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Creedence Clearwater Revival - Creedence Clearwater Revival
( 2471 letture )
Creedence Clearwater Revival: una delle più grandi rock band di tutti i tempi, tra i migliori ensemble mai sfornati dalla natia California e un punto di riferimento per le leve che seguiranno di lì a breve. Esagerato? No, direi proprio di no, e il fatto che un act dalla vita così breve (si sciolsero dopo appena quattro anni dal debutto discografico) abbia avuto tanto seguito e riscontro anziché perdersi come una meteora nel marasma delle migliaia di gruppi allora esistenti sta lì a dimostrarlo. Nati dapprima come trio (The Blue Velvets), con l'aggiunta di Tom Fogerty i ragazzi si ribattezzarono The Golliwogs salvo cambiare definitivamente moniker su insistenza di uno dei proprietari della Fantasy Records; Stu Cook passò dal piano al basso e Tom dalla chitarra solista alla ritmica, lasciando -per nostra fortuna- definitivamente il posto di cantante al fratello minore. Come scritto da un critico di Rolling Stone nelle note sul retro di Creedence Clearwater Revival, San Francisco grazie a gruppi come Jefferson Airplane e Grateful Dead era considerata allora la Liverpool del rock americano, il centro nevralgico per le aspiranti rockstar dell'epoca, e in quel contesto vennero fuori i Nostri. Ma cosa avevano di così speciale i Creedence? Apparentemente si erano limitati a "ri-semplificare" il rock che verso la fine dei 60 era stato portato ad acide evoluzioni (in piccola parte presenti anche qui) da svariati gruppi, restituendolo alle radici blues primigenie dalle quali proveniva, lo avevano imbastardato con il country e il folk e in buona sostanza lo avevano in qualche maniera riportato all'antico. Ma forse non è vero nemmeno questo: forse l'antico viene riproposto con l'occhio -e l'orecchio- di chi avendo vissuto la scena musicale dell'epoca, può aggiungere un po' del proprio, anche reinterpretando brani vecchi di qualche anno e donando loro un quid tutto particolare (Suzie Q. è la cover di un pezzo blues del 1957 dilatata fino a superare gli 8 minuti, resa in stile acid-oriented e comprendente qualche sperimentazione). Ma quello che contraddistingue davvero il sound della band, oltre alle indubbie capacità tecniche dei musicisti, è la voce di John Fogerty, una delle più belle (se non la più bella in assoluto), potenti e particolari dell'intero panorama musicale mondiale.

John si presenta come meglio non potrebbe, il timbro della frase d'apertura "I put a spell on You / because You're mine...", dopo la rullata secca di Doug Clifford, non ammette repliche, con la sua rabbiosa sensualità fa venire la pelle d'oca a chiunque lo ascolti e non potrebbe essere altrimenti visto chi canta. L'essenza sia del rock che del blues sgorga come acqua purissima dai solchi di questo vinile, stupendo l'ascoltatore per la sua "semplice complessità": da The Working Man a Gloomy passando per la scanzonata Ninety-Nine and a Half (Won't Do) è tutto un susseguirsi di momenti di rock selvaggio e ribelle alternati ad altri più introspettivi ma altrettanto avvincenti. Porterville è una piccola gemma risalente al periodo pre-CCR, essendo uscita come ultimo singolo a nome The Golliwogs nel 1967 mentre Walk on the Water (anche questa già edita sotto il moniker precedente e qui in una nuova versione più pesante) è forse, insieme all'opener, il brano più bello di questo disco: il basso furioso di Cook è una vera e propria goduria per le orecchie e le atmosfere della song trasmettono tutta la tensione del testo, grazie anche -manco a dirlo- all'eccelsa interpretazione di John Fogerty sia al microfono che alla chitarra.

Un vero e proprio tributo alle origini del rock ancora oggi godibilissimo; seguiranno altri album che supereranno in bellezza questo debutto, dei capolavori assoluti della Storia del Rock, ma come inizio direi che con Creedence Clearwater Revival non ci si può proprio lamentare. Disco -e soprattutto gruppo- imprescindibile.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
80.09 su 11 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Domenica 15 Aprile 2018, 8.46.42
15
@berkaal: non sono d'accordo (il disco non fa affatto schifo e di canzoni belle ce ne sono altre), ma ci può stare (i capolavori sono quelli venuti dopo). Però adesso attendiamo i tuoi commenti sui successivi (Cosmo's factory ha solo 4 commenti)
berkaal
Domenica 15 Aprile 2018, 8.23.16
14
Per favore, smettiamola di incensare certi album solo perché sono stati pubblicati da gruppi storici. La voce di John Fogerty è fantastica ma il disco fa schifo, brutti suoni, brutti effetti, canzoni scadenti, l'unica che si salva sarebbe "Suzie Q" ma questa versione da otto minuti adesso suona ridicola, Ricordo le parole di Paul De Barros a proposito di questo disco: "I'd rather hear an old man coughing than listen to their (CCR's) rhythm section". Gli album belli sono quelli successivi.
ALDO PEDRON
Giovedì 1 Marzo 2018, 0.36.48
13
gruppo imprescindibile, fenomenali... eccellenti sto scrivendo un libro su di loro, uscirà a Natale, saluti rock, Aldo Pedron
Metal Shock
Domenica 17 Gennaio 2016, 16.28.34
12
Toh c'è anche qualcuno che sà apprezzare capolavori degli anni 60 come questo.
Rob Fleming
Domenica 17 Gennaio 2016, 15.30.09
11
I CCR sono tra i più grandi di tutti i tempi. E questo è uno dei loro album più "canonici" ed è strepitoso.
TheBluesBreaker
Venerdì 3 Ottobre 2014, 22.59.43
10
Solo 9 commenti di cui 4 o 5 inerenti al disco...Che tristezza
jeffwaters
Domenica 27 Luglio 2014, 10.39.13
9
Gruppo leggendario
Galilee
Lunedì 21 Luglio 2014, 15.11.32
8
Questo mi manca, ho 2/3 dischi loro, ma non ricordo nemmeno quali. Anyway, gruppo grandioso. Da ascoltare in macchina sono il top
Matocc
Giovedì 17 Luglio 2014, 19.58.35
7
no, LOL era il mio al posto di ah ah ah!
Lizard
Giovedì 17 Luglio 2014, 19.52.38
6
Prima che io scriva una cosa tipo "lol" deve venire giù il cielo
Matocc
Giovedì 17 Luglio 2014, 18.11.02
5
@ Lizard : meglio un bel "IMHO" ah ah ah... anzi, "LOL!"
Lizard
Giovedì 17 Luglio 2014, 17.39.34
4
Hai ragione Massimo in effetti mancava un "anche per me...." eheheh parlando di I Put a Spell on You, consiglio a chi non la conoscesse la versione di Nina Simone. Completamente diversa, ma altrettanto intensa.
Matocc
Giovedì 17 Luglio 2014, 17.27.40
3
ehi, la smettete di ripetere quello che ho scritto nella rece? ah ah ah ah!
Macca
Giovedì 17 Luglio 2014, 17.19.31
2
Si, davvero una voce fantastica. Band enorme e album bellissimo, anche se per me il meglio viene dopo...
Lizard
Giovedì 17 Luglio 2014, 16.04.31
1
I Put a Spell on You mi fa venire i brividi ogni volta che l'ascolto. Interpretazione stratosferica di Fogerty che per me ha una delle voci più belle di sempre e grande intensità da parte di tutta la band. Gruppo stratosferico, album bellissimo.
INFORMAZIONI
1968
Fantasy Records
Rock/blues
Tracklist
1. I Put a Spell on You
2. The Working Man
3. Suzie Q.
4. Ninety-Nine and a Half (Won't Do)
5. Get Down Woman
6. Porterville
7. Gloomy
8. Walk on the Water
Line Up
John Fogerty (Voce, Chitarra)
Tom Fogerty (Chitarra)
Stu Cook (Basso,)
Doug Clifford (Batteria)
 
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