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Unrest - Taste It
( 934 letture )
Trentotto minuti e rotti di heavy metal allo stato brado. Un disco del ‘92 che è fotografia esatta di quella fase: da una parte il grunge che spopolava, dall’altra il metal puro che opponeva resistenza alla calata barbara delle camicie di flanella e pensieri nefasti, sfoderando produzioni pure e dure, senza concedere nessun compromesso al cambiamento. Con il glam spazzato via dal ciclone di Seattle, l’hard rock che boccheggiava, tanto di cappello agli Unrest per la loro “opposizione”! In quel periodo così funzionava. Tedeschi di Brema, il quintetto si unisce nel 1988 con l’idea di suonare metal dei più classici, spendendo i primi tre anni ad incidere due demo al fine di trovare un contratto discografico che arriverà e permetterà loro di pubblicare il qui presente Taste It, targato anno di grazia 1992. E allora attendetevi cavalcate di razza, Marshall a palla, voce molto alla Udo e riff killer accoppiati a grandinate della sezione ritmica. Certo, alcune cose si potevano rivedere un pochino, la dinamica del rullante e del drum kit non è propriamente pazzesca, ma su questi solchi trionfano il sudore, il credo, l’abnegazione e la voglia di non capitolare mai, portando alla meta il vessillo metallico.

Le chitarre spodestano la noia, la triturano e la lanciano per strada sull’asfalto nudo, poi parte il frontale violento della musica, con standard comunque di pregevole fattura, marchiata a fuoco dalla griffe di fabbrica del metal by Germany. Sönke Lau sfoggia corde vocali all’amianto, ma la parte del leone in tutto il disco la fanno Michael Kühn e Claus Wiechert, veri saldatori di riff, bridge e soli gustosi e di alto profilo. È però tutta la line-up ad apparire tetragona e indistruttibile, laddove il sound è nitido e tirato a lucido sino allo spasimo. Keeper of the Law, in apertura, rende chiara l’idea di cosa si prospetta: guitar taglienti come scuri affilate, voce acidissima, cori penetranti incastrati su ritmi al fulmicotone, questi sono gli Unrest e tutto il CD viaggia su questi canoni sfregianti come borchie e corrosivi come acido perclorico. Hunter ha derivazioni palesemente derivative dei Metallica del Black Album nel bridge dilatato, sia come suoni che come ispirazione, mentre Hell on Wheels carpisce un po’ troppo dei Maiden nei fraseggi; ci sono accenni qua e là di già udito e di Accept, ma i teutonici si dimostrano capaci di creare affusolate song che surriscaldano come altoforni fuori controllo!

Un bel disco, da rispolverare e da risentirsi parecchie volte, manifesto di un metal che rimane e permane. Certo, se la batteria fosse stata meno sintetica il risultato globale ne sarebbe uscito avvantaggiato, ma Taste It è un bell'agglomerato di heavy metal che ancora oggi piace.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
54.6 su 5 voti [ VOTA]
Sandro70
Venerdì 27 Giugno 2014, 23.28.31
4
Io ho Watch Out ed è un bellissimo disco.
Matteo
Venerdì 27 Giugno 2014, 22.16.05
3
bravo franchetti
Sambalzalzal
Giovedì 26 Giugno 2014, 2.15.47
2
Ahhhh finalmente una recensione sugli Unrest!!! Quest'album all'epoca l'ho letteralmente divorato e lo riascolto sempre molto volentieri! Keeper Of The Law è micidiale! la band metterà a segno le mazzate migliori con i tre albums successivi By The Light Of The Moon, Watch Out e Cold Steel Whisper. Ebbi la fortuna di vederli in terra teutonica dal vivo nel 1997 e si dimostrarono delle macine assurde! Legato a questo album/periodo se nn ricordo male c'è l'aneddoto di Sönke che gliele diede di santa ragione ad Axel Morgan dei Running Wild per una storia di strumenti rubati!
Matteo
Giovedì 26 Giugno 2014, 0.37.15
1
37,2 è il mio voto, arrotondato per eccesso
INFORMAZIONI
1992
Battery
Heavy
Tracklist
1. Keeper of the Law
2. Hunter
3. Fight Till We Fall
4. Ship of the Lost
5. Stand Up
6. Unrest Rock
7. Hell on Wheels
8. War on TV
9. No Way Out
Line Up
Sönke Lau (Voce)
Michael Kühn (Chitarre)
Claus Wiechert (Chitarre)
Gerd Nawrocki (Basso)
Guido Hettwer (Batteria)
 
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