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MaterDea - A Rose for Egeria
( 2500 letture )
I MaterDea sono una band di Torino, inizialmente fondata dalla cantante Simon Papa e dal chitarrista Marco Strega, a cui si aggiungono successivamnente il bassista Morgan de Virgilis, la violinista Elisabetta Bosio, la pianista Elena Crolle ed infine il batterista Cosimo de Nola. La proposta musicale della band trova le sue radici nel folk medievale e celtico e nel metal più classico e vicino all'hard rock - in un certo senso possono essere considerati una sorta di Blackmore's Night più aggressivi, ma vicini anche, in particolare per certe tematiche neopagane, a band pagan rock come Inkubus Sukkubus ed Omnia. A questo si aggiunge una spiccata componente symphonic, frutto della formazione classica di parte dei musicisti della band ed ottima per accompagnare le tematiche più epiche e legate al fantasy che emergono dai testi di alcune canzoni. Inoltre, non manca un occhio di riguardo al prog rock italiano, forse l'elemento che permette maggiormente di ricondurre la musica dei MaterDea alla loro provenienza geografica, dato che gli interventi di folk nostrano ci sono (ad esempio Benandantes, Malandantes, presente sull'album Satyricon), ma rimangono in schiacciante minoranza rispetto ai riferimenti celtici. L'esordio della band, Below The Mists, Above The Brambles, vede tra i guest la partecipazione del fisarmonicista scozzese John Whelan, e raccoglie un buon consenso tra il pubblico iniziando a raccogliere uno zoccolo duro di fan attorno alla band. Il secondo lavoro, Satyricon, procede sulla stessa strada ottenendo ottimi risultati a livello di critica. Anche grazie all'intensa attività live, i MaterDea godono già di una certa notorietà e del supporto di un nucleo di appassionati quando iniziano a lavorare su A Rose for Egeria, tanto che, con un progetto di crowd funding, riescono a raccogliere senza problemi 2500 euro per dare il via alle registrazioni di questo nuovo album. A Rose For Egeria, sul mercato dal febbraio 2014, è stato mixato da Marco Strega nel suo studio Domus de Janas e masterizzato da Mika Jussila, ai Finnvox Studio.
Pur rimanendo coerente come stile con quanto fatto in passato, A Rose for Egeria preme l'acceleratore sulla componente symphonic, frenando invece parecchio sul folk, che, per quanto innegabilmente presente nell'album, rimane in secondo piano, soprattutto nella prima metà del disco. Orchestrazioni, viola e violino sono protagonisti assoluti, assieme alla voce di Simon Papa, nei ritornelli spesso accompagnata in contrappunto da quella di Elena Crolle. Nel complesso il songwriting è elegante ed equilibrato, dotato di diversi spunti che emergono dal variegato background musicale dei membri della band che, oltre alle influenze folk, rock e metal che ci si possono aspettare, spazia dalla classica, al jazz, alla musica latina. Questo fa sì che il risultato, benché non possa essere definito innovativo, sia dotato di una certa personalità. Nel complesso riesce bene a trasportare l'ascoltatore in un mondo fatato e fiabesco, immerso nella natura e popolato da elfi e creature schive e misteriose.
Tra i pezzi meglio riusciti spicca Talagor of the Storm, dal testo ispirato a scenari tolkeniani (Talagor, il nome di un cavallo di cui parla il testo della canzone, significa "piede veloce" in Sindarin), un brano dal ritmo sostenuto e vicino al power in cui gli archi duettano con la chitarra per un effetto epico e coivolgente. Un brano in cui il metal classico e la sinfonia si sposano perfettamente, senza tagliare fuori le influenze. Altro punto forte è la romantica Merlin and the Unicorn, brano lento e sognante valorizzato dal violino e da un ritmo non veloce ma fluido e danzante, in cui alla voce femminile di Simon si aggiunge una maschile. Da citare sono anche i pezzi in cui la componente folk è più presente: Land of Wonder è un brano estremamente orecchiabile e buffo, che farà storcere il naso a chi vuole ascoltare "la musica SERIA" ma che divertirà tutti quelli che sotto sotto hanno sempre un po' di nostalgia dell'infanzia. Il brano è introdotto dalle voci di quelli che sembrano personaggi della Disney sotto LSD e presenta una melodia folk lieta e veloce eseguita dal violino che, volente o nolente, rimarrà in testa all'ascoltatore per almeno tre ore dopo l'ascolto. Running all Night with the Wind invece è veloce, incalzante, selvaggio e contiene melodie tipiche del folk irlandese. Haelnereth Journey, infine, chiude l'album in bellezza grazie alla sua melodia che richiama la musica del nord-est europa.

A Rose for Egeria è un album che sicuramente accontenterà appieno chi ha apprezzato il lavoro prodotto dai MaterDea fino ad adesso. Inoltre, probabilmente questo disco attirerà nuovi fan soprattutto tra gli amanti del pagan rock e del symphonic metal, e tra gli amanti delle atmosfere magiche del fantasy classico alla Tolkien.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
43.47 su 17 voti [ VOTA]
Tony
Sabato 26 Luglio 2014, 18.53.29
3
disco noioso
Sambalzalzal
Sabato 26 Luglio 2014, 11.19.39
2
Ne ho sentito parlare bene in giro e la recensione mi ha molto incuriosito, a breve compro il cd poi torno a commentare
Fabio G
Sabato 26 Luglio 2014, 0.23.04
1
Uno dei migliori cd che ho comprato quest' anno. Bravissimi musicisti e musica di altissimo livello. Secondo me meriterebbero un voto un po' più alto. Li ho visti dal vivo a Torino,sono stati eccezionali. Questi ragazzi meritano almeno un ascolto,e poi sono italiani,un motivo in più ............ ( meditate gente..........meditate)
INFORMAZIONI
2014
Midsummer’s Eve
Symphonic Metal
Tracklist
1. Beyond the Painting
2. Tàlagor of the Storms
3. Merlin and the Unicorn
4. A Rose for Egeria
5. An Unexpected Guest
6. Land of Wonder
7. Altrs of Secrets
8. Prelude to the Rush
9. Running all Night with the Wind
10. Whispers of the Great Mother
11. Haerelneth's Journey
Line Up
Simon Papa (voce)
Marco Strega (chitarra)
Elena Crolle (tastiera, voce)
Elisabetta Bosio (violino, viola, contrabbasso)
Morgan de Virgilis (basso)
Cosimo de Nola (Batteria)
 
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