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Crazy Rain - Life Illusion
( 2273 letture )
Il percorso dei Crazy Rain ha inizio nel lontano 1988. Dopo alterne fortune i Nostri riescono a tornare con decisione sulle scene solo negli ultimi anni, dando alle stampe il terzo album Life Illusion a un decennio di distanza dal precedente Scream and Shout. Il piglio della band è rimasto invariato, per fortuna; i Crazy Rain dimostrano di ricordarsi benissimo come si scriva, suoni e produca del buon metal.

Oscure note arabeggianti ci introducono al mondo dei Crazy Rain: la pioggia inizia a cadere copiosa sin dal primo brano, Fallen Rain. La band dimostra immediatamente di aver trovato il modo, durante tutti questi anni, di coltivare un sound personale e caratteristico. Pur annoverando tra le proprie principali fonti d'ispirazione i grandi dell'heavy metal ottantiano, i Crazy Rain possiedono un'aura dark-power che li avvicina non poco ai brani più cupi e inquieti dei teatralissimi Kamelot (vecchia maniera). Il singer Giacomo Gianfranchi dimostra di non essere troppo distante dal grande Roy Khan, sia a livello di timbro che di capacità interpretativa, e di saper intessere linee vocali piuttosto interessanti. Purtroppo già l'opener mostra qualche minima e venale caduta di stile nelle parti più tecniche proprio da parte di Gianfranchi, cadute di stile che di tanto in tanto continueranno a ripresentarsi nel corso dell'album. Nulla di tragico, in ogni caso, e opener ampiamente promossa. 2067 (Height the Light) e Rise Again (positivo l'apporto della singer ospite Cristina Aroni) proseguono il discorso con buona efficacia. Il suono dei Crazy Rain risulta compatto e privo di svolazzi ed eccessive infiorettature. L'accordo tra cantato e strumenti è buono, quando non ottimo, e la tecnica messa in mostra da tutti e cinque i componenti della band è di più che discreto profilo. Due soli appunti: primo, le chitarre a volte vengono spinte fin troppo in primo piano e i due axemen Galli e Pisani, tutt'altro che timidi, rischiano in più di un caso di “mangiarsi” il resto della band; in secondo luogo, la struttura dei brani regge bene, ma talvolta si ha la sensazione di un inquadramento non perfetto, come se la direzione degli stessi sfuggisse un po' di mano alla band. Un'ulteriore critica deve per forza di cose essere mossa alle lyrics, decisamente non adeguate a un prodotto di questa qualità. I testi, neanche così brutti a dire il vero, sono scritti in un inglese tremendamente maccheronico e approssimativo. Una band con buone fiches in mano come i Crazy Rain non può permettersi una caduta di stile tanto evidente, soprattutto nell'ottica di sondare con maggior decisione i mercati esteri. Gli highlights del disco sono la stessa Rise Again, la rabbiosa Escape from Death (eccellente prova duramente heavy dell'intera formazione) e l'oscura title track (ottimamente giocata sul rapporto tra pieni/vuoti, rabbia/melodia e con un'interpretazione efficacissima di Gianfranchi). Non ci sono vere filler songs, anche se i brani tendono ad assomigliarsi un po' tutti: il disco non invita a essere riascoltato chissà quante volte. D'altro canto, la produzione dei suoni è ben calibrata, adeguatamente minacciosa e di sicuro impatto, piccoli problemi col comparto chitarristico già evidenziati in precedenza a parte. I soli di chitarra, quando evitano lunghezze eccessive, funzionano a dovere e la sezione ritmica è quadrata e martellante a dir poco. La band, a livello prettamente musicale, è da promuovere senza riserve.

Rinnovando le critiche più o meno sostanziali mosse in precedenza, l'invito ai Crazy Rain è quello di continuare il proprio percorso all'insegna di una ricerca maggiormente trasversale, tentando allo stesso tempo di ripulire le varie impurità presenti su questo Life Illusion. La prima massiccia pietra è stata poggiata, si tratta di vedere se i Nostri riusciranno a costruire un edificio in grado di resistere alle intemperie e alla pioggia, pazza o meno che sia.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
73.68 su 150 voti [ VOTA]
Nome
Martedì 21 Febbraio 2017, 0.57.35
3
...anche il confrontare la resa di un gruppo che ha a disposizione certi studi e tutto quanto, mega-produzioni e via dicendo sia in studio che live, con un gruppo underground (che non ha nulla a che vedere con la qualità o meno, sennò uno per coerenza dovrebbe giudicare scarsi tutti i gruppi analoghi, che non hanno vera fama se non di nicchia e non hanno "fatto nulla in tot anni" ecc.), evidentemente ignorando che quella che lui chiama "teatralità" e ammesso la ricercassero poi volutamente anche i CR (che hanno tutt'altra base e formazione e approccio, molto più nell'heavy classico e dintorni), e la pomposità e tutto quanto sono date spesso proprio dalle mega-produzioni, non dall'essere per forza migliori compositori e musicisti.
Nome
Martedì 21 Febbraio 2017, 0.52.09
2
N.B. - Non sono della band né amico/parente/fidanzata né c'ho a che fare nulla in generale. Replica non tanto alla rece che non ricordo neanche se lessi e in ogni caso ora ho dimenticato e non ho riletto di certo, anche perché non mi serve a nulla avendo il disco stesso già da tempo, quindi so già come giudicarlo e com'è avendolo ascoltato con le mie orecchie e giudicato coi miei criteri. Di solito ormai non discuto più per principio con chi ha più di una decina d'anni meno di me, perché so da tempo che è del tutto inutile (soprattutto se intuisco, come in questo caso, che neanche si sa di cosa si sta parlando e il disco nemmeno si è ascoltato e i motivi di certi commenti sono tutt'altri che di vera e semplice espressione libera e giudizio musicale su questo o quello). Ma faccio un'eccezione ogni tanto, giusto per notare prima di tutto cazzate oggettive o cose che l'interlocutore evidentemente o molto probabilmente ignora (che sia un recensore o un "commentatore"), quindi che non dipendono da gusti e criteri o altro di personale, e poi anche altro magari. L'omogeneità tra i vari brani del disco è assolutamente nella media, anzi forse un po' minore rispetto a tante altre uscite, soprattutto in certi generi e tra gruppi debuttanti assoluti fatti di ragazzetti che pensano solo a imitare i loro "idoli", magari pure in stili iper-inflazionati (oddio, quasi tutti oggi ormai lo sono, ma alcuni di più). La band è stata formata anche prima di 26 anni fa se è per quello, ma dopo aver pubblicato un primo album (o Ep forse, non ricordo bene) solo in vinile al tempo, si era sciolta nel giro di relativamente poco e si è riformata (con un cambio o 2 di musicisti) solo moltissimi anni dopo, quindi non ha avuto un'attività per tutto questo tempo, non ha prodotto null'altro e non ha suonato dal vivo, è ripartita praticamente da zero pochi anni fa (cose che accadono e sono accadute a un casino di band italiane e non, tra l'altro). Un tempo i gruppi avevano una mentalità diversa molto spesso, non quella di vivacchiare come fanno tanti oggi (tanto ormai puoi registrarti da solo il disco in casa anche se nessun studio di cagherebbe o non hai i soldi per pagarlo, trovare da solo le date con tutti i mezzi e facilità odierne ecc.), ma di fare una vera carriera, diventare più o meno noti, e visto appunto che era molto più difficile tutto, c'erano pochissimi posti per suonare live certi generi (in Italia almeno) e via dicendo, tanti preferivano smettere che andare avanti tra mille problemi e alla fine non avere sbocchi reali, rimetterci sempre soldi (come tantissimi ancora oggi, tra i gruppi di "hobbysti", cioè la stragrande maggioranza soprattutto in generi come hard e metal) e magari non solo quelli. Per me invece, pur non parlando certo di un capolavoro o anche di un eccellente o ottimo disco (cose ormai rarissime da dire per qualsiasi band, italiana o estera, storica o giovane), si sente tutta in ogni caso l'esperienza, un certo mestiere e tutto anche negli arrangiamenti e che spesso i giovincelli e dintorni non hanno, una certa personalità e influenze diverse da quelle medie di tantissimi altri giovani o meno oggi e che si muovono nell'heavy classico e dintorni di vario tipo o nel proto-prog metal d'annata con magari una vena un po' dark spesso, come appunto fanno loro. Infatti, in generale e pur essendo in molti di quei casi diverso il recensore e quindi non potendo fare in realtà un confronto diretto, secondo me prendendo i voti dati a certi dischi su questo stesso sito, io a questo (e a tanti altri) per proporzione avrei dato come minimo 7,5 o anche 8. Ah, nota così, che non vuol dir magari molto di per sé, però un certo Olaf Thorsen (che è delle loro parti) da giovane, fine anni '80-primissimi '90, aveva questa band di suoi ocnterranei (ma non credo fosse per quello e basta, magari quando ascoltò la musica o li andò a vedere live neanche li conosceva per nulla personalmente) come una delle preferite in assoluto se non la preferita, e in questo disco fa un solo come ospite in un pezzo. Ma magari lui di musica e band metal non capisce un cazzo, chissà... Vero, per fortuna con quel gruppetto "di plastica" pura dei Kamelot (tranne il debutto, dove, come nel secondo disco anche ma che era già molto inferiore, c'era un altro cantante e lo stile era molto più personale e vario così come il suono) band come questa non hanno nulla a che fare. E tra l'altro anche il recensore forse ignora che certe influenze evidenti o meno che lui attribuisce come prese dai K o in ogni caso simili (che sia coincidenza o meno insomma), in realtà questa band per età media dei componenti e tutto e per il fatto che è nata e aveva già inciso cose ben prima dell'uscita dei suddetti, le prendeva e le prende da band ottantiane da cui poi gli stessi K hanno preso più o meno riferimenti, insomma influenze comuni o meno che siano ma da gruppi ben precedenti sia ai CR che tantopiù ai K. Dice molto del commentatore qui sotto
Trooper87
Giovedì 28 Agosto 2014, 18.27.44
1
Disco di canzonette tutte simili tra loro; da una band in piedi da 26 anni ti aspetti decisamente di meglio (ma forse se non ne abbiamo mai sentito parlare un motivo c'è). Il paragone con i Kamelot e Khan è del tutto fuori luogo, non hanno nemmeno un decimo della loro teatralità (soprattutto per i testi decisamente imbarazzanti) e capacità di arrangiamento. Voto: 50.
INFORMAZIONI
2014
Red Cat Productions
Heavy
Tracklist
1. Fallen Rain
2. 2067 (Height the Light)
3. Rise Again
4. The Twilight
5. Escape from Death
6. Life Illusion
7. Nobody Lies
8. Front the Door
9. Wait for Change
10. After the Rain
11. Time of Faith
Line Up
Giacomo Gianfranchi (Voce)
Emiliano Galli (Chitarra)
Elvio Pisani (Chitarra)
Simone Lavorini (Basso)
Federico Cecchini (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Cristina Aroni (Voce nella traccia 3)
 
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