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Any Face - Perpetual Motion of Deceit
( 1834 letture )
Sotto l'esperta supervisione di Tommy Talamanca, eccentrico polistrumentista dei Sadist, presso i Nadir Music Studios, viene alla luce Perpetual Motion of Deceit. Il terzo full length dei nostrani Any Face è un album progressive death metal incredibilmente vario (cosa non facile considerati i canoni del genere): le influenze più marcate sono chiaramente quelle dei Cynic e degli Atheist, per via di numerose sezioni tipicamente jazz e soul. Il gruppo italiano in Perpetual Motion of Deceit ha il grande pregio di saper comporre musica estremamente matura e tecnica, senza mai scadere nella noia (altra cosa non facile).

Parlando di varietà, traspare di conseguenza una sorprendente originalità del platter; non si può fare a meno di notare, fin dal primo ascolto, la presenza di numerose voci dal registro diverso. Luca Pitzianti offre un cantato rabbioso e violento, con un roco che non sfocia sempre nel growl vero e proprio, ricordando parzialmente le prestazioni di Tom Araya (Slayer). Al lato estremo del comparto vocale ci pensa il bassista Davide Stura, grazie a dei notevoli scream e growl sempre azzeccati e difficilmente invadenti. All'opposizione troviamo invece il batterista Omar Cappetti con una voce pulita e dagli spiccati toni medi. A concludere questo piacevole panorama vocale, vi sono due stupende voci: quella di Sara Usai e Dorotea Mele, rispettivamente ospiti in Enduring Captivity e Locked Up. L'utilizzo di due voci femminili in un album prog death è una nota d'originalità che dona al disco non pochi punti di vantaggio sulla marea di album che escono di questo genere.

Potremmo dividere il disco in due parti, una prima più granitica e devastante di matrice prettamente death, e una seconda dalle influenze progressive che arricchiscono e rendono i brani decisamente più complessi anche in termini di struttura. Twisted Motion of Deceit è la prima traccia dell'album e risulta probabilmente la più scontata e la meno trainante dell'intero platter, sfoggiando tuttavia una sezione ritmica impeccabile. Alla prova dei fatti, purtroppo, la canzone risulta assolutamente dimenticabile e solo sufficiente. Con Fading in Confusion e Trapped in Yourself, invece, gli Any Face iniziano ad ingranare, regalandoci due brani molto veloci, ma con intermezzi lenti e puliti. Questi bridge presentano degli assoli di chitarra che spezzano egregiamente con il resto in maniera molto elegante. The Hell of Future (Wall of Lies Around Us) è un altro pezzo più vicino all'opener del disco, sia per caratura che per sonorità: sicuramente aggressiva, ma meno originale e a tratti leggermente caotica. Dopo un leggero momento di confusione, il disco cambia volto: la foga, la rabbia e il death lasciano posto alle sperimentazioni, alla riflessione e all'immersione in sonorità fortemente progressive. A proclamare questo cambiamento è la title track Perpetual Motion of Deceit, una strumentale quasi totalmente acustica che è un'autentica gioia per le nostre orecchie. In esattamente tre minuti e trentatre secondi viene sprigionata tutta la capacità tecnica dei musicisti, che non hanno di certo bisogno della violenza per dimostrare la loro comprovata bravura. L'interludio acustico, nel suo spezzare l'album richiama vagamente gli intermezzi dei Paradox, ad esempio Zeitgeist nell'ultimo Tales of the Weird. Il livello dell'album si alza vertiginosamente con Enduring Captivity e Locked Up: ambo le tracce hanno una pregiata caratteristica in comune, ovvero la succitata presenza di una voce femminile al proprio interno. Al primo ascolto di Enduring Captivity non nascondo di esser rimasto veramente colpito e per un attimo mi sono chiesto se avessi sentito bene. Le voci femminili sono integrate in maniera perfetta, senza risultare minimamente forzate. Sara Usai ha un registro imponente e maestoso, prendendosi la scena di forza, mentre Dorotea Mele gode di un'impostazione più soul e acuta. Un plauso alle cantanti che svolgono egregiamente il lavoro difficile di dare un ulteriore tono di personalità ed autenticità al platter. Desensitized regala nuove concezioni della parola “pesante” per il genere, grazie ai suoi rallentamenti e al growl di Davide Stura che risulta profondo al punto giusto. Il finale della canzone, che presenta di nuovo un intermezzo acustico, ci lascia con il ricordo di un guitar work di Antonio Pollizzi assolutamente esemplare, vario e originale.

Ho sempre avuto un grosso problema con il death metal: se non esce fuori dai canoni consueti mi annoia dopo pochi frangenti. Non so se sia una fortuna o una sfortuna, ma con questo genere sono sempre stato particolarmente intransigente e con il palato fino. Perpetual Motion of Deceit è un disco sorprendente, che non annoia e che offre dopo numerosi ascolti ancora qualcosa di nuovo da assimilare. Amanti del prog, del death e d'entrambi, preparatevi ad un lauto pasto, perchè gli Any Face quest'oggi ci servono qualcosa di assolutamente succulento!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
93.25 su 16 voti [ VOTA]
PaulThrash
Venerdì 11 Luglio 2014, 11.57.49
1
Concordo assolutamente con la valutazione, attendo di acquistarlo (o scambiarlo) al Rock Inn Somma la prossima settimana, dove la band suonerà... davvero un gran bel cd!
INFORMAZIONI
2014
Nadir Music
Prog Death
Tracklist
1. Twisted Motion of Deceit
2. Fading in Confusion
3. Trapped in Yourself
4. The Hell of Future (Wall of Lies Around Us)
5. Perpetual Motion of Deceit
6. Enduring Captivity
7. Locked Up
8. Desensitized
Line Up
Luca Pitzianti (Voce)
Antonio Pollizzi (Chitarra)
Davide Stura (Basso, Voce addizionale)
Omar Cappetti (Batteria, Voce addizionale)

Musicisti Ospiti:

Sara Usai (Voce nella traccia 6)
Dorotea Mele (voce nella traccia 7)
 
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