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Noveria - Risen
( 1556 letture )
Come annunciato su queste pagine i primi di Aprile, i Noveria firmarono un accordo discografico con la Scarlet Records e pochi mesi dopo venne alla luce il loro album d'esordio Risen. La formazione romana è costituita da artisti rodati ed esperti, provenienti da altri gruppi di spicco della scena nostrana come DGM, Baton Rogue Morgue, Astra ed altri.
Il progressive metal dei Noveria è un calderone con un ingrediente che risalta sopra a tutti gli altri, ovvero il gusto prettamente power. Nonostante siano presenti numerosi riff che rimandano a qualcosa di più arcigno e violento come il thrash tecnico dei Paradox, o dei momenti di epicità tipici dell'heavy, le influenze del power metal e di alcune sonorità classiche sono predominanti nell'approccio al cantato, nell'uso della tastiera e nelle trame soliste che quest'ultima crea con la chitarra. Considerazione tutti gli elementi sopra citati, un termine di paragone decisamente azzeccato con la musica dei Noveria è costituito dai Symphony X.

Fortunatamente, essendo Risen un disco che non emula né plagia i lavori del gruppo di Russell Allen e Michael Romeo, ma ne prende semplicemente ispirazione, la recensione non termina qui con il consiglio di ascoltarvi direttamente i Symphony X, ma prosegue con il consiglio di dare un ascolto a quest'esordio davvero niente male. L'opener The New Age è una brevissima composizione strumentale di matrice orchestrale che ci introduce al disco, un grande classico in questo genere d'album. Le ultime note sospese di questa traccia lasciano spazio e modo a Risen di attaccare in tutta la sua violenza e velocità, con un riff molto tecnico e di notevole fattura. La title track mette in risalto immediatamente il mix di violenza e melodia, plasmando nel complesso una canzone che trova il proprio apice in un intermezzo più lento e pulito pregno di pathos e d'emozione. Downfall è un brano ancora più convincente, basato su delle tastiere che costruiscono degli stacchi molto orchestrali ed epici, che ricordano a tratti quelli dei Children of Bodom. Anche l'impostazione della chitarra da un punto di vista compositivo risente moltissimo della matrice neoclassica e nell'aria aleggiano evidenti le influenze di Yngwie Malmesteen. Le atmosfere si incupiscono con Paralysis, traccia nella quale risalta la prova di Omar Campitelli alla batteria, in un'esecuzione di un drumming pesante e perfetto. Lo stile dei Noveria è articolato e ben costruito, tuttavia a circa metà platter, tra Ashes e Fear si inizia a sentire un po' di ristagno, dovuto forse anche in parte alle forti influenze power, che in qualche modo tendono a limitare i confini del progressive. La prima canzone gode di un buon intermezzo, tuttavia in alcuni tratti sembra riprendere delle sezioni di Risen, mentre la seconda canzone è una cavalcata epica e violenta, che si rifà in termini di stile a diversi elementi dell'heavy più classico dei primi anni '80, ovviamente modernizzati. Interessante il breakdown alla fine di Fear, un'idea tuttavia messa poco in risalto e dalla durata troppo breve per costituire un elemento di spicco della canzone. Dopo questi due brani, assolutamente non brutti, ma sottotono rispetto al resto del disco, Fallen From Grace riporta alto il livello. Gli assoli di chitarra che si inseguono (ricordiamo che è presente come ospite il bravissimo Simone Mularoni) sono sicuramente il punto forte della canzone che ha l'unica pecca di un'eccessiva durata: con un paio di minuti in meno sarebbe stata davvero perfetta. È opportuno dedicare qualche parola anche alla potente e predominante voce di Frank Corigliano: la prestazione è di ottimo livello in tutti i brani e trova l'apice all'interno di Through the Abyss, con degli acuti veramente degni di nota, carichi di sentimento, capaci di far venire la pelle d'oca. Le prime note di Waste mi hanno fatto brillare gli occhi, catturando immediatamente la mia attenzione; tuttavia si tratta di un momento di magia durato poco, un'ottima carta giocata un po' male, poiché sarebbe stato bello sentire qualcosa di più articolato che evolvesse lentamente nel tempo. Anche se la canzone non è stata esattamente ciò che mi aspettavo, comunque rimane ottima, con diversi spunti notevoli come ad esempio le brevi sezioni in growl che danno varietà al registro vocale prettamente power usato in tutto l'album.

Risen è un disco che gode di una buona produzione, lavoro del sopra citato Simone Mularoni, sicuramente non un novellino, anzi un chitarrista di gran classe ed eleganza. Il tocco dell'artista romano si risente molto nel disco, soprattutto nella cura dei dettagli delle chitarre, cosa che, da chitarrista, non ho potuto fare a meno di notare ed apprezzare. Il platter scorre liscio e nonostante alcuni momenti in cui pecca di un briciolo di ripetitività, risulta veramente un disco di ottima fattura. Le prove di tutti i musicisti sono perfette e non presentano sbavature tecniche; il mio unico appunto (ma soprattutto speranza) è quello di vedere prossimamente dei Noveria con uno stile sempre più personale e marcato, che puntino un po' di meno sulla parte power a favore di quella prog, per uscire un po' dagli schemi fissi del genere.

Mi piacerebbe scrivere ad una persona e dirgli: “Hey Tobias, li hai sentiti questi ragazzi ? Non credi che non abbiano niente di meno di tutti i stessi musicisti che girano da sempre nei tuoi dischi? Sarebbe bello vederli all'opera in un progetto maestoso e importante come gli Avantasia, secondo me sarebbero capaci di grandi cose !”. Ebbene sì, i Noveria non hanno nulla da invidiare ai grandi nomi internazionali e dopo un ottimo debutto, devono solo trovare la loro strada, per poi percorrerla al massimo della velocità, come nelle loro cavalcate power.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
81.6 su 5 voti [ VOTA]
Bathory Fanboy
Domenica 5 Ottobre 2014, 1.31.23
2
Non basta saper suonare per suonare metal, e i Noveria evidentemente non l'hanno capito. Peccato.
Holydiver
Domenica 5 Ottobre 2014, 1.27.54
1
Bell'esordio in effetti: un disco che sa suonare "duro" ma con bellissime melodie e un'ottima tecnica dei musicisti. P.S.: non ho capito in verità che c'entrava alla fine il riferimento a Tobias Sammett...l'ho trovato un po' fuori luogo sinceramente...
INFORMAZIONI
2014
Scarlet Records
Power/Prog
Tracklist
1. The New Age
2. Risen
3. Downfall
4. Paralysis
5. Ashes
6. Fear
7. Fallen From Grace
8. Through The Abyss
9. Waste
Line Up
Frank Corigliano (Voce)
Francesco Mattei (Chitarra)
Emanuele Casali (Tastiere)
Andrea Arcangeli (Basso)
Omar Campitelli (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Simone Mularoni (Chitarra nella traccia 7)
 
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