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DIO - Lock Up The Wolves
( 8706 letture )
“The Voice”, lo so, lo so, quello era Sinatra, ma se un paragone può essere fatto tra l’oriundo siculo ed il mondo H.M., credetemi, è solo Ronnie il personaggio che può reggere tranquillamente sulle spalle questo peso. Egli è infatti “la voce” del movimento H.M., il folletto delegato dal creatore per rappresentare l’essenza e lo spirito di questa musica, condensandone in sé tutta la sua storia, dal blues in poi. Questa sesta opera dell’ex Rainbow però, fu sostanzialmente snobbata all’epoca della sua uscita e pur non potendo essere considerata un flop, non è certamente da ricordare come il maggior successo commerciale di Ronnie. E’ questa una delle più grandi ingiustizie musicali di quell’ultima decade del secolo, perché quel platter conteneva alcune delle più belle songs mai proposte da Padovano, ed è probabilmente il vento che cominciava a spirare in quel 1990 che influenzò il giudizio di molti, un’aria che cominciava a rivolgersi verso modi discutibili di innovare l’H.M. , indirizzandolo verso stili forse più orientati dalla moda che non dalla sostanza, e che prevedevano poco spazio per chi rappresentava agli occhi illuminati dei nuovi mentori dello stile un passato da superare alla svelta. Personalmente non stimo molto gli anno 90, ma credo comunque di essere nel giusto se dico che LUTW fu sicuramente sottostimato. Non fu neanche tenuta in considerazione la travagliatissima genesi del platter, che costrinse Ronnie a rivoluzionare una formazione considerata come estremamente affidabile, dato che Bain e Schnell abbandonarono mentre il disco era già definito nelle sue linee principali costringendolo a trovare alla svelta dei degni sostituti e fermando la lavorazione per un paio di mesi, fino a quando la scelta cadde su Teddy Cook e Jens Johansson, quest’ultimo ben noto per la sua lunga collaborazione con Malmsteen. A questo punto un’altra mazzata si abbatte su una formazione che, non dimentichiamolo, doveva anche fare i conti con l’incognita dell’inserimento del giovanissimo axe-man Rowan Robertson da Cambridge, scelto al termine di una lunghissima selezione (a proposito, quanti avrebbero avuto il coraggio di prendere un teenager in squadra?) a lasciare è infatti anche Appice, uno dei drummer più tecnici ed affidabili del giro, prontamente sostituito, un po’ a sorpresa, con l’ex AC/DC Simon Wright. Con questa line-up inedita e con la pre-produzione in mano, Ronnie si presentò presso i Granny’s House Studios per registrare un platter che nelle intenzioni doveva essere più lungo, ma alla fine Hell Wouldn’t Take Her e There’s a River Between Us furono escluse dal lotto definitivo dei brani. I primi microsolchi introducono un classico pezzo “alla DIO”, Wild One è infatti un tellurico esempio di singolo non commerciale, il tipo di song che da sempre Ronnie ha piazzato in testa a tutti i suoi lavori, e che mostra una coesione già notevole tra i nuovi membri; headbanging assicurato. Born on the Sun è più rappresentativa del feeling generale che permea LUTW, più orientato verso atmosfere doom che non su esercizi di velocità, pure presenti; atmosfera generale che forse ha contribuito ad allontanare una fetta di ascoltatori poco avvezzi a questa attitudine. In ogni caso non è certo la velocità a determinare la pesantezza di un platter, anzi, spesso queste atmosfere inquietanti rendono il tutto ancora più sinistramente metallico. Born on the Sun è una canzone gotica contenente un buon solo di Rowan e che va a terminare con un efficace crescendo. Hey Angel era sicuramente più “singolo”, ed infatti lo fu, ma di grande classe, non certo un brano commerciale. Between Two Hearts è una delle mie preferite, lenta ed oscura, si insinua in mente con un riff che trasporta la voce sicura del singer perfettamente a suo agio nel modellare le note profonde e sicure che caratterizzano il cantato. Night Music riporta su il tempo e risulta efficace sia nel riff che nel solo di Robertson, ma la sensazione da incubo metallico è portata al parossismo dalla title-track Lock up the Wolves, opprimente ed evocativa, giudicata negativamente da gran parte dell’audience dell’epoca, ma assolutamente degna di rappresentare al meglio la musica di R.J. oscillando tra i Racconti di Ossian e momenti di epico pathos coinvolgente. Più classicheggiante Evil on Queen Street, d’atmosfera blues nella composizione, e che porta al rush forsennato di Walk on Water, preciso il drumming di Wright (anche se tecnicamente inferiore ed anche meno fantasioso di Appice) ed ancora una volta Robertson che offre una prova di freschezza, aiutato dalla verde età e che lo rende diretto ed efficace, anche se ovviamente sono sempre le parti vocali a costituire il nocciolo duro delle composizioni. Twisted non è proprio un filler, ma insomma… si è sentito di meglio. A chiudere è My Eyes, anche questa è tipicamente made in DIO come ultima song di qualità medio-alta e testo celebrativo. Tra queste due da citare sulla versione CD la titanica Why are They Watching Me, qui però parliamo solo del vinile. Di Wright ho già accennato, buone le prove di Cook e Johansson che svolgono bene i compiti loro affidati dal direttore d’orchestra. Disco troppo per veri rockers forse, per essere apprezzato da chi nel '90 aveva 14/17 anni, peggio per loro, sul lungo periodo sono queste le cose che rimangono. THERE’S A BLACK CAT SCREAMING…

Voglio chiudere questa recensione con un piccolo gioco: lancio quindi il primo concorso della sezione classici, approfittando per rendere noto qualcosa che forse non tutti conoscono , il primo che risponderà correttamente vincerà una mentina già succhiata da un membro della redazione a sua scelta. Grande eh..? La domanda è questa: quale è la particolarità occulta del logo di DIO? Partecipate massicciamente.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
63.89 su 56 voti [ VOTA]
Maurizio
Giovedì 21 Novembre 2019, 21.18.11
39
Uscito in un periodo complicato. Non è da buttare ma devo dire che faccio fatica ad ascoltarlo tutto...giusto il voto lettori, per questa volta.
Legalizedrugsandmurder
Giovedì 21 Novembre 2019, 21.04.57
38
@philosopher infatti per me è un buon album, solo forse un po' lungo. Avrei tolto Twisted e evil in Queen street
Philosopher3185
Giovedì 21 Novembre 2019, 18.37.58
37
@Legalizedrugsandmurder;si ci credo..ma non è il primo album-valido-che è stato stroncato da i critici.
Legalizedrugsandmurder
Mercoledì 20 Novembre 2019, 21.08.32
36
@philosopher all'epoca fu massacrato e fu un fiasco commerciale
Philosopher3185
Mercoledì 20 Novembre 2019, 20.44.08
35
Un altro buon album,compatto e con delle belle composizioni..certo non è al livello dei primi due,ma si difende bene anche se non regge la competizione con altri prodotti metal del periodo..
Alerock
Martedì 11 Settembre 2018, 1.06.08
34
il logo DIO se girato alla rovescio diventa DEVIL. ma credo lo sappiano già TUTTI.
klostridiumtetani
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 19.52.29
33
Io credo che le critiche che l' epoca vennero mosse a questo album, sia dovuto alla presenza di Rowan Robertson, allora se non sbaglio diciassettenne, e che venne dopo quel capolavoro di "Dream Evil"
Mic
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 18.48.18
32
Non si chiamava padavona? Bel disco, riascoltato oggi
Max '74
Mercoledì 31 Gennaio 2018, 9.16.26
31
Pur conoscendo da tanti anni i vecchi album di Dio, ho comprato questo CD solo di recente perché negli anni mi sono sempre fidato delle recensioni dell'epoca che l'avevano stroncato di netto. Ascoltandolo sono rimasto piacevolmente sorpreso. Ok, probabilmente non è all'altezza di Holy Diver e Last In Line, ma è comunque un ottimo album caratterizzato da un'atmosfera molto dark che a tratti ricorda l'ottimo Dehumanizer dei Black Sabbath. Mi viene quindi il dubbio che probabilmente all'epoca sia stato massacrato dalla critica musicale solo perche' nell'aria si cominciava a sentire odore di grunge e nu Metal.....grande Ronnie!! RIP.
Aceshigh
Venerdì 24 Novembre 2017, 17.06.28
30
Mi fu regalato per il Natale di quell'anno... Lavoro non perfettamente riuscito, dal mood un po' più dark rispetto al passato. Accanto a grandi canzoni come la title-track, o Wild One c'è purtroppo qualche passaggio a vuoto. Nel complesso comunque un buon album. 82
Father Picard
Mercoledì 18 Maggio 2016, 2.19.46
29
discreto lavoro, ma troppo lungo. All'epoca massacrato da tutti. Ora si sta rivalutando tutto di ronnie, speriamo di non esagerare all;opposto negli anni 90, Dio era considerato un pensionato finito e ormai fallito, artisticamente e commercialmente. Ne avessimo ora come lui...
Andrew Lloyd
Venerdì 12 Giugno 2015, 21.41.54
28
Questo disco fu allora l'anello più debole della discografia di Ronnie. Line up "improvvisata" e poi nel 1990 a livello di uscite discografiche, in ambito HardNHeavy, venne rilasciato l'impossibile e questo disco, un po' stanco ( nonostante abbia i suoi momenti), passò in secondo piano. Non ho mai capito che fine fece il pur bravo Rowan Robertson...
Therocker77
Giovedì 12 Febbraio 2015, 18.37.48
27
l'album in questione rappresenta il mio primo impatto con questo grandissimo artista; Pur riconoscedo la grandezza e l'importanza indiscussa dei primi album di Dio devo dire che LUTW è un album che personalmente piace tanto, trovo che la media dei pezzi sia davvero di buon livello, i soli del giovanissimo chitarista sono molto eseguiti con personalità e stile, così come il riff working è ben curato e arrangiato, Raven dice che non stima particolarmente gli anni 90, per me sono anni "controversi" ma di inbubbio valore musicale a prescindere dai gusti personali, gli 80' saranno anche la golden age dell'heavy Metal ma i 90' è davvero un pezzo da "90" , scusate il gioco di parole...85/100
AL
Venerdì 1 Agosto 2014, 8.56.55
26
@vitadatrasher: ora sono curioso! quale è??
Vitadathrasher
Venerdì 1 Agosto 2014, 8.15.54
25
Riguardo all' ultima riga del recensore....vorrei porrei io la domanda a lui: negli album di dio c'è un simbolo ben più occulto del logo......
Steelminded
Venerdì 1 Agosto 2014, 0.46.07
24
La mia preferita è la title track, seguita dalle prime 3 che si tengono su buoni/ottimi livelli... il resto delle composizioni lascia abbastanza indifferenti...
Steelminded
Venerdì 1 Agosto 2014, 0.32.21
23
Siamo un po' al limite qui tra un buon disco e un disco più che sufficiente, propendo per il secondo, non darei più di 70, forse anche qualcosa di meno. Per me il chitarrista è una conocausa della prova incolore. Bella recensione di Raven, suo classico stile conciso e informativo.
AL
Venerdì 14 Giugno 2013, 15.34.52
22
un buon disco di heavy metal che ascolto sempre volentieri... Between two hearts un capolavoro, wild one la classica canzone di Ronnie che ti ributta negli 80.. Lock up the wolves come canzone l'ho rivalutata solo successivamente, devo dire che all'inizio non mi prendeva..
anvil
Martedì 30 Aprile 2013, 13.06.51
21
Consumato pure questo di brutto , nella discografia del grande DIO non trovo un album che sia da scartare . voto 82
iommi
Domenica 21 Aprile 2013, 19.11.54
20
Io all'inizio lo trovavo inferiore ai precedenti. Ora invece devo dire che è semplicemente un disco diverso da apprezzare per la sua diversità e compattezza. Lo trovo veramente molto copmpatto,ben suonato,prodotto e naturalmente....cantato.
andre
Venerdì 13 Luglio 2012, 21.17.29
19
comunque l'ooculto e che se si capovolge la scritta DIO viene fuori DEVIL letta al contrario
leonardo
Domenica 25 Dicembre 2011, 19.51.37
18
questo è in definitiva il disco dei DIO che preferisco, davvero raffinato e oscuro , conta delle canzoni tra le migliori del metal classico anni 90 (wild one ,evil on queen street,my eyes, born on the sun). VOTO 90
Flag Of Hate
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.54.50
17
Ti capisco, ti capisco... se comprassi tutti i dischi che ho in mente finirei in bancarotta come la Grecia....
Undercover
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.51.58
16
E pian piano, il settore heavy è carente ahimè quindi devo rifarmi, ne ho di roba da prendere solo che entro in un qualsiasi negozio o visito gli store online e finisco sempre per prendere altro, è un casino XD
Flag Of Hate
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.42.30
15
Undercover, hai l'obbligo morale di acquistare anche "The Last In Line" e "Dream Evil", almeno!!
Undercover
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.11.22
14
Ricevuto in regalo dalla ragazza e possedendo solo "Holy Diver" e "Sacred Heart" è stata na bella sorpresa anche perché l'ho ascolti solo due volte nella mia vita entrambe in tape registrate a casa d'amici. I ricordi erano contrastanti, ora posso dire che è un buon disco per me però rimane un gradino e più sotto i primi quattro, c'è qualche canzone che mi fa storcere il naso come "Beetween Two Hearts" un po' troppo spaccamaroni per il mio gusto e "Twisted" per il resto non ci sono inni veri e propri ma più un platter compatto... ah, il mio pezzo preferito è proprio la titletrack
blackie
Venerdì 5 Agosto 2011, 22.23.42
13
un disco sciapo privo della genialita di ronnie,anche se la sua voce e sempre meravigliosa le canzoni non sono niente di che...
fabio II
Giovedì 4 Agosto 2011, 10.09.01
12
Od-dio! tra questo è 'dehumanizer' non so cosa sia peggio. Quando parte 'between two hearts' dall'incipit alla 'Children Of the sea', ma poi si rivela francamente imbarazzante, realizzi che è un disco 'buttato li' ( tra l'altro con una formazione falcidiata ) Consentitemi un gioco di parole: 'Lock up the wolves' è un DEICIDE!
jek
Martedì 8 Febbraio 2011, 20.11.55
11
Disco di Dio come solito sublime onorato da una sublime recensione. Non ho nulla da aggiungere se non riascoltarmelo.
francesco gallina
Venerdì 2 Giugno 2006, 10.14.13
10
Il giusto
anonimo veneziano
Mercoledì 31 Maggio 2006, 16.28.09
9
ps. davvero corta come recensione ah
ANONIMO VENEZIANO
Lunedì 29 Maggio 2006, 19.15.29
8
pochi lo sanno ma il nostro caro raven suonò con i bathory in una tappa londinese della band come chitarrista aggiunto, fu una buona performance che però nn gli valse un' altrettanto florida carriera. peccato oggi recensisce mestamente i gruppi su questo sito........ SPRECATO!
francesco gallina
Martedì 23 Maggio 2006, 11.16.08
7
Notizie e ragguagli bene accetti
RonnieJamesDaddo
Martedì 23 Maggio 2006, 11.06.57
6
Altri aneddoti: il bassista suonò anche sul fantastico disco dei China Rain, mentre il batterista prese parte alle registrazioni del seminale "Rough Justice" dei Tytan.
RonnieJamesDaddo
Martedì 23 Maggio 2006, 11.05.27
5
La "particolarità occulta" emerge più che altro dal logo di "Dream Evil".
Frank-Catch22
Domenica 21 Maggio 2006, 22.34.24
4
Io nel 1990 avevo 17 anni eppure questo disco l'ho consumato,dico disco xke' possiedo ancora tutti i dischi di Ronnie.Il primo amore non si scorda MAI!!!Il mio primo concerto fu proprio quello del Grandissimo singer.....25 Agosto 1987 Milano,Palatrussardi con Helloween,Skanners e Black Swan.....che ricordi!!!!
Mick
Domenica 21 Maggio 2006, 10.50.18
3
E bravo Frank, ancora una volta sei riuscito ad inquadrare alla grande in che modo fu accolto l'album che, secondo me, è un CAPOLAVORO IMMENSO, il mio preferito insieme e "The last in line". Tutte le canzoni sono bellissime (a parte, come dici tu, "Twisted", una po' bruttina)però ci sono alcune che sono dei MUST IMPERDIBILI come "Wild one", "Burn on the sun", "Hey angel", "Between two heart", "Why they are watching me" e "My eyes". Questo disco di Dio è da avere a tutti i costi (come tutta la sua discografia . Chi osa criticare questo album, beh...ci sono gli Him o i System Of Down che vi aspettano per succhiarvi più soldi possobili per poi offrirvi dei prodotti PENOSI. Basta anche solo la copertina per giusticare l'acquisto di questo disco. Voto 93/100. Ciao grandi
francesco gallina
Sabato 20 Maggio 2006, 10.54.13
2
Complimenti, complimenti. Peccato per il rifiuto del premio, la metteremo da parte.
Il Mentalista
Venerdì 19 Maggio 2006, 17.00.18
1
Capovolgendolo, la scritta diventa DEVIL (anche se un pò stilizzata). La mentina però non la voglio...
INFORMAZIONI
1990
Vertigo
Heavy
Tracklist
1. Wild One
2. Born on the Sun
3. Hey Angel
4. Between Two Hearts
5. Night Music
6. Lock up the Wolves
7. Evil on Queen Street
8. Walk on Water
9. Twisted
10. Why Are They Watching Me
11. My Eyes
Line Up
R.J. Dio - Voce
Rowan Robertson - Chitarra
Teddy Cook - Basso
Jens Johansson - Tastiere
Simon Wright - Batteria
 
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