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Accept - Blind Rage
( 8483 letture )
Gli Accept sono sempre gli Accept, quadratissimi e maestosamente metallici, anche a più di trent'anni di distanza dall'esordio. Il combo teutonico-americano volteggia già da tempo nell'iperuranio delle band di cinquantenni in grado di prendere a calci in culo buona parte degli acts di sbarbatelli metallari ultima maniera. Assorbito magnificamente il cambio al vertice che ha portato il buon Mark Tornillo a prendere il posto del leggendario Udo e sparate due roboanti cartucce di piombo fumante con gli ottimi Blood of the Nations e Stalingrad, gli Accept infuocano per l'ennesima volta il panorama heavy con la propria terza uscita post-seconda reunion.

Stampede è nientemeno che il toro pronto a caricare dell'artwork di Blind Rage: una massa pulsante di muscoli grondante imperiosità, furia e potenza. È il colpo di bombarda che dà inizio alla guerra. A dar fuoco alle polveri il devastante Mark Tornillo. A proposito: tre dischi sono più che sufficienti, ormai è ufficiale, difficilmente gli Accept potevano trovare un sostituto migliore per il buon Dirkschneider. Tornillo padroneggia alla perfezione l'intero caleidoscopio delle vocalità richieste al singer metal contemporaneo: falsetti in modalità rasoio, toni medio-bassi rauchi e personalissimi, capacità di passare dalle timbriche hard rock a quelle più strettamente metallare, per finire poi nel quasi-scream e nel quasi-growl. Udo è Udo, ma Tornillo si eleva definitivamente, con questo disco, a massimo interprete del Tornillianesimo, svincolandosi dall'appellativo di Udo 2,0. Ah sì, poi ci sarebbero i due meravigliosi axemen, gli inossidabili Wolf Hoffmann e Herman Frank. Analizzando la loro performance sui due brani d'apertura Stampede e Dying Breed, è difficile non rimanere positivamente colpiti dall'ottimo equilibrio tra riff massicci e soli ficcanti, costruiti intorno a un'economia di note e a una ricerca della massima densità bellico-emotiva assolutamente encomiabili. Hoffmann dà fin da subito l'impressione di essere in buona vena compositiva; il resto della band non si fa pregare e si compatta attorno al proprio leader carismatico.

Il dinamico duo Stampede/Dying Breed presenta pure, però, un crocevia sonoro quantomeno peculiare. Stampede è un'opener insolita, in quanto scarsamente rappresentativa del sound del resto del disco. Si tratta infatti di una traccia, come già detto, violenta e incalzante, dal ritmo poco meno che forsennato. Le restanti songs di Blind Rage (qualcuna esclusa), invece, sono decisamente meno martellanti, presentandosi in buona parte come mid-tempo solenni e fortemente anthemici. Difficile considerare un'operazione di questo tipo una vera e propria ruffianata accattiva-vendite (il sound di Stampede è sicuramente più "contemporaneo"), anche se il brano è già stato selezionato come primo singolo estratto da Blind Rage. Dying Breed è invece fra i migliori pezzi "lenti" del disco. Gli Accept, trascinati da un quartetto strumentale in gran forma e da un Tornillo in versione stregonesca, dipingono paesaggi soverchianti e magnetici, ricostruendo con grande onestà intellettuale (debiti verso altre band e citazioni comprese) il percorso che ha portato il metal dall'essere un vero e proprio sistema di valori alla condizione attuale di magma caotico e frammentario di stili sonori e visioni del mondo. Dark Side of My Heart è un pezzo fortemente legato al periodo di massimo splendore ottantiano della band; impossibile non rilevarne le radici hard rock, pur se filtrate da trent'anni di evoluzione stilistica. Purtroppo la canzone non convince del tutto, risultando a tratti moscia e priva dell'adeguato "fuoco sacro". Sempre di alto profilo i soli chitarristici, in ogni caso. Quarto brano e terzo mid-tempo: Fall of the Empire si apre con un andamento epico e marziale. Buon pezzo, senza dubbio, nobilitato dall'interpretazione stratificata e colma di pathos di Tornillo, dall'azzeccato "coro" a più voci del ritornello e dall'alone cupo e ipnotico di cui è impregnato. Trail of Tears invece si riavvicina alle sonorità di Stampede, senza però raggiungerne la qualità. Da sottolineare la grande pulizia della prova batteristica dell'impeccabile Stefan Schwarzmann, ben valorizzata dall'eccellente produzione del solito Andy Sneap. Un delicato momento chitarristico introduce la successiva Wanna Be Free, la cosa più simile a una vera e propria ballad presente su questo Blind Rage. Il grooveggiante basso di Peter Baltes ci prende per mano fino al ritornello, nuovamente molto epico e tendente all'anthem. La canzone regge bene, anche se rischia di sconfinare nella ripetitività da eccessiva riproposizione del chorus. La distopica 200 Years ha un ottimo tiro e si segnala per l'interpretazione acida e "malvagia" fornita dall'intera band, intenta a tratteggiare uno scenario nichilisticamente post-umano. Grande urgenza per Bloodbath Mastermind, che ricorda i Judas Priest del periodo Painkiller. L'ennesimo mid-tempo From the Ashes We Rise cresce con grande coerenza fino a un ritornello assolutamente pregnante ed epic nel senso più denso, emotivo e magniloquente del termine. The Curse è invece, forse, il brano più debole dell'intero album: si tratta di un pezzo blando e nulla più, contraddistinto dalla mancanza di intensità e di una direzione sonora netta. Per fortuna arriva Final Journey a sistemare le cose con la sua furia e le sue rasoiate di chitarra. Di nuovo gli Accept sembrano guardare ai propri trascorsi ottantiani per il ritornello e ai predecessori-rivali-compagni d'arme Judas Priest per la sezione iniziale del brano. Buonissimo il risultato: i cinque si lanciano nel proprio viaggio finale (almeno per questo disco) verso una destinazione sconosciuta. Ghiottissma la citazione chitarristica classica, nel vero senso della parola, posta in coda alla canzone.

Blind Rage nel complesso è un buonissimo disco di sano heavy metal; come già detto, però, non è immune da difetti. Le problematiche principali riscontrabili in sede di ascolto sono la tendenza alla ripetizione di stilemi fin troppo abusati (a livello di testi, ad esempio) e la mancanza di vere e proprie killer songs (esclusa la già descritta opener). Un peccato, poi, l'assenza di una qualsivoglia evoluzione rispetto a Stalingrad. Certo, non ha senso domandare a un gruppo puro come gli Accept chissà quale livello di contaminazione, ma un minimo di spettro compositivo in più non farebbe affatto male ai destini della band; visto e considerato che Stampede e anche l'intero Stalingrad, disco sicuramente più arrabbiato di questo Blind Rage, dimostrano come i cinque "vecchietti" siano in grado di suonare una forma di metal assolutamente aggiornata e arrembante con efficacia pari se non superiore a quella dei gruppi contemporanei di maggior grido. Forse decidere con maggior nettezza su quali sonorità investire potrebbe agevolare il percorso della versione 3.0 di quella che, comunque, rimane una band che ha conservato intaccato tutto il proprio arsenale dei tempi migliori. Impossibile non promuoverla a pieni voti. Quattro decenni di storia e sempre sulla cresta dell'onda. L'anima del metal passa anche e soprattutto per gruppi come gli Accept.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
81.25 su 43 voti [ VOTA]
Philosopher3185
Venerdì 12 Luglio 2019, 0.45.43
41
L'ennesimo ottimo album.In effetti l'unico difetto,è una certa staticita' a livello compositivo ma per il resto niente da ridire..quando scendono in campo band come questa,vuoi per il mestiere e le capacita',non puo' che venirne fuori un ottimo album.
Masterburner
Mercoledì 8 Maggio 2019, 12.22.44
40
A parte la prima canzone, album noioso e piatto, testi da terza media e cori che ad ogni disco diventano più ridicoli. Stanchi...
Aceshigh
Domenica 28 Gennaio 2018, 10.48.31
39
Album abbastanza buono. Comincia e finisce bene, però in mezzo c'è qualche pezzo un po' anonimo. Non al livello di Stalingrad e Blood of the Nations (che per me rimane il migliore con Tornillo), però meglio dell'ultimo. Voto 77
VecchioThrasher
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 11.21.03
38
Ha un tiro gli accept...album molto bello!
michir
Martedì 24 Febbraio 2015, 17.12.37
37
L'incipit di "From the Ashes" sembra invece provenire dall'album Ballbreaker (AC/DC)
michir
Martedì 24 Febbraio 2015, 17.11.32
36
L'nizio di "The Curse''' ricorda "c'era un grande prato verde, dove nascono speranze...''' sul quale si inserisce un basso alla Iron Maiden era Blaze Bayley
Sandro70
Domenica 28 Dicembre 2014, 23.08.03
35
Questo è l'album post reunion che preferisco ed entra sicuramente tra i miei cinque preferiti del 2014. Lo split non è una tragedia, visto che il motore della band è Wolf Hoffmann ( io spero nel ritorno di Jörg Fischer).
Steelminded
Domenica 28 Dicembre 2014, 22.26.49
34
Split in casa accept: se ne vanno chitarrista (non Wolf of course) e batterista...
marco pantoli
Mercoledì 22 Ottobre 2014, 12.16.32
33
...in genere non uso commentare un album ad appena qualche mese dalla commercializzazione , ma trattandosi degli " ACCEPT ".....; L'aspetto oggettivo che rende possibile giudicare un " platter " del genere è quello di non cadere nella "trappola" del confronto obbligato tra quest'ultimo e tutte le altre realizzazioni precedenti a loro riferite ( sia con l'impareggiabile UDO...che con l'attuale Line-Up dello stratosferico Tornillo ) , non ultimo....anzi fondamentale è , ovviamente , conoscere per bene la loro discografia rapportandola necessariamente al relativo contesto storico del loro sviluppo !! Blind Rage è un lavoro certamente onesto...un lavoro contemporaneo che si lascia piacevolmente ascoltare...( ma non per questo standardizzato , scontato )...anche se leggermente meno ispirato da una vena compositiva un po' " essenziale " . La recensione ha colto in pieno lo spirito della " Band " . Voto 8,0
dario
Giovedì 9 Ottobre 2014, 12.24.06
32
Bello ! Mi piace molto. Ottimi riff e assoli. Tornillo sugli scudi, ormai è appurato che non fa rimpiangere il grande Udo. Voto 75.
Sabbracadabra
Sabato 4 Ottobre 2014, 14.11.08
31
Leggero passo indietro rispetto ai dischi precedenti,perfino il pezzo forte del gruppo,gli assoli del mitico Wolf mi sembrano sottotono. Ho preso la versione col concerto in Blu Ray e in quella setlist le canzoni di Blind Rage faticherebbero a entrare.
Franz
Lunedì 29 Settembre 2014, 20.00.29
30
Ho notato che la copertina somiglia in modo (imho) preoccupante a quella dell' album "Duro y potente" del 1984 dei Banzai (band spagnola anni '80 che mi fa piacere ricordare). L' unica differenza rilevante è che il toro dei Banzai è un cyborg (o qualcosa del genere) e quello degli Accept no (o, almeno, non mi sembra). Ciò che mi preoccupa è che la migliore copertina dell' epoca Tornillo (almeno per ora), per non dire la loro migliore di sempre, potrebbe non essere farina del loro sacco al 100%. Ma credo di preoccuparmi inutilmente; le loro copertine non sono mai state dei capolavori...
Steelminded
Giovedì 4 Settembre 2014, 11.10.00
29
Comprato qualche giorno fa con bonus DVD incluso!!! (insieme a Redeemer of Souls e il quadruplo vinile live Score dei DT, che già possedevo in triplo cd e doppio DVD soldi da spendere...
Daniele 68
Giovedì 4 Settembre 2014, 8.54.22
28
Album spettacolare. Nessuna traccia debole,sezione ritmica di primo livello e hoffmann che dipinge assoli di pura classe. Tornillo alza ulteriormente il tiro dei brani. Pero' vedo che non se li caga praticamente nessuno( in Italia). Migliore uscita heavy dell' anno. Per adesso,ma penso anche per dopo.
entropy
Mercoledì 3 Settembre 2014, 19.29.02
27
una bomba!! un disco metal (nel senso classico) non mi prendeva così da anni... mi sono piaciuti anche gli altri dell'epoca tornilllo, ma questo ha qualcosa di speciale!! Davvero entusiasmante!! voto 88/90
Anonimo
Mercoledì 27 Agosto 2014, 9.14.29
26
Per il migliore con Tornillo rimane Stalingrad. Però anche questo e veramente un bel disco. Voto:82
lux chaos
Martedì 26 Agosto 2014, 21.43.11
25
Grandissimo gruppo, con almeno 4 capolavori alle spalle, ma questo per me, dopo ripetuti ascolti, è soltanto un disco sufficiente/discreto....già Stalingrad era un pò meno ispirato di Blood, e questo Blind Rage ancor meno...ci sta, dopo tanti anni di onorato servizio, moltissimi pezzi sono sicuramente cazzuti e blablabla, ma anche molto prevedibili e canonici, senza quel "quid", quella cazzimma, che era presente su molti pezzi di Blood...sempre fantastica la coppia Hoffman-Frank, e il grandissimo Tornillo sugli scudi anche lui, ma i pezzi a sto giro non esaltano a dovere...un buon compitino, 60/65
Vecchio Sunko
Venerdì 22 Agosto 2014, 18.58.37
24
Discone, a mio avviso superiore ai primi due con Tornillo alla voce... 85.
Steelminded
Giovedì 21 Agosto 2014, 22.15.53
23
Ahahah vero, purtroppo è un mio limite, con la classica c'ho provato varie volte ma non siamo fatti per stare insieme. Lo stesso con il Jazz, per quanto adori le contaminazioni e sonorità jazz di qualsiasi opera rock o metal... Strano eh?
spiderman
Giovedì 21 Agosto 2014, 21.41.35
22
@Steelminded, dovresti ascoltare musica classica, calcola che Gioacchino Rossini ha praticamente inventato lo speed metal, ahahah con l'ouverture del Guglielmo Tell, scherzo ahahah..... ma non troppo, alcuni chitarristi metal con la cla siica ci andavano a nozze vedi lo sfortunato ma talentuoso Jason Becker oppure il famoso Malmsteen.
Steelminded
Giovedì 21 Agosto 2014, 21.26.50
21
Grazie spider... non so nulla di musica classica ma il motivetto è parecchio famoso Tra l'altro Hoffmann mi sembra di capire ami molto la musica classica e ne conosca abbastanza da un punto di vista musicale...
spiderman
Giovedì 21 Agosto 2014, 21.14.46
20
@Steelminded, la citazione presa dalla musica classica e' quella de "Il Mattino" della Peer Gynt suite n.1 del compositore Edward Grieg, lo stesso autore a cui si sono ispirati gli Epica in in loro brano del loro album recente.
Steelminded
Giovedì 21 Agosto 2014, 20.58.56
19
E' vero che abbondano i temi epici, a tratti mi sono venuti in mente gli Helloween... Su Final Journey anch'io ho notato una citazione classica, ma non sono riuscito a capire quale... Delucidazioni??? Evviva!
spiderman
Giovedì 21 Agosto 2014, 20.04.52
18
Sono al terzo ascolto e devo dire che mi sta prendendo, e' vero e' meno tirato e cattivo di Stalingrad, ma alle mie prime impressioni mi sembra siano state aumentate le dosi di possente melodia e di incisiva epicita', questo credo che risponda ovviamente al fatto che loro abbiano pensato al fatto di non ripetersi e di non sembrare fotocopie di loro stessi, finora mi ha colpito molto la componente melodico-epica marcatamente espressa in special modo nei cori e nei refrain di un bel po di brani, tutto questo senza incidere troppo sulla componente strumentistica e sugli arrangiamenti musicali, proseguiro' con gli ascolti, per ora mi ritengo piacevolmente soddisfatto, direi che stanno per il momento tra 82-84. Comunque, come al solito bravi Accept.
Steelminded
Giovedì 21 Agosto 2014, 15.45.18
17
Bell'album, un po' canonico, a volte sa di già sentito, ma bello... melodia in maggiore evidenza, specie negli assoli, mi pare. Comunque soddisfatto: 80.
jek
Lunedì 18 Agosto 2014, 21.07.54
16
Sono ai primi passaggi, alcuni pezzi mi gasano molto altri un po' meno, sicuramente meno arrabbiato di Stalingrad. Vediamo se come i Judas cresce col passare degli ascolti. Recensione perfettamente in linea con la mia prima impressione. Comunque gran bell'album.
D.
Lunedì 18 Agosto 2014, 15.12.17
15
Per me è da 80-85 e annichilisce Redeemer of Souls, che ho trovato molto spompato
Master
Lunedì 18 Agosto 2014, 12.49.33
14
Sicuramente un album piacevole da ascoltare, ma l'uniformità stilistica lo rende troppo prevedibile per far sì che io sia stimolato a persistere nell'ascolto. Le migliori mi sono sembrate 'Dying Breed', 'Fall of the Empire' e 'Final Journey'. Direi però che, suoni a parte, a questo giro mi hanno pettinato di più i Judas!
Red Rainbow
Lunedì 18 Agosto 2014, 11.02.30
13
Ascoltandolo come un prodotto del terzo millennio, dunque senza scomodare il passato e i paragoni coi suoi "fantasmi", la penso come freedom, buon disco ma dubito che varcherà le soglie dell'immortalità...
Radamanthis
Lunedì 18 Agosto 2014, 10.47.11
12
I capolavori nella musica (non solo metal) sono altri, decisamente, ma questo è un cazzutissimo disco con i controcazzi! Potente, veloce, grintoso, granitico e Mark Tornillo è moooolto meglio di Udo. Voto 75
freedom
Lunedì 18 Agosto 2014, 9.19.27
11
Niente da fare, non riesco ad eccitarmi come tutti gli altri con questa band. Buon disco, ma parlare di "capolavoro" lo trovo veramente eccessivo...per me è un album da 70.
sonny73
Lunedì 18 Agosto 2014, 7.37.28
10
sono d'accordo con @ROB 75
ROB 75
Lunedì 18 Agosto 2014, 0.07.55
9
ottimo disco come i due che lo precedono! gli Accept al momento sono la band piu' in forma tra le grandi formazioni storiche( anche se pure l'ultimo dei Judas e' di buon livello). non concordo per nulla con alcune delle frasi finali nella recensione: io ascolto questa band dal' 93 e come me penso che piu' o meno a tutti i fan del mitico gruppo tedesco non interessi minimamente una qualsiasi " auspicata" evoluzione sonora della band. e poi ,diamine , VERAMENTE ascoltiamo gli Accept o i judas per i testi delle loro canzoni?suvvia questi sono discorsi oziosi che lasciano il tempo che trovano cio' che importa e' che i nostri dopo oltre 35 anni dall'uscita del loro primo lavoro in studio sono ancora fra noi e riescono a regalarci canzoni tritaossi senza fronzoli e pretese da "sofisti"!
hj
Domenica 17 Agosto 2014, 21.35.25
8
Grandissimo Bruce Willis...ooops sorry wolf hoffmann
Steelminded
Domenica 17 Agosto 2014, 21.32.26
7
Ditark... Eheheh
Ditark
Domenica 17 Agosto 2014, 21.11.37
6
Udo disse : "Gli Accept sono finiti" Hoffmann non ci sta e continua a scrivere , trova un elettricista che s'è ingoiato un rotolo di carta vetrata e gli Accept tornano sfornando tre dischi uno meglio dell'altro.
ObeYM86
Domenica 17 Agosto 2014, 20.58.46
5
anche SE*l'esaltazione non c'è
ObeYM86
Domenica 17 Agosto 2014, 20.57.37
4
al primo ascolto sono rimasto un pò spaesato,complice il singolo fuorviante...ma poi ho capito che questo disco è più "Accept" ,più sentito e maggiormente accostabile ai lavori del passato...i testi li trovo molto migliori di quelli scritti nei due precedenti album,dai quali Blind Rage si distacca adottando uno stile più "classico",con molti deja-vù positivi.In sostanza lo trovo molto più solido nel complesso,anche l'esaltazione per pezzi stile Teutonic Terror non c'è...voto 85
dario
Domenica 17 Agosto 2014, 20.55.23
3
Ma quanto spacca la copertina !!?? Sticazzi....che forza !!
CYNIC
Domenica 17 Agosto 2014, 20.02.08
2
il disco non c'è lo, ma quando esce nei negozi lo compro subito. Ho ascoltato soltanto una canzone che faceva da sottofondo all'intervista di Wolf Hoffmann (Chitarra), be se l'album e tutto su quei livelli allora qui ci scappa la parola capolavoro.
spiderman
Domenica 17 Agosto 2014, 18.49.06
1
Lo devo ancora ordinare, la recensione e' molto interessante e minuziosa, dai brani ascoltati qui su Metallized comunque mi sono sembrati i soliti stupendi spaccaossa, vedremo quando lo avro' tra le mani , di sicuro non faranno mai un disco sottotono o mediocre, o comunque sotto il 70, hanno qualita' ed energia fa vendere, e molti gruppi anche moderni hanno solo da imparare da questa formidabile band.
INFORMAZIONI
2014
Nuclear Blast
Heavy
Tracklist
1. Stampede
2. Dying Breed
3. Dark Side of My Heart
4. Fall of the Empire
5. Trail of Tears
6. Wanna Be Free
7. 200 Years
8. Bloodbath Mastermind
9. From the Ashes We Rise
10. The Curse
11. Final Journey
Line Up
Mark Tornillo (Voce)
Wolf Hoffmann (Chitarra)
Herman Frank (Chitarra)
Peter Baltes (Basso)
Stefan Schwarzmann (Batteria)
 
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