita largamente
zzz
Martedì 17 Giugno 2014, 19.52.22
6
85 meritatissimo nient'altro da aggiungere
Resurrection
Martedì 17 Giugno 2014, 19.32.09
5
Per quanto mi riguarda è il loro disco più maturo a livello di songwriting anche se a livello soggettivo preferisco The Vile Conception e Sedition. In numeri dall' 80 in su..
Er Trucido
Martedì 17 Giugno 2014, 17.39.39
4
Con loro rimango sempre indietro, prima o poi recupererò
Ad Astra
Martedì 17 Giugno 2014, 14.06.44
3
comprato sett. scorsa e per quel poco che son riuscito a percepire c'è piu coesione tra i membri e il mixaggio nettamente superiore a sedition. unica pecca,se vogliamo chiamarla cosí,è la voglia di apparire troppo behemothiani in certi frangenti. del reso meno casinaro e piu razionale. una altra conferma!
GioMasteR
Martedì 17 Giugno 2014, 13.17.43
2
Buona prova, personalmente l'ho trovata più potente e piacevole di Sedition. Piacevole anche da suonare
marduk
Martedì 17 Giugno 2014, 12.05.23
1
ennesima conferma di un gruppo fantastico
INFORMAZIONI
2014
Prosthetic Records
Brutal
Tracklist
1. Through the Triumphal Arch
2. Reforging the Crowns
3. Desecrated Souls
4. Resurgence of the Empire
5. Spears of Sacred Doom
6. Sealed into Ecstasy
7. Redeemer of Atrocity
8. Regicide
9. The Sun Worship
10. The Seas of Light
11. Theogony
Line Up
Paolo Pieri (Voce, Chitarra)
Giulio Moschini (Chitarra)
Marco Mastrobuono (Basso)
James Payne (Batteria)
 
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