Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Dirge
Lost Empyrean
Demo

In Autumn
Greyerg
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/12/18
IN SHADOWS AND DUST
Enlightened By Darkness

21/12/18
BLOOD FEAST
Chopped, Diced and Sliced

21/12/18
JON SCHAFFER`S PURGATORY
Purgatory

21/12/18
WITCHING HOUR
...And Silent Grief Shadows the Passing Moon

23/12/18
BOLTHORN
Across the Human Path

23/12/18
MALVENTO/THE MAGIK WAY
Ars Regalis

23/12/18
ICE WAR
Manifest Destiny

24/12/18
BEATEN TO DEATH
Agronomicon

30/12/18
FERAL
Flesh for Funerals Eternal

04/01/19
CALLEJON
Hartgeld Im Club

CONCERTI

16/12/18
NOVEMBRE + LES DISCRETS
CYCLE CLUB - CALENZANO (FI)

18/12/18
A PERFECT CIRCLE
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

19/12/18
A PERFECT CIRCLE
PALALOTTOMATICA - ROMA

21/12/18
METHEDRAS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

21/12/18
SPLEEN FLIPPER
OFFICINE SONORE - VERCELLI

21/12/18
AMTHRYA + DANNATI + EFYD
BLUE ROSE SALOON - BRESSO (MI)

22/12/18
METHEDRAS
L'ANGELO AZZURRO - GENOVA

22/12/18
NANOWAR OF STEEL
EXENZIA DER CLUB - PRATO

22/12/18
DEWFALL + FYRNIR
EVILUTION CLUB - ACERRA (NA)

22/12/18
NATIONAL SUICIDE + ADVERSOR + UNORTHODOX
THE FACTORY - VERONA

Harakiri for the Sky - Aokigahara
( 2840 letture )
"Would you die for me, if I say please? I’d take this numbness with me to the bitter end! So if you see me stumble, please let me drown! Please take me out! I’m already dead!
You know, I walked the path of sorrow once before, so I will depart and nevermore return.
There’s only one decision in our lives we can choose on our own: Vultures or worms?"
(Jhator)


Direttamente dalla capitale austriaca torna sulle scene dopo due anni dal buon, omonimo full-length d'esordio, pur se ancora privo di una spiccata personalità, un combo artisticamente interessante, almeno al pari del proprio moniker, capitanato dal mastermind Wahntraum (già chitarrista e voce dei Karg) e dal polistrumentista Matthias Sollak, il quale riesce a far animare su pentagramma, dandogli vitali vibrazioni, le visioni oniriche del primo.
Il progetto Harakiri for the Sky si muove su coordinate stilistiche oggi evidentemente inflazionate e "di moda", oscillanti tra black metal, post-metal e post-rock, contaminate da sprazzi ed atmosfere depressive molto abbordabili, le quali coordinate vengono da taluni considerate, non a torto e con spiragli di ragione in effetti, tra le istanze musicali maggiormente responsabili per la morte di ciò che era il black metal degli arbori, prima dello scoppio del terzo millennio; d'altro canto (ed io stesso mi trovo maggiormente in linea con questa seconda "linea di pensiero"), le contaminazioni del black con istanze più mainstream (post-rock, shoegaze, hardcore) che si sono sviluppate negli ultimi dieci/quindici anni, limandone le oltranziste asperità musicali e ideologiche, hanno prodotto lavori molto interessanti, maggiormente stratificati ed introversi rispetto ai precedenti, a favore di una più facile assimilazione artistica ed immersione musicale anagogica, pagando lo scotto, per converso, della perdita di una attitudine e di un messaggio filosofico di pura opposizione che già dopo dieci anni, per altro, avevano perso molto del loro iniziale impatto e novità (potremmo parlare senza remore, così, di una terza ondata black metal).

Entro un tale perimetro artistico si muove la seconda opera degli Harakiri for the Sky dal titolo Aokigahara (foresta giapponese ai piedi del monte Fuji famosa per l'alto tasso di suicidi, alla quale è associata l'antica pratica leggendaria dell'ubasute), comprensivo di dieci tracce per un runtime abbastanza eccessivo, oltre i sessanta minuti.
Chi è un fan delle elegiache atmosfere suburbane dei Lantlos, Grey Waters o Amesoeurs, piuttosto che dell'ermetico isolazionismo dei multiformi Woods of Desolation, Austere o Heretoir (non a caso collabora Eklatanz, con la sua ugola, in Panoptycon) avrà già afferrato cosa tale full-length potrà offrire: chitarre in tremolo dalle alte tonalità sempre in background, una solista poco virtuosa ma molto effettata da pitch shifter, pedali riverbero ed altre connesse pedaliere, eventuali raddoppi di melodia nei cambi d'atmosfera dei brani, synth onnipresenti e saturi, climax ascendenti supportati da eventuali cori, fase ritmica martellante ma più androgina e leggera rispetto al classico black/death, la quale lascia respirare le tracce con lunghi ed improvvisi interludi riempiti dal basso e da eventuali chitarre classiche; da ultimo, una voce abbastanza monocorde alternante un acuto scream ad un altro più teatrale, a tratti lontano ed onirico (scuola Tim Yatras per dare un'idea), altre volte maggiormente vicino al mondo hardcore che al mondo metal.
Ed eppure, in un tale schema abbastanza efficace e consolidato negli ultimi anni, gli Harakiri for the Sky aggiungono del proprio, così da non finire immediatamente nelle sabbie mobili del mercato musicale odierno, che tutto ingoia tranne chi sta fermo e non rischia. Si lasciano quindi apprezzare gli inserti orchestrali sintetizzati di Homecoming: Denied!, i complessi tempi dispari di Jhator, le diluite atmosfere depressive di Parting (ricordano i Woods of Desolation), gli inserti di tastiera in Panoptycon, le ipnotiche tele e linee di basso in Gallows (Give 'Em Rope), l'ardente collaborazione con Torsten, cantante dei Nocte Obducta e Agrypnie, in Burning from Both Ends, il bel tema centrale di 69 Dead Birds for Utøya (una certa vena melodica simile ai Hypomanie si percepisce, assieme alla collaborazione di Plague dei nostrani crusters Whiskey Ritual), accompagnato da una nichilista "dedica" sotto riportata:

"Everytime you think the most stupefying incident in this world already happened, there comes one more. Shouldn‘t this be proof enough for our ingrained failing, prove enough that we should know, this all boils down to nothing?"

Da ultimo, la cover dei Tears for Fears, del loro celeberrimo brano Mad World (presente solo nell'edizione vinile) la si potrebbe confinare alla sezione "esperimenti". Non così pacchiana da risultare un eccesso, ma nemmeno una fra le reinterpretazioni meglio riuscite che mi sia capitato di ascoltare.

Tutto ciò considerato, la proposta musicale degli Harakiri for the Sky si rivela sicuramente ispirata, ma allo stesso tempo ricalca schemi evidentemente inflazionati, cosicché di uscite simili (più che altro variazioni di uno stesso tema), anche solo fra gli appena passati dodici mesi, ne saltano fuori diverse. Basti pensare ai Deafheaven, ai De Arma, ai Fen o agli An Autumn for Crippled Children, piuttosto che alla recente uscita già datata 2014 dei Woods of Desolation.
La produzione è ben curata e bilanciata, in un'opera caleidoscopica come la presente errare nell'equalizzazione dei suoni sarebbe potuto essere piuttosto facile. In particolare, è piaciuto il suono ovattato e pieno che si è riuscito ad ottenere alzando le frequenze basse e medio-basse (soprattutto la grancassa della batteria).
Da ultimo, d'impatto ed "esotico", in un certo qual modo orientaleggiante, il bell'artwork in copertina ad opera di Tristan Svart.

Si consiglia l'ascolto di: 69 Dead Birds for Utøya, Burning from Both Ends e Gallows (Give 'em Rope).

"Have you ever seen happy people with interesting stories to tell?"
(Parting)



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
82.5 su 6 voti [ VOTA]
Macca
Mercoledì 9 Marzo 2016, 18.22.57
2
Lo sto ascoltando in questo momento, "My Bones To The Sea" e "Jhator" sono bellissime. Approfondirò sicuramente perchè mi sembra un gran bel disco, mi piace questo mix tra black e atmosfere post: non ho mai digerito troppo il black old school mentre sono un grande estimatore di avantgarde e di queste sonorità. Alcuni brani sembrano un incrocio tra gli Alcest di "Ecailles de Lune" e i Dark Tranquillity di "Haven".
Neige93
Martedì 8 Luglio 2014, 15.03.34
1
Bello bello bello, veramente, son stati bravissimi sti ragazzi.
INFORMAZIONI
2014
Art of Propaganda
Black
Tracklist
1. My Bones to the Sea
2. Jhator
3. Homecoming: Denied!
4. 69 Dead Birds for Utøya
5. Parting
6. Burning from Both Ends
7. Panoptycon
8. Nailgarden
9. Gallows (Give 'em Rope)
10. Mad World (Tears for Fears cover)
Line Up
J.J. (Voce)
M.S. (Tutti gli strumenti)

Musicisti Ospiti:
Seuche (Voce in Jhator)
Torsten (Voce in Burning from Both Ends)
Eklatanz (Voce in Panoptycon)
Plague (Voce in 69 Dead Birds for Utøya)
 
RECENSIONI
76
75
ARTICOLI
04/03/2018
Intervista
HARAKIRI FOR THE SKY
Dopo che tutto è bruciato, si può voltare pagina
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]