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Origin - Omnipresent
( 3272 letture )
onnipresente me ef sing (pl: onnipresenti)
(religione) come attributo di Dio, che è sempre presente, che ha il dono dell'ubiquità
(scherzoso) che si trova in ogni posto


Di scherzoso qui non c’è nulla, di religioso ancora meno, ma che Omnipresent abbia il dono dell’ubiquità è vero al 100%. Ha la capacità di trovarsi in più luoghi contemporaneamente: nel cranio, nelle ossa, nel cuore e nel fegato di ognuno di noi durante l’ascolto ed il diventare un'unica cosa con la musica qui proposta è possibilissimo; non tanto per la assenza di emozioni e passione (nel senso più melodrammatico del termine) nelle tracce, ma per il suono potente, bestiale, freddo e glaciale che viene emanato ogni secondo. Si tratta di un tunnel senza uscita dove la luce ha paura ad entrare ed in fondo, nelle tenebre, ci sono gli Origin che come un buco nero inghiottono l’essenza vitale di ognuno di noi, uno ad uno, senza tregua.
Anche se James Lee non fa più parte della band da ormai quattro anni, l’apporto che diede alla crescita del gruppo, soprattutto sull’indimenticabile Antithesis, è oggi innegabile. Anno dopo anno, gli statunitensi sono diventati una presenza sempre più importante nel panorama estremo mondiale, proponendo una formula che definire unica è riduttivo (formula poi imitata da moltissimi altri gruppi). Il precedente Entity aveva entusiasmato molti: si trattava di un lavoro d’unione tra i soli tre membri storici che si avvicendavano sia al microfono che agli strumenti ed aveva portato in dono una sana dose di brutalità fatta in casa. Oggi, dopo tre anni di militanza, il nuovo frontman prende parola per la prima volta in studio e notiamo che c’è qualcosa di diverso nell’approccio della band, un cambiamento percepibile: merito suo? Merito della maturità acquisita negli anni? Oppure semplicemente merito della costante ricerca sonora tipica degli Origin? Probabilmente è merito di un’insieme dei tre fattori, perché Jason Keyser ha portato più creatività, voglia di sperimentare ulteriormente e spostamento dei confini verso lo scibile umano rispetto al passato. Ancora più semplicemente, egli ha contribuito al miglior album della discografia in termini prettamente tecnici e stilistici: Omnipresent è una spanna sopra il passato del gruppo, sopra la moltitudine di ragazzini là fuori che pensano che suonare mille note al secondo sia un biglietto gratuito per produrre capolavori, sopra a ciò che si pensava concepibile. L’assolutismo non ha sempre ragione, ma affermare che siamo di fronte ad uno dei dischi meglio concepiti in ambito technical death degli ultimi dieci o quindici anni non è un'esagerazione. Inchinarsi è inevitabile: il muro del suono ti schiaccia a terra e non ti offre possibilità di scappare; devi soccombere perché sei la vittima prescelta, il malcapitato di turno, lo scarafaggio da annientare, sei il nulla.

Metri comparativi parlando di capacità tecniche non esistono se il gruppo esaminato sono gli Origin e lo stile è subito rintracciabile e quanto di più avvincente ci sia oggi. Canzoni come le iniziali All Things Dead e Thrall: Fulcrum: Apex pongono le basi compositive di un disco che sposta l'approccio al songwriting verso lidi più progressive (passatemi il paragone), dove le ritmiche risultano più contorte e cervellotiche. La volontà di inserire subito una delle tre strumentali offre la possibilità di tirare il fiato e di rivolgere meglio l’attenzione ai singoli episodi piuttosto che ad un'unica, gigantesca massa sonora di trentacinque minuti. Nei dischi precedenti una traccia per respirare un po' era una costante; utilizzarne tre è sintomo di sperimentazione. Permanence, Continuum e Obsolescence hanno strutture compositive differenti, sono distanti ma quanto mai unite. La prima è una strumentale nel senso classico della parola, mentre le altre due si avvalgono di tastiere che portano l’"effetto oblio" al livello successivo. Ci si riesce ad immedesimare nella cover stessa, nella quale un pianeta di immondizia e corpi aggrovigliati inghiotte il malcapitato verso una luce tanto brillante quanto minacciosa. Un ulteriore spostamento/ampliamento compositivo è da percepire attraverso brani che prendono più dal black che dal death, piuttosto che da ritmiche quasi thrash che appaiono timidamente qui e là: Redistribution of Filth e Source of Icon O portano alla luce sonorità alla Goatwhore, Skeletonwitch ed un pizzico degli ultimi Absu; non è assolutamente un male, è sinonimo di evoluzione. Le tracce più brevi sono quelle che portano alla luce di più la tentacolare prestazione di John Longstreth, il quale riesce con disinvoltura a non rendere monocordi quelle brevissime sfuriate che altrimenti sarebbero state facilmente declassabili a meri riempitivi: The Absurdity of What I Am è l’esempio su tutte. Anche se ogni traccia presa singolarmente ha una sua struttura ed un carattere ben preciso, è l’insieme che fa la forza, l’onnipresente randellata che si prende ad ogni ascolto. Si ha necessità di premere nuovamente play; il dolore viene desiderato e cercato, alla stregua di un masochismo sonoro moderno servito su un piatto d’argento. Due menzioni in conclusione sono doverose, una positiva e l'altra un po' meno. La prima riguarda la traccia di chiusura, The Indiscriminate, mozzafiato con il suo crescendo che taglia le arterie, apre i capillari e distrugge i timpani, risultando un’assoluta dimostrazione di potenza e competenza, nonché di come si possa risultare conservatori pur facendo sempre un passo avanti. La nota di demerito (una piccolezza, sia chiaro) va attribuita all’inutile cover di Kill Yourself dei S.O.D. che pur rimanendo a conclusione della tracklist risulta superflua e discretamente fuori contesto: l'omaggio è passabile, ma risparmiarlo avrebbe chiuso il sipario in maniera nettamente migliore.

Omnipresent è totale, è la ciliegina sulla torta di una discografia pressoché perfetta e non ha nulla che gli si possa recriminare se contestualizzato all’interno del suo genere. Ovviamente ci sono diversi gruppi sopraffini là fuori che, anche se non sempre incensati dalle recensioni di tutto il mondo, hanno qualità da vendere, ma l'attenzione per i dettagli è ciò che differenzia un album di successo da lavori di nicchia semisconosciuti, è ciò che ad oggi fa la differenza in un mercato terribilmente saturo. I nostri possono non piacere agli amanti del suono classico, essere detestati dai puristi che vedono solo mille note sparate senza senso, ma qui dietro c’è tecnica, studio e analisi. Gli Origin sono stati in grado, con la nuova line-up, di elevarsi sopra loro stessi, di trasformare un disco di pura brutalità in un cervellotico viaggio dentro le sfumature del technical death. Probabilmente, se sezionassimo i generi del metal e prendessimo fuori per ognuno i pezzi migliori, raggruppando infine il tutto in un grande insieme, in esso gli Origin avrebbero il loro meritato spazio. Ecco perché sono da considerare tra le migliori band al mondo.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
64.76 su 13 voti [ VOTA]
Necrotic
Venerdì 14 Novembre 2014, 21.14.27
21
@Corpse Ehi ciao.
Corpsegrinder
Venerdì 14 Novembre 2014, 21.13.37
20
Nihilistic decadence:beh di cagate ne hai sparate tante.Dici che il Death è agli sgoccioli?Forse si se non fosse per le innumerevoli dozzine di band unground e non che popolano il Death.Poi vabbe pure la mia se è per questo(di cui tra l'altro quel pirla di Necrotic è membro).
Corpsegrinder
Venerdì 14 Novembre 2014, 21.05.05
19
Nihilistic decadence:e i Cannibal Corpse e i Dyng fetus?
Keyser Söze
Venerdì 14 Novembre 2014, 19.24.40
18
Odio questo modo di suonare Death.
Nihilistic decadence
Giovedì 13 Novembre 2014, 9.40.43
17
Therox68: premetto che il Death degli ultimi 15 anni mi fa salire l'acidità di stomaco in modo esponenziale ahah! Comunque, quello che è il mio pensiero è che il Death, così come il Thrash e il Black, sono oramai agli sgoccioli, nel senso che i grandi classici sono infinitamente superiori ad album come questi.. Solitamente definisco il brutal un genere "dozzinale", dato che a parte i capostipiti del genere, ossia Suffocation e Cryptopsy, per il resto potrebbe tranquillamente non esistere.. In qualunque caso è una mia opinione e, come tale, non ha alcun valore di oggettività (questo onore spetta solo alle leggi matematiche!)..
therox68
Giovedì 13 Novembre 2014, 2.38.00
16
Nihilistic decadence: ho letto altri tuoi commenti, legittimissimi sia chiaro, a proposito di dischi brutal/tech e spesso dici che di tratta di noiosi "piri piri" melodici e niente più. In questo caso dici che "c'è modo e modo per suonare del brutal tecnico e questo non è certo particolarmente ispirato...". Mi faresti un esempio di un gruppo, sempre nel campo brutal/tech, che non sbrodola solo tecnicismi e che è anche particolarmente ispirato?
Nihilistic decadence
Domenica 31 Agosto 2014, 2.30.22
15
Gli Origin si sono sempre distinti per una cosa sola: la velocità. Andando ad ascoltare Informis infinitas inhumanitas o Echoes of decimation, i blast-beat e i riff sincopati sono una costante, oltre a quelle dannate vocals che NON. SI. FERMANO. MAI. Da Antithesis sono nel complesso migliorati, soprattutto col cambio di cantante, ma hanno così perso in parte l'elemento che, nel bene o nel male, li contraddistingueva.. Non sono certo anonimi come la maggior parte del "tech-death" odierno, almeno conservano quella violenza che il Death metal deve mostrare; in qualunque caso, c'è modo e modo per suonare del brutal tecnico e questo non è certo particolarmente ispirato..
Pikkio
Domenica 10 Agosto 2014, 14.13.21
14
Noioso come un porno.
Punto Omega
Lunedì 4 Agosto 2014, 1.03.27
13
Gran disco.
sicktadone
Giovedì 31 Luglio 2014, 21.12.49
12
Bè qua hanno sfornato uno dei migliori album dell'anno nel genere. Non solo più velocità e tecnica funamboliche, ma anche studio e progressione nel genere. Album fantastico, sebbene la digeribilità complessiva rimane sempre un problema
enry
Venerdì 25 Luglio 2014, 18.33.24
11
Mi sono spiegato male: il mio era un riferimento ai dischi precedenti, questo non l'ho ancora ascoltato (e infatti non ho dato voti o altro), se ci sono tanti rallentamenti meglio, ma di base, nei dischi precedenti la velocità la fa da padrone e a me tende a stufare. Ma probabilmente sono io che prediligo un altro tipo di Death Metal, tutto qui.
Galilee
Venerdì 25 Luglio 2014, 14.13.59
10
Prima o poi dovrò approfondire questo gruppo. Col techincal death c'è un certo amore e odio. Adoro band quali cattle decapitation e Gigan, ma non apprezzo per nulla band stile Nile, insomma prima o poi dovrò provarci.
Northern Brewer
Venerdì 25 Luglio 2014, 13.31.38
9
Ascoltatelo bene questo Omnipresent, altro che velocità sempre esasperata. Ci sono un sacco di rallentamenti, cambi di tempo e le canzoni sono TUTTE strutturate in modo diverso. Forse va di moda dire che il technical death metal è tutto uguale...
Third Eye
Venerdì 25 Luglio 2014, 13.02.33
8
Ancora non posso esprimermi non avendo ascoltato il disco, sono d’accordo comunque con il recensore quando afferma che si tratta di uno dei migliori gruppi presenti sulla scena mondiale, il loro “Antithesis” costituisce, a mio avviso, uno dei capisaldi del death metal suonato in chiave moderna, un disco che ha lasciato il segno. Mi stupisco invece nel leggere che si tratterebbe di un gruppo pompato dalla critica... mah!
Markus
Venerdì 25 Luglio 2014, 9.14.34
7
Ho provato a farmeli piacere più volte ma niente...tanta tecnica ma zero cuore,forse non è il mio genere ma andare oltre i 15 minuti di ascolto per me è masochistico.
enry
Venerdì 25 Luglio 2014, 7.00.39
6
Sono abbastanza in linea con Lux, per me sono ascoltabili, ma già l'acclamato Entity dopo poco tempo è finito a far collezione. Feroci, ottima tecnica ma velocità sempre esasperate che alla lunga (ma anche alla corta) tendono ad appiattire il tutto. Bravi sì, ma a me non lasciano niente e in generale li trovo fin troppo pompati dalla critica (questo un po' meno perchè a parte questo legittimo 86 non ho ancora letto una rece sopra il 6.5-7). Questa volta passo.
lux chaos
Giovedì 24 Luglio 2014, 19.57.48
5
Ho provato più volte a farmeli piacere, ma zero, inascoltabili per me...bravissimi dal punto di vista tecnico, ma non mi lasciano nulla, oltre ad aver influenzato con la loro ascesa una marea di pivelli del brutal che pensano che 30 minuti di sweeps masturbatori e gravity blasts siano suffcienti per fare un buon disco "death"...bella la recensione Ad Astra
Ad Astra
Giovedì 24 Luglio 2014, 19.16.39
4
@ Therox: ciao è sempre un piacere ritrovarsi su questi disco. innanzitutto grazie delle belle parole spese, mi emoziono detto questo thrall è un brano vero e proprio, solo ipersparato e veloce.... le "strumentali" sono permanence, ocsolescence e continuum. non ci sono canzoni lunghissime, però ben mirate, se posso aggiungere poi. il voto per quanto di importanza minore se preso fine a se stesso, è solamente l'aver voluto segnare un netto miglioramento a livello tecnico compositivo. fondamentalmente gli ultimi tre sono praticamente alla pari. ho dovuto scrivere solamente dopo averlo assimilato bene, son praticamente due mesi che lo ascolto e ancora non mi sono stancato, tiene bene... vediamo nel 2015 se regge il confronto, siamo a livelli di pesi massimi
Northern Brewer
Giovedì 24 Luglio 2014, 19.06.13
3
Ottima recensione complimenti! Questo Omnipresent è devastante, per me album dell' anno
therox68
Giovedì 24 Luglio 2014, 17.49.08
2
Ad Astra: alcuni brani molto brevi tipo Thrall: Fulcrum: Apex pur essendo tali sono dei brani veri e propri mentre altri come Permanence o Obsolescence sembrano più degli intermezzi. Questa mia impressione è dovuta al fatto che ho ascoltato il disco solo un paio di volte nel momento in cui scrivo e quindi potrei facilmente sbagliarmi e mi interesserebbe il tuo parere in merito. Dico anche che aspettavo questa recensione perché sapevo che quasi sicuramente l'avresti scritta te e mi fido molto del tuo giudizio su questi generi "metal" e della tua capacità di "prenderci" a livello di scrittura su questo tipo di musica come già era successo con l'ultimo dei Deeds Of Flesh, disco che ho già ascoltato una cinquantina di volte e la noia è ancora molto lontana.
Resurrection
Giovedì 24 Luglio 2014, 17.17.42
1
E' un buon disco, godibile e tutto quanto ma secondo me è il più debole tra gli ultimi tre prodotti. In numeri direi attorno al 7 e mezzo.
INFORMAZIONI
2014
Agonia Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. All Things Dead
2. Thrall: Fulcrum: Apex
3. Permanence
4. Manifest Desolate
5. Absurdity Of What I Am
6. Source Of Icon O
7. Continuum
8. Unattainable Zero
9. Redistribution Of Filth
10. Obsolescence
11. Malthusian Collapse
12. The Indiscriminate
13. Kill Yourself (S.O.D. Cover)
Line Up
Jason Keyser (Voce)
Paul Ryan (Chitarra, Voce)
Mike Flores (Basso, Voce)
John Longstreth (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Chris Wilson (Backing Vocals su All Things Dead)
Rob Dereck (Tastiere)
Jason Kiss (Tastiere su Obsolescence)
 
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