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Mayhem - Grand Declaration of War
( 5387 letture )
”Dalla scuola di guerra della vita. - Quel che non mi uccide, mi rende più forte.”
(F. Nietzsche, Il Crepuscolo degli Idoli - Ovvero come si filosofa con il Martello)


Mai frase fu più azzeccata. La storia dei Mayhem nel 2000 D.C. era quanto di più travagliato possibile, gli avvenimenti oramai li conosciamo tutti: l’uccisione di Euronymous, l’abbandono di Attila e anni di silenzio da quell’Ep del 1997 -Wolf’s Lair Abyss- che portò in pianta stabile un cantante nuovo. Sven Erik Kristiansen, per tutti Maniac era ancora “il sostituto” dell’entità fatta di carne e ossa che prende il posto degli Dei caduti, due anime erranti che sono mancate, in modalità differenti alla storia del gruppo. Come presentarsi sul mercato dopo un disco di portata mondiale quale De Mysteriis Dom Sathanas? Rivoluzionando, distruggendo ogni convinzione e portando alla luce l’anima più visionaria e creativa del gruppo, nuotare controcorrente e dare alle stampe Grand Declaration of War. Non ha nulla a che vedere nemmeno con il precedente EP, è il dito medio al trve black metal, ai retrogradi, a tutti coloro che ambiscono a un ritorno al passato senza contare che la musica stava cambiando. Grand Declaration of War è un mondo autoctono, prende le proprie radici dall’avanguardia norvegese di quegli anni e la rende versatile, all’interno di un genere tanto oltranzista quanto poco incline ai cambiamenti.
Ora prima di leggere le righe che seguiranno, vi chiedo gentilmente di dimenticare i canoni standard del black scandinavo, De Mysteriis Dom Sathanas non esiste, non è mai esistito e questa è la band chiamata “X” di cui voi non sapete nulla. Senza queste premesse rischieremmo di prendere degli abbagli dovuti a distorsioni passate, non è possibile perseguire l’obbiettività dei fatti nei confronti di un album che basa il suo essere sulla violenza psicologica verso l’ascoltatore, senza buttare via i preconcetti. Il secondo album ufficiale in studio non è altro che avanguardismo puro e semplice, è l’essenza della creatività che dimostra definitivamente che i Mayhem non erano morti, anzi.

”Soltanto di rado anche il più coraggioso tra noi possiede il coraggio di ciò che veramente sa...”
(F. Nietzsche, Il Crepuscolo degli Dei- Ovvero come si filosofa con il Martello)


Creare per rendere unico, questo probabilmente dovrebbe essere l’incipit per ogni gruppo, di qualsiasi genere o razza all’inizio del concepimento musicale. La musica ha di speciale che non offre schemi prestabiliti, una dogmatica canonizzazione degli stilemi compositivi è solamente riscontrabile in generi ben standardizzati. Si è liberi di spaziare e viaggiare lungo il pentagramma con quanto più istinto si ha dentro e non esistono metri di giudizio perché il gusto personale non affonda le sue radici in album come questo. Bisogna studiare, entrare in sintonia, comprendere e determinare il perché tutto è stato scaturito da un big bang primordiale entro le meningi, portando conseguentemente a stravolgere il panorama del black metal negli anni venturi. Prendere come ispirazione il Crepuscolo degli Idoli, costruirci intorno un concept musicale ponendo l’attenzione a gruppi quali Ulver (William Blake e Perdition City ), i Dødheimsgard con 666 International e i Fleurety con Department of Apocalyptic Affair, in cui lo stesso Maniac compare come ospite, fu la base da cui partire. La Norvegia stava cambiano, molto gruppi di black spostavano il tiro sull’avant-garde e tutto questo brulicare non si poteva ignorare, doveva essere perseguito.
Tredici canzoni, una bonus track nascosta che si trova solo nella versione originale, quarantacinque minuti e cinquantotto secondi di estremismo sonoro. Descrivere le canzoni non ha senso, è un album che vive dei suoi angoli buoi. Estirpare singolarmente A Time to Die con quella voce che ti fa vibrare le budella, piuttosto che la successiva e marziale View From Nihil (Part I) e il suo rullante che scandisce ritmiche funeree, risulta superfluo. Ricordiamoci ancora del gruppo X, non dimenticateli per un solo istante, mettete su delle cuffie, alzate il volume e sorprendetevi. A Bloodsword and a Colder Sun (Part I): le vostre orecchie non riescono comprendere da dove arriva la voce, cosa stia succedendo e quale sadico gioco sta accadendo nel vostro cervello, spaesati e confusi. Le seguenti parole vi sussurrano, vi imprigionano, il purgatorio:

Development came like a sudden death in the family
No one could foresee the coming of...
In the multi layers of paralyzed christened lies
But which the earth exploded
And bodies burned to ashes
The leader of the men died first
And common people changed
Into beasts of genocide
I penetrated the mind of god
Why are there assents rather than nothing ?


La successiva sorellastra A Bloodsword and a Colder Sun (Part II) in diversi momenti lascia pensare ad un “disco sbagliato”. Non è così: è avanguardismo; ricordarlo è fondamentale, è l’essenza di questo gruppo sconosciuto che ora ci stupisce, delizia e scarnisce con il suo sibilo per la decadenza umana. Grand Declaration of War bisogna prenderlo tutto in una volta sola, buttare giù senza deglutire, rimanere soffocati dalle catarsi che lungo il viaggio abissale ti riportano alla prematura negazione dell’esistenza del bene. No, qui il bene non riesce ad afferrare i fasci di luce, muore schiacciato verso un eterno spasmo, la vita non è ben accolta. La monolitica e decadente Completion In Science of Agony (Part I) dove il vortice di dolori prende il sopravvento su l’intorno per dieci minuti di agonia pura. Il trittico finale inciso nei fiordi con la suite To Daimonion e i suoi cinque minuti di silenzio, come ad avvicinarsi al vuoto, al nichilismo che divora ogni minuto del platter. Ogni singola parte se privata delle altre perde di potenza, di credibilità e non esiste il singolo che vince, l’unione fa la forza.

Parla il deluso. Cercavo uomini grandi e trovai soltanto le scimmie del loro ideale.
(F. Nietzsche, Il Crepuscolo degli Idoli - Ovvero come si filosofa con il Martello)


La dimostrazione di forza di Maniac è sotto gli occhi di tutti, come un burattinaio attrae e manipola il destino di una band probabilmente morta anni prima, riesuma i morti che camminano, ora padroni del vivere comune. Hellhammer è il motore che scandisce i passaggi più estremi che, insieme al cantante, diventano il 70% successo della band X. Ora li conosciamo ed i Mayhem in quegli anni han ridefinito nuovamente il black metal. Ecco dove i delusi tornano a casa con la coda tra le gambe, dove il desiderio di antico muore lasciando il futuro a chi vive con mente aperta. Ancora oggi Grand Declaration of War è il culmine creativo sotto diversi aspetti nella discografia del gruppo che brilla; già il successivo Chimera sarà visto come un passo indietro, verso le origini, probabilmente dovuto alle numerose contestazioni dell’epoca. Ad oggi siamo al cospetto di uno dei picchi più altri dell’estremismo sonoro, dell’essenza del significato più puro del Black Metal.

Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle.
(F. Nietzsche)



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
77.47 su 34 voti [ VOTA]
DEEP BLUE
Mercoledì 3 Luglio 2019, 17.10.24
41
Se tendi verso il basso ti ripeti. Se tendi verso l'alto fai un disco come questo
duke
Lunedì 24 Giugno 2019, 20.46.03
40
....ho vissuto gli anni 80.....per questo parlo....diego....ho conosciuto tanti che si atteggiavano.....bands incluse....i mayhem li ho visti nascere.....e ho visto anche tante stronzate annesse.....e comunque ho il diritto di dire la mia...che tu la condivida o no.....
Diego
Lunedì 24 Giugno 2019, 0.32.21
39
Dimenticavo...caro Duke...nel tuo primo commento esordivi dicendo...."disco apprezzato da pochissimi...i soliti 4 polli". Fossi in te proverei un pochino di vergogna...
Diego
Lunedì 24 Giugno 2019, 0.27.20
38
1-GDOW è l' unico album dei mayhem che ascolto 2-Nei primissimi anni 90 suonavo in una band blackthrash ed ero completamente immerso nell' underground 3- essere chiamato bambino da un ragazzino che conosce gli anni 90 grazie agli articoli su internet è parecchio divertente
duke
Domenica 23 Giugno 2019, 21.27.27
37
...bimbo diego.....ti auguro di crescere.....maturare ...e capire .....che non tutti devono per forza avere le stesse idee......
duke
Domenica 23 Giugno 2019, 18.42.43
36
....diego rispetta le idee degli altri.....il mio commento metteva in ridicolo il tuo .....ti atteggi a fare l'eletto....quello che sa....guai a dire qualcosa contro certe bands....subito ad offendere.....magari giri in centro con la faccia truccata con il cerone......ma dai......
zakyzar
Sabato 22 Giugno 2019, 19.07.25
35
ma questo duke chi si crede di essere..nn ci vuole uno scenziato per capire che una band come mayhem una volta privata del leader compositore esecotore e organizzatore ,del basso di vikernes aveva una importante parte sulla stesura,e anche singer ..rimane poco deill originale ,e normale che il risultato e molto diverso da quello che qsti esperti si aspettavano...la cosa importante e che chi ha sostituito i suddetti nomi e' stato all altezza della situazione xke comunque nn sono gli ultimi arrivati edhanno sfornato un buon disco certo nn un de miisteriis ma comunque all altezza della situazione(vedi gli altri gruppi che cagate ) voto85
Diego
Sabato 22 Giugno 2019, 1.24.08
34
Che personaggio ridicolo questo Duke...non ha la minima idea di quello che scrive a chi lo sta scrivendo....quanto mi fa divertire...continua così....che mi sto scompisciando dalle risate....
duke
Venerdì 21 Giugno 2019, 21.18.35
33
...sono troppo giovani...e facilmente influenzabili....nel campo del metal estremo c'e' di meglio.....ma di molto ....
duke
Venerdì 21 Giugno 2019, 21.16.46
32
...mi divertono ...questi true black metallers....che comprano tutto ma proprio tutto di queste "bands leggendarie"....(solo per i fattacci collegati)..solo per il logo...per il marchio....anche senza membri originali che ci suonano.....
Diego
Giovedì 20 Giugno 2019, 20.09.37
31
L' ignoranza e la superficialità...brutte bestie. Io godo quando leggo di ragazzini che bistrattano questo album...felicissimo di non essere come loro.
Punto Omega
Giovedì 20 Giugno 2019, 9.09.33
30
A volte è gradevole tornare al passato.Alla sua uscita GDOW fu bistrattato proprio da quelli che si ritengono "pochissimi", ossia quelli che,per qualche ragione,si considerano l'elite del black metal. Tralasciando il fatto che l'elitismo adolescenziale del black metal, una volta che l'individuo matura, è privo di qualsivoglia senso (si tratta infatti di un mero meccanismo psicologico per sentirsi speciali e dar senso alla propria esistenza - almeno nella maggioranza dei casi), quest'album, a livello prettamente musicale, non propone nulla che non sia già stato fatto in precedenza in maniera decisamente migliore. La pria parte è una continuazione, decisamente minore, di Wolf's Lair Abyss, la cui sola Fall of Seraph basta per far cadere nel dimeticatoio tutte le canzoni non sperimentali di quest'album. Se andiamo a guardare al lato sperimentale, non c'è assolutamente nulla - e quì mi ripeto - che altri non abbiano fatto prima e in modo migliore. All'epoca fece scalpore perché i Mayhem con quest'album affermavano con forza una visione "libera" del black metal che doveva liberarsi dai suoi stessi autoimposti stereotipi. Il messaggio ebbe tanto più rilievo, considerato che proveniva dalla band che aveva originato queste sonorità (anche se degli "originatori" non è rimasto quasi nulla). Questa è la cosa per cui l'album va ricordato. Musicalmente era e rimane poca roba.
duke
Giovedì 20 Giugno 2019, 8.45.46
29
.....disco apprezzato da pochissimi.....i soliti 4 polli....
Diego
Giovedì 20 Giugno 2019, 2.14.44
28
Qua sotto c'è un commento demenziale di tale marchese secondo il quale i Mayhem con questo album avrebbero truffato non so chi; GDOW è un album per pochissimi a differenza di DMDS; se i Mayhem avessero voluto prendere per il culo i fans avrebbero composto un altro esercizio stile inizio anni 90. GDOW è un album difficile, spiazzante e per pochissimi...ed io sono fiero di essere uno di quei pochissimi...la vera arte non consiste nell'accontentare le aspettative del prossimo...ma sfruttare l'ispirazione del momento...e se si riesce a spiazzare l'ascoltatore e mandarlo in confusione...Bingo!
Le Marquis de Fremont
Lunedì 13 Maggio 2019, 16.20.02
27
Leggo questa recensione mentre stavo riguardando qualcosa dei Mayhem di cui posseggo l'affascinante De Mysteriis Dom. Sathanas. Sono un appassionato di black metal e sono anche un professionista del vino. Ora, contesto in maniera decisa il cappello di questa recensione. Qui non si tratta di fare "il dito medio al trve black metal, ai retrogradi, a tutti coloro che ambiscono a un ritorno al passato". Qui si vende qualcosa di diverso, usando un nome che non ha niente a che fare con il tipo di musica e con il contenuto. Certamente per fare cassa. S, certo, alcuni componenti sono gli stessi dell'album De Mysteriis Dom. Sathanas. Ho citato il vino perché se alcuni vigneron del Chianti passassero a fare un altro tipo di vino, e usassero il nome "Chianti" perché è famoso e vende, questo non è "il dito medio" verso il Chianti ma una operazione scorretta verso i consumatori. Era meglio, se si chiamavano "X", erano senz'altro più onesti e meno paraculi. Non ho ascoltato l'album ma da quanto letto, penso che non mi piaccia questa "avanguardia Norvegese". Ma è personale. Poi, gentile Monsieur Ad Astra, il black metal dopo il 2002, ha sfornato cose egregia, alla faccia del fatto "che la musica stava cambiando", per citare una sua frase. Detesto i truffatori, anche se a loro insaputa. Au revoir.
gianmarco
Lunedì 4 Dicembre 2017, 9.07.10
26
gran bello ,incompreso
Marco B.
Sabato 11 Febbraio 2017, 14.52.09
25
Che genialità: partorire ciò dopo l'esordio storico. Non capirlo fu la prova dell'ignoranza dell'audience. Capolavoro. 99/100
Skull legion
Giovedì 4 Dicembre 2014, 22.54.21
24
Per chi avesse dei dubbi riguardo Maniac dovrebbe cercarsi qualche live del tour di questo disco.Altro che peggior vocalist dei Mayhem
er colica
Mercoledì 3 Settembre 2014, 12.51.48
23
ma quà non credo sia questione rivalutare nel senso che prima era uno schifo e ora è bello, semplicemente credo che il fatto credo sia riconducibile alla maturità della persona, se uno nel 2002 non accettava il fatto che la musica va oltre il nome black metal e i mayhem vanno oltre al loro nome allora prende la questione da un altro punto. se tu pensi ai mayhem come gruppo "black metal" allora stai fuori da una concezione aperta e veramente anti conformista della musica una roba vera senza regole cazzo! sto disco può piacere o meno perché ogni persona ha il suo gusto ma io credo che una grossa parte delle critiche arrivarono ed arrivano ancora adesso perché li sopra c'è scritto mayhem, se ci fosse stato scritto qualche altro nome allora la storia cambiava e di brutto per me. ma se i mayhem so visti sempre e solo come assoluto gruppo black metal norvegese allora mi pare ovvio tutto l'astio.
Ad astra
Mercoledì 3 Settembre 2014, 12.46.45
22
E pensa. Che per qualcuno potrebbe essere un capolavoro Ma essendo oggettivamente una noia mortale sarò io in errore... Oggettivamente il voler rivalutare un disco e ritrovarlo noioso dopo anni vuol dire che probabilmente non ê musica per te... Ma tanto la storia sarà sempre un quella... Per me. Per te. Secondo me..e bla bla bla... Assolutamente. Oggettivamente razionalmente....chiudo qui pero...sicuramente
Er Trucido
Mercoledì 3 Settembre 2014, 12.33.24
21
"L'unica realtà oggettiva". Adoro gli assolutismi, soprattutto in musica.
Interstellar Overdrive
Mercoledì 3 Settembre 2014, 12.24.33
20
Non posso che concordare con il tizio qui sotto. Capisco che rivalutare vada di moda e che adesso si stia tentando di farlo anche con le vecchie commedie sexy di Lino Banfi e Alvaro Vitali, ma cerchiamo di non esagerare, perché il ridicolo è sempre in agguato. Questo disco potete rivalutarlo quanto vi pare, ma niente potrà cancellare l'unica realtà oggettiva che lo riguarda: è di una noia mortale. Un mattone fatto e finito.
Punto Omega
Mercoledì 3 Settembre 2014, 10.07.19
19
Io non comprendo la rivalutazione di quest'album, il cui miglior pregio è un concept effettivamente ben curato. All'epoca, come scrive Moro, fu accolto con pomodori e uova marce, però altre opere innovative della scena norvegese furono accolte decisamente bene (vedi 666 international, In the streams of Inferno, Blood must be shed, Written in waters ecc.), quindi è proprio Grand declaration of war che probabilmente non funziona (ammetto di doverlo riascoltare, considerato che il cd sta prendendo polvere da parecchi anni). Nessuna delle due parti (la prima legata al bm tradizionale, la seconda che vira verso lidi sperimentali) è un picco di estremismo sonoro, anzi... Sebbene non proponga nulla di innovativo, il precedente mini Wolf's lair abyss è decisamente più estremo (oltre che essere l'ultimo lavoro dei Mayhem che valga veramente la pena possedere) e questo gli è superiore solo nelle liriche (che - va detto - rappresentano anche un bel F U alla scena black metal dell'epoca).
Ad Astra
Martedì 29 Luglio 2014, 21.24.01
18
@grave :hai ragione ho fatto un errore io di svista. errore ulteriore mentre la rileggevo e correggevo, mi spaice .
Grave
Martedì 29 Luglio 2014, 21.00.54
17
Comunque l'opera di Nietzsche del 1889 è Il Crepuscolo degli Idoli, non degli Dei. Il Crepuscolo degli Dei è un'opera di Wagner.
Max
Martedì 29 Luglio 2014, 15.54.27
16
Appena uscito mi aveva fatto schifo, ad ascoltartlo a distanza di anni non ho minimamente cambiato idea... Poi de gustibus...
Tevildo75
Martedì 29 Luglio 2014, 11.46.01
15
85? No,no,al massimo io arrivo a 45, ma giusto perchè sono loro.
Blackout
Martedì 29 Luglio 2014, 2.44.15
14
Quoto enry. Questo disco, ma anche altri, sono stati rivalutati perché il black metal è cambiato e non è più quello che intendiamo noi due, c'è stata una netta discrepanza e molti hanno preferito darsi a cose moderne come la moda del post-black e roba simile. Menomale che nel 2002 usciva anche Inquisitors of Satan dei Deathspell Omega e Invoking the Majestic Throne of Satan degli Inquisition.
d.r.i.
Lunedì 28 Luglio 2014, 17.36.42
13
Tolti 3 pezzi la noia e l'inutilità. Comunque meglio di Esoteric!
enry
Lunedì 28 Luglio 2014, 15.59.34
12
D'accordo con Moro, per me non un disco da cestinare ma il problema è solo uno: tutti i dischi citati nella rece, ai quali posso aggiungere i Thorns, i Manes, i Satyricon di Rebel Extravaganza, i Solefald e anche altri mi piacciono molto di più di questo, che tra l'altro arriva anche qualche anno dopo rispetto a tutti i dischi citati. Quindi, per come la vedo io, con questo disco i Mayhem hanno ridefinito poco o niente, visto che sperimentazione e avanguardia in ambito black è stata fatta meglio e prima da altre band.
Aelfwine
Lunedì 28 Luglio 2014, 15.50.19
11
Da parecchio aspettavo la rece di quest'album su Metallized, finalmente... Come non condividere? Anche se non è più il mio genere, lo trovo un grande album con dei picchi emotivi intensissimi. la mia preferita Completion in Science of Agony.
Ad astra
Lunedì 28 Luglio 2014, 13.07.36
10
Il periodo é lo stesso. Questo album, 666 International, il cambiamento degli ulver.... Son figli di un periodo di avanguardia... C'e chi ha perseguito la strada e chi lo ha fato per un episodio solo. Direi che oggi ci si riesce a dare maggiore risalto perché all'epoca tutti si aspettavano un continuo...solo non era ciò che ci si aspettava....come sempre funziona. Non un giudizio obbiettivo ma un desiderio personale...
Cerberus
Lunedì 28 Luglio 2014, 12.59.19
9
@Moro gli Ulver non li citerei dato che dopo il III album sono usciti dal filone metal e la formazione è cambiata (tranne Garm). Sono d'accordo che certe idee sono impiantate male, infatti di solito mi fermo alla traccia 8 perché dopo è troppo "random".
Moro
Domenica 27 Luglio 2014, 23.14.52
8
Mi fa strano e mi fa sorridere come nel tempo si sia rivalutato questo album. Mi spiego meglio, appena uscito ricevette uova marce e pomodori e solo nel corso degli anni ha ricevuto qualche rivalutazione. Si sono viste le idee che poi altre band hanno saputo mischiare in modo migliore col genere: l'elettronica, il digitale, i samples, un certo "futurismo".. tutte idee ben selezionate ma, ahimé impiantate male. Se proprio si deve vedere qualcosa di buono in questo album lo si fa; ci si vede sicuramente anche qualcosa di avanguardistico ma i cugini Satyricon, Thorns, Ulver e Dødheimsgard hanno saputo far meglio sia per il periodo, sia per la varietà di stili, sia per il connubio tradizione/sperimentazione. Mi fermo anche io a Wolf's Lair Abyss. Anzi, continuo a dare delle occhiate in questa direzione ma ogni volta dico che "non è il momento".
Zess
Sabato 26 Luglio 2014, 20.17.07
7
Ciofeca assoluta: noioso, pessime vocals, i pezzi non portano da nessuna parte. Con loro mi fermo a "Wolf's... ".
SNEITNAM
Sabato 26 Luglio 2014, 15.21.56
6
Le strade musicali per esprimere determinati feelings sono tante. Ma bisogna avere il talento per intraprenderle. Specialmente quelle strade molto insolite e inaspettate in un periodo di trend pazzesco verso un determinato modo di esprimersi. Quest'album spacca in due le critiche perchè è molto personale e sopratutto se ne frega altamente di quello che la gente si aspettava dai Mayhem. A mio modo di vedere le cose questi sono i lavori che più di altri chiariscono per quale scopo esiste la Musica. Però che piaccia o meno non è tanto per ignoranza ma per i propri gusti personali
Pippus
Sabato 26 Luglio 2014, 14.55.20
5
Angosciante, tecnico con questo album i Mayhem hanno aiutato a delimitare una strada per l'evoluzione di un genere, quale il Black scandinavo, dove c'è una certa refrattareità alle novità (specie molti fan """Tvue""") con un opera di assoluto spessore. Bella recensione e voto che calza a pennello. P.s. La prestazione di Blasphemer è eccezzionale, è un vero peccato abbia lasciato i Mayhem
luca
Sabato 26 Luglio 2014, 13.27.35
4
Chiamatelo avanguardismo, ma questo è un album di una pallosità enorme.. se voglio ascoltare qualcosa di disturbante molto meglio deathspell omega
er colica
Sabato 26 Luglio 2014, 12.07.48
3
è si bel disco questo, schizzato tecnico ambizioso, bel metal sicuramente. nuova linfa per i mayhem a quell'epoca.
Cerberus
Sabato 26 Luglio 2014, 12.00.12
2
Gran album e grande prestazione di Maniac, che considero il miglior vocalist dei Mayhem! Questo lavoro dimostra che anche il black metal può essere "tecnico", se ci si mette d'impegno
S.V.
Sabato 26 Luglio 2014, 10.39.04
1
Disco che al tempo mi piacque molto e che trovo ancora oggi di pregevole fattura, un lavoro molto avanti che quindi non è stato ben capito da troppe persone. Peccato la gente voglia sempre la solita solfa, il solito piattume...
INFORMAZIONI
2002
Season of Mist
Black
Tracklist
1. A Grand Declaration of War
2. In the Lies Where Upon You Lay
3. A Time to Die
4. View from Nihil (Part I of II)
5. View from Nihil (Part II of II)
6. A Bloodsword and a Colder Sun (Part I)
7. A Bloodsword and a Colder Sun (Part II)
8. Crystalized Pain in Deconstruction
9. Completion in Science of Agony (Part I)
10. To Daimonion (Part I)
11. To Daimonion (Part II)
12. To Daimonion (Part III)
13. Completion in Science of Agony (Part II)
Line Up
Maniac (Voce)
Blasphemer (Chitarra)
Necrobutcherl (Basso)
Hellhammer (Batteria)
 
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