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Rockazzi - Rockazzi
( 1915 letture )
Direttamente da Roma ecco arrivare sulle nostre pagine i Rockazzi, quartetto dallo stile musicale eclettico e dall’atteggiamento irriverente, come si può notare già dal simpatico monicker; formatisi nel 2006 per iniziativa del cantante Claudio e del batterista Daniele, si caratterizzano per l’uso della nostra linguamadre nei brani, oltre che, come detto, per uno stile che mescola influenze piuttosto variopinte: vi troviamo rock, post-punk, una spruzzata di nu metal qui e là ed un po’ di gusto tipicamente nostrano, verosimilmente figlio dell’enorme influenza artistica di Giovanni Lindo Ferretti e dei suoi C.C.C.P.. A riprova della varietà di influenze che anima la musica del gruppo, basti pensare che quattro anni fa la band ha accolto fra le sue fila il bassista Luca Giovagnoli, ex membro dei deathsters Novembre. Ce n’è abbastanza per suscitare in primis la nostra curiosità e, in secundis, speriamo anche quella di voi affezionati lettori.

L’album dei nostri amici capitolini, che presenta una cover raffigurante una mano che stringe il cuore, come a dire che la band ci offre il proprio lato più sanguigno, inizia con P.E.S.A.: il riff sincopato di Mauro potrebbe ricordare qualcosa dei Linea 77, ma il cantato e le progressioni mostrano ulteriori sfaccettature, che comprendono i già citati C.C.C.P.. La band mostra inoltre da subito interessanti qualità tecniche, che non mancano di catturare di nuovo l’attenzione su Alieno, dominata dalla solidissima sezione ritmica; le linee vocali qui sono forse meno ispirate, ma per questo aspetto basta puntare su Angelica, decisamente priva di compromessi liricamente e punteggiata con maestria dalla chitarra di Mauro Calderone. Il cocktail sonoro dei nostri funziona piuttosto bene, non annoiando mai neppure nei momenti meno brillanti delle linee vocali; Leno è una bizzarra incursione in uno stile quasi da ballata, sostenuto a dovere prima dal basso e poi dagli altri strumenti, che aggiungono improvvisamente durezza ad un cantato che sa quasi di filastrocca. Ira, introdotta ancora da un basso lugubre, ma intrigante, esplode nella seconda metà, con un ritornello tanto semplice quanto efficace ed un comparto sonoro ancora pienamente all’altezza della situazione. Il disco cresce ulteriormente con la stupenda Prete, dominata tanto dalla sezione ritmica, quanto dall’eccellente chitarra del sempre valido Mauro, ma anche con Sputa, una delle composizioni liricamente più brillanti del disco, dove fra l’altro si mette nuovamente in evidenza Luca Giovagnoli. Chiude questo interessante e variegato lavoro 47, quasi Tool nella sua atmosfera elegante ed oscura, con l’ennesima prova eccellente di tutti i musicisti.

Questo album dei Rockazzi è in sostanza una bella sorpresa: il quartetto romano mette in mostra una varietà di influenze invidiabile, oltre che una tecnica strumentale di primo livello a supportare tali influenze; forse qui e là le linee vocali perdono qualche colpo, ma on vi è un solo brano malriuscito o poco interessante: ecco, proprio la capacità di questi brani di catturare l’ascoltatore costituisce il maggior merito di questi musicisti, che riescono a catturare l’attenzione dell’ascoltatore nonostante lo stile volutamente schizofrenico delle loro composizioni. Da riascoltare al più presto.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
85.33 su 24 voti [ VOTA]
J.
Sabato 26 Luglio 2014, 8.40.53
2
ah però..... l'ho ascoltato un pò qua e là. BRAVI
AndreA
Mercoledì 16 Luglio 2014, 17.13.47
1
Saluto il cantante che un giorno mi venne a sistemare l'antenna tv e siamo stati tutto il tempo a parlare di Metal. mi ha fatto ascoltare qualche canzone e devo dire che sono veramente bravi....Consiglio vivamente di ascoltarli su youtube x conoscerli.
INFORMAZIONI
2014
Pavana Records
Crossover
Tracklist
1. P.E.S.A.
2. Alieno
3. Angelica
4. Leno
5. Ira
6. Prete
7. Sputa
8. 47
Line Up
Claudio Calderone (Voce)
Mauro Calderone (Chitarra)
Luca Giovagnoli (Basso)
Daniele Luongo (Batteria)
 
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