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Vicious Rumors - Live You to Death 2 - American Punishment
( 1622 letture )
La notizia dell’uscita di un nuovo live targato Vicious Rumors a distanza di così poco tempo dal precedente e parzialmente deludente Live You to Death, ha lasciato piuttosto perplessi sia gli addetti ai lavori che molti fan del gruppo. Quel disco era infatti riuscito solo a metà ed anche se le scusanti erano rappresentate dall’utilizzo delle attrezzature di registrazione prese in prestito dagli Hammerfall con cui erano in tour, la scelta della scaletta e la resa dei pezzi non aveva soddisfatto in pieno, lasciando un certo amaro in bocca alla fine dell’ascolto. Il ritorno sulla formula del live dopo un lasso di tempo così breve e per di più con una formazione ancora una volta rivoluzionata, lasciava spazio a due sole possibilità: un vero e proprio flop clamoroso provocato dall’ansia di recuperare terreno, oppure la consapevolezza della band di poter fare qualcosa di importante, facendo uscire un discone degno del nome Vicious Rumors. Proprio quest’ultimo aspetto era quello potenzialmente più delicato, in quanto Live You to Death 2 - American Punishment vede all’opera Bob Capka -il quale aveva già partecipato a Electric Punishment- alla seconda chitarra e Tilen Hudrap al basso, ma l’innesto più significativo riguarda le parti vocali, adesso coperte dal semisconosciuto olandese Nick Holleman.

Questi cambi inducevano a pensare ad una band (ancora una volta) in fase di rodaggio e forse non all’altezza del blasone dei Vicious Rumors, invece niente di tutto questo. Intanto la qualità della registrazione è superiore a Live You to Death e questo rende i pezzi automaticamente più performanti; la scaletta prescelta è nettamente superiore ed al contrario delle previsioni il gruppo mostra amalgama, passione ed un cantante che sarà anche poco più che un miracolato tirato fuori dal giro minore dei gruppi europei (Methusalem, Powerized), ma fornisce una prestazione all’altezza della situazione, soprattutto considerando il fatto che ha dovuto misurarsi con molti dei pezzi storici della band. Che si tratti di un album fresco e coinvolgente lo dimostra immediatamente il brano d’apertura, ossia una riuscita versione di Digital Dictator, con gli strumenti ben bilanciati, una buona presenza del basso -strumento spesso sacrificato sia in studio che dal vivo- e come scritto, con un Holleman che non mostra timori reverenziali sia verso la storia della band che nei confronti di chi lo ha preceduto nel suo ruolo. Queste qualità vengono poi mantenute per tutta la durata del live ed esaltate dalla scelta di puntare in gran parte su una tracklist basata sulle cose migliori dei Vicious Rumors, integrate da appena due pezzi tratti dall’ultimo Electric Punishment, ossia la title-track e I Am the Gun, dignitosamente performanti al cospetto di composizioni più blasonate. Queste, però, per quanto possano risultare di buon livello e ben eseguite, non possono reggere il passo di Minute to Kill, Don’t Wait for Me, World Church e della ancor oggi raffinatamente clamorosa Soldiers of the Night, tanto per citarne alcune. Da valutare positivamente anche l’inserimento di pezzi meno noti ai più e tratti da Welcome to the Ball, come You Only Live Twice e Mastermind, chicche che contribuiscono ad elevare il valore di questa realizzazione la cui unica nota stonata è sostanzialmente di contorno. Gli effetti della platea, infatti, sembrano più un’aggiunta effettuata in post-produzione in maniera un po’ troppo pacchiana rispetto ai tempi che stiamo attraversando e più con logica ottantiana che il risultato del genuino entusiasmo del pubblico. Un inciampo non grave, ma evidente.

Live You To Death 2 - American Punishment dovrebbe recare in copertina la dicitura: “Il presente album annulla e sostituisce Live You to Death”, messo sul mercato in maniera affrettata e più per rispondere a logiche di mercato che per vera necessità artistica. Il CD in esame, infatti, lo surclassa e mette in vetrina un gruppo che continua a mutare formazione, ma anche a mantenere quasi intatto il proprio marchio di fabbrica. Il merito principale va probabilmente al duo Thorpe/Howe, con Geoff capace di pescare nelle retrovie e tirar fuori una line up dall’età media più bassa (cosa che rende oltretutto nulla la considerazione in merito che avevamo fatto in chiusura di recensione del precedente album) e con tanta voglia di suonare, che speriamo possa essere conservata intatta per il prossimo lavoro in studio di una band ancora in grado di appassionare. Almeno quando suona così.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
78 su 1 voti [ VOTA]
Vicini Rumorosi
Sabato 16 Agosto 2014, 17.15.22
5
Ehgia a questi li dovrebbero conoscere molte piu persone anche, senza contare i metallers. Ottimo cd comunque, uno dei loro concerti migliori.
Raven
Sabato 16 Agosto 2014, 16.54.11
4
Già, rimane stranamente un gruppo abbastanza di nicchia dal riscontro non in linea con l'importanza che dovrebbe aver conquistato.
Lizard
Sabato 16 Agosto 2014, 15.51.29
3
Il silenzio che circonda questa band è incredibile considerando il valore assoluto della sua musica. Grande live album, furbo e riparatore senza dubbio, ma ottimo sotto tutti i punti di vista.
HeroOfSand_14
Mercoledì 13 Agosto 2014, 14.06.00
2
Penso che potresti rimanere soddisfatto della qualità, jek, visto che ho sentito molti commenti positivi riguardo a questo disco. Il fatto è che la scaletta, di per sè grandiosa, è supportata da un singer fantastico, che brilla per personalità e dote. Secondo me, sarà l'uomo (il ragazzo, per meglio dire) adatto nel caso volessero creare un nuovo album studio.
jek
Martedì 12 Agosto 2014, 21.01.24
1
Non mi hanno mai fatto impazzire, ma da come ne parli sembra un buon live, ci darò un'ascoltata.
INFORMAZIONI
2014
SPV/Steamhammer
Heavy
Tracklist
1. Digital Dictator
2. Minute to Kill
3. Towns on Fire
4. Lady Took a Chance
5. Worlds and Machines
6. I Am the Gun
7. Electric Punishment
8. You Only Live Twice
9. Mastermind
10. Don’t Wait for Me
11. World Church
12. Hellraiser
13. Soldiers of the Night
Line Up
Nick Holleman (Voce)
Geoff Thorpe (Chitarra)
Bob Capka (Chitarra)
Tilen Hudrap (Basso)
Larry Howe (Batteria)
 
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