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Pantera - Power Metal
( 5607 letture )
DOVE INIZIANO I SOGNI
Un’anima glam custodita all’interno della materia di cui sono fatti i sogni. I Pantera sono visioni notturne in modalità r.e.m. che prendono vita, usciti dai sobborghi, creati dalle loro stesse mani, forgiati con pugni e groove metal per diventare un’icona globale. Il nome mette i brividi solo a pronunciarlo, a causa degli eccessi sonori e umani che hanno portato il gruppo texano a diventare un’icona multigenerazionale, un mito che vive ancora oggi su cinque album da studio e un live. Tre di questi, sono un must per ogni appassionato di metal che si rispetti, tutti li abbiamo ascoltati almeno una volta, e contengono canzoni che hanno oltrepassato i confini del nero capellone di turno per arrivare ai ceti più disparati, solleticando anche le orecchie del grande pubblico. Il bello di tutto questo è che all’assurdo non c’è mai fine e si pensa diffusamente che tutto sia apparso dal nulla, ampolla magica, fumo di scena e via con Cowboys from Hell come prima canzone del primo album in studio. Che disdetta quando poni la domanda fatidica: ma i quattro album precedenti? Dove sono finiti? Metal Magic, Projects in the Jungle, I am the Night sono a prendere polvere nella stanza della memoria, dove spesso le ripide scale che ti collegano al passato diventano montagne mastodontiche, oppure ce ne freghiamo a prescindere? Cos’hanno di “diverso” per essere così maltrattati spesso e volentieri? Semplice: non sono i Pantera che tutti conosciamo. I primi tre sopracitati offrono Terrry Glaze alla voce, un glam goliardico e dozzinale che non viene facilitato dalle cover pacchiane e un atteggiamento da inseguitore più che da leader indiscusso. Dopo che successe? Due gli step fondamentali che portarono la band di provincia a diventare una leggenda. Cronologicamente parlando dobbiamo pensare alle uscite discografiche di quegli anni, ovvero: Master of Puppets, Peace Sells… But Who’s Buying?, Reign in Blood e ultimo ma non per importanza Among The Living, album che nel bene o nel male segnarono un periodo storico, forgiarono un trend da seguire. Creazioni come quelle fecero scalpore, arrivarono prima dei Pantera stessi sulle bocche di tutti e non è dunque da escludere che la rivelazione sulla via di Damasco dei fratelli Abbot fu generata dalle perle sopracitate. I nostri sentivano di non avere più le stesse motivazioni, gli stessi desideri che qualche anno prima erano consolidate nel loro Io. Decisero di cambiare e, nel 1987, un ragazzino di 21 anni si mise a disposizione prendendo le redini del tutto, non senza qualche remora; qualche mese dopo, nel 1988, uscì sul mercato Power Metal. Quel ragazzino oggi lo conosciamo col nome di Phil Anselmo, la goccia che fece traboccare il vaso del glam portando ai posteri un album che seppur suonato ancora con la mentalità del passato, si proiettava al 1990 -l’anno fatidico- con energia e spirito nuovo. Suoni più forti, veloci e quegli abbozzi di thrash che iniziavano a prender vita, furono gli ingredienti base di quel capolavoro che oggi tutti chiamiamo Cowboys From Hell. Come dice il saggio: “Per sapere dove andare, conosci prima dove hai posto i piedi”.

GLAM-THRASH-HEAVY & COTONATURE
Power Metal è un disco tecnicamente facile, umanamente complesso a livelli esponenziali, porta con sé un bagaglio che definire ingombrante è riduttivo data l’importanza del nome e del distacco abissale che prende rispetto a qualsiasi uscita post 1990. Possiamo vedere il quarto album come un sorta di rodaggio, nuova line-up da assestare e le canzoni che sono state già abbozzate -almeno a livello mentale- all’approdo dell’Anselmo. È palese che dobbiate scordarvi, cancellare -shift+canc- il 90% delle sonorità che hanno accompagnato le vostre bevute e i primi headbanging a base di 5 Minutes Alone, Primal Concrete Sledge, Walk et cetera, et cetera. La musica proposta è dedita ad un heavy/glam non troppo mascherato che sul finale tenta di scovare nuove sonorità più forti ed energiche, che vanno a riscoprire i propri padri putativi, quei Judas Priest, che tanto hanno donato inconsciamente a Power Metal e ai Pantera, 24 anni addietro.
Lungi da me proporre un track by track ma il trittico iniziale è la perfetta combinazione che offre tutte le sfumature presenti su Power Metal. L’iniziale Rock the World sin dai primi minuti sembra essere una b-side dei Judas Priest periodo eighties, ha un timbro catchy che nella sua banalità risulta essere una droga ed è inevitabile finire ad ascoltarla volta dopo volta, alzando il pugno al cielo.

We all
Rock the world
We all
Rock the wooooooorld


La titletrack è la prima a offrire esempi di quelli che sarebbero divenuti in seguito i tipici dogmi sonori di un certo Diamond Darrell, un metal anthem nato e abbozzato con così poca fantasia da risultare, come nel caso precedente, un’occasione irripetibile per urlare al cielo a squarciagola e apprezzare gli splendidi assoli. Veloce e tagliente è uno speed metal che tra luci e ombre porta con sé moltissime novità in casa, iniziando dalle urla e i ritornelli di Anselmo che sono splendide cornici attorno ad una casa dove piove vita in forma musicale. We’ll Meet Again è il lentaccio di turno, sappiamo che la terza traccia nel 80% dei casi è il mid-tempo che aspetti e non si può negare che abbia fascino da vendere e il solo di Diamond è una delle perle dell’intero disco, da brividi l’unione con la voce parlata, greve e profonda di Phil nei primi istanti; ovviamente idee non così nuove, ma l’interpretazione trasuda sincerità, intensa come lava ardente. Da applausi.
Dilungarsi su Power Metal risulterebbe incomprensibile e inutile, il thrash di Over and Out che non porta prigionieri ricorda alla lontana i Megadeth di quel periodo, figlia di quel voglio ma non posso che stentava a nascere. Tutte le canzoni si respirano a pieni polmoni e sono la testimonianza di un passaggio in corso, anche Proud to be Loud scritta da Mark Ferrari è un pugno chiuso che urla fiero la sua voce. Con questa traccia si chiude il Side A che porta con se tante domande ad un ascoltatore del primo minuto, a differenza del Side B che sforna certezza a iosa, confermando al 100% l’anima thrash più viva che mai (ascoltare Death Trap per la riprova). Il cambiamento è figlio come detto del nuovo percorso intrapreso e anche se le venature di heavy classico sono ben presenti, il doppio pedale ancora non è il protagonista insieme agli shredding ossessivi della creatura che stava nascendo. Burn regala birre e goliardia a go-go, senza risultare pacchiana, il riff centrale è ipnotico e maledettamente si incanala dentro di te come un virus. P*S*T*88 chiude il cerchio in modalità epica:

Last night was crazy got in a fight saturday night
But tonight daddy's gonna make it right
Slip and dance with me all night
Pussy tight, tonight, pussy tight


Diamond alla voce è un evento più unico che raro da poter apprezzare: diverso l’approccio ma comune l’intento, ottima conclusione per una canzone che non passerà certamente alla storia per le qualità prettamente musicali, ma almeno è apprezzabile lo sforzo. Goliardia in salsa heavy.

INCONSCIAMENTE SINCERI
Portare a conclusione, chiudere il cerchio del tutto senza tener conto della pesantezza dei bagagli del futuro è impossibile, bisogna tracciare una linea e guardare al periodo, alla versione easy dei Pantera che furono. Un assaggio oserei dire, un cambio che al momento risultò ininfluente, avrebbe poi generato la colonna vertebrale del mito. Power Metal è un album sincero, spensierato e senza pretese, trentotto minuti di speed misto glam e sprazzi di thrash in lontananza che hanno costruito le basi. Questo è il vero inizio della storia che tutti oggi conosciamo, Cowboys From Hell è la nemesi, il fratello cattivo che scatenerà il big bang. Siamo al cospetto di una dama bianca con i denti non affilati, incapace di aver un carattere ben delineato, soffocata dalla potenza del colosso in arrivo. Tantissima voglia di essere, di mostrarsi e di far divertire divertendosi, la gioventù porta a creare col cuore, cantare al cielo i malumori e urlare i propri istinti: tre elementi presenti come calce viva. Power Metal va preso per quello che è, con le mode del momento che stavano mettendo le radici dentro degli ignoti e una line-up consolidata, la freschezze delle idee che stavano mutando in un labirintico divenire. Ad oggi un piccolo pezzo di storia spesso ingiustamente dimenticato.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
75.19 su 26 voti [ VOTA]
lisablack
Lunedì 31 Dicembre 2018, 9.09.35
36
Questo è vero, loro stessi sembra quasi l'abbiano cancellato per primi, diciamo che è un disco tutto sommato piacevole, il meglio doveva però ancora arrivare.
Poison Ivy
Lunedì 31 Dicembre 2018, 8.17.06
35
Bah, qui i Pantera scimmiottano i Judas , di così eccezionale vedo e sento ben poco. È talmente bello che in pochi lo ricordano e loro stessi non lo hanno mai omaggiato neanche di una canzone.
Vitadathrasher
Domenica 30 Dicembre 2018, 20.45.09
34
Un signor album secondo i canoni del periodo, un album thrash e non heavy, un thrash dei primordi. Ottimo, tanti assoli, riff in mid tempo che a me piacciono tanto. Poi vabbe gli album successivi hanno evoluto un genere e per forza di cose lasciano il segno rispetto a questo.
ObscureSolstice
Domenica 30 Dicembre 2018, 20.41.57
33
Quanti capelli aveva Darrell..era pieno di capelli peggio di telespalla bob. Questo è heavy metal al 100% l'unico album della loro discografia. Esatto quello che dice Andrea #24. Fin qui erano sotto etichetta della loro famiglia la Metal Magic Records praticamente come se fossero autoprodotti, ed e' gia' molto, dopo la svolta con una etichetta vera e propria dopo averli visti in giro. Questo 'Power Metal' mi è sempre piaciuto. Ora, non perchè diverso dal genere piu' famoso deve essere sorvolato. Come fa a non esaltare una Rock the World?? power metal, we'll meet again, over the out...coi cori stile classic. La voce di Phil Anselmo qui non l'ha mai più avuta, tira delle sparate di acuti in pulito incredibili. Mai piú avuta, e non e' un fatto a chi si vuol rifare, la voce o ce l'hai o non ce l'hai. Anche le altre tracce 'alla buona' piacevoli, ma deve piacere il genere, e grazie...arrivando a Death Trap..ahah. Il voto recensione e' più che positivo 77 dice già tutto giustamente..ma io per me anche un personale 85, un album consumato negli anni, per quanto mi riguarda migliore anche all'eccessiva violenza di fine discografia dei Pantera che non e' di mio gradimento. Sicuramente, come spesso accade verrà rivalutato nel tempo anche a chi non se ne è accorto...altamente godibile e scanzonato nella sua interezza
ObscureSolstice
Domenica 30 Dicembre 2018, 19.47.25
32
La storia non si tocca ed e' certamente superiore, ma questo é molto buono. Sempre considerato più che buono con produzione migliorata rispetto ai più hair/glam precedenti che erano 'nsomma così così, ma ho anche quelli. Loro facevano quel genere perché erano fanatici dei Kiss (a chi non piacciono i Kiss??), ce li avevano anche tatuati, ricordarsi che Darrell era straamico di Sebastian Bach dei Skid Row, non l'ha conosciuto così per caso, ma bensí quando facevano hard'n'heavy
Silvia
Domenica 30 Dicembre 2018, 17.53.13
31
Anche se preferisco di molto i successivi penso che questo non sia male
Argo
Domenica 30 Dicembre 2018, 17.08.20
30
In realtà questo album è ottimo, la band non esiste più quindi si potrebbe rivalutarlo, senza vergognarsi.
lisablack
Domenica 30 Dicembre 2018, 16.46.11
29
Io prima di Cowboys neanche li conoscevo..hanno fatto bene a cambiare..questo è uno dei pochi casi in cui il cambiamento è riuscito bene.
Poison Ivy
Domenica 30 Dicembre 2018, 16.39.57
28
I veri ed inimitabili Pantera, quelli che tutti si ricorderanno, iniziano con Cowboys, tutto quello che è venuto prima, compreso questo disco, è cestinabile.
ObscureSolstice
Domenica 30 Dicembre 2018, 16.23.25
27
Carmine #1: quel commento ha vinto tutto, ogni volta che lo leggo mi sfascio dalle risate...convinto lui, chissà se dal 2014 ad adesso ha capito cos'è l'heavy metal e se la pensa ancora cosí su questo album
Fruzzio
Domenica 30 Dicembre 2018, 14.39.47
26
Un conto e' ispirarsi ai Judas Priest..un conto e' semrarne una cover band.
Fruzzio
Domenica 30 Dicembre 2018, 14.39.46
25
Un conto e' ispirarsi ai Judas Priest..un conto e' semrarne una cover band.
Andrea
Giovedì 30 Agosto 2018, 11.16.11
24
Qui di glam ci sono solo i capelli dei componenti della band, musicalmente può essere definito come US Metal al 100%
Charleston11
Sabato 23 Giugno 2018, 11.33.33
23
Da amante dei successivi 3 album, trovo che anche questo sia un album molto bello e degno di nota! Ottima recensione!
Aceshigh
Venerdì 27 Ottobre 2017, 17.48.30
22
I Pantera degli anni '90 qui appena appena si possono intravedere, questo album è dentro gli Eighties fino alle scarpe, anche se decisamente più cattivo rispetto a quanto fatto nelle prove precedenti con Glaze. Ciò non toglie che sia un buon album. Phil Anselmo aveva una voce della madonna e il guitar work di Darrel è ispiratissimo! Per me il voto del recensore è giustissimo.
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 4 Luglio 2017, 17.48.02
21
@ObscureSolstice sui fenomeni che salvano solo il primo album di ogni band la penso esattamente come te. Parole sante!
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 4 Luglio 2017, 17.46.14
20
Mah... se non ci fosse scritto pantera... ma pur essendoci scritto pantera... ce ne sono tonnellate in giro di album cosi, senza infamia senza lode, che nessuno cagherà mai perchè non tutti, dopo, sono diventati i Pantera... secondo me, sottolineo secondo me, una mezza porcheria.
Argo
Sabato 31 Dicembre 2016, 11.32.48
19
Album stupendo, in questo caso è avvenuto il contrario di quanto avviene spesso, cioè i Pantera sono partiti come una band di checchine che facevano heavy rock e sono diventati dei duri e sono diventati quelli che conosciamo tutti. Grave errore dimenticare e snobbare i lavori prima di Cowboys, che per quanto mi riguarda sono dei gioiellini.
Charleston11
Martedì 31 Maggio 2016, 22.03.49
18
Quest'album mi piace molto, non l'avrei mai detto! amo cowboys, vulgar e far. The Great e Reinventing mi piacciono un po meno
Mirco Morgese
Lunedì 14 Marzo 2016, 14.19.35
17
Ne ho visto tanti di ragionamenti stupidi, ma quello di Daniele è il peggiore mai visto... per dire cosi non hai mai sentito gli altri dischi
Simone Radici
Sabato 2 Gennaio 2016, 23.37.40
16
se da glamster non li cagava nessuno e in seguito sono diventati la più importante heavy metal band dopo i metallica di enter sandman ci sarà un motivo
tragedia675
Sabato 2 Gennaio 2016, 23.07.59
15
daniele spero tu sia un troll
daniele91
Sabato 8 Novembre 2014, 16.57.31
14
disco migliore dei pantera...facevano glam per passione, solo dopo son passati a quella robaccia pesante solo per vendere finalmente dischi, visto che da glamster per 3 dischi non se li è filati nessuno. Poi si son venduti al dio denaro, punto. La primaria influenza degli Abbott sono stati i Kiss............
Painkiller99
Lunedì 4 Agosto 2014, 15.20.29
13
bell'album pubblicato dalla band sbagliata, perchè a me piace davvero ma per i fan de pantera è "moscio" perchè se non è cattivo come quella puttanata di the great southern trendkill l'album per molti è merda, grandi i Pantera sia del periodo anni 80 e in parte del periodo 90, e andiamo non diciamo puttanate quest'album merita un 85 solo per We'll Meet Again
VomitSelf
Mercoledì 9 Luglio 2014, 21.26.00
12
Insomma. Meglio sicuramente dei precedenti obbrobbri. Comunque, di li a poco diventeranno grandi. I miei preferiti in assoluto li trovo in quel micidiale trittico di 'Vulgar Display of Power', 'Far Beyond Driven' e 'The Great Southern Trendkill'...senza nulla togliere al bellissimo 'Cowboys'...
LAMBRUSCORE
Lunedì 7 Luglio 2014, 12.00.49
11
Mai piaciuto, proverò a riascoltarlo ma dubito riuscirà a prendermi, poi quella di Elluis sui TRAVONI, ahaha, mi mancava come termine,visto che quando giro lungo la via Emilia ce ne sono di trans, consiglierò a qualcuno il look dei Pantera dell'epoca....
ObscureSolstice
Domenica 6 Luglio 2014, 22.09.31
10
A me la copertina piace..molto personale, è una foto di quel periodo dei primi Pantera, sempre appassionati dei loro amati Kiss. Sound un pò sporco per come è stato registrato e molto scanzonato e rockeggiante, attenzione un dischetto da non sottovalutare, qui la dose heavy metal c'è tutta. Il primo album di Phil Anselmo coi Pantera dove la sua voce è al massimo della forma. Per chi non gli piace questo disco allora non può piacergli nemmeno i dischi prima.. Metal Magic (1983), Projects in the Jungle (1984), I am the Night (1985)... e poi appunto questo Power Metal (1988) che è l'ultimo dell'epoca heavy metal dei Pantera e meglio riuscito. A me piace tutta la discografia, ce li ho tutti. Un pò meno la fase finale...Reinventing the Steel (2000) dove lì si sta evolvendo in un sound fin troppo estremo per i miei gusti e troppo core. er colica@ A parte che un capellone riccio coi jeans attillati e scarpe alte in stile thrash che dice di seguirli fino a Power Metal dove non sono album neanche thrash..c'è poco da dire. Ma sono cose che si dicono, che fa figo, come coi Metallica quelli che dicono che li apprezzano fino a Master of Puppets o addirittura Kill 'Em All o coi Maiden fino a Killers o il primo. Sono cose da sbarbati. A chi gli piace farsi le pippe
Elluis
Domenica 6 Luglio 2014, 17.53.01
9
Madonna mia, che copertina oscena, davvero imbarazzante !! I Pantera conciati come 4 travoni non si possono proprio vedere........ Phil Anselmo col capello a schiaffo e Rex Brown con il ciuffone alla Mikkey Dee sono i peggiori da guardare, ma pure i fratelli Abbott si difendono bene. L'album in questione non lo conosco, l'ho visto un paio di volte ma non mi ha mai attirato........ magari un giorno lo ascolterò, ma pensando a quello che sono diventati dopo, l'interesse mi passa subito. Boh, sarò strano io......
lux chaos
Domenica 6 Luglio 2014, 12.43.37
8
Bella recensione, per me l'album non è male e l'ascolto ancora volentieri, certo niente a che vedere coi successivi 3 cataclismi, ma è un buon platter, e come dice Ad Astra, un piccolo pezzo di storia...e poi che goduria sentire Phil che screama in pulito, spettacolo
Gokronikos
Domenica 6 Luglio 2014, 10.00.01
7
Ah ok! Avevo frainteso! Mi era venuto un colpo! Saluti e scusate per il fraintendimento! La domenica mattina è sempre un casino.
Gokronikos
Domenica 6 Luglio 2014, 9.53.23
6
Ma che dici? Guarda che i Pantera di album ne hanno fatti 9! Cowboys from hell è il quinto! Informarsi prego, ma proprio vi prego di farlo prima di scrivere!
Zess
Domenica 6 Luglio 2014, 0.19.32
5
Per me invece è il loro migliore. La roba dopo non la sopporto.
Marduk
Sabato 5 Luglio 2014, 23.59.52
4
Album che se non fosse stato suonato dai pantera, non ce ne saremmo nemmeno accorti. Inutile, moscio e mediocre
CYNIC
Sabato 5 Luglio 2014, 22.13.25
3
sono d'accordo con il voto, Cowboys From Hell 1990 / Vulgar Display of Power 1992 / Far Beyond Driven 1994 / The Great Southern Trendkill 1996 / Reinventing the Steel 2000 / sono di un'altra galassia!!!!!!!! Comunque se volete altre gemme post/thrash vi consiglio due CA-PO-LA-VO-RI, Distortion 1994 / Green 1997 / dei leggendari Forbidden.
er colica
Sabato 5 Luglio 2014, 12.19.02
2
a riguardo di questo album ho un aneddoto , stavo in un negozio di dischi a roma e entra un capellone riccioluto con chiodo jeans stretti e scarpe alte con una altro più piccoletto e dai capelli corti , mentre guardiamo i dischi iniziamo a parlare e non ricordo come ma si va a finire con l'argomento pantera, il ricciolone mi dice io seguo i pantera fino a power metal , e io gli dico ma perché la roba venuta dopo? e lui no cowboys non è metal perché è Groove io dico vabè contento te, per finire mi ha pure chiesto se ero un batterista perché aveva un gruppo thrash. comunque a parte la storia in stile papà castoro dico che è un disco molto influenzato dai judas e che stava iniziano a fare capoccetta lo speed / thrash metal che poi dopo avrebbero sviluppato a modo loro.
Carmine
Sabato 5 Luglio 2014, 11.29.15
1
Album mediocre e assolutamente passabile.
INFORMAZIONI
1988
Metal Magic Records
Heavy
Tracklist
1. Rock the World
2. Power Metal
3. We’ll Meet Again
4. Over and Out
5. Proud to be Loud
6. Down Below
7. Death Trap
8. Hard Ride
9. Burnnn!
10. P*S*T*88
Line Up
Phil Anselmo (Voce)
Diamond Darrell (Chitarra)
Rex Rocker (Basso)
Vinnie Paul (Batteria)
 
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