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Drudkh / Winterfylleth - Thousands of Moons Ago / The Gates
( 2385 letture )
Due giganti dell'atmospheric black metal quali i Drudkh e i Winterfylleth tornano entrambi a distanza di due anni dagli ultimi full-length Eternal Turn of Wheel e The Threnody of Triumph, con uno split il quale si propone di celebrare gli acts che hanno influenzato e sono stati di riferimento per i due qui presenti colossi musicali allo scoccare dei primordi black metal, con particolare riguardo alla scena underground dell'est Europa. Tra le cover si annoverano i primi, tristemente sottovalutati Hefeystos, come pure i più di nicchia Unclean e Sacrilegium, mentre i Winterfylleth poeticamente ricordano i più celebri Hate Forest.

Ma, andando con ordine: di venticinque minuti di musica, un quarto d'ora abbondante è lasciato all'enigmatico ed intangibile quartetto ucraino, che da sempre decide di non rilasciare interviste e di non esibirsi live. Nel primo brano ...w krainie drzew, rispetto agli Heyfestos, i Drudkh decidono di puntare su di una sezione ritmica più robusta, grazie ad un drumkit più vigoroso ed aggressivo e ad un quattro corde piacevolmente esposto in fase di missaggio, accompagnato dal lacerante growl di Thurios, mentre nel demo originale datato 1995 i synth e le chitarre acustiche si rivelavano gli strumenti che chiaramente guidavano la composizione, con lo scream di Czop, a differenza di Thurios, malignamente vicino a lidi depressive. I mid-tempo della successiva Ten, který se vyhýbá světlu, a firma originale degli Unclean (a quanto pare gruppo ancora in attività), alternati a più ferali passaggi gi doppia cassa, vanno a comporre un brano sicuramente più vicino ai canoni scandinavi del tempo (ricordando gli Emperor, con un'attitudine un po' più raw), mentre la riedizione dei Drudkh arricchisce la composizione di atmosfere mistiche e panteistiche (soprattutto grazie ai sintetizzatori), sostenute da rullate più multiformi e dal sapore tribale. Il tutto si rivela la giusta soluzione alchemica in grado di traghettare lo split verso l'ultimo brano architettato dagli ucraini, la cover di un vero e proprio assalto frontale made in Norway firmato Sacrilegium, Recidivus. I Drudkh in questo brano non si discostano più di tanto dall'originale, mantenendo un impatto aggressivo e più minimale, rispetto alle altre dello split.

I Winterfylleth, invece, in un certo senso coverizzano i Drudkh stessi, in quanto gli Hate Forest altro non erano che una costola della band, composta per la metà da musicisti già militanti nel primo gruppo. Il brano scelto, The Gates, facente parte del full-length Purity, rientra a pieno titolo nelle composizioni black metal di inizio nuovo millennio le quali, invece di lasciarsi andare ad iconoclaste sperimentazioni, cercavano di riproporre versioni più aggiornate, ma sempre aderenti alla tradizione, del primo movimento black norvegese (come ad esempio Taake o Koldbrann). La band di Manchester, invece, reinterpreta il brano secondo i canoni più propri e moderni dell'atmospheric black metal, regalando una traccia meno minimale e sofferente, ma più stratificata rispetto all'originale, lasciando nelle orecchie dell'ascoltatore quel sentore di influenza strisciante post-rock tipico di molte composizioni recenti del genere (come pure del gruppo).

A chiudere il cerchio, si segnala la compilation di recente uscita a sigillo Drudkh, nella quale, alle cover di questo split, si aggiungono le due tracce dell'EP Anti-Urban e due ulteriori reinterpretazioni (ancora Sacrilegium e Master's Hammer) del precedente lavoro Slavonic Chronicles. In casa Winterfylleth, invece, per il momento le attese sono tutte rivolte al prossimo album The Divination of Antiquity, di imminente uscita.
Tutto ciò considerato, da ultimo viene solo da scrivere come Thousands of Moons Ago / The Gates non solo sia un prodotto brillante e ricercato ad opera di due grandi band, ma pure una piacevole lezione di storia della musica che non dovrebbe passare inosservata tra chi ama queste sonorità.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 20 Agosto 2014, 10.56.30
6
Nessun problema, Monsieur Wild Wolf, capisco che anche voi avete i vostri tempi. Vorrei aggiungere a quanto dice Monsieur enry, che è vero, ci sono molte band (aggiungo gli Australiani Area Vetosus e Ne Obliviscaris, poi Woods of Desolation, i Canadesi Sombres Forêts, i miei compatrioti Cattuvolcus, i Finlandesi Vorna, ecc.) ma non posso non sottolineare che il songwriting di queste band è ispiratissimo e coinvolgente. Forse il genere lo permette (non ha lo stesso vantaggio il power o il symphonic/gothic) forse è un territorio ancora inesplorato in parte che regala ampi spazi compositivi. Faccio fatica, personalmente si intende, a vedere dove il livello è altissimo o dove no. Ma ne venga pure di questa musica. Au revoir.
enry
Martedì 19 Agosto 2014, 7.00.14
5
Anche i Falloch pur essendo scozzesi meritano di essere citati, un bel debut il loro. Wodensthrone e Fen avendo i loro dischi sono quelli che conosco meglio, il discorso è che negli ultimi 5-6 anni ne sono uscite anche troppe di queste band post-black, post-rock-black, post-qellochevipare...Appena un genere tira un po' escono band come funghi e dubito che siano tutte meritevoli di attenzione. Genere che mi piace abbastanza, ma vorrei limitarmi solo ai dischi di altissimo livello.
Wild Wolf
Lunedì 18 Agosto 2014, 14.51.40
4
Del giro inglese a cui ha fatto riferimento il Marchese mi permetto di segnalare anche Wodensthrone e Ildra, nel caso in cui enry o altri utenti volessero approfondire il genere. Per quanto riguarda le tempistiche, invece, ammetto di essere un po' in ritardo con questo split, ma le uscite sono molte ed il tempo scarso, purtroppo. Spero che l'utenza capisca
enry
Lunedì 18 Agosto 2014, 14.41.04
3
Lo farò sicuramente, a cominciare dal nuovo disco in uscita a settembre.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 18 Agosto 2014, 13.54.19
2
Due dei miei gruppi preferiti in assoluto. E si sente. Qualunque cosa tocchino (soprattutto i Drudkh...) danno quella personalizzazione e atmosfera che li rende unici. Per i Winterfylleth, che fanno parte di una scena British molto interessante, assieme a Saor, Cnoc An Tursa, Fen e aggiungo gli Echoes, consiglio a Monsieur enry di approfondire. Ne vale proprio la pena. Split recensito un pochino in ritardo (è di gennaio!) ma validissimo. Chapeau!
enry
Venerdì 15 Agosto 2014, 9.20.06
1
Posso commentare solo i Drudkh perchè ho optato per la compilation Eastern Frontier in Flames, mi interessavano questi tre brani ma anche gli EP Slavonic Chronicles e Anti-Urban che non ero mai riuscito a trovare (anche se in realtà non è che mi fossi sbattuto più di tanto). Mi sono piaciute tutte, sia quelle presenti in questo split che quelle dei due EP precedenti, davvero belle e lodevole l'intenzione di riportare un po' di luce su band come Unclean, Sacrilegium e Hefeystos. Winterfylleth band di cui ho ascoltato pochissimo (bravi sulla recente e ottima compilation folk della Season of Mist), una band che dovrò approfondire.
INFORMAZIONI
2014
Season of Mist
Black
Tracklist
Side A
1. Drudkh - ...w krainie drzew (Hefeystos cover)
2. Drudkh - Ten, který se vyhýbá světlu (Unclean cover)
3. Drudkh - Recidivus (Sacrilegium cover)

Side B
4. Winterfylleth - The Gates (Hate Forest cover)
Line Up
Drudkh
Thurios (Voce, Tastiere)
Roman Saenko (Chitarre)
Krechet (Basso, Tastiere)
Vlad (Batteria)

Winterfylleth
C. Naughton (Voce, Chitarre)
M. Wood (Chitarre)
N. Wallwork (Basso)
S. Lucas (Batteria)
 
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