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Abysmal Grief - We Lead The Procession
( 2644 letture )
Compilation : poche altre parole collegate alle sette note provocano più brividi di terrore nelle schiene dei fans allorquando arriva il fatidico momento dell’annuncio che una band darà alle stampe una “raccolta”. Negli anni, troppi sono stati gli esempi di paccottiglia pentagrammatica o di becere operazioni commerciali spacciate per opere d’arte (da possedere assolutamente in quanto pietre miliari delle varie discografie ecc.ecc...), per fidarsi a scatola chiusa di prodotti che, alla prova dei fatti, si rivelano di rado di qualità anche solo accettabile pur senza pretendere il capolavoro.
È comprensibile allora che la notizia dell’uscita di una compilation di uno dei gruppi da più tempo “al di sopra di ogni sospetto” dell’italica scena metal abbia generato qualche attimo di smarrimento tra chi da anni considera gli Abysmal Grief come un modello di coerenza artistica. E invece per una volta possiamo abbandonare timori e preoccupazioni e abbandonarci alla scoperta di un autentico cadeau, confezionato per tutti coloro che negli anni hanno imparato a conoscere e apprezzare le nere spire tratteggiate dal combo genovese. We Lead the Procession, infatti, non è la summa artistica di una carriera, che veleggia peraltro ormai speditamente verso il ventennio, ma piuttosto uno squarcio aperto sui lavori in corso che accompagnano una band prima o a margine dell’elaborazione del prodotto finito. Ecco allora registrazioni alternative, brani inediti e chicche live a comporre un lotto di ottima qualità, a cui vanno aggiunte due cover che non passeranno inosservate ai cultori del genere.
A proposito, il “genere”: problema antico quando si tratta di definire la musica degli Abysmal Grief, non solo per la nota (e dichiarata) refrattarietà della band a farsi inserire negli angusti limiti del doom, ma anche perché oggettivamente ci troviamo di fronte a ispirazioni quanto mai variegate, dal gothic al black, con le classiche incursioni in territorio seventies a conferire una patina vintage all’insieme. Senza voler minimamente pretendere di mettere la parola fine alla querelle, ritengo comunque che si possa continuare a considerare i Nostri come appartenenti alla doom famiglia, magari in senso lato, sicuramente arricchendo il sostantivo di definizioni più ampie come “dark” e, perché no, “occult”, ma riconoscendo pur sempre il timbro più marcato che alla fine dà colore ai pezzi.
Ad offrire un assaggio della cifra qualitativa raggiunta dall’album provvede da subito l’opener Open Sepulchre, marchiata a fuoco da una cavalcata gothic disegnata dall’incedere solenne dell’organo che va a gettarsi in un riff fulminante in chiusura del brano. Ritmi sostenuti, al limite della marzialità, contraddistinguono anche la successiva Fear of Profanation, dove peraltro si possono apprezzare pienamente le qualità di Labes C. Necrothytus non solo quando è alle prese con le tastiere, ma anche perfettamente a suo agio nell’alternare registri vocali diversi.
A riportare l’ascoltatore in un orizzonte più “canonico” per gli Abysmal Grief, contribuisce invece la coppia Exsequia Occulta/Bara (quest’ultima è una registrazione live datata 1998, che non mancherà di esaltare i cultori dei suoni meno elaborati a vantaggio di una “ruspantezza” complessiva), intervallata da un pezzo come Procession dove rari rintocchi di organo e campane danno libero sfogo al versante più claustrofobico e quasi lisergico dell’ispirazione dei genovesi. Un capitolo a parte meritano le due cover, a cominciare da Profanation dei Death SS, discretamente fedele all’originale ma non riuscitissima nell’insieme, soprattutto nel tentativo di surrogare la potenza evocativa delle chitarre con un ruolo maggiormente di primo piano riservato all’organo. Anche la voce, declinata in chiave più gothic rispetto all’originale, finisce per ridurre il potenziale esplosivo di un brano nato per colpire frontalmente piuttosto che avvolgere in spire fumanti.
A ben diversi esiti approda invece Raise the Dead, tratta dalla discografia di una band monumentale come i Bathory e che rappresentava indubbiamente una sfida non facile per i Nostri. Senza dimenticare che la registrazione è del 1999 (e dunque “solo” di un quindicennio successiva all’originale), è impossibile non restare piacevolmente sorpresi dalla modernità del risultato raggiunto. Certo, è un brano che va ascoltato “laicamente”, cioè senza pretendere di trovare a tutti i costi la fedeltà a quegli elementi di black seminale che sono stati il marchio di fabbrica di Quorthon e soci a inizio carriera, ma davvero se ci si riesce a liberare dall’ansia di improbabili paragoni, il godimento artistico è assicurato, a partire da un ritmo malvagiamente trascinante interrotto dai lampi di chitarra.

In definitiva, se appare difficile prevedere l’effetto di un album come We Lead the Procession su eventuali viandanti occasionali che tentassero di avvicinare il lavoro della band, sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che i devoti delle sonorità più oscure non rinunceranno ad arricchire lo scaffale di un piccolo gioiellino.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
96.28 su 7 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Giovedì 24 Luglio 2014, 12.54.41
10
Ascoltato Feretri. Questi sono veramente doom, oescuri e molto coinvolgenti. Il songwriting e ricco di idee e mai banale. Ottima band che approfondirò anche nelle precedenti release. Grazia ancora a Monsieur enry e a Metallized per la segnalazione. Fatta molto bene anche la recensione. Au revoir
markus31
Mercoledì 23 Luglio 2014, 20.07.53
9
Questo è un gradissimo gruppo doom italiano.Abysmal Grief- Abysmal Grief del 2007 è un signor album,ma anche gli altri non sono da meno.Ogni tanto piace anche loro sperimentare " The Shroud "è un loro pezzo quando lo riascolto ammetto che qlke piccolo brivido sale.
Le Marquis de Fremont
Martedì 22 Luglio 2014, 14.07.30
8
Merci beaucoup, Monsieur enry. Vista la recensione e i commenti penso di andare sul sicuro per i miei gusti. Voi italiani siete sempre sorprendenti... Au revoir.
doomale
Lunedì 21 Luglio 2014, 20.12.56
7
Veramente un grande gruppo....scoperti al Roma obscura fest e subito in fidsa....direi quasi unici nel loro HorrorDoom....ma nell'etichettarli di gothic fortunatamente nn hanno nulla! Questo e puro doom italiano a sfondo horror anni 70!! SPETTACOLARI
enry
Lunedì 21 Luglio 2014, 19.31.23
6
Marchese, puoi partire tranquillamente con l'ultimo disco 'Feretri', ma è tutto di alto livello e anche questa compilation offre una buona panoramica sulla band. Bella voce, bei riff, atmosfera lugubre da pelle d'oca...Non te ne pentirai.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 21 Luglio 2014, 12.38.41
5
Mi sembrano interessanti. Non li conosco e se qualcuno mi può dire di più su di loro, vedo di approfondire. Merci.
Uccello di Fuoco
Lunedì 21 Luglio 2014, 8.52.31
4
G R A N D I S S I M I !!!!!! Solo questo.
Er Trucido
Domenica 20 Luglio 2014, 20.04.33
3
Orgoglio genovese. Al concerto, causa soldi lasciati a casa, ho potuto prendere solo Feretri, rimedierò.
Zess
Domenica 20 Luglio 2014, 18.48.50
2
Una delle migliori bands in circolazione, semplicemente.
enry
Domenica 20 Luglio 2014, 11.25.48
1
Uscita eccellente per una band che fa a fette il 90% del gothic-doom italiano ed europeo. Presente anche un video-clip del 2013, compilation limitata a 500 copie ottima per chi non conosce la band ma anche per i fans. Copertina spettacolare.
INFORMAZIONI
2014
Terror From Hell
Gothic / Doom
Tracklist
1. Open Sepulchre
2. Fear of Profanation
3. Raise the Dead
4. Exsequia Occulta
5. Procession
6. Bara
7. Profanation
8. Mors Eleison
Line Up
Labes C. Necrothytus (Voce, Tastiere)
Regen Graves (Chitarre)
Lord Alastair (Basso)
Fog (Batteria)
 
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