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Darkthrone - Soulside Journey
( 3156 letture )
Cominciamo dall'inizio: Fenriz si chiamava ancora Gylve Nagell ed un certo Ted Skjellum diverrà in seguito noto con lo pseudonimo di Nocturno Culto. Tutto ciò accadeva agli inizi degli anni '90. Arriviamo dunque alla fine: i Darkthrone sono una band osannata ed idolatrata per capolavori quali A Blaze in the Northern Sky, Transilvanian Hunger, Under a Funeral Moon e Panzerfaust; si tratta di capolavori di black metal gelido, mefistofelico e marcio come pochi, fonti di ispirazione per molte, moltissime band a venire.
Eppure, il primo approccio degli allora Black Death era ancora distante da quel sound velenoso degli album immortali, traendo invece una mortifera linfa dall'esordiente death metal, appesantito da una vena doom sfiancante e diabolica: non a caso fu la Peaceville a dare in pasto alle stampe questo primordiale Soulside Journey.

Le undici tracce di questo viaggio si snodano tra percorsi onirici di ispirazione lovecraftiana (Soulside Journey, Neptune Towers), assalti sonori da regni oscuri e dimenticati (Cromlech), passando per lande melmose ed ostili lungo le quali si sviscerano le sonorità mortifere dei Darkthrone, sconquassate sporadicamente da vigorose sfuriate, perfide e dannate quel tanto che basta per cercare di mantenere alta l'attenzione ed evitare momenti di noia.
Si parte quindi con l'apertura di Cromlech, richiamo a quei Stonhenge da dove far incominciare la nostra avventura in reami dimenticati; l'adrenalina è già a mille, i ritmi sono decisi ed il viaggio può avere inizio. E con Sunrise Over Locus Mortis si prosegue in visioni extrasensoriali che ci conducono alla sola verità, il Lato Oscuro, mentre la title-track sprigiona incontenibile la meta del nostro girovagare, un viaggio psichedelico in altre dimensioni, alla ricerca dell'anima. Aumenta la carica di oppressione la seguente Accumulation of Generalization, maligna strumentale, per giungere così alla catacombale Neptune Towers, dove civiltà aliene si stagliano davanti ai nostri occhi, mentre la base dello stagnante doom dei nostri viene attraversato da potenti sfuriate e da synth atmosferici, chiudendo il tutto con un assolo breve ma ben riuscito. Sempiternal Sepulchrality ci pone davanti ad un altare dimenticato, ripercorrendo le sonorità finora ascoltate, mentre Grave With a View si fa solenne, grazie al buon uso dei synth, anch'essa tra ritmi lenti, oscuri e furiose accelerazioni. Si passa così a Iconoclasm Sweeps Capadoccia, forte di una struttura più complessa rispetto a quanto ascoltato sinora, incentrata su tematiche blasfeme, mentre Nor the Silent Whispers è un'altra meta dove sotterarci e portare i nostri cuori, canzone che si snoda su un sound oramai familiare e conosciuto. The Watchover ci fa finalmente giungere alla nostra decomposizione, il nostro viaggio "dall'altra parte" è arrivato alla sua conclusione, poco benevola ovviamente (polvere e cenere, ossa decomposte, dove i cadaveri giacciono), ma rivelatrice di quanto esista al di fuori di questa esistenza, secondo la visione offertaci dagli oscuri Darkthrone. Chiude il tutto la strumentale Eon.

La produzione è incredibilmente buona rispetto ai successivi standard del duo norvegese, dato il lavoro dei Sunlight Studios, ed il marcio sprigionato dalla band si sente perfettamente in tutte le sue parti, dal pesante basso, alla chitarra inquieta, alla batteria varia ed al cantato monocorde ma cavernoso. Sì, decisamente cose per cui non si pensa direttamente al monicker Darkthrone in effetti, ma questo è stato solo l'inizio, un figlio poi rigettato, a metà tra il culto ed il dimenticatoio più becero. L'album è sì tecnico ed in parte personale, dalle atmosfere riuscite e schiaccianti, ma è anche scolastico, poco vario e di difficile approccio. Probabilmente, inciso da un altro gruppo, si sarebbe a lungo dibattuto tra il giusto oblio per un disco che non ha moltissimo da dire ed un album di culto di band primordiali che nonostante tutto vivevano un'età pionieristica, durante la quale molto doveva essere ancora standardizzato e sperimentato. Ed è così che viene influenzato il giudizio finale, a metà strada tra un album semplice nel sound, ma complesso nell'ascolto, non rivoluzionario, ma testimone e primo alfiere della forza nera ed abissale di uno dei più importanti gruppi del mondo metal.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
87.38 su 18 voti [ VOTA]
tino
Martedì 12 Settembre 2017, 17.47.10
17
A me invece ha sempre fatto schifo
duke
Martedì 12 Settembre 2017, 17.27.50
16
nonchalance?ahahahahahaaaa!
nonchalance
Martedì 4 Aprile 2017, 19.52.14
15
ahahahah
duke
Martedì 4 Aprile 2017, 17.15.45
14
il piu' normale e decente disco di questa band.....dopo solo monezza!
LexLutor
Domenica 19 Febbraio 2017, 9.24.52
13
Tra il 1989 e il 1992 il deathmetal ha conosciuto un periodo (inspiegabile) di notorietà e diciamolo, anche di fortuna. Un vento favorevole che soffiava forte sopratutto da nord. Dai Nihilst/ Entombed in poi si è un fenomeno di grande apertura al genere: i sunlight studios erano una meta ambita. Tutti volevano quel sound "crushing", saturo e gonfio, delle chitarre. Anche i Darkthrone, che in quel periodo si trovavano proprio in direzione a favore di quel vento da Nord. Ne esce fuori un album di death metal in "stile swedish", con diversi punti di contatto con la band di gotheborg summenzionata, senza sdegnare il lerciume "Autopsyano", in quel periodo reduce del capolavoro "mental funeral". Insomma soulside journey paga dazio agli influssi di quel momento, chitarre stile sunlight comprese. Un buon disco condito da riff complessi e schizzoidi, pervaso da un atmosfera oscura e orrorifica. Tuttavia assai in linea con il corso degli eventi musicali di quel tempo. 75/100
lisablack
Sabato 30 Gennaio 2016, 20.44.02
12
Capolavoro del death scandinavo concepito dalla band che mi ha introdotto al black, la sola musica in cui trovo me stessa. Immensi Darkthrone, mai troppo amati!
VecchioThrasher
Lunedì 7 Settembre 2015, 12.08.58
11
Capolavoro. Ho usurato il cd. Era molto death che Black metal!
Zess
Giovedì 26 Giugno 2014, 10.15.18
10
Capolavoro.
Galilee
Lunedì 23 Giugno 2014, 20.40.25
9
Concordo con rece e voto. Però il disco era stato rinnegato ai tempi, ora è stato decisamente rivalutato, con tanto di edizione digipack e documentario all'interno....
enry
Sabato 21 Giugno 2014, 17.04.14
8
Rinnegato o meno questo resta un gran disco death metal, anche se solo un anno dopo la band diventerà un'altra cosa iniziando la loro leggenda black metal. Tutte ottime songs con in testa Cromlech che diventerà la 'hit' del disco, ripresa in seguito da diverse band.
Ad astra
Sabato 21 Giugno 2014, 15.34.22
7
rinnegato, dimenticato, ofuscato. sopratutto mai dimenticato. soulside è una perla che dovrebbero conoscere tutti gli amanti del death, un piccolo passo di storia. bravo enry che gli ha ridato vita!
Blackout
Sabato 21 Giugno 2014, 15.05.57
6
Per quanto i Darkthrone rifiutino questo loro periodo death metal, questo disco è semplicemente un capolavoro.
er colica
Sabato 21 Giugno 2014, 13.59.28
5
ennesima dimostrazione del valore di questi musicisti.
Theo
Sabato 21 Giugno 2014, 13.21.13
4
@LAMBRU: Sì, ma per scelta personale... Diciamo che molti artisti (soprattutto in generi come il Black Metal -che suoneranno poi oviamente, non in questo disco-) hanno sempre dimostrato una certa diffidenza nei confronti dei concerti dal vivo... Vuoi anche perchè a volte certi tipi di proposta (vedi gli austriaci Summoning) non avrebbero forse tanto effetto se suonate dal vivo o comunque l'artista non concepisce òa sua musica per essere suonata su un palco. Poi sono punti di vista comunque, io ad esempio capisco il tuo ed in parte lo appoggio anche, sul fatto Darkthrone poi, sì, ne fecero pochissimi e tutti ad inizio carriera (quindi credo che questo disco fu anche tra i più suonati assieme ai demo -dal vivo- ad onor del vero) però poi Fenriz stesso prese la decisione di tenere i Darkthrone come studio band e quindi niente live del tutto (ne fecero uno a metà carriera ad un'occasione speciale con un Nocturno Culto in formissima). Comunque Nocturno Culto, , tra l'altro, ha sempre dimostrato le sue capacità avendo spessissimo fatto da guest o accompagnato altre band sul palco... Mi vengono in mente ad esempio i Satyricon ... Comunque parlando del disco in sè, invece, lo ritengo buono... Ovviamente non paragonabile a quello che verrà dopo (per me i veri Darkthrone) anche solo per il genere proposto nei solchi delle 11 tracce. Ad ogni modo, come hanno detto altri, "l'inizio di tutto", quindi merita senz'altro più di un ascolto. Concordo con il voto in pieno.
LAMBRUSCORE
Sabato 21 Giugno 2014, 12.49.21
3
Questo disco mi piace un casino, però per me poi bisogna dimostrare dal vivo quello che si suona in studio, mi sembra che loro di live ne abbiano fatti ben pochi....
doomale
Sabato 21 Giugno 2014, 12.34.55
2
...per quanto non sia questo il lato dei Darkthrone che amo di piu...questo e' un album storico davvero...in cui hanno dimostrato tutt il loro bagaglio tecnico...per poi fottersene assolutamente dal successivo album in poi!...per me un 85 ci sta tutto...Maestri!
Sorath
Sabato 21 Giugno 2014, 10.41.15
1
L'inizio della leggenda
INFORMAZIONI
1991
Peaceville Records
Death / Doom
Tracklist
1. Cromlech
2. Sunrise Over Locus Mortis
3. Soulside Journey
4. Accumulation Of Generalization
5. Neptune Towers
6. Sempiternal Sepulchrality
7. Grave With A View
8. Iconoclasm Sweeps Cappadocia
9. Nor The Silent Whispers
10. The Watchtower
11. Eon
Line Up
Ted Skjellum (Voce, Chitarra)
Ivar Enger (Chitarra ritmica)
Dag Nilsen (Basso)
Hank Amarillo (Batteria)
 
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