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Evergrey - Monday Morning Apocalypse
( 4000 letture )
Gli Evergrey sono una garanzia.
Dopo l’ultimo, bellissimo, studio album The Inner Circle del 2004, e soprattutto il magnifico doppo live act degli svedesi A Night To Remember, considerato da molti il miglior DVD del 2005, gli scandinavi ritornano sugli scaffali in questo 2006 con Monday Morning Apocalypse. Ci tengo a dire subito che, ancora una volta gli Evergrey non deludono le attese. Intendiamoci, niente che faccia gridare al miracolo, ma di sicuro un album al di sopra della media.
Rispetto agli album precedenti ci sono principalmente due differenze: la brevità dei pezzi proposti, e una più diffusa vena puramente Heavy, a discapito di qualche soluzione Prog.
La prima differenza si spiega col fatto che questa volta la produzione è stata affidata ad Arnold Lindberg, mentre in passato era la band a prodursi i dischi. A causa di questo cambiamento alla produzione i pezzi sembrano tutti “singoli”, molto diretti, potenti, quasi “radiofonici”, infatti come ho già detto, la durata media delle canzoni è sui 3 minuti e mezzo. Insomma, una sorta di “commercializzazione”. Termine da non confondere, perché voglio dire che le canzoni sono state snellite dagli “elementi decorativi”, per risultare più dirette e per fare centro al primo ascolto, obiettivo centrato in pieno, infatti difficilmente riuscirete a togliervi dalla testa pezzi come Lost, In Remembrance o I Should. Di sicuro gli Evergrey non si sono “commercializzati” dal punto di vista del sound, dove c’è stato un diffuso irrigidimento, impossibile non notare quanto siano cattive le chitarre di Englund e Danhage.
Il fatto che gli Evergrey abbiano fatto una scelta più Heavy in fase compositiva, forse si può spiegare con la riproducibilità dei pezzi in sede live, grande punto di forza del combo di Goteborg. Credetemi sulla parola, in sede live gli Evergrey sono una macchina da guerra!
Analizzando i singoli tasselli che compongono Monday Morning Apocalypse, si può dire che non ci sia una canzone che faccia abbassare la qualità del disco. Si parte dall’incisiva title track, molto potente e con un refrain molto orecchiabile, non a caso è stata scelta come singolo apripista. Si continua con la meravigliosa Unspeakable, forse l’apice del disco, sorretta da un bellissimo assolo di Englund. Si prosegue con Lost, molto melodica, ma forse troppo banale nel testo. Obedience è la canzone meno facile da “digerire”, ma allo stesso tempo anche una delle più “pesanti”. The Curtain Fall e At Loss For Words sono un altro esempio della straordinaria capacità degli Evergrey di “fondere” potenza e melodia. Discorso a parte merita il pianoforte di Rikard Zander, che con la strumentale e malinconica Till Dagmar riesce a far rabbrividire. Applausi! Si continua con Still In The Water la più articolata del lotto, ma che alla lunga non delude. Degno di nota è il testo di The Dark I Walk You Through, altra validissima song. Ci si avvicina alla fine con l’eccezionale I Should, sicuramente una delle migliori canzoni dell’album. Si chiude con la bonus track Closure che grazie alla sua struttura (solo pianoforte e voce), riesce a mettere in evidenza le capacità vocali di Englund. Grande anche il songwriting di Englund, autore di tutti i testi, sempre attento a quella componente dark che ha sempre caratterizzato gli Evergrey. Inutile sottolineare la perizia tecnica dei cinque svedesi.
Si giunge alla fine con la convinzione di aver ascoltato un gran bel disco, ripeto, niente di trascendentale, ma ottime canzoni. Allora mi domando, cos’è che rende grande un album se non le canzoni…?
Un graditissimo ritorno di un gruppo che, forse, troppo spesso viene sottovalutato dalla critica.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
41.08 su 35 voti [ VOTA]
9Fede9
Sabato 24 Maggio 2014, 12.24.01
3
Grandissima ripresa. Ancora lontano dalle atmosfere cupissime e disperate di In Search Of Truth, lo stile è decisamente più heavy, ma ritorno in grande spolvero. Voto 80
d.r.i.
Giovedì 10 Ottobre 2013, 21.32.38
2
Lo sto riascoltando ora...potente, tecnico e coinvolgente. Voto 85!
Arakness
Lunedì 22 Maggio 2006, 11.38.26
1
in linea con l'ottima recensione (anche se personalmente ho abbassato di qualche punto la votazione). Reputo questo "Monday Morning Apocalypse" una spanna sopra il mezzo passo falso "The Inner Circle" (unico punto di disaccordo con ROBERTO), anche se decisamente più orecchiabile rispetto agli ottimi lavori passati. E soprattutto assolutamente in accordo: gli EVERGREY sono una grandissima band, da rivalutare e scoprire per tutti coloro (aimè troppi) che non l'hanno presa in seria considerazione!
INFORMAZIONI
2006
Inside Out
Heavy/Prog
Tracklist
1. Monday Morning Apocalypse
2. Unspeakable
3. Lost
4. Obedience
5. The Curtain Fall
6. In Remembrance
7. At Loss For Words
8. Till Dagmar
9. Still In The Water
10. The Dark I Walk You Through
11. I Should
12. Closure (Bonus Track)

Line Up
Tom. S. Englund: VOCALS and GUITAR
Henrik Danhage: GUITAR
Michael Håkansson: BASS
Rikard Zander: KEYBOARDS
Jonas Ekdahl: DRUMS
 
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