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Outloud - Let`s Get Serious
( 1532 letture )
In Grecia si rocka alla grande nonostante la grave crisi economica che attanaglia il paese. Gli Outloud sono uno dei nomi più rimarchevoli della scena ellenica, una band, ma soprattutto un progetto, capitanato da Bob Katsionis, chitarrista e tastierista di ottimo livello, ed ex Firewind. Questo Let’s Get Serious incarna il terzo album marchiato a nome degli Outloud e vede il singer americano Chandler Mogel al microfono; il batterista George Kollias, dei Nile, dietro ai tamburi si fa valere una cifra, anche se non appare come membro fisso della line-up, lasciando il posto a un certo Kostas Milonas: il tutto è stato mixato e masterizzato da un nume tutelare come Tommy Hansen e il sound ne risente decisamente in positivo, di grazia. L’etichetta è addirittura la AOR Heaven, già dal precedente Love Catastrophe (2011), che ha creduto assai in questo nuovo piano di lavoro di Katsionis, cercando di aggredire il mercato dall’alto di una miscela musicale sicuramente scoppiettante e una copertina con signorina procace e provocante annessa; una donzella da vera battaglia con tante armi a sua disposizione. E la fantasia di tanti vola, lo so, lo so. La label ci pone a conoscenza che il precedente cd ha venduto oltre ottomila copie, che non sono certo una bazzecola di questi tempi, e il gruppo risulta il più cliccato del proprio paese, su You Tube, con quasi mezzo milione di visualizzazioni.

Ed allora si parte, pronti? Attacco frontale su Death Rock!, l’opener sprigiona una doppia cassa da conflitto intercontinentale, chitarre cariche, voce piena e solismo davvero istrionico, una bella partenza che ostenta anche un basso sfrigolante e atmosfere epiche, ma questa prima traccia non ha nulla a che fare con la seguente: sinceramente I Was So Blind è un singolo pazzesco intarsiato di melodie empiree, costruito su flavour esaltanti, con strofe AOR esplosive e satinate che preludono ad un chorus eccezionale con atmosfere da brividi, scansioni melodiche da arrapamento immediato e la voce di Chandler Mogel perfetta nell’interpretazione. Una song gioiello che brilla a 349 carati, impossibile da tralasciare, la vera hit dell’intero platter! One More Time è intrisa di sintetizzatori, le chitarre giocano su un riff e il ritornello istiga, ma I Was So Blind rimane imbattuta, e come potrebbe esser diversamente, dico io; il solo della sei corde accalappia prima di lasciarsi andare ad un duello con le tastiere. Una bella song, va detto. Bury The Knife si trucca da song levigata con arpeggi iniziali, cori a balconcino che sostengono un buon inciso mentre Bob Katsionis ci da dentro con tasti d’avorio e pugnalate chitarristiche, sviluppando un solismo furioso e accattivante che trasforma la song in aggressione frenetica, la successiva Like A Dream gode di atmosfere patinate ma non appare memorabile, mentre l’acustica It Really Doesn’t Matter coglie nel segno dall’alto di influenze blues, cori sapienti e un gusto che sa impressionare, concludendo un lotto di tracce davvero sapienti per il songwriting della band e per gli sviluppi futuri. Se A While To Go ha tastiere e andamento molto ottantiano con un chorus squillante, le chitarre class prendono il sopravvento in All In Vain cementando un bel ritornello corale, mentre gli strumenti menano mazzate fino al solo luccicante delle chitarre, sostenuto da una drum che impone ritmi vorticosi, mentre Another Kind of Angel sfoggia cadenze indiavolate su giri vicini al funky con puntate hard rock pungenti e la batteria vola libera in doppia cassa: davvero bravi questi Outloud per cultura musicale, capacità di miscelare influenze diverse e resa sonora ottimale, accoppiate ad un gusto per le melodie ben superiore alla media. La title track, Let’s Get Serious, ritorna ad accarezzare lo spettro del AOR degli anni ottanta, per via delle sonorità delle key, pur mostrandosi in qualità di virtuosa song instrumental, dove la band sa farsi apprezzare e Katsionis morde le ali del dragone cimentandosi in cascate di note plettrate ad alto wattaggio, vuoti blues, solismo alternato e velocità scanna-grizzly, insomma l’ennesima attestazione del valore di questo gruppo ateniese. Se Toy Soldiers è hard rock mitragliato, pinzato voluttuosamente a riff fulminei e andatura da gran premio, la conclusiva e dodicesima traccia, lecca una cover che tutto sommato può apparire abbastanza inutile e superflua, almeno per i miei gusti. Enola Gay, singolo del 1980 scritto e inciso dagli Orchestral Manoeuvres in the Dark, inclusa nell'album Organisation che spopolò trainato da questo singolo di facile presa, non aggiunge nulla di più di quanto mostrato sino ad ora dal combo: scelta discutibile mi permetto di aggiungere. Si poteva accludere un ennesimo scampolo originale o terminare con Toy Soldiers.

Al netto di tutto, questo CD si configura come una vera improvvisata, sfoggiando pedigree e tracce lucenti; certo non tutto è perfetto al millesimo di secondo ma la peculiarità che ha accompagnato questi ragazzi sin dall’esordio è il costante miglioramento delle loro pubblicazioni, partendo dalla scrittura dei pezzi per giungere sino al sound, motivo per cui è lecito attendersi tanto da loro. Let’s Get Serious è una raccolta di song hard rock con forte imprinting AOR, ben suonato, ben prodotto e che sa ancora consacrare emozioni, a voi carpirne i segreti intrappolati tra questi solchi, evitando di partire prevenuti per la loro provenienza geografica. Anche all’ombra del Partenone si rocka senza ritegno.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
61 su 5 voti [ VOTA]
InvictuSteele
Mercoledì 15 Aprile 2015, 12.37.21
8
Seguo la band sin dal primo disco, devo dire che ogni volta sfornano album incredibili, sono tutte bombe di hard rock melodico. Il primo resta il migliore, mi ha folgorato al primo ascolto, un gioiello, ma per adesso tutti e tre i lavori sono dello stesso livello.
Attila Csihar
Martedì 26 Agosto 2014, 19.23.16
7
Sono qui solo per merito della rossa scosciata in copertina.
Frankiss
Martedì 26 Agosto 2014, 18.22.56
6
Grazie per le tue parole Luca....gli album precedenti li valuto inferiori a questo....magari in futuro potrebbero venir recensiti qui...Stay Metal..a presto,..ciao!!
luca
Venerdì 22 Agosto 2014, 20.17.24
5
@Frankiss
luca
Venerdì 22 Agosto 2014, 20.17.01
4
bella recensione mi ha incuriosito questo gruppo dovrò approfondire la loro discografia. Frankiss cosa ne pensi degli album precedenti(We'll Rock You to Hell and Back Again! e Love Catastrophe) e che voto gli avresti dato?
paolin
Mercoledì 18 Giugno 2014, 23.22.45
3
recensione aperta ma non letta..vista per bene diciamo..ahahah
Lizard
Mercoledì 18 Giugno 2014, 20.10.49
2
Ora muoio, grazie HyperX
HyperX
Mercoledì 18 Giugno 2014, 19.37.13
1
Lo ammetto, ho aperto questa recensione solo per la smandrappona scosciata in copertina. Sono una vittima del marketing più becero, perdonatemi.
INFORMAZIONI
2014
AOR Heaven
AOR
Tracklist
1. Death Rock!
2. I Was So Blind
3. One More Time
4. Bury The Knife
5. Like A Dream
6. It Really Doesn’t Matter
7. A While To Go
8. All In Vain
9. Another Kind of Angel
10. Let’s Get Serious
11. Toy Soldiers
12. Enola Gay
Line Up
Chandler Mogel (Voce)
Bob Katsionis (Chitarre, Tastiere)
Jim Scordilis (Chitarre)
Sverd (Basso)
Kostas Milonas (Batteria)
 
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