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Avatar - Hail the Apocalypse
( 3406 letture )
Mai fermarsi alle apparenze: se così fosse, infatti, rischieremmo di perderci tante occasioni per strada. Quante volte ci è capitato di trovarci, ad esempio, ad un festival musicale o ad un semplice concerto e di spulciare tra i banchi del venditore di turno scorrendo nomi su nomi limitandoci a leggere il monicker o a guardare la copertina, fermandoci solo quando qualcosa riesce finalmente ad attirare la nostra curiosità? Così facendo chissà quanti gruppi sono passati inosservati restando nascosti per anni in un angolino buio senza essere mai arrivati all’attenzione di nessuno, chissà quante occasioni di scoprire nuove band, nuovi stili musicali, abbiamo perduto per motivi magari futili? Se tra le mani ci capitassero gli Avatar, quanti di noi passerebbero oltre subito dopo aver letto quello che è uno dei monicker più abusati (secondo varie fonti sono infatti circa quindici le band che negli anni hanno scelto tale nome) del panorama musicale degli ultimi anni e non solo? Probabilmente gli Avatar di cui stiamo parlando quest’oggi avrebbero un minimo di fortuna in più solo per via di artwork di copertina quasi sempre molto apprezzabili e quindi che balzano all’occhio più di altri. E per fortuna la critica musicale sembra essersi oramai accorta del loro valore e pure una buona fetta di appassionati del settore ne segue la carriera artistica con sincero interesse dando ottimi riscontri anche in sede live. Proprio le esibizioni della band svedese dagli esordi ad oggi mostrano un dato significativo riguardo un altro punto cruciale della questione: lo stile musicale. Partiti come band melodic death metal (dopotutto provenendo da Goteborg c’era da aspettarselo), gli Avatar tramutano negli anni il loro sound personale, arrivando a proporre oggi un singolare mix di generi difficilmente classificabile. Basti dire -ma è solo un esempio- che il primo gruppo da loro supportato dal vivo furono gli Impaled Nazarene mentre gli ultimi sono stati gli Avenged Sevenfold. Questo non significa però che la formazione svedese abbia snaturalizzato le proprie origini, anzi, semmai le ha evolute in qualcosa di innovativo e particolareggiato, frutto di un percorso musicale che travalica i confini di genere e permette ai membri del gruppo di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Non è un caso, infatti, se gli Avatar si stanno confermando sempre più ad alti livelli e stanno aumentando di conseguenza il proprio seguito. Ma lasciamo un attimo da parte queste considerazioni e andiamo ad analizzare più nel dettaglio il loro nuovo lavoro, intitolato Hail the Apocalypse e pubblicato nel mese di maggio per l’etichetta svedese Gain Music Entertainment, piccolo nome appartenente però alla ben più grande Sony Music.

Partenza col botto grazie alla titletrack, anthem da battaglia che sprigiona una notevole dose di energia, ideale per addentrarsi fin da subito nelle trame del disco. I riff delle due chitarre e una sezione ritmica assai corposa ci mostrano il lato più nu metal della band svedese, sebbene la voce ci riporti verso lidi più melodic death; il tutto è comunque solo una piccola parte dell’immensa varietà di stili che emergono lungo l’ascolto. La frizzante What I Don’t Know rappresenta molto bene la particolarità del sound-Avatar, che forte dell’influenza di generi e gruppi spesso diversi tra loro riesce a creare un’amalgama per nulla scontata e spesso talmente strana da risultare divertente, sicuramente di forte impatto. Atmosfera nettamente più estrema -almeno dal punto di vista ritmico- si respira con la cattivissima Death of Sound, altro esempio del largo raggio d’azione di cui dispongono i cinque svedesi, mentre la seguente Vultures Fly (presentata in anteprima durante i concerti precedenti all’uscita dell’album) ha un che di mansoniano nel suo incedere, ma nel complesso rimane l’episodio meno interessante del disco. Tutt’altra cosa le riuscitissime Bloody Angel e Murderer, con la prima che si dimostra una semi-ballad coi fiocchi, emozionante ed intensa, e la seconda che invece gode di una musicalità davvero originale, a tratti addirittura straniante. Per certi versi fa il pari all’ancor più strana Puppet Show, canzone dai tratti “circensi”, quantomai adatta ad essere riproposta dal vivo ed in cui gli Avatar dimostrano una volta per tutte i loro gusti difficilmente accostabili ad un unico e preciso filone musicale. La seconda metà dell’album presenta -oltre alla stessa Puppet Show- un paio di brani aggressivi che faranno la felicità dei metaller più incalliti (Tsar Bomba e Get in Line) ed altri due pezzi invece più tranquilli e per certi versi sperimentali (Something in the Way e Tower). Di queste quattro tracce è difficile individuare le migliori o le peggiori, va detto infatti che si distinguono tutte per alcuni tratti caratteristici che le rendono ugualmente apprezzabili seppur in maniera diversa tra loro. L’edizione deluxe di Hail the Apocalypse presenta una bonus track apprezzabile ma nulla più, dal titolo Use and Abuse, in cui segnaliamo la collaborazione del gruppo con DJ Starscream, vero nome Sid Wilson, il componente #0 all’interno degli Slipknot.

A conti fatti cosa resta dall’ascolto di questa quinta fatica a nome Avatar? Certamente molto più di quello che ci si aspetterebbe da una normale nuova uscita di una band neppure troppo conosciuta a livello globale. La fortuna, o per meglio dire la grande capacità degli Avatar risiede nel saper vedere oltre, individuare aspetti della musica a cui altre band in fase di composizione non danno neppure importanza. Le canzoni degli Avatar godono tutte di una vitalità e di una forza incredibili, riescono a rendere una semplice traccia musicale un’esperienza artistica che inevitabilmente fa breccia nelle orecchie dell’ascoltatore di turno. Troppo spesso ci capita di affermare che c’è carenza di originalità all’interno della scena metal odierna, cosa sicuramente vera per certi versi, ma quanta voglia abbiamo di cercare al di là dei soliti nomi senza dare una possibilità a formazioni giovani ma dalle prospettive assai rosee? Vale la pena di dare una possibilità a questa band, e fidatevi che loro sapranno come ricambiare.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
82.75 su 12 voti [ VOTA]
P2K!
Mercoledì 5 Settembre 2018, 8.54.38
12
Questo disco è una giostra di suoni e colori. Molto vario e ben fatto. Una band che sta meritatamente conquistandosi il suo spazio nell'attuale scena. Visti poi dal vivo su Youtube e devo rimarcare i complimenti. Dal vivo spaccano e sono fenomenali.
Steven DarKnight
Lunedì 29 Maggio 2017, 5.42.01
11
meno male che in mezzo a tutta questa noia ci sono loro! una ventata di oscura freschezza, fatta di potenza, classe, follia e un pizzico di humor. Voto 88
Metal Shock
Venerdì 8 Luglio 2016, 21.42.03
10
Passo in avanti per gku Avatar, che tirano fuori un ottimo album, ancora piu` originale di Black waltz. Canzoni cone la titletrack, Vultures fly, Tsar bomba, Death of sound, Puppets show, ma potrei citare l`intero disco, sono stupende con il cantante Johannes che ci mette del suo per far risaltare ancor di piu` i brani. Per me e` un disco da 85 ed aspetto.la recensione del nuovo album, perche` secondo me hanno tirato fuori un capolavoro.
Trismegisto087
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.52.18
9
Dato che non conoscevo i primi album li ho recuperati recentemente e devo dire che si tratta di una band che sicuramente ha elementi interessanti, però, almeno per mio gusto personale, mi pare non sia ancora riuscita a fare il grande salto, il grande album..e anche quest'ultimo lavoro non mi ha lasciato pienamente soddisfatto.
Ad astra
Giovedì 21 Agosto 2014, 18.40.47
8
Trovato due gg fa a Danzica a 9€ e preso subito..avevo sentito un gli mp3 ma da cd offre molto di più.... Un metal simpatico e scanzonato...ottimo per godersela senza troppe pretese... Tsar bomb geniale e il primo riff della titletrack,quello con cui si apre l'album è micidiale. Grande Flight...la stavo aspettando...chapeau
HeavyLollo
Giovedì 21 Agosto 2014, 17.32.59
7
Gran bel disco, mi ha catturato e devo dire che apprezzo a pieno l'evoluzione artistica di questa band, che ho conosciuto anch'io al concerto degli Avenged Sevenfold. Sono molto contento del successo che stanno raggiungendo a livello mondiale perché sono anche dei ragazzi simpatici e disponibili (lo dico con cognizione di causa perché dopo il concerto hanno firmato volentieri autografi e scattato foto con centinaia di persone, sempre con il sorriso sulle lebbra e mai scocciati). Dal punto di vista musicale concordo quasi in tutto con il recensore tranne sul brano Voltures Fly che io trovo addirittura uno dei migliori del disco. Credo che la canzone meno riuscita sia invece Tsar Bomba che a volte mi sembra quasi una Hail the Apocalypse "reprise": molto simile alla title track e perciò evitabile. Ragazzi questo gruppo merita rispetto: voglio esagerare, voto 90!!!
luca
Giovedì 21 Agosto 2014, 14.57.31
6
@Flight 666: questo album devo ancora procurarmelo ma da quello che ho scoltato su youtube è un album ottimo sicuramente come voto io avrei dato 80 come a Black Waltz. Per me comunque il terzo omonimo album degli Avatar mi sembra buono perlomeno da quell'album si sono evoluti e maturati.
Flight 666
Giovedì 21 Agosto 2014, 14.46.03
5
@ waste of air: effettivamente ammetto che non mi ero accorto fosse una cover dei Nirvana, forse perché non mi ricordavo proprio la canzone originale. In ogni caso non l'ho trovata per niente male ed insieme a The Tower forma un'accoppiata interessante. Trovo che i cambi anche forti di atmosfere all'interno di un disco possano giovare all'ascolto se fatti bene, poi dipende dai casi, ma ho avuto modo di apprezzare la scelta degli Avatar!
waste of air
Giovedì 21 Agosto 2014, 14.37.02
4
Questo è un gran disco, senza se e senza ma; comprato e fuso! Ottima recensione, solo un appunto: Something in the way è una cover dei Nirvana, peraltro trascurabile e poco in linea col mood del disco. 82 strameritato!
Flight 666
Giovedì 21 Agosto 2014, 14.29.23
3
@ luca: Guarda, io ho scoperto gli Avatar solo lo scorso novembre in occasione del concerto di spalla agli Avenged Sevenfold a Milano. Per quanto li abbia apprezzati e mi piacciano sempre di più, non sono ancora riuscito ad approfondire benissimo la loro pur breve discografia. L'omonimo album l'ho ascoltato solo marginalmente, ma mi è sembrato ottimo anche quello; un voto però lo potrei dare solo dopo vari ascolti, cosa che ancora non sono riuscito a fare (in ogni caso qua su Metallized puoi trovare la recensione di quell'album se ti interessa)! Questo nuovo l'hai ascoltato? Che ne pensi?
luca
Giovedì 21 Agosto 2014, 14.08.15
2
@Flight 666
luca
Giovedì 21 Agosto 2014, 14.07.46
1
bella recensione gli Avatar li ho scoperti grazie al quarto album(Black Waltz) che è un ottimo album. Flight 666 volevo sapere cosa ne pensi invece del terzo omonimo album degli Avatar e che voto gli avresti dato?
INFORMAZIONI
2014
Gain Music Entertainment
Melodic Death
Tracklist
1. Hail the Apocalypse
2. What I Don’t Know
3. Death of Sound
4. Vultures Fly
5. Bloody Angel
6. Murderer
7. Tsar Bomba
8. Puppet Show
9. Get in Line
10. Something in the Way
11. Tower
12. Use and Abuse (Bonus Track)
Line Up
Johannes Michael Gustaf Eckerström (Voce)
Kungen (Chitarra, Cori)
Tim Öhrström (Chitarra)
Henrik Sandelin (Basso)
John Alfredsson (Batteria)
 
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