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Dimmu Borgir - Stormblåst
( 11993 letture )
L'ECO DI UN TEMPO MORENTE...
Sono passati esattamente dieci anni da quando non ero altro che un ragazzino pieno di ormoni che da qualche mese sbavava dietro ogni prima scoperta blackmetal. Ogni volta che incontravo qualche "veterano", lo imploravo di copiarmi in cassetta qualche album che per me era introvabile. Ecco che una mia conoscente mi fece avere una cassetta rovinata dove su un lato c'era Nordavind degli Storm, e nell'altro lato Stormblåst dei Dimmu Borgir. Quello stesso giorno passai la cassetta nel pc e poi in un cd. Tutt'ora quando voglio risentire Stormblåst, inserisco nel lettore lo stesso medesimo cd di 10 anni fa, che suona sporco e appiattito come il nastro della musicassetta da cui lo avevo estrapolato.

TUTTE LE LUCI SONO ORMAI SVANITE...
Esistono album che sembrano essere nati dal nulla, spontaneamente, che hanno una primordiale perfezione presente solo in natura, e che presentano le stesse piccole imperfezioni che conferiscono alla natura stessa l'unicità dei propri prodotti.
Questo piccola violacea orchidea è il frutto partorito dai Dimmu Borgir nel lontano 1996, i quali dopo aver rilasciato un disco clamoroso (For all Tid), firmano con l'inglese Cacophonous records (label dedita al blackmetal di stampo sinfonico). La line-up viene leggermente sconvolta in una formazione che resterà poi pressoche definitiva. Shagrath passa dalla batteria alla voce e alla chitarra principale, Silenoz abbandona definitivamente il ruolo di singer per dedicarsi alla seconda chitarra, Tjodalv abbandona la chitarra per la batteria, infine il misconosciuto Brynjard Tristan rimane stabile al basso mentre i testi sono ancora opera di Aldrahn dei Dødheimsgard. Il risultato di questa operazione è un disco notturno e sognante, costantemente bagnato dalla pioggia e scalfito dal vento; la leggera brezza notturna accompagnata da una delle più belle trascrizioni di pianoforte di tutto il blackmetal è l'inizio di Alt Lys er Svunnet Hen (parzialmente rubata da Sacred Hour dei Magnum da parte di Stian Årstad)... Poi comincia la pioggia, il doppio pedale della batteria accompagna gli archi suonati da Årstad, mentre ci accingiamo a compiere questo viaggio nella notte più buia e umida.
I riff malinconici di Broderskapets Ring duettano col pianoforte, mentre le urla riecheggianti di Shagrath ci accompagnano in questa lenta ballata verso le tenebre e le foreste più fitte:

Føl natten som legger seg rundt deg, Glem all kjærlighet
Feel the night wrap itself around you, Forget all love


Le differenze rispetto agli albums precedenti sono palesi: i Dimmu Borgir pur avendo creato un debut eccezionale, unico per il suo manifesto e la produzione, abbandonano i cupi toni medievali e le chitarre zanzarose in favore di un suono più corposo, omogeneo, nel quale chitarre e tastiere si abbracciano e si fanno piene. Il risultato è un album pregno di una tangibile malinconìa, che traccia le fasi dei propri stati d'animo lungo le canzoni.
Når Sjelen Hentes Til Helvetet è un doppio arpeggio piangente che lascia i toni più aggressivi alle violente chitarre e alla lingua biforcuta di Shagrath. E la tempesta si acquieta ancora, facendo emergere il classicheggiante pianoforte prima di scatenarsi ancora con violente percosse sull'ascoltatore. La più bella quiete fra i nubifragi dell'album si manifesta in Sorgens Kammer, lunga meraviglia di solo pianoforte accompagnato da archi nella parte centrale (che in tempi recenti si è purtroppo scoperta essere una palese rivisitazione di un videogioco per l'Amiga, copiata da Årstad e spacciata al resto della band per composizione personale): le singole note calcano malinconiche melodie, mentre i tasti del pianoforte rintoccano come le gocce di una pioggia che si è calmata.
I toni dell'album si fanno ancora più cupi con la doppietta Da Den Kristine Satte Livet Til / Stormblåst. Questi brani, i più violenti e aggressivi del platter, ci portano simoblicamente nel bel mezzo del dimmuborgir (mitologica zona islandese dalla quale si accede all'antro dell'Inferno), dove non c'è ne' pace ne' luce. Gli accompagnamenti di Stormblåst sono diventati leggenda ed emanano tutta la propria spirituale bellezza; i violoncelli accompagnano gli arpeggi acustici e l'oscuro parlato di Shagrath; il finale è semplicemente magico: l'amore di Årstad per Richard Wagner si unisce con una malinconica nènia alle chitarre. Un preciso basso solista risalta in primo piano sulle note di Antikrist, oscuro paradigma, dove le urla lasciano spazio ai flauti e ai buboli dei gufi. Dødsferd rimarca la propria aggressività, accentuata dai centrali accompagnamenti teatrali dei synth; Vinder fra en ensom grav risuona per la magnificenza dei propri riff.
Questo lungo e travagliato viaggio si conclude con Guds fortapelse - Apenbaring av dommedag, canzone magistralmente aperta dalla 9° sinfonia di Dvorak (New World Symphony), dove Silenoz torna dietro ai microfoni per declamare le sue blasfemìe. I riff principali sono epici e le tastiere guidano sapientemente il resto degli strumenti. Una struggente coda di pianoforte anticipa la brutale chiusura dell'album.

...LA FINE DELLA TEMPESTA
In sostanza ci troviamo di fronte a un gioiello di pura creatività ed emozionalità, un album che non possiede brani brutti o di secondo rilievo, un album formato da brani che si susseguono organicamente senza forzature. L'anno successivo i Dimmu Borgir firmeranno per Nuclear Blast e cominceranno la loro scalata al successo, che per buon tempo coinciderà anche con una notevole qualità della musica proposta. Ma questa è un altra storia... Stormblåst è un album che brilla di una fioca luce propria, mossa ancora dall'indipendenza della band e dalla voglia di suonare senza essere vincolati da alcun compromesso, suonare unicamente per affermare le proprie convinzioni. Anche grazie a questo album, i Dimmu Borgir saranno capaci di emergere dal calderone di tutte le band symphonic-blackmetal dell'epoca, e saranno capaci di costruirsi un proprio suono. Tutto (anche) grazie a Stormblåst.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
76.53 su 130 voti [ VOTA]
Ezio
Domenica 11 Marzo 2018, 16.53.18
28
Per me questo e' uno dei 10 migliori dischi black di sempre, e insieme a for all tid il migliore che hanno fatto ( diciamo la verita solo i primi 3 sono belli, gli altri invece sono delle cagate pazzesche), mi mette tristezza il 76 dei lettori, per me si becca un bel 92
lux chaos
Domenica 27 Agosto 2017, 17.38.12
27
Non concordo @Tira, non raggiunge l'irraggiungibile EDT, ma resta il secondo in classifica per me, un ottimo disco oscuro, malinconico, evocativo, notturno e violento allo stesso tempo, oltre alle due belle tracce di piano (in parte rubate, vero) anche le restanti canzoni sono straordinarie, non immediate e a presa rapida come quelle del successore, ma proprio per questo cariche di un fascino irripetibile. Ti consiglio di riascoltarlo, io lo sto facendo proprio in questo momento: stupende Broderskapets Ring, Når Sjelen Hentes Til Helvete, Da Den Kristne Satte Livet Til, Antikrist, ma le altre non sono da meno! Stupendo!!!
Tiradipiuunpelodifiken
Giovedì 22 Giugno 2017, 8.45.58
26
Disco che è stato esageratamente rivalutato a causa del successo del successivo inimitabile capolavoro assoluto....tutti a nominare le due parti di piano, entrambe non composte da loro, quindi...qui siamo a zero. Tolte queste due belle parti copiate, per il resto, si tratta di un disco sufficiente, forse discreto, molto ripetitivo, con rare parti realmente vincenti, tanto è vero che ai tempi non ebbe particolare risonanza se non tra gli ultra appassionati del genere...voto completamente fuorviante e furoi scala, siamo sul 7 ad andare lunghi
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 31 Gennaio 2017, 23.32.43
25
Il migliore insieme al successivo,quando i Dimmu Borgir erano ancora una magnifica entità oscura che realizzava musica malvagia e mistica allo stesso tempo...l'intro "Alt Lys Er Svunnet Hen" sembra l'ultimo spiraglio di luce prima dell'arrivo del buoi da cui non si ritorna...l'album ci trafigge imperterrito con riff taglienti e gelidi interrotti da monumentali stacchi melodici che rendono l'album ancora più colossale nei suoi continui cambi di tempo,basti ascoltare Nar Sjelene Hentes Til Helvete con il suo maestoso stacco centrale,Sorgens Kammer è l'intermezzo che spezza in due l'album e probabilmente la traccia strumentale più bella che abbia mai sentito in ambito black,triste e malinconica tra la furia cieca delle altre tracce,tra cui emerge la stessa Stormblast,per me la miglior canzone dei diavoli norvegesi insieme a Mourning Palace...non si può descrivere a parole l'arte emanata da quest'album,che a differenza della sua ristampa sembra provenire da un'altra dimensione,dove la tempesta non finisce mai
Nick
Martedì 10 Gennaio 2017, 0.07.38
24
Che album ragazzi! Comunque Silenoz qui si occupa di quasi tutte le parti vocali, Shagrath si occupa di circa il 10% delle linee vocali su tutto il disco come affermato da loro stessi.
thrasher
Mercoledì 16 Dicembre 2015, 8.44.58
23
quando ancora si faceva del vero black metal.... grande album
mardonziak
Martedì 15 Dicembre 2015, 21.39.03
22
non sei l'unico!
metaller nel cuore
Martedì 15 Dicembre 2015, 21.14.15
21
Sono l'unico a cui vengono le lacrime appena attacca Broderskapets Ring? Disco eccezionale, non si può non innamorarsene. Alt Lys Er Svunnet Hen lascia a bocca aperta, la title track é da brividi, Antikrist malvagissima con quel basso in primo piano, guds fortaselpe la più epica. E poi Sorgens Kammer...non m'importa che sia copiata, ogni volta che l'ascolto mi emoziono troppo, chiudi gli occhi e ti ritrovi veramente nelle camere del dolore
Cristiano
Lunedì 3 Marzo 2014, 23.52.48
20
Nooo, grazie mi avete distrutto un mito. Scoprire che Sorgens Kammer è un plagio mi ha rattristato parecchio... Vado ad ascoltarmi qualche canzone triste va... Tipo Sorgens Kammer!
Moro
Venerdì 29 Novembre 2013, 23.06.50
19
@Ragnarok: non bisogna seglanare niente, c'è già scritto nella refe
Ragnarok 79
Sabato 9 Novembre 2013, 12.33.31
18
L'album in generale è di notevole livello, ma bisogna segnalare il plagio "Sorgens Kammer" nei confronti di una musica presente nel videogioco "Agony", per l'Amiga. Anche Silenoz in un'intervista si era lamentato del fatto che il tastierista di questo disco aveva spacciato il suddetto pezzo come compost da lui, mentre poi si è scoperto essere, come ho detto, un plagio.
tartu
Sabato 23 Febbraio 2013, 10.11.09
17
che meraviglia...
manaroth85
Venerdì 1 Febbraio 2013, 23.24.28
16
album stupendo grandissime canzoni, atmosfere malefiche.. Alt Lys Er Svunnet la migliore voto 9
il vichingo
Martedì 30 Ottobre 2012, 16.39.16
15
Come già detto da Undercover la produzione, ed aggiungo una copertina (quella della nuova versione) veramente indecente, se confrontata con l'originale .
Undercover
Martedì 30 Ottobre 2012, 16.37.13
14
La produzione nuova è di plastica, il drumming di Hellhammer non c'entra una sega...
M0RPHE01978
Martedì 30 Ottobre 2012, 16.30.54
13
Che differenze ci sono tra la versione originale e quella nuova?
The Mad Avenger
Lunedì 16 Aprile 2012, 14.20.32
12
Altro super album dei Dimmu... album incredibile!!! Tutti i fan del black metal dovrebbero possedere questo album! Voto 94
Doomale
Sabato 7 Aprile 2012, 13.52.39
11
Bella recensione complimenti!! Mi hai invogliato a riscoprirlo...se lo ritrovo nella polvere degli scaffali divisione Black!
Dimu
Mercoledì 4 Aprile 2012, 0.38.01
10
Per me il migliore dei Dimmu
raabjorn91
Sabato 3 Dicembre 2011, 19.26.16
9
Sì Alt Lys Er Svunnet Hen è stupenda, la migliore! Il pezzo in piano, seppur ripreso dai Magnum, è spettacolare!
Enrideath
Venerdì 21 Ottobre 2011, 23.12.49
8
stupendo, in particolare Alt Lys Er Svunnet Hen e Sorgens Kammer
Alex
Sabato 10 Settembre 2011, 16.23.59
7
Nonostante immagino la recensione immagino non sia delle più recenti aggiungerei a Sorgens Kammer anche Alt Lys Er Svunnet Hen da cui hanno preso la bellissima intro con il piano che in realtà del del gruppo power Magnum.
Autumn
Martedì 30 Agosto 2011, 20.47.46
6
Per chi volesse verificare il plagio in Sorgens Kammer si vada a cercare la musica del videogioco Agony. Ahhhh l'Amiga...
GioMasteR
Mercoledì 23 Febbraio 2011, 19.17.24
5
Gran bel disco! Io ho amato anche la loro evoluzione successiva ma con questo si sono consacrati, dovrebbe essere nella discografia di ogni amante del black metal..
Bloody Karma
Venerdì 8 Ottobre 2010, 9.09.10
4
un disco che all'epoca della sua uscita consumai letteralmente, ora con il senno di adesso ha perso molto del suo smalto, soprattutto nella seconda metà del disco...
Viktorward
Mercoledì 6 Ottobre 2010, 21.24.09
3
Le tue recensioni sono puntuali e denotano sincera passione per il genere bravo
Moro
Martedì 21 Settembre 2010, 19.40.55
2
ops... Marzo 2010.. d'altronde la data del commento sotto, non mente.
Moro
Giovedì 11 Marzo 2010, 11.54.26
1
recensione riscritta a Marzo 2009.
INFORMAZIONI
1996
Cacophonous Records
Melodic Black
Tracklist
1. Alt Lys Er Svunnet Hen
2. Broderskapets Ring
3. Når Sjelen Hentes Til Helvete
4. Sorgens Kammer
5. Da Den Kristne Satte Livet Til
6. Stormblåst
7. Dødsferd
8. Antikrist
9. Vinder Fra En Ensom Grav
10. Guds Fortapelse - Åpenbaring Av Dommedag
Line Up
Shagrath - Vocals & Guitars
Erkekjetter Silenoz - Guitars & Vocals
Stian Aarstad - Synthesizers & Piano
Brynjard Tristan - Bass
Tjodalv - Drums
 
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