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Nine Inch Nails - The Fragile
( 5444 letture )
I N.I.N. sono imperniati intorno alla figura carismatica di Trent Reznor, mastermind, factotum, anche in quest'album, come nei precedenti; buona parte degli strumenti sono suonati dallo stesso Reznor durante le session di registrazione e tutti i pezzi sono partoriti dalla sua fervida mente. The Fragile, quattordicesima pubblicazione ufficiale del gruppo, ragion per cui viene anche chiamata Halo Fourteen, addirittura si conforma come un doppio cd e viene registrato presso i Nothing Studios di New Orleans, per esser gettato in pasto ai fan nel settembre del '99, spezzando un silenzio realizzativo di ben cinque anni.

Ventitré brani, di cui sette strumentali, sono distribuiti nei dischi "Left" e "Right", così chiamati dal pazzoide artista che su questa pretenziosa composizione, un vero e proprio concept, collega ogni singolo frammento al seguente immettendo loop, arrangiamenti, noise effect, sperimentazioni di studio e consolle, per rendere il più possibile omogeneo il progetto. Probabilmente The Fragile, dotato di una copertina davvero "mental foggy", paga lo scotto di giungere dopo il capolavoro conclamato The Downward Spiral; il concept, infatti, appare per molti versi il contraltare del suo dorato predecessore, incarnato da atmosfere tetre, filamenti allungati e notevolmente dilatati, rappresentazioni che rallentano sull'inquietudine e sfoghi di rabbia che diventano carbonella elettrica dove si inseriscono rigurgiti metal. Però, in generale, i climi sono poco ritmati e devoti al bromuro, anche se va detto, nessuna partitura in questo doppio platter risulta mai banale o appoggiata a soluzioni di comodo o scorciatoie. Convivono in questa release diverse anime travagliate e smaniose di fuoriuscire dal bozzolo, Just Like You Imagined ne è un serissimo campionario: su una base di drum tribale si inseriscono riff di chitarra noise che improvvisamente lasciano spazio ad un break segnato da una fantasia pianistica jazz stralunata per poi riprendere con la trama centrale fatta di escursioni quasi horrorifiche e un placido finale che pare voler portare un filo di ordine in un magma di caos. Qualche critico lo ha definito, in passato, un album da ascolto in cuffia per cogliere circostanze particolari e sovrapposizioni; sono pienamente d'accordo con questa tesi, spararsi l'ora e tre quarti di queste esperienze visuali in musica, può rivelare potenza vitale quasi impossibile da tracciare con un ascolto a nudo. In questa modalità si ha la chance di intravedere reminiscenze classiche e filo-prog ma anche palpitazioni super-funky, come in Into The Void, e ancora ritmiche elettroniche, rumori ambient, sfumature variegate e ovviamente chitarre pesanti. Adoro da sempre una track come Pilgrimage, con tutte le sue componenti acuminate che si incastrano a dovere e, detto tra noi, non deve esser stato facile riuscire a dosare le varie particelle per creare un amalgama credibile, con quelle porzioni corali decadenti che danno un tocco di follia in più e creano dissonanza. Lo stesso Reznor dimostrava all'epoca dell'uscita del disco di avere idee chiare e la spiegazione sulla fase realizzativa dei master è esplicativa:

C'è un tema generale dell'album che racconta di fallimenti, di cose che in qualche modo finiscono a pezzi. Cercando di rimanere fedele all'idea di fare tutto in modo che suonasse impuro, ho scelto di usare strumenti a corda, che per loro natura sono imperfetti. Anche se potrebbe non suonare così, la maggior parte dell'album è in effetti ricco di suoni di chitarre, inclusi i suoni orchestrali e le strane linee melodiche. Quando siamo arrivati a strumenti che non sapevo davvero come si suonassero -come l'ukulele o la slide guitar- siamo riusciti a tirare fuori alcuni suoni molto interessanti facendo dello studio lo strumento principale.


The Fragile si rivela un lavoro ostico, sia dal punto di vista commerciale (un cd doppio costa un bel po' di soldini in più), sia dal punto di vista artistico, per il minutaggio parecchio elevato e prolungato. Trent Reznor non si risparmia e mette su nastri tutte le sue ispirazioni, le schegge di folle stravaganza e le attitudini che convogliano in questo ampio calderone, che sa andare ben oltre gli schemi collettivi, ferendo la percezione comune, facendo storcere baffi e basette ai puristi, urtando la suscettibilità di molti.
Le tracce fanno trapelare ampiamente gli ascolti di Reznor in quei periodi, Atari Teenage Riot, Aphex Twin, Chemical Brothers, Prodigy e Marilyn Manson, fuoriescono in maniera nitida dai solchi di questa doppia fatica, rendendo il tutto uno coacervo industrial, con saette devastanti placate da momenti intimi, paranoici e assillanti; in questo sta la bellezza del tutto. Distruttiva e saccheggiante, Starfuckers, Inc. è una botta di cattiveria investita da chitarre roventi; poi c'è la minaccia pesante di The Wretched e la singolare opening-track Somewhat Damaged, la disperazione di The Big Come Down con suoni elettronici che rimandano alla vecchia tradizione e The Day The World Went Away che riconvoca la melodia dell'immortale e beatlesiana Hey Jude con tanto di coro finale tempestato di chitarre distortissime, e per concludere l'enorme title-track, una ballad davvero stimolante con un solo che recapita tremiti sulla pelle stanca e screziata dal male di vivere. Il lavoro ricevette numerose magnificazioni da parte della critica ma non raggiunse lo stesso successo commerciale di The Downward Spiral; il biz non era lo stesso di cinque anni prima ma soprattutto perché la label Interscope Records non si dannò l'anima per promozionare il lavoro. Il sunto di tutto sono le parole del cyber-electronic-singer Trent Reznor a proposito di The Fragile:

Volevo che questo album suonasse come qualcuno che lotta per cercare di ricostruire quello che ha perso. Downward Spiral raccontava la rimozione di vari strati fino a raggiungere una nuda, amara conclusione. Questo disco inizia dalla fine, poi cerca di creare ordine dal caos, ma non ci riesce mai. Probabilmente è un disco ancora più nero perché si conclude lì dove era iniziato: con la stessa sensazione.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
84.22 su 27 voti [ VOTA]
Max
Domenica 6 Ottobre 2019, 13.37.23
22
L'ultimo capolavoro di Reznor, a parte alcuni passaggi data la lunghezza del lavoro; disco eccezionale. Non si ripetera' piu'...
Area
Martedì 19 Giugno 2018, 10.07.28
21
Spesso ritenuto il migliore dei NIN, una cosa su cui non sono mai stato d'accordo nonostante sia un bell'labum. L'unico neo é che é troppo lungo. Cioé sono passati 5 anni da The Downward spiral quindi ci stava, però gli album doppi sono spesso ostici e questo non fa eccezione. I miei pezzi preferiti qui sono The wretched, Were in this togheter e Starfuckers inc.
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 1.05.32
20
L'ultimo buon album dei nin secondo me!
TheFreeman
Giovedì 31 Agosto 2017, 13.01.39
19
Una qualità compositiva inaudita. Mai visto un disco così lungo privo di inutili riempitivi.
Vulgar Puppet
Sabato 4 Marzo 2017, 17.42.33
18
Capolavoro immenso e, probabilmente, eterno
Undertow
Lunedì 22 Febbraio 2016, 0.35.08
17
Molto bello, ma troppo prolisso. La sintesi perfetta di Downward Spiral è di un altro livello. Comunque un bell'80.
Abbadon87
Giovedì 21 Agosto 2014, 0.10.30
16
Avete esagerato con i voti per me questi sono piu veritieri Pretty Hate Machine:90 With teeth:75 Year Zero:80 Hesitatetion Marks:85 Fragile:90 Questa band la vedo eccesivamente sopravvalutata in alcuni casi hanno d fatto dischi storici (The fragile, The Downward spiral) ma credo che attualmente ci siano attualmente band nettamente, ma davvero nettamente superiori a loro mia opinione però. Ps:I gruppi sono i Rammstein, Deathstars e pure Marylin Manson cioè diamine potevo capire i Rammstein, i quali sono sicuramente i migliori e leader assoluti della scena Industrial mondiale ma Marylin Manson...(senza nulla togliere a Manson che un buon artista)
Pietro
Mercoledì 20 Agosto 2014, 15.48.50
15
L'apice del pensiero musicale di Reznor, un capolavoro vero.
VomitSelf
Martedì 19 Agosto 2014, 1.17.49
14
Gran disco, indubbiamente. Ma Reznor non ha mai più raggiunto, a mio modesto parere, le vette di quell'infernale capolavoro che rispondeva al nome di "The Downward Spiral"...Uno di quei dischi che all'epoca dell'uscita mi spaventarono. In positivo, però. Cosa che da un po di annetti mi capita sempre più di rado, purtroppo..
entropy
Domenica 17 Agosto 2014, 15.37.53
13
non per annoiarvi, ma ad esempio nelle gare di tuffi su sette voti dei giudici due (gli estremi inferiori e superiori) vengono eliminati dal conteggio della media (per evitare corruzione ed errori). Si potrebbe fare che ogni dieci voti , ne vengono esclusi due. Ogni venti 4, e cosi andando avanti... verrebbero elimianti molti trenta e 99 immotivati... ( o magari motivati da troppa emotività)
entropy
Domenica 17 Agosto 2014, 15.34.26
12
@cynic sono un po' appassionato di statistica... cmq quella è un idea, che può essere affinita, ma risolverebbe di molto il problema. @ernie ho cominciato ad ascoltare metal nel 90 senza internet e senza alcuna possibilità che non fosse quella di basarmi sulle recensioni (e qualche raro scambio di casette) sarò vecchietto ma ancora oggi è il metodo che preferisco, odio rovinare l'ascolto di un album sentendo sample o singoli (che per me sono il male della musica). Chiaro che oggi posso basarmi su un mare di recensione (consulto 4 siti e una rivista) in rete e su un sacco di commenti di lettori (che piano piano cominci a capire quanto sono vicini ai tuoi gusti). Onestamente trovo che il fascino dell'ignoto abbia ancora un suo gusto quando vai a comprare un album...
CYNIC
Domenica 17 Agosto 2014, 14.28.53
11
''creare un calcolo che escluda gli estremi superiori e inferiori dei voti dati'' ti stra quoto 'Entropy.
ErnieBowl
Domenica 17 Agosto 2014, 14.11.02
10
@Entropy ti assicuro che avevo capito le tue intenzioni, non a caso ho messo uno smile megagigante a fine commento, proprio perché con internet non si sa mai che pesci prendere. Non condivido il fatto di prendere dischi a seconda delle recensioni, non c'è mai la sicurezza che un disco possa piacerti o non piacerti come si descrive in recensione per migliaia di fattori anche al di là dei gusti personali, come lo stato d'animo diverso nel momento in cui ascolti il disco in questione. Ad esempio, a uno che gli è morto il cane un disco depressive farà più effetto rispetto a chi si è sposato, è salito di grado a lavoro con tanto di paga aumentata ecc ecc, così tanto per fare uno stupidissimo esempio. Come disse un tizio che conosco "mai fidarsi dei recensori" ma non perché sono esseri malvagi, anche perché anche lui è recensore, di chissà quale pianeta semplicemente per i motivi sopracitati. La recensione esprime un punto di vista che non coinciderà mai al 100% con quello di un altro qualsiasi, semplicemente è li per iniziare un dibattito, discuterne e ritornare tutti alle proprie idee, tra chi si è ricreduto o chi è rimasto impassibile. Per il voto lettori è un caso perso e non discuto nemmeno, troppe recensioni rovinate. Per i voti delle recensioni posso aggiungere che nonostante il 95 di With Teeth è probabile che all'interno ci sia scritto una frase tipo "bla bla... siamo lontani dai fasti di The Downward Spiral, vero apice del progetto... bla bla" che non permette di mettere a confronto le due recensioni e un recensore non può dare un voto basandosi sulla discografia recensita dagli altri recensori, snaturerebbe tutto. Metti caso che un recensore da 80 a TDS e un altro deve recensire The Fragile ritenendo quest'ultimo leggermente inferiore a TDS ma una pietra miliare, il solo 79 stonerebbe con il contenuto. Guarda al contenuto piuttosto che al voto. Mamma quanto ho scritto, scusate, sto cercando di imparare a sintetizzare ma non ci riesco.
entropy
Domenica 17 Agosto 2014, 13.31.04
9
e aggiungo che il voto lettori sarebbe un altro strumento utilissimo se non fosse purtroppo rovinato dall'uso improprio che ne fanno alcuni imbecilli. A tal proposito una soluzione potrebbe essere (oltre quella di alzare ancora un po' il voto minimo), creare un calcolo che escluda gli estremi superiori e inferiori dei voti dati.
entropy
Domenica 17 Agosto 2014, 13.27.54
8
@erniebowl non volevo fare polemica, cmq le tue parole confermano che è irrisolvibile proprio per i motivi che dici tu. Poi un altro discorso è se ritenere che quello dei voti sia un problema o meno. (per te non lo è, per qualcuno invece si) . In ogni caso reputo che anche se non vogliamo ritenerlo un problema, possa essere utile se negli interventi di commento gli utenti dissentano dai voti dati in precedenza (sempre con educazione e magari motivando) poiché io uso ancora le recensioni per decidere gli acquisti, quindi più opinioni male non fanno.
enry
Domenica 17 Agosto 2014, 9.15.16
7
Per me l'ultimo grande disco dei NIN, a gusto personale finisce al terzo posto dopo Pretty Hate Machine/The Broken (i miei due preferiti, li metto insieme visto che uno è un EP) e The Downward Spiral...Anzi, con TDS se la gioca più o meno alla pari per me. Personalmente non sono d'accordo con nessuno dei voti dati (troppo basso Pretty troppo alti With Teeth e Year Zero) ma questo poco importa.
ErnieBowl
Domenica 17 Agosto 2014, 0.20.04
6
Entropy: non è irrisolvibile semplicemente non è un problema, per due motivi: uno insindacabile visto che chi ha scritto le seguenti recensioni sono recensori diversi con opinioni diverse (magari a questo gli avrebbe dato 99 o 100), l'altro è nel caso fosse lo stesso recensore e basti pensare che ognuno abbia le sue idee e qualcuno potrebbe ritenere The Fragile merda e al contrario With Teeth un buon album per questo, questo e quest'altro. Ad ogni modo, album da approfondire. Amo The Downward Spiral e Trent ha talento e conoscenza. Ad un ascolto distratto si può notare la varietà di idee più che efficaci, assimilandolo potrei apprezzarlo a dovere.
entropy
Sabato 16 Agosto 2014, 13.04.36
5
certo rimane il solito problema di coerenza voti. (95 a with teeth e year zero?) ma tanto è un problema irrisolvibile
entropy
Sabato 16 Agosto 2014, 13.03.03
4
Il loro miglior album, nel suo genere davvero un grandissimo album. Condivido il voto del recensore.
Sadwings
Sabato 16 Agosto 2014, 12.12.29
3
Voto troppo basso per quello che considero l ultimo vero capolavoro dei nin.95
Ad astra
Sabato 16 Agosto 2014, 11.24.40
2
Siamo vicini alla perfezione in ambito industrial.... Magnifico unico sorprende ancora dopo moltissimi anni.... L'apice di trent.
Galilee
Sabato 16 Agosto 2014, 10.46.34
1
Forse il disco che preferisco dei Nine inch nails. Sicuramente non facile, ma se approfondito a dovere da le sue grandi soddisfazioni. Comunque questo e the downward spiral sono da avere.
INFORMAZIONI
1999
Nothing Records
Industrial
Tracklist
Disco 1 (Left)
1. Somewhat Damaged
2. The Day the World Went Away
3. The Frail
4. The Wretched
5. We're in This Together
6. The Fragile
7. Just Like You Imagined
8. Even Deeper
9. Pilgrimage
10. No, You Don't
11. La Mer
12. The Great Below

Disco 2 (Right)
1. The Way Out Is Through
2. Into the Void
3. Where Is Everybody?
4. The Mark Has Been Made
5. Please
6. Starfuckers, Inc.
7. Complication
8. I'm Looking Forward to Joining You, Finally
9. The Big Come Down
10. Underneath It All
11. Ripe (With Decay)
Line Up
Trent Reznor (Voce)
Robin Finck (Chitarra, Sintetizzatore)
Charlie Clouser (Sintetizzatore, Theremin)
Danny Lohner (Basso, Chitarra, Sintetizzatore)
Jerome Dillon (Batteria)
 
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