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Equilibrium - Erdentempel
( 3751 letture )
"Non si tratta del folk metal di per sé, ma del fatto che è facile suonare un metal molto semplice e poi metterci sopra qualche stupida melodia e farlo diventare "folk metal". Ci sono moltissime band che non sanno suonare metal, non sanno suonare folk, mettono queste due cose assieme ed è un mix orribile. Per suonare un buon folk metal dovresti prima sapere come si suona il metal, poi saper apprezzare la tua musica tradizionale, sapere come valorizzarla. Ma non è facile, quindi in genere quello che si ottiene sono stupide melodie di violino sopra ad un riff molto semplice e nessuna idea nelle canzoni da nessuna parte"

Dichiarazione da incorniciare: Mitja dei Moonsorrow ai microfoni di Metallized, durante l'intervista in occasione della loro calata italica per il Fosch Fest del 2012.
Onestamente non ci sarebbe null'altro da aggiungere alle parole del musicista finlandese per descrivere Erdentempel, il nuovo album degli Equilibrium

Ma partiamo dalla band: gli Equilibrium si formano a Starnberg in Germania nel 2001 e (probabilmente con l'incoraggiamento di una massiccia dose di birra) iniziano fin da subito a suonare folk metal e ad intraprendere una densa attività live. Pubblicano la prima demo nel 2003, venticinque minuti di discutibile qualità, ma comunque già utili a inquadrare le caratteristiche principali del sound dei bavaresi. L'esordio discografico vero e proprio avviene invece nel 2005 con Turis Fratyr, pubblicato sotto l'egida della Black Attakk, e ben accolto dal pubblico e da buona parte della critica. Per l'atteso seguito bisogna aspettare il 2008, quando viene alla luce Sagas, considerato il lavoro migliore dei bavaresi, dotato di un mood più spiccatamente epico e di una produzione moderna e iperpompata, frutto del passaggio alla Nuclear Blast. Nonostante il disco non faccia certo gridare al capolavoro contiene in sè tutte quelle caratteristiche che, ora come allora, gli permisero di ottenere un consistente successo, in particolare in patria. Giusto equilibrio tra melodie da taverna e atmosfere più tendenti all'epico, produzione bombastica, arrangiamenti sinfonici onnipresenti e attitudine "norrena" (da non dimenticare poi la presenza della gnocca nella band, grazie alla bassista Sandra Van Eldik). In ogni caso in seguito a questo CD gli Equilibrium sono protagonisti di tour e concerti tanto in Germania quanto all'estero e si ritrovano a calcare i palchi dei festival più importanti d'Europa. Il successore di Sagas arriva nel 2010 e rappresenta(va) il punto più basso dei teutonici, un album confuso e poco ispirato, che scivola indifferente sull'ascoltatore.
Servono quattro anni per vedere sugli scaffali il nuovo full-lenght, questo Erdentempel, uscito ancora sotto la Nuclear Blast, alla cui uscita è immediatamente seguita la defezione della Van Eldik e del fratello Andreas Volk.

L'album si inquadra sulla scia dei precedenti, non snaturando il sound caratteristico della band, ma, nonostante ciò, presenta delle differenze rispetto al passato. Innanzitutto si nota immediatamente una riduzione della componente epica in favore di quella puramente da festa di paese, che vede, in questo caso, come principale punto di riferimento i Finntroll più diretti e goderecci. Questo per quanto riguarda la componente sinfonica e il comparto melodico, dato che il lavoro delle chitarre è ben lontano da quello dei finlandesi e costituisce uno dei principali punti negativi dell'album e, probabilmente, dell'intera discografia dei bavaresi. Difatti sotto questo aspetto è la banalità a regnare sovrana: non c'è un riff che colpisca, che risalti, che riesca per un attimo a rubare la scena alle stucchevoli melodiette di tastiera. Altro problema risultano essere gli stacchi acustici, quasi tutti dal sapore medievaleggiante: presi in sè sono belli, anzi dirò di più, sono le sezioni meglio riuscite del disco, ma sono buttati lì totalmente a caso nelle canzoni, finendo per spezzare quel minimo di tensione che si crea e inficiando l'andazzo danzereccio dei pezzi, che poteva risultare uno dei pochi, se non il solo, metodo per spezzare la noia che ammorba il CD.
Appunto questo è il maggior problema di questo Erdentempel: l'assoluta, inguaribile, noia. Personalmente ho fatto fatica ad arrivare alla fine di alcuni pezzi senza premere il tasto skip. E sto parlando delle singole canzoni, non dell'album. Volendo salvare il salvabile, pezzi come Was Lange Whart e Heavy Chill quasi divertenti e piacevoli le prime volte che gli si ascolta, ma per il resto l'album si riduce ad un lento e pesante scivolare di tracce, senza che nessuna riesca dare una qualche scarica di adrenalina. E stiamo parlando di folk metal, signori. Oltretutto è presente nel disco una componente che si collega direttamente al classico rock tedesco, che sarebbe un'ottima cosa di per sè, se sortisse gli effetti che ha su band come gli In Extremo (lasciando perdere l'ultimo discutibile disco). Ma qui l'effetto è solo quello di far suonare ancora più insulso e confuso l'album, in balia di melodie che sembrano uscite da una puntata di Heidi o da qualche cartone animato austriaco.

Questo sarà un disco che, sono sicuro, piacerà. Produzione pompatissima, tamarragine in pieno stile tedesco e le solite quattro note di flauto campionate qua e là; evviva il folk metal insomma! Ma ciò non cambia la realtà dei fatti, questo Erdentempel è un disco noioso, poco ispirato e che a tratti scivola nel ridicolo, peggiorando oltretutto di ascolto in ascolto.Equilibrium bocciati senza possibilità di appello.



VOTO RECENSORE
47
VOTO LETTORI
78.6 su 45 voti [ VOTA]
Todbringer83
Sabato 8 Luglio 2017, 18.17.12
15
A leggere la recensione, mi viene da pensare che il recensore non abbia prestato attenzione nell'ascolto o che comunque sia partito da una visione prevenuta sulla proposta della band tedesca. La valutazione di un album andrebbe fatta super partes e con oggettività. Qui invece mi è sembrato di leggere una disamina assolutamente soggettiva e colma di pregiudizio. Se dobbiamo recensire soggettivamente tanto vale esimersi dal recensire (questo è quello che penso). Venendo all'opera in questione invece, io l'ho apprezzata e non poco. Tutto l'album risulta vario ed estremamente divertente, vi è un netto distacco dalle atmosfere epiche e vichinghe degli esordi e si predilige un folk festaiolo e scanzonato già sposato in episodi passati. Buono il songwriting, ottima la prestazione di Dahn dietro il microfono, che ho rivalutato vista la poco brillante prestazione in Rekreatur. I pezzi migliori dell'album a mio avviso sono oltre alle scanzonate Uns'rer Flöten Klang e Wirtshaus Gaudi (delle vere e proprie mazzate folkloristiche nei denti dell'ascoltatore) anche Freiflug (bellissimo il tetso) Was lange währt, Heavy Chill e Apokalypse (autentici inni, diretti e massicci). Che dire in definitiva? Il migliore della loro discografia, superiore ai già molto buoni Sagas e Turis Fratyr. Voto: 80
Steelminded
Sabato 4 Ottobre 2014, 9.28.50
14
Insomma, 47 a questo album non sta né in cielo né in terra... sono d'accordo con Monsieur de Fremont, ops Marquis... Una stranezza la composizione della band, che non include alcune tastiere, violino o altro strumento bizzarro... Come mai?
Theo
Mercoledì 16 Luglio 2014, 22.33.05
13
Una piccola provocazione me la concedo anche io ora però: non è che stiamo un po' esagerando ora nel continuare ad usare questa citazione di Mitjia Harvilahti che calza molto più ad altri gruppi? ... Insomma ragazzi, io condivido in pieno le sue parole e chi mi conosce sa bene come la penso sul Folk Metal in generale, ma io fossi in lui inizierei a chiedere soldi per ogni volta che qualcuno la usa, ahahahahah... Su, dai, non esageriamo come in tutte le cose, no?
Theo
Mercoledì 16 Luglio 2014, 22.29.10
12
Delusione anche per me. La produzione però è nettamente migliore di quella di Rekreatur in cui le chitarre erano strasoffocate. Il disco di per se non fa cagare, ma non lascia nulla se non in un paio di occasioni davvero ben riuscite (ovvio, nello stile della band) come ad esempio l'opener (dopo il davvero inutile intro) "Was Lange Währt", la già conosciuta "Waldschrein" e la scanzonata e bella "Wirtshaus Gaudi", con dei riff ben messi e di pregevole fattura. Tuttavia, come ho detto, nel complesso è una delusione dato che scorre e non lascia nulla (con momenti di noia più totale). Peccato perchè dei bei momenti ci sono, ma sono davvero troppo pochi. Non saprei se strappa una sufficienza, probabilmente siamo sul 60 come voto, forse 55, di sicuro non bocciatura netta come quella nella rece perchè qualche cosa buona c'è e questo rimane... Però insomma, nettamente il punto più basso della loro carriera, effettivamente un disco per nulla ispirato (il calo si sentiva già in "Rekreatur" ahimè, ma l'EP dell'anno scorso lasciava ben sperare) e noioso si, ma anche con qualche buon momento. Peccato perchè l'idea è davvero quella che i tedeschi non abbiano più nulla da dire dopo i primi due ottimi dischi ("Sagas" capolavoro sì, altrochè). Rimane un disco easy listening lontanissimo dai fasti dei primi due quindi... Purtroppo bocciato anche per me (anche se la rece in certi punti è davvero cattiva ed ingenerosa, nonchè davvero esagerata in alcune affermazioni).
sonato arctico
Mercoledì 16 Luglio 2014, 10.52.55
11
direi che il voto dei lettori è la miglior risposta alla recensione
inflames69
Martedì 15 Luglio 2014, 20.48.47
10
Mahhhhh. Meno male che ognuno sente con le sue orecchieISCO OTTIMO..VOTO 80!!!!!
FRANKUS
Martedì 15 Luglio 2014, 10.36.10
9
Mamma mia che disco penoso, dopo i primi due ottimi album non hanno fatto piu' niente di buono. Disco noiosissimo e pacchiano. VOTO 4,00
MovGrandissen
Martedì 15 Luglio 2014, 2.17.21
8
Ahi ahi ahi... purtroppo questo album è un classico esempio come le idee più semplici siano anche le più difficili da realizzare. Purtroppo il folk danzereccio (termini quanto mai abusato) non è QUESTO. NO NO e ancora NO. Facile mettere un po' melody qua, un po' """roba medievaleggiante""" là e spacciarla per FOLK METAL. Purtroppo (ancora) non funziona così, e questo album, questo Erdentempel, ne è la prova, come ne sono la prova i tanti, ma TANTI album che cercano di proporre un leggero e tranquillo metal folk e che invece cadono, crollano, affogano nel fango... e non ci sono Crowbar che tengano.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 14 Luglio 2014, 10.45.05
7
Well, la recensione è di un tizio che è fortemente prevenuto. La "massiccia dose di birra", la "gnocca della band" e quel senso di quasi invidia, perché sono "pompati" dalla Nuclear Blast, traspare in maniera fin troppo evidente dalla recensione. Non sono un amante del "folk metal" e considero quest'album tamarro e divertente ma non emozionante. Ho letto recensioni da altre parti molto positive, più equilibrate e in fondo, le canzoni non sono male. La parte sinfonica sarà anche iperprodotta ma non stona nel contesto generale. Non è un capolavoro, certo ma neanche stroncarlo in questo modo. Al "successore di Sagas" qui definito "il punto più basso dei teutonici", è stato dato una voto più che positivo (71) e anche questo sottolinea che il recensore è prevenuto. Insisto nel dire che se un genere non piace a Mister X, non fategli fare la recensione. Finisco con una citazione della copertina: semplicemente stupenda. O, Monsieur Organium, siamo prevenuti anche su questa? Au revoir.
Wild Wolf
Sabato 12 Luglio 2014, 20.02.35
6
Non un gran disco, ma un passo avanti rispetto a Rekreatur senza dubbio. Voto un po' troppo severo secondo me, ma chiara recensione che ha messo bene in luce i problemi compositivi del gruppo.
Vecchio Sunko
Sabato 12 Luglio 2014, 17.32.07
5
Che delusione....
io
Sabato 12 Luglio 2014, 17.28.52
4
Anche a me il disco è piaciuto molto. Lo trovo però meno bello del precedente Rekreatur in quanto vi sono molte meno "digressioni" strumentali (ascoltare per esempio Aus Ferner Zeit per comprendere ciò che intendo). In generale brani più brevi e più facili rispetto a quelli del disco precedente, che personalmente adoro ma che il recensore ha giudicato come il punto più basso della loro carriera...mah...
Cerberus
Sabato 12 Luglio 2014, 15.15.59
3
Ricordo di aver letto un post di Trollhorn nel blog dei Moonsorrow dove parlava male degli Equilibrium senza mezzi termini XD sentirò il disco
ErnieBowl
Sabato 12 Luglio 2014, 15.07.50
2
Mah, totalmente in disaccordo con la recensione che mi sembra piuttosto prevenuta nei confronti degli equilibrium e del folk metal danzereccio. Personalmente la dichiarazione iniziale di Mitja si potrebbe benissimo variare perché non è del tutto vera: anche il folk danzereccio bisogna saperlo fare e persino il folk metal "vero" può avere un riff di chitarra e una stupida melodia di violino che non porta da nessuna parte, altrimenti non si spiega perché gli Equilibrium agli esordi fossero un'ottima band ed ora subito bistrattati perché hanno accentuato la componente "birra e festa". Secondo questa dichiarazione gli Equilibrium erano bravi solo nei momenti epic, il che significa skippare 3/4 minuti a canzone e ascoltarsene manco 30 negli album migliori, tanto per esagerare eh. Non ha senso, se volessimo tirare in ballo un'altra band... dei koorpiklani cosa dobbiamo dire quando si grida al capolavoro per Vodka che già dal nome lascia intendere? Per me rende benissimo l'idea ed è un'ottima canzone, come quest'album d'altronde, ma il problema in queste situazioni sussiste quando l'album è tutto su quest'andazzo e non capisco perché, ma quando è tutto su tinte epic o simili e l'eccezioni sono poche automaticamente le eccezioni diventano le migliori canzoni dell'album. Bisogna saper fare bene anche il folk metal da festa, inutile accantonare questa sfumatura. Detto questo a me è piaciuto piu di Rekreatur e impossibile negare che facciano un folk tutto loro. E come disse non so chi sulla recensione di Sagas: "la cosa che rende unici gli Equilibrium è che premono molto sulla ricerca ritmica spesso molto sottovalutata da migliaia di band perché "solo" ritmica. Tengo a precisare che non ce l'ho con lei, recensore, semplicemente non mi trovo d'accordo con quello che pensa e forse dai toni sembro molto scontroso, ma non è mia intenzione. E mi scuso per eventuali errori, essendo da cellulare è possibile che ne abbia fatti alcuni. Adios.
Culoman
Sabato 12 Luglio 2014, 14.52.00
1
Senza scatenare conflitti o guerre mondiali, mi permetto di dissentire, a me il disco è piaciuto, lo trovo più "divertente" rispetto al predecessore, ma giustamente è qualcosa di soggettivo. Detto questo, pace e bene.
INFORMAZIONI
2014
Nuclear Blast
Folk
Tracklist
1. Ankunft
2. Was lange währt
3. Waldschrein
4. Karawane
5. Uns'rer Flöten Klang
6. Freiflug
7. Heavy Chill
8. Wirtshaus Gaudi
9. Stein meiner Ahnen
10. Wellengang
11. Apokalypse
12. The Unknown Episode
Line Up
Robse (voce)
Andreas (chitarra)
René (chitarra)
Sandra (basso)
Hati (batteria)
 
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