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Opeth - Pale Communion
( 13969 letture )
Prima Recensione di: Michele Ridolfi "Axoras"

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. (Antoine Lavoisier, "Legge di conservazione della massa")

Anche se il chimico francese di fine settecento si riferiva chiaramente al mondo della scienza quando enunciò questa frase che noi tutti conosciamo, il postulato fondamentale di Lavoisier è tranquillamente (e aggiungerei genialmente) applicabile ad ogni cosa. Il cambiamento è qualcosa di ineluttabile ed inarrestabile che ci accompagna per tutto il corso della nostra vita. A volte ci fa sorridere, a volte ci fa piangere, ma in ogni caso la cosa più difficile è sempre adattarsi a ciò che detto cambiamento comporta e riuscire quindi a vivere più serenamente le cose. Tirate un sospiro di sollievo: non sono qui a parlarvi di processi chimici, trasformazione della materia, combustione e quant'altro, bensì di una band tra le più discusse dell'ambiente.

Il cambiamento è proprio il fulcro della storia degli ultimi anni della carriera degli Opeth. La svolta stilistica che ha portato il gruppo svedese dal prog death al prog rock di matrice settantiana, conclamata con Heritage del 2011, è stata oggetto di un'infinità di chiacchiere. La scelta di abbandonare la strada che li ha portati al successo internazionale per intraprendere una via irta di pericoli e polemiche con i fan, nonché probabilmente meno redditizia, è stata decisamente coraggiosa. Tralasciando questo aspetto, credo ardentemente che l'artista, in quanto tale, sia pienamente autorizzato a fare della propria arte quello che vuole e, pertanto, non mi soffermerò ulteriormente a fare paragoni sterili tra il gruppo di oggi e di ieri. Gli Opeth di Blackwater Park non ci sono più: il growl è sparito del tutto, le chitarre violentemente distorte pure e il doppio pedale alla batteria si sente raramente, di tanto in tanto. Bisogna fare pace con questa realtà e accettarla.
Tutti ci aspettavamo un album simile a Heritage ed effettivamente Pale Communion è il passo successivo che conferma la decisione di proseguire in una direzione estremamente chiara. Molti sono gli elementi che lo avvicinano all'album del 2011, ma dopo numerosi ascolti posso dire che si tratta di dischi decisamente diversi: il predecessore era buon album, tuttavia a tratti leggermente confusionario e troppo pieno di elementi, che non riusciva a farci pienamente capire che forma avessero i nuovi Opeth. Probabilmente anche il gruppo stesso doveva metabolizzare un cambiamento così radicale, per quanto ponderato da tempo. Dal calderone son stati tolti degli ingredienti, ne sono stati aggiunti altri e si sono ridefinite le forme. Possiamo quindi dire con certezza che in Pale Communion vengono eliminate le ombre e le sbavature dell'album che lo ha preceduto, trovando un progressive rock di caratura decisamente più elevata. L'ultimo lavoro di Åkerfeldt e soci è una creatura estremamente poliedrica, che ci mostra diverse sfaccettature: momenti più melodici e orecchiabili, raffinati passaggi tecnici, passando per alcune atmosfere cupe e notturne che hanno sempre caratterizzato il sound del gruppo.

Etern Rains Will Come apre le danze con sessanta secondi abbondanti di puro prog che sembrano annunciare qualcosa di maestoso e imponente: la furia degli strumenti esplode e dalle macerie lentamente emergono delle delicatissime note di pianoforte e successivamente di chitarra acustica. Bastano pochi attimi per creare un'atmosfera calda e avvolgente prima che la voce di Åkerfeldt, accompagnata da cori che ricordano un po' i Crosby, Stills, Nash & Young, irrompa insieme alla sezione ritmica con delle linee melodiche piacevolissime. L'intero brano è un crescendo estremamente curato, con delle tastiere che colmano ogni piccolo spazio, che culmina in un doppio finale che ci lascia completamente estasiati. Se con l'opener si tocca uno dei punti più alti del disco, con la seguente Cusp of Eternity scendiamo in quello che probabilmente è il brano meno riuscito di Pale Communion. La traccia presenta una sezione ritmica molto più sostenuta e aggressiva, tanto da far tornare in auge il doppio pedale sul finale. Il sound orientaleggiante e la venatura prog estremamente marcata risultano piacevoli, ma alla lunga il brano si dimostra troppo ripetitivo; non è propriamente brutto, ma semplicemente sottotono rispetto al resto del disco. La lunga Moon Above, Sun Below, la canzone più duratura del disco, ha tutti gli elementi di un classico degli Opeth: un'atmosfera cupa e oscura intervallata da passaggi più meditativi, costituiti da dolci arpeggi acustici. I ritornelli sono sostenuti da riff più pesanti e Åkerfeldt alterna la propria voce a dei cori che si adattano molto bene ai passaggi chiave della canzone. I fan di vecchia data degli svedesi, in questo brano che si avvicina di più alle atmosfere degli esordi, sentiranno la mancanza del growl in determinati momenti, ma a mio avviso Moon Above, Sun Below è un brano che rende tantissimo anche così. Un plauso in particolare va ai giri di basso finali di Mendez. Elysian Woes è quanto di più vicino alle sonorità di Heritage ci sia, sporcato con qualche rimando a Damnation: il brano trasmette una sensazione di sospensione, dilungandosi anche eccessivamente nella parte intermedia. Questo, alla lunga, annoia un po', lasciando che il brano arrivi al suo pacato finale senza lasciarci nulla in particolare, se non pochi momenti. A spezzare quella che sembra una direzione ben precisa verso la quale il gruppo è diretto è la strumentale Goblin. Il ritmo fortemente influenzato dal funk e l'uso dell'organo ricordano a tratti la sigla di un poliziesco americano anni settanta e, ironia a parte, ho trovato estremamente piacevole la scelta di inserire un brano simile a metà platter. Sicuramente Goblin è quanto di più inaspettato e azzardato abbiano composto gli Opeth negli ultimi anni, tuttavia mi sento di promuovere a pieni voti l'esperimento. Dalle influenze funk passiamo successivamente a quelle del southern rock e, anche qui, usciamo non poco dai canoni del sound degli svedesi: un altro esperimento che trasmette gioia, felicità e una strana sensazione di pace che nessuno si aspettava in un album di questo gruppo. L'assolo di Akesson, uno dei migliori dell'album, mette la ciliegina sulla torta a un brano tanto bello quanto inaspettato, uno dei punti più alti del disco. La parte strumentale che si fa strada nella seconda parte della canzone appesantisce progressivamente le atmosfere, portando a un'esplosione finale di doppio pedale, chitarre distorte e voce più decisa e forte. In River abbiamo tutto ciò che oggi rappresenta gli Opeth: l'incredibile varietà d'atmosfere, le sperimentazioni del presente e i rimandi al passato. Dopo pochi secondi dall'inizio di Voice of Treason, come nella calma prima della tempesta, irrompe un'orchestra cupa e maestosa. Proprio con questo riff portante viene costruita una lunghissima traccia che sembra essere una vera e propria colonna sonora. Durante tutto il brano si ha una perenne sensazione di titanismo: siamo da soli di fronte a qualcosa di molto più grande e imponente di noi. La mole di lavoro compiuta da Svalberg alle tastiere e ai sintetizzatori è immensa, ma direttamente proporzionale alla meraviglia che il brano genera, tra stacchi secchi e intrecci con una chitarra che propone nuovamente scale orientaleggianti. È proprio un accordo di tastiera che collega Voice of Treason con Faith in Others, brano conclusivo di Pale Communion. Le atmosfere maestose lasciano spazio a qualcosa di più triste e meditativo, accolto da una batteria che entra lentamente in fade-in: anche in questa canzone il lavoro alle tastiere è estremamente raffinato e accompagna perfettamente la voce inizialmente filtrata di Åkerfeldt. Nonostante all'inizio la traccia trasmetta una sensazione di lontananza e di freddezza, progressivamente si inizia a vedere un barlume di luce e qualcosa ci scalda il cuore. Il calore della chitarra acustica e del pianoforte sul quale si posa una dolce linea melodica, aprono la seconda parte della canzone, che risulta decisamente più coinvolgente e profonda. Il brano e insieme ad esso l'album, ci lasciano con una soffusa sensazione di tranquillità: il finale si sviluppa lentamente e con cura, non lasciando assolutamente nulla in sospeso.

Inutile parlare della produzione, dietro la quale ormai da anni, vi è il genio musicale di Steven Wilson dei Porcupine Tree. La cura nei suoni è minuziosa e le atmosfere, infatti, risultano incredibilmente ben riuscite; meritano qualche parola in più solo alcuni passaggi d'intensità dal forte al debole e viceversa: non solo una volta, come ad esempio poco dopo l'introduzione di Eternal Rains Will Come, mi sono ritrovato ad alzare il volume nei momenti più delicati e ad abbassarlo nuovamente poco dopo quando rientravano tutti gli strumenti. Avrei un po' ammorbidito il mastering dei volumi in questi frangenti, ma probabilmente era obiettivo del gruppo capitanato da Åkerfeldt dotare questi stacchi di un forte contrasto. In ogni caso, sono dovuto ricorrere alla pignoleria per trovare qualcosa di opinabile nella produzione, che merita nel complesso una lode per il lavoro svolto, preciso e magistrale come le prestazioni di tutti i musicisti del gruppo.

Pale Communion è senza ombra di dubbio uno dei titoli più attesi dell'anno, per molti forse anche il più atteso. Fin dai primi ascolti il giudizio era tendenzialmente positivo, tuttavia ho apprezzato di più l'album dopo numerosi tentativi: la nuova opera degli svedesi vuole tempo, va metabolizzata e ragionata. Per capire un disco del genere, contestualizzato nella storia e nell'evoluzione stilistica degli Opeth, bisogna essere scevri da pregiudizi o schieramenti. Tutto cambia nel bene e nel male, poi che ci piaccia o meno è un discorso di mero gusto personale. Resta il fatto che questa volta Åkerfeldt e compagni hanno composto oggettivamente un disco decisamente avanti rispetto ad Heritage. Pale Communion rappresenta qualcosa di nuovo per il gruppo, ma non di certo per il panorama mondiale della musica. Nonostante sia un disco progressive non vi è progresso da un punto di vista di innovazioni storiche, tuttavia mi sorge spontanea una domanda. È progresso invece rimanere ancorati alle stesse sonorità che portano al successo e non avere la libertà di fare del proprio stile quel che si vuole?
Sicuramente il gruppo svedese è imprevedibile e non possiamo sapere cosa aspettarci dal futuro, soprattutto dopo quello che abbiamo visto negli ultimi anni. Altre evoluzioni musicali o una perfetta sintesi fra il gruppo di ieri e di oggi? Non so immaginare cosa ci sarà più avanti, ma finché il livello degli album prodotti sarà questo, non ci sarà motivo di dubitare di loro.
VOTO Prima Recensione: 83

Seconda Recensione di: Francesco Lariccia "precision88"

A tre anni abbondanti dall'ultima release degli Opeth ci troviamo ancora una volta a parlare di un disco che creerà, senza dubbio alcuno, polemiche e discrepanze tra critica e pubblico. Ogni volta che una band storica cambia rotta gli ascoltatori si dividono, in modo particolare se si parla della band capitanata da Mikael Åkerfeldt. Diverse voci, in questi anni di attesa, hanno elaborato le più disparate ipotesi sullo stile che avrebbe caratterizzato il nuovo LP; addirittura, in molti si aspettavano (per quanto la linea di Åkerfeldt sia sempre stata chiara) un ritorno al death. Chiunque si sia illuso di ciò rimarrà con l'amaro in bocca, dato che Pale Communion mantiene basilarmente l'attitudine melodica espressa in Heritage. Anche in questa release il sound è assolutamente assimilabile al prog rock degli anni '70, quel prog rock che è stato nella propria epoca una rivoluzione e un faro nella storia della musica che ha guidato negli anni successivi centinaia di persone verso quei lidi. Il problema risiede sostanzialmente nella incomprensione di quel periodo da parte dei successori (per fortuna non tutti), che lo hanno di fatto trasformato in uno stato mentale, un'idea, un "genere musicale". Il progressive, così come è nato, è sperimentazione, ricerca musicale e innovazione, per cui è disarmante, se non triste, vedere come nel 2014 delle band (per di più spesso composte da musicisti coltissimi e preparatissimi) insistano a portare avanti dei cliché di settantiana memoria, copiandone la retorica e ledendo allo stesso tempo il significato primordiale di quella musica. Oramai è chiaro che Mikael Åkerfeldt abbia deciso da tempo di fare dei dischi per suo piacere personale, nota apprezzabilissima, che denota un'attitudine proiettata oltre tutte le imposizioni dettate dal mercato. Questo non possiamo far altro che lodarlo, perché è l'ennesima riprova che parliamo di un Artista con la "A" maiuscola, ma la sola voglia di indipendenza artistica non è sufficiente: la proposta, per essere credibile, deve necessariamente essere qualitativamente valida.

Gli Opeth sono una delle rarissime band che poteva vantare un proprio sound, non solamente basato sull'alternanza delle parti death a quelle acustiche, ma su una miscela che rendeva ogni loro disco un inconfondibile disco degli Opeth. Questa affermazione è valida sino a Watershed, giacché negli ultimi due dischi la band di Åkerfeldt ha gettato via quasi tutto ciò che li ha caratterizzati per quasi vent'anni, acquisendo in cambio sonorità e stile compositivo provenienti da altri retaggi. Tali cambiamenti non hanno creato una evoluzione, ma una involuzione che li ha trasformati da "unici" a "un gruppo tra tanti".

Iniziamo dall'artwork, che come sempre è un punto di forza in un disco degli Opeth. Anche questa volta, per non sbagliare, il lavoro è stato affidato alle sapienti mani di Travis Smith, lo stesso artista che ha creato tutte le copertine da Still Life ad oggi. L'immagine è composta da tre icone: in quella a sinistra è citato Axel Oxenstierna, politico svedese del XVII secolo, con una frase in latino che recita: Non sai, figlio mio, con quanta poca saggezza è governato il mondo?. Quella centrale, invece, cita la massima dello scrittore latino Terenzio, con la sua celebre frase In questi giorni l'adulazione vince gli amici, la verità genera l'odio. Nella terza icona troviamo una citazione di un altro scrittore latino, Marziale; a voler essere precisi è l'estrazione di un aforisma di un ben più corposo testo che, tradotto, recita È addolorato davvero chi piange senza testimoni. Parliamo di un artwork senz'altro interessante, oltre che gradevole a livello visivo, non frutto semplicemente di una buona composizione grafica; d'altronde, non potevamo aspettarci altro da Åkerfeldt e soci.

Pale Communion apre con il secondo brano reperibile online prima dell'uscita, Eternal Rains Will Come. L'intro da subito crea un certo impatto, con un organo hammond in primo piano che contribuisce, insieme alla fortissima presenza dei mellotron, a restituire un suono pienamente "settantiano". Troviamo una buona alternanza dinamica che aiuta a movimentare in modo piacevole il brano. La struttura, per quanto abbastanza prevedibile, risulta ben calibrata. Nota molto particolare è il cantato a più voci sovraincise, che dona un tono quasi etereo al sound generale. La tracklist prosegue con Cusp of Eternity, brano prevedibile sino a risultare a tratti quasi "scontato". La struttura è semplice e banale: contiene una dose incessante di cliché e motivetti orecchiabili di discutibile qualità. Si prosegue con Moon Above, Sun Below, la track più lunga del disco, nonché quella forse più progressiva dello stesso. Anche qui le sorprese sono poche, ma pur non avendo punti che ci stupiscono realmente, troviamo delle scelte stilisticamente azzeccate. Come in Eternal Rains Will Come troviamo una buona escursione dinamica che, quando i musicisti vogliono, riesce a far uscire una discreta potenza. Tutto procede bene sino al blocco finale, dove sono presenti delle scelte opinabili: su tutte svetta il feel, ripetuto tra l'altro anche svariate volte, dove si esegue in modo lineare tutta la scala; da gente della loro preparazione sarebbe giusto aspettarsi qualcosa di più di un banale esercizio da scuola di musica. Passiamo alla successiva Elysian Woes: l'impressione è di sentire un brano dei Genesis riarrangiato da Steven Wilson ed eseguito dagli Opeth. Il brano, di per sé, è piacevole, ma di certo non brilla per novità e personalità. Si prosegue con un non mascherato tributo al gruppo nostrano da cui prende il nome il brano, ovvero Goblin. Un pezzo atipico per il disco, ed è forse questo a renderlo interessante. I temi sono in stile Goblin, ma il tutto prodotto con un approccio assolutamente fusion; se vi fosse una maggiore presenza di assoli potremmo parlare di un brano fusion a tutti gli effetti. Resta purtroppo un brano strumentale "di riempimento", contenente buone idee ma che suona più come un bonus track che una vera e propria parte del disco. Con River si riaffaccia lo stile Genesis, già riscontrabile in precedenza. Stavolta però esso è maggiormente miscelato ad altre influenze, così da risultare più godibile. Il cantato, specialmente nella prima parte, rimanda allo stile folk americano d'inizio anni '70. Molto più interessante è la seconda parte, dove sorgono variazioni molto ben studiate, intervallate da assoli di pregevole fattura sostenuti da una eccellente base ritmica. Voice of Treason è probabilmente il brano più interessante dopo la track di apertura, con buone atmosfere, un'ottima dinamica, e parti sì prevedibili ma non banali, che a tratti anzi riescono a riservare anche qualche piccola sorpresa. Il precedente brano conclude con i mellotron che annunciano l'armonia dell'ultima traccia del disco, Faith in Others. Possiamo definirla una ballad sofferta e malinconica dal sapore sinfonico. Come sempre, nulla di nuovo o appetibile dal punto di vista dell'innovazione, ma è un brano che rimane in mente ed emoziona con i suoi cantabilissimi e melodiosi temi.

Volendo forzare un paragone con il precedente album, possiamo dire che questo ha meno picchi, sia positivi che negativi, e risulta più equilibrato e compatto. Pale Communion è un disco di mestiere, fatto da grandi musicisti, che però lascia poco a livello emotivo. Ciò che si percepisce è un composto non artigianale, un piatto cucinato da chi conosce le giuste ricette, ma in cui manca l'anima. Lascia in bocca quel sapore che si ha quando si mangia in un ristorante turistico: quel piatto costoso e ben presentato che però perde tutto il senso della sua storia, rimanendo qualcosa di adatto solo a chi non conosce a fondo la cultura di quel luogo.
VOTO Seconda Recensione: 65



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
78.26 su 149 voti [ VOTA]
Mari
Sabato 3 Febbraio 2018, 16.30.52
152
gli Opeth non sono mai stati una band facilmente catalogabile e mai lo saranno, non sono adatti a gente chiusa musicalmente parlando, Mikael fa benissimo a creare cio' che preferisce senza porsi limiti di stile, io personalmente adoro tutto cio' che compone, certo alcune cose le preferisco ad altre ma per quanto mi riguarda, continuo ad apprezzarli moltissimo rispetto ad altre band.
max
Martedì 17 Ottobre 2017, 10.41.57
151
io ho provato poco fa a riascoltarlo, ho retto 2 pezzi poi sono saltato alla canzone Goblin per sentire come era (caruccia) ma quando è partito il pezzo successivo ho definitivamente abbandonato. questo disco non mi piace, ma neanche un po'. come già detto da molti se voglio ascoltare Prog settantiano mi ascolto i KC, gli ELP, i Genesis, gli stessi Goblin ecc.
Undertow
Martedì 17 Ottobre 2017, 9.17.05
150
@Opeth va bene tutto, anche gli insulti sul personale, se ti fanno sentire intelligente, ma perché il CAPS LOCK? Devo intendere che stai gridando come na ragazzetta isterica? Ciò premesso, io adoro gli Opeth e tutta la loro meravigliosa discografia fino a Watershed, ma questo mi fa cagare. Fine. Gusti personali. Datte na calmata, esagitato.
Opeth
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 3.16.46
149
Undertow ...ma tu fai cagare il disco e' BELLO COME TUTTI QUELLI DEGLI OPETH (I PRIMI NON SI BATTONO MA QUALE GRUPPO VANTA UNA DISCOGRAFIA DI COSI ALTO LIVELLO COME LORO????!!!NON CREDO SI CONTINO DI + DELLE DITA DELLE MANI...)
Awake
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 1.21.06
148
@Undertow: ahahahahah... grande lo stesso!!!
Undertow
Venerdì 29 Settembre 2017, 18.16.54
147
A me a distanza di un anno e mezzo continua a far cagare.
Awake
Domenica 19 Febbraio 2017, 22.31.03
146
Che strano, ultimamente molti utenti stanno rivalutando 'sto album... ma guarda un po'!!!
Steelminded
Mercoledì 16 Novembre 2016, 21.27.38
145
Sto rivalutando pesantemente sto disco. E' possibile che sia buono? ancora non riesco ad esprimere un giudizio stabile, ma sono rimasto piuttoto sorpreso nel riacoltarlo...
DeathGigas
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 21.39.13
144
è possibile mai che in un album ti fanno impazzire tutte le canzoni? questo album ci riesce. Questo è un album che per essere capito a pieno deve essere ascoltato più volte. L'unica pecca è la quantità di canzoni solo 8 a parer mio un po risicata
roberto
Martedì 4 Ottobre 2016, 14.35.19
143
io su questo album devo ricredermi.All'inizio non mi diceva molto,anzi ,lo trovavo noioso,ma devo dire che adesso,piu' lo ascolto e piu' mi piace,molto meglio anche dell'ultimo"Sorceress" che inizialmente e' buono ma poi dalla sesta traccia in su',cala a picco.Non e' da molto che li ascolto,ed il primo album che ho sentito era Ghost Reveries.Devo dire che e' vero che hanno fatto un cambio radicale sul genere musicale,ma a me personalmente questi nuovi Opeth non mi dispiacciono affatto.Ottimi musicisti.
andrea
Martedì 6 Settembre 2016, 13.19.54
142
non sono riuscito a comprarlo. musica noiosa e senza ispirazione., citazionista, didascalica, calligrafica, sterile , fredda. Non mi piace proclamare la fine di un gruppo, ma in questo caso sono molto tentato di farlo. Ed è in arrivo 'Sorceress'.....
Vinile
Martedì 6 Settembre 2016, 9.02.40
141
A distanza ormai di qualche anno quando ancora oggi voglio ascoltare qualcosa di geniale, trascinante, ispirato e da brividi mi riascolto il sublime Orchid, il meraviglioso Morningrise, il potente My Arms, Your Hearse, il geniale e immenso Still Life, il grande Blackwater Park. Anch'essi contenevano stralci, intro e canzoni che evocavano qualcosa del prog anni 70, ma non erano questa fottutissima zozzeria noiosa e ppriva di contenuto estetico, il prog degli anni 70 resta degli anni 70, dagli Opeth ci si aspetta la genialità, ci si aspetta innovazione musicale da lasciare ai posteri, non la rivisitazione di qualcosa. Quando ho voglia torno a riascoltare gli Opeth ma quelli veri, quelli geniali.
Mikael Akerfeldt
Mercoledì 31 Agosto 2016, 22.50.01
140
sempre i migliori.
qwertyuiop1234567890
Venerdì 26 Agosto 2016, 22.02.20
139
s certi metallari chi li capisce, prima criticate i gruppi arrivati al decimo/quindicesimo/ventesimo disco sempre fot.tutamente uguale e poi vi lamentate dei cambiamenti, soprattutto quando sono assolutamente perfetti come nel caso degli opeth. Vi consiglio di ascoltare gli agoraphobic nosebleed che prima erano un gruppo grindcore estremo e ora hanno fatto un breve ep nello stile dei primi black sabbath/blue cheer.
andrea
Domenica 24 Luglio 2016, 12.41.35
138
stile senza passione. cervello senza anima. Non si tratta di non apprezzare i cambiamenti, ma di aspettarsi che siano in meglio. Qui si sente aria di svolta studiata a tavolino, inseguendo l'utopia di ricreare la magia del suono king crimson del 72-73 in un contesto dove latitano sia l'etica che l'estetica di quel periodo. Calligrafismo : una tara imperdonabile. La noia consegue inevitabilmente.
Undertow
Venerdì 12 Febbraio 2016, 19.38.01
137
Mi piange il cuore ad ammetterlo, ma non sono riuscito a terminare un ascolto intero neppure una volta. Eppure ci ho provato, davvero. Più volte. Non sono un misoneista della musica, i cambiamenti di rotta stilistica sono di per sé una cosa positiva. Anzi nel caso degli Opeth era palese che saremmo arrivati a questo... ma no, quest'album non mi va proprio giù. Prog rock raffinato ma senz'anima. Che tristezza.
deris
Lunedì 14 Dicembre 2015, 6.43.12
136
La proposta e' buona ma dal vivo non so quanto possa funzionare...li butti dentro un waken nn so quanti sbadiglerebbero
The Reaper
Lunedì 14 Settembre 2015, 22.33.32
135
Io lo trovo Meraviglioso. Ascoltandolo sento echi del Progressive anni '70, di Deep Purple, Jethro Tull ed anche un po' di Orme e PFM prima maniera....... Capisco che i fan erano abituati a un genere diverso, ma questa è Grande Musica, musica da mettere sullo stereo ed alzare, alzare, alzare..... fino all'intervento dei Carabinieri. Come ascoltare musica Celestiale senza essere per forza morti!
JustAnOpethFan
Mercoledì 12 Agosto 2015, 18.09.40
134
A mio parere siamo davanti ad un ottimo album, che necessita di più ascolti per essere assimilato al massimo. Io do un 90 secco, e ancora una volta applausi agli Opeth!
BlackSoul
Venerdì 26 Giugno 2015, 12.21.10
133
E' uscito da 10 mesi e non riesco ancora a smettere di ascoltarlo. Per me è un album da voti massimi come il trittico BWP-Deliverance-Damnation. Derivativo? Sì, ma il loro stile si sente eccome. Spettacolare.
Thrasher87
Sabato 13 Giugno 2015, 10.31.04
132
I nuovi Opeth non mi dispiacciono affatto. Quest'album si prende un 78, ma spero in un salto di qualità nel prossimo. Il loro apice per me rimane comunque Blackwater Park.
oxiplegaz
Martedì 28 Aprile 2015, 23.05.27
131
ps. alcuni commenti di Opeth 72mi hanno fatto ricordare che siamo legati sempre all ovvio e allo scontato sensa pensare che sensa il cambiamento non esisterebbe lo sviluppo.....
oxiplegaz
Martedì 28 Aprile 2015, 22.51.07
130
da ascoltare con la mente rivolta alla musica e non al gruppo... per non cadere nella trappola..... opeth sinonimo grolw ritmi pazzeshi.. bello se inteso come cambiamento.......
Metal4ever
Martedì 28 Aprile 2015, 13.25.48
129
Per me è un passo avanti a "Heritage", che non mi è manco dispiaciuto. Lo trovo più corposo e d'impatto, con fraseggi d'effetto e maglifici, per assimilarlo e coglierne le varie sfumature troppi ascolti ci vogliono! "Moon Above, Sun Below" per me è già un classico, brano d'esperienza molto derivante da "Watershed" e veramente azzeccato e ben composto; i singoli anche sono ottimi, bellissimo l'intro di batteria e organo hammond dell'opener, e i cori presenti in "Cusp in Eternity" sono molto evocativi e coinvolgenti. La parte centrale forse è un po' stucchevole, ma poi si recupera subito alla grande con le tracce finali, come ad esempio "Faith in The Others" da sonorità delicate molto strappalacrime. Poco da aggiungere: non è un capolavoro, ma è una più che buona prova.
Mauroe20
Domenica 5 Aprile 2015, 15.43.50
128
Disco dell'anno 2014.Meraviglioso.Classe
oxiplegatz
Lunedì 29 Dicembre 2014, 23.34.01
127
molta gente vorrebbe che i loro gruppi preferiti suonassero sempre le stesse cose....... io ho sempre apprzzato chi si sforzava di "reinventarsi".
BlackSoul
Domenica 28 Dicembre 2014, 19.45.59
126
Dopo vari mesi e ascolti mi è cresciuto tantissimo, per me è un album che sì, guarda ai 70s come il precedente, ma lo sento più Opeth (Moon Above è nel loro stile). Non ci sento tutte queste scopiazzature in giro (Voice of Treason un gruppo prog anni 70 non l'avrebbe mai scritta). Poi oh, sono gusti, se annoia annoia. Per me, prendetemi per fan boy, ma vale un 90, forse qualcosa in meno per via di Faith in Others che non riesco proprio a farmela piacere del tutto. Per il resto bellissimo lavoro, Elysian Woes e VOT le migliori.
Steelminded
Martedì 25 Novembre 2014, 23.20.20
125
Francesco precision: recensione perfetta, di cui condivido perfino le virgole... che noia ragazzi... un po' meglio del precedente ma non ci siamo ancora. Non è che ci si mette a fare del prog settantiano dall'oggi al domani. Gli Opeth sono altro, così non hanno molto senso. Voto: 60.
Mr.Darcy
Sabato 18 Ottobre 2014, 13.09.04
124
Devo dire che rimpiango i vecchi opeth, come molti altri del resto, ma devo dire che la nuova solta a me non è dispiaciuta. Con questa precisazione devo però riconoscere che dopo diversi ascolti ho preferito il vecchio heritage a questo album. CoE è un bel singolo, ma dopo un paio di volte che lo ascolti da veramente alla noia (cosa mai successa con nessuna canzione del gruppo), allo stesso modo Goblin non mi fa impazzire benchè apprezzi il fatto che sia dedicata a un gruppo di casa nostra. Migliori canzoni a mio avviso sicuramente la opener, Moon above.. e River. Bell'album, ma avrei preferito qualcosa di musicalmente più complesso.
SpiritCrusher13
Giovedì 9 Ottobre 2014, 20.30.54
123
Album di classe, come sempre del resto.
opeth72
Lunedì 29 Settembre 2014, 22.22.58
122
MEGALOMAN,,,,Altezza 100 metri,,,, Peso 8000 Tonnellate,,,, , ., .,. ,. ,. , .,. ,. ,. ,. , .,. , ., ROMA LAzie 5 a 1
megaloman
Giovedì 18 Settembre 2014, 21.14.37
121
Leprous-Opeth 2-1
andrea
Domenica 14 Settembre 2014, 14.49.59
120
aggiungo una considerazione. un'esperienza quarantennale nella frequentazione della musica rock mi ha insegnato che ascoltare ad libitum un disco di cui non sei convinto non te lo farà piacere. e sinceramente trovo anche un po' assurdo intestardirsi a farsi piacere a forza un'opera. i vari classici di genesis , yes, vdgg, king crimson, etc , avevano la capacità di conquistarti da subito, e, per restare nel moderno, 'whirlwind' dei transatlantic mi ha travolto al primissimo ascolto, così come 'the raven that refused to sing' di steven wilson. mr. akerfeldt dovrebbe meditare sul concetto di immediatezza .....
andrea
Domenica 14 Settembre 2014, 14.43.43
119
le buone intenzioni sono apprezzabili, ma ...... heritage mi aveva annoiato a morte, bella calligrafia ma poca anima... pale communion segue la stessa scia, la calligrafia è migliorata, ancora più a fuoco sotto il profilo strutturale, eppure continua a mancare la cosa più importante : la passione, l'emozione, l'ispirazione. e quindi, per quanto mi riguarda, manca tutto. la questione non è essere prog o essere death : il fatto è che ridurre il prog a esercizio di stile equivale a contraddirne la stessa definizione, e si finisce per produrre musica sterile. il primo album degli opeth che non acquisterò. e non certo perché non contiene growl
Valyrian_Steel
Martedì 9 Settembre 2014, 15.26.29
118
Ho provato più volte ad ascoltare i grandi classici degli opeth, apprezzando molto le qualità come musicisti, ma sempre mal digerendo la voce growl.. Questo album invece mi ha fatto avvicinare a loro parecchio.. Sono al terzo ascolto e sento che più vado aavanti, più ha da dare! Posso capire che alcuni affezionati dei "vecchi opeth" siano delusi.. io sono felice perchè permettono a più persone di avvicinarsi a loro!
klostridiumtetani
Martedì 9 Settembre 2014, 14.05.10
117
A me conciliano il sonno sia su disco che dal vivo
Hangar18
Sabato 6 Settembre 2014, 17.15.16
116
Sicuramente l'abum rappresenta, per omogeneità, un enorme passo avanti rispetto al predecessore. Condivido con la prima recensione e aggiungo che, sebbene l' album sia di chiara ispirazione settantiana, SUONA pur SEMPRE OPETH. Ottime Eternal Rains Will Come e River; Bene le altre. 83 meritatissimo.
Pietro
Mercoledì 3 Settembre 2014, 16.43.01
115
Non intendevo dire che non è un brano valido solo perchè cita palesemente Starless e Pigs. Di fatto è la mia preferita del disco. Il prog primordiale è vero era un calderone di influenze disparate (classica, Jazz e Rock principalmente). Queste influenze erano però miscelate in modo da creare un qualcosa di nuovo . In questo disco invece le influenze palesi sono INTERNE al genere stesso ecco perchè suonano come già sentite e pedisseque. E' un bel disco, non inventa nulla, non è il migliore nel suo genere ma è ben fatto. Tutto qui...
Bloody Karma
Mercoledì 3 Settembre 2014, 9.44.27
114
ascoltato ieri per la prima volta, e non mi ha lasciato molto...l'ho trovo abbastanza prevedibile e derivativo...vediamo come proseguiranno gli ascolti...
Awake
Martedì 2 Settembre 2014, 21.32.27
113
E pensare che a sentire dalle interviste rilasciate Michelino ha puntato parecchio sulle linee vocali e si sente, al di là delle dichiarazioni...
entropy
Martedì 2 Settembre 2014, 9.35.28
112
sto finalmente ascoltando il disco (e arrivato ieri!!). Ovviamente è presto per un giudizio definitivo. Però dopo tutti gli sproloqui che ho letto sotto (molti mi davano l'imperessione di essere fatti per partito preso), mi vengono da fare due osservazioni: la prima è sia che si ispirino al prog anni 70, o al death metal, i loro dischi suonano cmq opeth! Non so come si faccia a dire che sono irriconoscibili o non siano più loro. La seconda è che il vero difetto di questo disco per ora mi sembrano essere le linee vocali, davvero poco ispirate.
Steelminded
Lunedì 1 Settembre 2014, 22.02.43
111
A parte i deliri di chi la spara grossa sul prog inglese anni 70, un discp va valutato nella sua individualita' in maniera possibilmente oggettiva. Criticarlo o adirittura bocciarlo solo perche' non innova o perche' non progredisce o perche' si rifa a stili canonizzati e' cattiva critica e non porta alcun valore aggiunto... Parlo in generale perche queste due rece non le ho lette...
Vincono loro
Lunedì 1 Settembre 2014, 21.32.20
110
E comunque, chissà Pigs dei Pink Floyd e Starless dei King Crimson a quali altre cose si rifanno. Cosa credete? Che non erano influenzati anche i vostri cari giganti del rock, da tanta altra musica e da altri musicisti? Figuriamoci il progressive poi, che di sbrodolamenti citazionisti ne grondava a dismisura...basti pensare a quanta musica classica veniva infilata nelle tessiture strumentali dei brani. Con la differenza che qui c'è anche polpa e sostanza. In tanti dischi blasonati per sentito dire, onestamente, non lo so.
Pietro
Lunedì 1 Settembre 2014, 17.48.46
109
Bè però per dire che, ad esempio, Faith In Others non cita direttamente Starless dei King Crimson e Pigs dei Pink Floyd ce ne vuole è....
steelminded
Lunedì 1 Settembre 2014, 13.51.33
108
Ottimo marchese, condivido l'approccio, anche se ancora non ascolto il disco.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 1 Settembre 2014, 13.38.31
107
Avevo già commentato nelle news al primo ascolto in streaming che qui non c'è niente di metal o death metal. Non sapevo, all'epoca che il produttore è Steven Wilson dei Porcupine Tree. Questo per sottolineare che la direzione è assolutamente progressive. Ora, sinceramente, non mi interessa molto alambiccarmi sul perché Åkerfeldt abbia fatto questa scelta. Probabilmente la considera un'evoluzione della sua musica, probabilmente ha deciso di cambiare genere. Se questo disco lo guardiamo come un disco prog, da vecchio ascoltatore di tutto quello che usciva nei '70, devo ammettere che è un buon disco di musica progressive. Alcuni pezzi sono decisamente ottimi e il livello medio è alto. Va detto che Åkerfeldt anche qui, si dimostra un ottimo compositore. Se gli Opeth di prima non torneranno più, pazienza. C'è molto death e black da sentire in ogni caso. Ma giudicando il disco e non le intenzioni, il mio giudizio è positivo. Au revoir.
Punto Omega
Lunedì 1 Settembre 2014, 13.07.33
106
Disco eccelso.
Vincono loro
Lunedì 1 Settembre 2014, 12.27.04
105
Non rompete il cazzo, ragionate con la vostra testa, invece di ripetere a pappagallo i clichè da presunti intenditori, che invece traboccano di plateale ignoranza.
Vincono loro
Lunedì 1 Settembre 2014, 12.26.00
104
I Genesis non scriverebbero un pezzo come Moon Above, Sun Below manco se gli sparassero, idem i King Crimson e tutto il prog barocco e lambiccato di trent'anni fa. Che spesso era solo virtuosismo, ed assenza assoluto di capacità compositive (che invece gli Opeth hanno) Qui, tra l'altro, non ci sono strumenti a fiato, altra mania del prog inglese dei '70. Non rompete il cazzo, ragionate con la vostra testa, invece di ripetere a pappagallo i clichè da presunti intenditori, che invece traboccano di plateale ignoranza.
Luca
Lunedì 1 Settembre 2014, 12.14.06
103
Non ascolto prog, e non mi piace neppure poi tanto. Però amo questo disco.C'è molto di più di quello che in apparenza uno potrebbe pensare, Mikael e la sua band sono ben altro..lo capiremo meglio tra vent'anni..Gli Opeth sono intensi, sì anche questi Opeth qui...grande album.
Carmine
Lunedì 1 Settembre 2014, 9.44.22
102
Concordo in tutto con la seconda recensione. Questo è palesemente un passo falso che reitera il calo compositivo già evidente in Heritage. Gruppo sul viale del tramomto, purtroppo.
Awake
Lunedì 1 Settembre 2014, 1.50.08
101
Eh già, son soddisfazioni...
P2K!
Domenica 31 Agosto 2014, 23.37.15
100
E 100!!!
dario
Domenica 31 Agosto 2014, 14.24.16
99
Molto bello. Mi piace definirlo "un'evoluzione di heritage". Suoni curatissimi, melodie e assoli perfetti. Ascoltato con un buon impianto hi-fi è' stupendo. Un buon album, voto 80.
Pikkio
Sabato 30 Agosto 2014, 14.27.16
98
Questo disco è un "Heritage" venuto bene. Concordo con la prima recensione.
blindminstrel
Venerdì 29 Agosto 2014, 10.57.36
97
non certo un disco innovativo, ma certamente valido. voto 80, promosso in pieno
master444
Venerdì 29 Agosto 2014, 10.21.19
96
Volevano fare un lavoro arioso, pacato e illuminato. E' venuta fuori una mezza ciofeca 65
Awake
Venerdì 29 Agosto 2014, 1.06.53
95
Che 2 coglioni che siete... tutti e 3 intendo...
Attila Csihar
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.46.26
94
Hm, ho ascoltato di sfuggita Heritage e sicuramente non c'entra un cazzo con gli Opeth di 7-8 anni fa. Diciamo che hanno lasciato andare la loro anima death per far emergere la loro anima prog rock, mi ci vorranno parecchi ascolti per digerire prima Heritage e poi questo.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.40.51
93
Scusate... Spiderman caro Spiderman Batteria di cartapesta,,, Studia e ascolta Musica.... Ci risentiamo tra 100 anni.,,.,.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.36.55
92
BUonanotte ,,,,, Bambini,.,.,.,.,
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.20.18
91
Trucido... Di nome e di fatto
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.18.41
90
Ammazza .. quanti gruppi conosci.... non li ho Mai sentiti... gli daro un ascolto.... Se ti giustifichi ti senti Toccato... Cmq buonanotte visto che domani... sei l'Unico che lavora... le Emoticon sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che esprimono un'emozione,,,, COme i tuoi Commenti,,, StiliZZaTi..
Er Trucido
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.14.22
89
Cos'era la fiera del punto di sospensione? Dai, ho capito è come menarlo ad un morto, ho altro da fare il gioco è finito, addio.
spiderman
Giovedì 28 Agosto 2014, 22.09.26
88
@Opeth 72 io il mio giudizio l'ho espresso sull'album,se non lo hai visto, non posso farci nulla, sei tu che mi hai detto prendi il malox etc....secondo me ti sei inacidito, aho mica so tu fratello , se volevi essere ironico ti ricordo che esistono le emoticon, per il disco facci sapere il tuo pensiero ultrailluminato, io se voglio ascoltare roba anni 60/70 ascolto Genesis, Pink Floyd, Gentle Giant, ELP, YES,GOBLIN, ecc,oppure il prog italiano sia vecchi che nuovo dalla premiata fonderia Marconi, al banco del mutuo soccorso fino ad arrivare ai Time Machine, se voglio invece il cantato sia il cantato pulito che lo scream e il growl fatto come dio comanda mi ascolto i sempre italiani Dawn under Eclipse, che ho scoperto da poco per la roba piu' dura altrimenti mi ascolto il prog entusiasmante dei Nefesh, questo album non ha picchi di sorta, la prova canora di ackerfeld non mi rilascia emozioni e la trovo amorfa e inespressiva, una batteria di cartapesta, il suono dell'hammond stucchevole e prevedibile, qualche cosa di chitarra interessante la trovo solo in Cusp of Eternity, che altro fovrei dire? Non mi trasmette niente, per il resto ha gia' detto tutto il secondo recensore, c'e' ben poco da aggiungere se non il fatto che mi trasmette sonno, e a proposito di sonno ,buonanotte, domani mi aspetta il lavoro.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.57.14
87
Guarda che quello che non ha capito .... non sono io... Gli OPETH,.,., sono...............
Er Trucido
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.53.24
86
Guarda non l'ho ancora ascoltato tutto e finché non metabolizzo i dischi non do pareri trancianti, per cui caschi proprio male. Io gradirei che la discussione fosse più matura dello stuzzicarsi, ma evidentemente non si capisce.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.52.02
85
Se no interessa perche' me lo hai chiesto ? sensibilizzare all ascolto o all acquisto di un vinile non mi pare poca cosa... e se ti piace la musica sono convinto che in parte molti la pensano come me,,, Spero....
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.49.03
84
Perche' sono convinto che te lo sei ascoltato in mp3 o con le cuffie del cel.. e pensare che Steven Wilson Lvora per il mix e la ricerca dei suoni,,, o .. se sbaglio chiedo scusa,.,.,.
Er Trucido
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.48.29
83
Certo che l'ho scritto, ma a me come persona non interessa. Mi chiedo però cosa tu faccia sotto una recensione di un disco senza parlare di questo, solo stuzzicando gli altri utenti. Non è difficile arrivarci, eh.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.45.22
82
rIileggiti il tuo commento 77 Sì ma te hai fatto tanti discorsi e giudicato i pareri di tutti senza dire cosa pensi dell'album.parole tue... se ho dei dubbi puoi smentirmi quando vuoi....
Er Trucido
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.42.52
81
A me non frega niente di cosa pensi del disco, ma è troppo facile mettersi in cima ad un pulpito e giudicare senza prendere parte ad una discussione. Per il resto se pensi di essere diverso, perché fai quello che fanno gli altri? Perché dai dei presuntuosi e dei superficiali, magari avanzando dubbi sulla quantità di ascolti o con quali impianti? Troppo facile così.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.42.45
80
Uomo ragno non minaccia di offese .. difende .. e protegge ...
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.39.44
79
da bravo Italiano sempre scarico di responsabilia',,,,
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.37.31
78
Ma per forza dovete sapere cosa penso dell album,,, Questa me la chiami presunzione ?sai quante volte mi hanno offeso ? fatti un giro basta che non la penso come voi.... e poi tutti giudicano i pareri degli altri.... io che sono doverso ? spero di si...
Er Trucido
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.33.00
77
Sì ma te hai fatto tanti discorsi e giudicato i pareri di tutti senza dire cosa pensi dell'album. Anche questo è molto presuntuoso. La redazione poi non c'entra proprio niente e non metterci in mezzo.
opeth72
Giovedì 28 Agosto 2014, 21.30.06
76
Caro Spiderman,, il problema di tanti di voi.. e' che non sapete cogliere l'umorismo e rispondere per le rime... Non ti ho offeso... e penso sempre di piu' che quelli come te oltre che non avere niente da dire che se continuavo a scherzare mi avresti...non so cosa.. mi sa che no hai argomenti ..siete molto presuntuosi e date giudizi superficiali questa e' la mia opinione e come tale va rispettata,, La redazione dovrebbe capire che ogni volta che si va' un po' contro corrente si viene puntualmente presi di mira come la musica degli Opeth,,
Michele "Axoras"
Giovedì 28 Agosto 2014, 20.35.19
75
@ JimiTheGhost: Ciao Jimi, tanto per cambiare le tue sono parole pregne d'esperienza, non solo musicale ma anche di vita, si vede. Le tue larghe vedute e il tuo non soffermarti alla superficialità delle cose mi piacciono molto. Ogni tuo commento costruttivo o meno che sia, è un qualcosa dalla quale imparare e sul quale riflettere. Condivido pienamente le tue parole e mi fa immensamente piacere tu abbia trovato il tempo di scrivere e dire la tua. Grazie di tutto, fatti sentire più spesso !
VomitSelf
Giovedì 28 Agosto 2014, 16.34.20
74
La seconda rece dice tutto. Regressive Rock, di fatto.
kvmetternich
Giovedì 28 Agosto 2014, 15.59.35
73
dannato cell. "non ha quello che reso il pro" e che sono dalla parte di quelli sfavorevoli.
kvmetternich
Giovedì 28 Agosto 2014, 15.57.13
72
Certo che se devo ascoltare prog rock mi vado a rivolgere da chi lo sa fare veramente. E' come la cantante lirica che nel metal fa sfacelli perchè c'è solo lei mentre se tornasse nel suo ambiente naturale prenderebbe solo pesci in faccia. Non dico che non è suonato bene, dico che ha quello che ha reso il "prog rock il prog rock". Mi sembra un esercizio scolastico, un sfizio da radicalchic. E' una opinione personale, ma sono dalla parte di quelli che sono a questa svolta.
Francessa
Giovedì 28 Agosto 2014, 15.32.42
71
Opeth uguale SATANA
Arrraya
Giovedì 28 Agosto 2014, 14.30.12
70
Con gli Opeth, fino ad ora, non si sbaglia. Album sempre interessanti, ben strutturati e suonati. Mai nulla di dozzinale. La matrice Europea si distingue da quella Americana proprio per questa sua bassissima percentuale di tamarragine rispetto alle band d' oltreoceano. Ma come gia scrissi nella news di qualche giorno fa, c'è un pezzo (River) che mi fa abbassare notevolmente il mio parere benevolo per quest'album, ripreso di sana pianta da "No one knows" degli Screaming Trees di "Sweet Oblivion". Una virata su territori che non sono loro congeniali e del tutto inutili suonati da loro. Questo frammento di brano credo che sia l'unica sbandata di questa band fino ad ora, ma per ora li perdono, ma non vorrei che si cagassero ancora in questo modo in altri future uscite. Comunque l'album è bello.
DraKe
Giovedì 28 Agosto 2014, 14.06.23
69
d'accordo col commento n.34 : va bene evoluzione e innovazione, ma qui c'è stato solo un cambiamento che ha prodotto risultati non positivi: involuzione e omaggio di un genere relegato per forza di cose al passato....in pratica l'esatto opposto! Ribadisco il mio suggerimento: perchè non far entrare nel gruppo un cantante che abbia un ottimo growl così da poter continuare l'evoluzione sulla linea death? Mah!
Galilee
Giovedì 28 Agosto 2014, 14.06.02
68
Personalmente non accosterei l'evoluzione degli Opeth a quella di gruppi come Anathema, Mastodon etc etc. Il cambio di rotta intrapreso con heritage è netto. Si sono evoluti progressivamente fino a watershed poi hanno proprio cambiato rotta. Certo l'animo progressivo c'è sempre stato, ma era rivolto all'esplorazione della musica rock a 360 gradi, non esclusivamente al prog anni 70 di un certo tipo. Prima avevano un suono che inglobava influenze diverse, ora fanno parte di un espressione musicale già bel collaudata e ne sono stati risucchiati. Per fare un'esempio, cito l'ultimo dei Matodon dove lo stile della band è ancora decisamente protagonista nonostante le mille influenze. Tornando agli Opeth, Certo i musicisti son gli stessi e si sente, ma lo stile Opeth non esiste praticamente più.
MorphineChild
Giovedì 28 Agosto 2014, 13.43.56
67
subito un briciolo di sarcasmo per pork farm: se parti da Orchid e arrivi qui ignorando tipo i 9 dischi che ci sono in mezzo, te credo che il passaggio risulta brusco... ma è da ben prima di Heritage che si capiva la deriva verso il prog rock. nello specifico, ai primi ascolti PC appare decisamente più avvolgente ed eufonico, più a fuoco rispetto ad un Heritage brusco e confuso, con canzoni a volte ottime (Moon Above, Sun Below). resta tuttavia una patina manieristica sulle composizioni, che sfruttano spesso soluzioni già sentite in altri contesti nell'universo Opethiano, finendo per mancare di quella freschezza che si ritrova ad esempio nei dischi di Wilson o dei Big Big Train. riflessione personale aggiuntiva: quanto pesava Lindgren nel dare varietà in fase di arrangiamento?
Pork farm
Giovedì 28 Agosto 2014, 13.06.43
66
Ma scusate eh.... Ma questi sono gli opeth che quasi 20 anni fa pubblicarono quel capolavoro chiamato Orchid???? E ora se ne escono con questa musica qua?? Capisco sperimentare ed evolvere... Ma a me sinceramente questo passaggio risulta un pochino troppo brusco...
Danimanzo
Giovedì 28 Agosto 2014, 12.06.47
65
Ribadendo quanto espresso nel mio commento no. 5, consiglio ai critici del nuovo corso degli Opeth di fare come me. Nelle giornate autunnali ed invernali, quando sento la necessità di musica adatta al mio stato d'animo vado a ripescare i vecchi dischi degli Opeth. Quelle note erano scritte con passione, inventiva e mantengono quel fascino ancora a distanza di anni. Poi penso a "Ghost Reveries" e a "Watershed" e capisco che negli ultimi anni gli svedesi avevano spremuto a fondo il loro genio creativo e avevano bisogno di un cambiamento per poter tornare ad amare ciò che facevano, ovvero comporre e suonare. Io amo il nuovo corso della band, lo considero più maturo, riflessivo e solare. Quando mi trovo in altri stati d'animo, vado a ripescare i vecchi bellissimi album oppure concedo un ascolto ad altre band che reputo validissime come Witherscape, Ne Obliviscaris ed altri. Fate come me, funziona !
Remedy
Giovedì 28 Agosto 2014, 12.06.12
64
Dopo il grande successo di Wilson con The Raven il buon Mikael ci ha voluto provare(o riprovare dopo Heritage) peccato che tra i 2 album c'è un abisso. Questo PC lo trovo noioso dalla prima all'ultima nota, forse il brano migliore è proprio the cusp of eternity che ha un pelo di ritmo e due linee vocali decenti.
precision88
Giovedì 28 Agosto 2014, 11.53.05
63
a quanto pare è una falsa notizia, smentita da Mendez
Er Trucido
Giovedì 28 Agosto 2014, 11.52.32
62
Qualcuno più in fondo ha detto che Mendez ha smentito.
Cipmunk
Giovedì 28 Agosto 2014, 11.51.35
61
In un altra recensione ho letto che l'ex batterista Martin Lopez ha suonato su 2 pezzi...Goblin , e voice of Treason....Qualcuno Conferma??
Jimi The Ghost
Giovedì 28 Agosto 2014, 11.18.54
60
Probabilmente e per motivi di tempo non riuscirò ad ascoltarlo, ma Ho letto le due splendide recensioni, a cui faccio i complimenti poichè scritte con estrema consapevolezza, chiarezza e professionalità, tipiche di una linea editoriale libera. Questo disco, come accade anche per altre uscite, ci pone una riflessione. Tentare di voler cambiare con rapidità è complesso, difficile, inadeguato, pur ragionando orientati alla legge della conservazione della materia, la quale è ineluttabile. Anche per la musica, insieme a tutte le sue regole di mercato e con tutti i dovuti limiti, dovremmo provare nel considerare quella nota "metafora della rana bollita". Ci lamentiamo se non si cambia, ma ci adiriamo se ci vengono propinate le solite cose, però se un cambiamento è lento ed "impercettibile", come avviene naturalemente, la nostra percezione sarà diversa, forse più piacevole e certamente lo troveremo più accettabile. Così è in musica. Il cambiamento rimane il miglior sistema per sperimentare nuove emozioni e nuove vie emozionali e perchè no, fare ciò che più ci piace.. Pensate a chi dell'arte ne fa la propria vita che valore possa dare nel "fare ciò che più si piace". Non ha prezzo. Un saluto e scusate la lunghezza dello scritto. Jimi TG
Red Rainbow
Giovedì 28 Agosto 2014, 10.11.03
59
La tentazione di quotare neilpower è forte, ma nel mazzo ci sono pur sempre Moon Above Sun Below, Voice of Treason & Faith in Others che alzano la media. Secondo me comunque un passo avanti rispetto a Heritage, ma con questo ritmo di "crescita" la prossima volta che tornerò a esaltarmi per un loro album sarà nella seconda metà del 21* secolo.... e non certo perchè sia un fanboy orfano del growl ma piuttosto perchè, come ha scritto hj "il gruppo che aveva lavorato su quel bellissimo intreccio fra death svedese e prog, ora non c'e' più"
neilpower
Giovedì 28 Agosto 2014, 9.21.16
58
Se lo si ascolta prima di dormire è ottimo. Neanche mezza canzone e si parte che è un piacere. La batteria suona come una scatola di cartone, ok i suoni vintage, ma che almeno siano belli. King Crimson, Gentle Giant negli anni '70 avevano suoni infinitamente migliori. Mi sembra ci sia un grande limite anche da un punto di vista armonico, nel senso che le scale che usano sono bene o male sempre le solite 2 e il prog dovrebbe essere un po' più evoluto. Sembrano dei metallari che si sono stancati del metal e si sono messi a fare hard rock, ma senza averne le capacità. Secondo me erano perfetti fino a qualche anno fa, ora sono una band tra le tante.
Markus
Giovedì 28 Agosto 2014, 8.35.39
57
Non sono più gli Opeth che ho amato..tuttavia non è un brutto album...qualche emozione me la sta regalando...quindi grazie a Mikeal e soci.
Vulgar Puppet
Giovedì 28 Agosto 2014, 0.33.01
56
Per me entrambi gli ultimi dischi sono inconfondibilmente Opeth. La personalità permane, non sono dischi che si perdono nella marmaglia. Noto anche un'evoluzione di qualche idea presente su Ghost Reveries e Watershed; per me quindi non c'è stato uno stop, ma una scelta di proseguire su certe vie proposte. Anche perchè gli Opeth sono Mikael Akerfeldt, che ne può fare quel che cazzo che gli pare, anche a costo di perdere consensi. Il disco a me è piaciuto, anche più di Heritage. E' riuscito a trasmettermi molte emozioni. Ha dei difetti, dei momenti meno ispirati; è imperfetto. Ma, per quanto mi riguarda, ci siamo.
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 23.26.28
55
Mai stato un critico improvvisato ho sempre ascoltato e poi commentato, confermo il mio 58, un inno alla mediocrita' questo e' per me PC, ognuno si faccia i commenti suoi a questo album, prego.
Zess
Mercoledì 27 Agosto 2014, 23.21.15
54
Zzzzz... zzzz... zzz... torno agli anni '70, vah.
windowpane
Mercoledì 27 Agosto 2014, 23.11.34
53
Dire che PC é un capolavoro é da fanboy, dire che fa schifo é quantomeno da critici improvvisati. Entrambe le posizioni lasciano il tempo che trovano. Credo che la media delle due recensioni rifletta ottimamente il voto che merita secondo il mio parere, 70.
hj
Mercoledì 27 Agosto 2014, 23.09.23
52
Su una importante rivista internazionale akerfeldt ha confessato l'enorme influenza goblin...non inventa e non sperimenta più...semplicemente suona la musica che gli piace. Io dopo Heritage ho chiuso, nn perché fosse un brutto album, ma perché il gruppo che aveva lavorato su quel bellissimo intreccio fra death svedese e prog, ora non c'e' più. Secondo me dopo i grandi capolavori del passato avevano trovato la formula perfetta con Ghost reveries, ma evidentemente Mike la pensa diversamente
Prometheus
Mercoledì 27 Agosto 2014, 23.07.14
51
Don't feed the troll, specialmente se scrive in una lingua difficilmente ascrivibile a quella italiana.
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 23.05.26
50
@Opeth 72 lo scherzo e' bello quando dura poco, i non ho mai offeso nessuno non vorrei cominciare con te.Avviso sempre.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.55.15
49
MAlox contro i bruciori,,, oppure plasil... per il VoLtStOmAcO,,, Pero' secondo me,,,, Ti sei inacidito,,,
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.51.39
48
Io le mie opinioni le ho sempre motivate, poi se le mie motivazioni non piacciono chissenefrega, e comunque ho rispettato sempre le opinioni altrui, se ad altri piace contento per loro, personalmente a me questo lavoro fa venire il voltastomaco, per il resto buon ascolto a tutti.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.41.27
47
I dogmi, quanto più son incomprensibili, tanto meno si discutono,,,,,
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.37.14
46
Aridaje co sto dogma, o e' una fissa, mai espresso dogmi solo opinioni.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.35.26
45
Qualunque cosa la vita abbia in serbo per me, non dimenticherò mai queste parole: "Da un grande potere derivano grandi responsabilità". È il mio talento, e la mia maledizione. Chi sono io? Sono SPIDERMAN...
BlackSoul
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.29.42
44
@spiderman gli Overkill e i Testament li ho citati io per fare un esempio di band che ormai non innovano più niente... Poi sei liberissimo di esprimere la tua opinione, che però non è un dogma come fai sembrare.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.25.01
43
“Tutto questo è divertente, anche se elementare, Watson.
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.23.26
42
Beh io non ho mai scritto commenti sugli Overkill o sui Testamemt, gruppi di cui apprezzo solo 2 o 3 album in tutto della loro discografia, io personalmente non ho mai risparmiato critiche feroci ai miei gruppi preferiti, vedi da ultimi Judas Priest, non vedo perche' dovrei risparmiarle ad un gruppo come gli Opeth che hosempre ammirato. Se a me un disco fa schifo non le mando a dire, e questo fisco per me e' veramente brutto, noioso e palloso. AMEN.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.18.54
41
l figlio dell’autunno era nato Per un mondo di inganno e poi una terra di bugie Dei vagabondi l’avrebbero portata via La stella e i suoi steli sono persi nel dolore eterno ,,,,, Il punto ,,, DOLenTe...
Prometheus
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.12.52
40
C'è una leggera differenza tra "non essere innovativi" ed "essere banali". Si può non essere innovativi senza essere banali, ed è una cosa totalmente neutra, che non aumenta né diminuisce la qualità dell'album. Ciò accade quando un album non innova, ma ha quel minimo di personalità e originalità che gli permette di dar senso alla sua presenza sul mercato. Il problema di "Pale Communion" è che non è né originale né personale: non solo non innova né sperimenta né reinterpreta, ma si lascia andare alla più palese banalità. Ha davvero senso la pubblicazione di un album del genere nel 2014? A me sembra solo vecchio di decenni, dato che si limita a prendere certi stilemi senza reinterpretarli, senza dire qualcosa di nuova, senza lasciare un'impronta personale e un minimo originale. Un minimo, eh! Non possono essere tutti innovatori, ma neppure tutti riscaldatori di minestrine vecchie di decenni e (ab)usate da una quantità incredibile di band. Poi sì, la qualità c'è ed è molto più alta rispetto ad "Heritage", ed è il motivo per cui l'album non può essere stroncato e va necessariamente promosso. Ma da qui a considerarlo ottimo ce ne vuole.
mr.Darcy
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.06.03
39
Sono ancora a pochi ascolti ma per ora non mi spiece affatto. Concorde con la prima recensione, cups è il punto dolente del disco... io adoro the river!!!
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 22.04.03
38
gia'... Meglio,,,,
BlackSoul
Mercoledì 27 Agosto 2014, 21.50.22
37
Come pensavo, ecco che sotto la recensione del nuovo degli Opeth non mancano quelli che tirano fuori puntualmente le critiche quando più gli fa comodo (gli stessi che quando ne hanno bisogno le nascondono), una su tutti quella sull'innovazione: ok, questo disco di innovativo non ha niente, ma perchè non si dice mai la stessa cosa di gruppi come Overkill o Testament, che bene o male stanziano da sempre sul thrash? Questo album NON è innovativo, ma se dobbiamo valutarlo in modo negativo/basso in quanto tale, usiamo lo stesso metro per TUTTI gli altri dischi, e vediamo cosa salta fuori. Per quanto mi riguarda, album ben fatto, non IL capolavoro ma condivido il voto del primo recensore.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 21.10.02
36
BUONANOTTE......
Bohnonmeloricordo
Mercoledì 27 Agosto 2014, 20.52.55
35
Niente, per me solo sonno
Prometheus
Mercoledì 27 Agosto 2014, 20.46.51
34
Solo una domanda: nel 2014 ha ancora senso un disco così? Non sarà che forse quel tipo di prog ha già detto tutto? Non discuto del cambio di genere perché accetto di buon grado le evoluzioni e i cambi stilistici, ma la mia domanda è: gli Opeth hanno saputo declinare il progressive rock in modo moderno, nuovo e personale? Sono stati in grado di infondere la loro personalità o si sono limitati a prendere cliché vecchi di decenni? Io credo che nel 2014 questo genere di musica non abbia più molto da dire. Avrebbe avuto più senso prendere il prog rock e rivoluzionarlo, rivoltarlo, personalizzarlo, rimodernarlo. In tal senso, i The Gathering, per quanto non siano totalmente e solamente ascrivibili al prog, hanno fatto molto di più. La mia impressione è che gli Opeth si siano infilati in un campo in cui non sono più il diamante più prezioso, ma solo uno zircone uguale a tanti altri. Insomma, secondo me gli Opeth hanno fatto benissimo a voler rinnovare il proprio sound, ma credo si stato fatto seguendo una strada fin troppo banale. Prog è ok, purché abbia personalità e idee interessanti. Qui la personalità non mi pare ci sia. Voto: 65.
entropy
Mercoledì 27 Agosto 2014, 20.12.44
33
Non vedo l'ora di avere il disco per poter vedere dove schierarmi. @ Djentleman Ganzo damnation è un capolavoro!!!, senza bisogno di alcun confronto (e sono uno che apprezzato alla follia tutti gli album e le fasi degli opeth, Heritage a parte (che cmq non è così brutto).
Galilee
Mercoledì 27 Agosto 2014, 20.05.38
32
Spiderman....... Ma guarda che io ero serio. Uno che apprezza i Poison, compra i ciddi di Lady Gaga e ascolta i Painkiller a colazione non può essere preso sul serio. Ahaha . Comunque questi Nuovi Opeth, pur riconoscendone il valore, annoiano pure me. Difatti non ci perderò molto tempo.
Gabriele
Mercoledì 27 Agosto 2014, 20.03.52
31
Eppure io continuo a pensare che lo scarto rispetto agli Opeth pre Heritage non sia così netto. Cambia la forma, certo, ma la vibrazioni sono le stesse, trovo che uno dei pregi di una band sia quello di riuscire a suonare perfettamente riconoscibile anche nel momento in cui decide di sperimentare e cercare nuove vie espressive. Capisco il rammarico di chi amava i "vecchi" Opeth, eppure io li trovo ancora lì e apprezzo tanto il vecchio che il nuovo corso. E potrei fare tranquillamente il medesimo discorso per Anathema e Pain Of Salvation, per esempio.
Michele "Axoras"
Mercoledì 27 Agosto 2014, 19.50.11
30
In primis faccio i miei complimenti al collega Francesco "precision88" Lariccia. Nonostante abbiamo visto il disco in due maniere decisamente differenti, ha espresso il suo punto di vista in maniera condivisibile e apprezzabile. Un opionione giustificata, personale e ben scritta. Bravo Fra, complimenti Per il resto non ho intenzione di alimentare le polemiche. ho dato il voto in base all'analisi tecnica del disco e in base a ciò che mi ha trasmesso il disco anche al livello di sensazioni. Lascio i paragoni con altri dischi/gruppi a chi non sa come riempire diversamente la giornata, perchè personalmente, credo che pochissimi dischi siano fra loro comparabili. Credo ardentemente che sia più oggettivo recensire un disco per quello che è senza troppi giri. Poi ovviamente non è tutto totalmente un po' oggettivo, c'è anche un briciolo di personalità nella recensione, anche perchè fortunatamente non siamo robot e abbiamo delle emozioni, proprio quest'ultime hanno influenzato anche la recensione in minor parte. Spero di esser stato chiaro e spero soprattutto che ogni critica e ogni scambio di parere si svolga nella maniera più civile ed educata possibile
ledb
Mercoledì 27 Agosto 2014, 19.28.02
29
ok, forse non interessa a nessuno però posso confermare che mi sbagliavo: non c'è Lopez in alcuna traccia! Martin Mendez lo ha smentito chiaramente in un intervista nella quale dice che la "falsa notizia" era stata millantata per vera anche sulla voce Wikipedia inglese del cd.. Insomma uno specchietto per le allodole
Er Trucido
Mercoledì 27 Agosto 2014, 19.23.37
28
Beh hai cominciato a dire me ne vado su altri lidi, fate gruppo, non mi parevi certo rilassato. Per il resto io non sono dell'idea che l'oggettività in musica si possa riassumere in maniera così semplice , anche perché non credo che in un campo come la musica possa esistere l'oggettività al cento per cento. Ma alla fine sono opinioni e pazienza.
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 19.21.56
27
@Galilee, guarda che ti stimo e rispetto i tuoi commenti, il mio "sega", era in tono goliardico e scherzoso, ho messo pure l'emoticon a rimarcarlo, per quanto riguarda il capire di musica sicuramente ne capisci piu' di me,devo compiere 25 anni fra 3 mesi, e devo ascoltarne ancora , ma francamente come ha ribadito Lux Chaos in 4 tracce almeno per me il sonno e' netto e nelle altre tracce, mi ha fatto la strana impressione di come avessero le idee poco chiare e confusionariamente le abbiano messe in musica, per me la qualita' assoluta e' altra non questa, nel frattempo ho seguio il consiglio di er trucido sui Witherscape, quella sine' tutta un'altra musica, forse quella che gli Opeth non faranno mai piu' ahime'.
Manuel
Mercoledì 27 Agosto 2014, 19.17.28
26
Per curiosità, visto che non sono un navigatore incallito, ma leggo solo quello che mi interessa e vista la BOMBA dlanciata oggi sulla data a Milano, sono andato a leggermi le recensioni di "Caosphere" e "Catch 33" dei Meshuggah. Le recensioni sono entrambe bellissime, ma mi hanno fatto capire l'utilità della "media voto lettori"; cioè raggiungono a malapena il 70 2 CAPOLAVORI assoluti come quelli??? Ma dai...(scusate il piccolo off topic)
Manuel
Mercoledì 27 Agosto 2014, 19.10.42
25
Scusami @Er Trucido, ma "datti una calmata" perchè? Ho forse offeso qualcuno? Ho scritto parolacce o bestemmie? La soggettività esiste se i gruppi non si conoscono nella loro evoluzione, ma solo per aver ascoltato 1/2 dischi o, ancora peggio, qualche canzone; per gli Opeth questa è oggettività da parte di chi li ha amati da sempre e si è sentito tradito con gli ultimi 2 album; la loro non è evoluzione, ma INVOLUZIONE!
SINCE THE CLOUDS...
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.48.08
24
Cercherò di essere obbiettivo:la musica proposta qui è sicuramente ricercata e sentita,dal gruppo stesso, peccato che fornire voti troppo alti a dischi di questo calibro nel 2014, dopo tutto ciò che abbiamo potuto ascoltare grazie al prog italiano e non,nuoce alla salute di certi album. Proporzionato il singolo alla discografia degli opeth,risulta esagerato e sproporzionato se confrontato col passato. Album e discografie come queste Meritano un certo background culturale.spesso non sufficientemente pesante. Peccato. Spero vivamente in una obbiettività e di un passo indietro... Grazie comunque per i pareri forniti.
Er Trucido
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.36.14
23
Manuel datti una calmata, anzitutto. Non hai parlato di gruppi italiani ed è vero, infatti quello non era rivolto a te. Tu però hai generalizzato parlando di nomi blasonati trattati meglio, cosa che non fa parte della filosofia di metallized, dove non si fanno preferenze in base al nome, all'etichetta o alla nazionalità. Gli insulti presi per il 60 dato ad heritage dovrebbero essere un buon esempio. Sul discorso oggettività non mi trovi d'accordo dato che non è dimostrabile che tutti i vecchi fans degli opeth schifino questo disco. Il resto sono solo opinioni, senza mettere su il discorso del far gruppo che è abbastanza stucchevole e inutile.
Manuel
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.22.43
22
"Database" de chè? Chi ha parlato di band italiane??? Se uno conosce gli Opeth da se,pre e li ha adorati NON può apprezzare 'sta roba e questa è oggettività! Se poi voi fate "gruppo" per difendervi da quelli come me che commentano solo le recensioni che lo interessano, viro su altri lidi...
lux chaos
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.15.20
21
Ci riprovo. Sebbene sia a solo 3 ascolti, non ho ancora un parere definito...non entro nel merito della questione "cambio di stile" (giusto/sbagliato, bello/brutto, ormai è cosi) e delle sue ragioni, rilevo solo per ora che lo apprezzo più di Heritage, che trovo pessimo/inascoltabile...il problema più grosso per me è reggere tutto il disco, nel senso che il genere che propongono ora (a meno che non sia altamente ispirato nel songwriting o contaminato con qualche distorsione, come accadeva prima) raramente incontra il mio interesse...anzi, diciamo pure che spesso mi fa addormentare, lo trovo mortalmente palloso...per ora le mie preferite rimangono le prime due...con la 3 4 e 5 dormo secco, e un sonnellino me lo faccio anche con la 6...le ultime due carine...in questo senso quoto la goliardia di Spiderman sulla riproposizione live (quella delle brandine mi ha scassato )...quindi per ora dico: boh...più in linea con la seconda recensione (entrambe ottime ed equilibrate tra l'altro), ma ripasserò per un commento dopo ascolti ripetuti, senza insistere troppo per non cadere nel giochino "lo ascolto per forzarmi a farmelo piacere"
Galilee
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.12.45
20
Spiderman....Si spesso mi accanisco anch'io, ma di solito quando i recensosi danno opinioni troppo personali a dischi usciti parecchi anni fa stravolgendone il vero valore. Tipo un 73 ad un blessed are the sick o un .... Quello di non capire un cazzo di musica era un esempio. Io comunque è sicuro che non ci capisco na sega. ma questa è un'altra storia.
lux chaos
Mercoledì 27 Agosto 2014, 18.00.10
19
Fanculo, 20 righe di commento e non me l'ha inviato
Er Trucido
Mercoledì 27 Agosto 2014, 17.51.12
18
Vedi spiderman, ogni testa un'opinione, nel bene e nel male questo nello specifico è un disco che divide, per cui è normale avere opposti schieramenti. Io non ho apprezzato heritage e probabilmente non apprezzeró questo ma alla fine sono gusti. Se voglio sentire del prog death fatto come si deve mi rivolgo altrove, ad esempio ai Witherscape
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 17.50.50
17
@Galilee, io non spaccio niente per dogma universale ho espresso solo una mia opinione, poi non ho offeso nessuno quello che non capisce una sega potresti essre tu, visto che anche tu spesso reagisci vivacemente a certi voti recensivi, ma questo e' normale, esprimere opinioni e' sacrosanto si o no?. Senza offesa e' si discute se a voi piace sta roba buon per voi, per me e' un album stramediocre, io con loro ho chiuso, quello che dovevo dire l'ho detto, e sembra che in questa pagina non sono il solo a pensarla cosi', altri commenti non ne faccio piu', album sola, per me si intende, rispettando sempre le opinioni altrui.
Galilee
Mercoledì 27 Agosto 2014, 17.27.31
16
Spiderman, spacci sempre tue opinioni per dogmi universali. Dici: "prestazione priva di infasi interpretativa, mancanza di idee originali, mosciume strumentistico e tritaggio e ritritaggio di sonorita' 70, roba che se la propongono live uno si deve portare cuscini e brandine per quanta sonnolenza provoca e dai su un minimo di obiettivita " .................................Ma chi te lo dice che è mancanza di obiettività, il disco è appena uscito, magari è un capolavoro della madonna e tu ci capisci na sega, quindi dove sta l'obiettività? Senza offesa eh, si discute, però parli come se conoscessi il prog anni 70 a mena dito, e secondo me gatta ci cova..
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 17.09.01
15
Trucido io mica parlavo di critica di Metallized per gruppi italiani, parlavo di critica in generale, per quando riguarda il prog mi limito per non allargarmi troppo ai Vanden Plas, certo altro recensore e vabbe' si becca un 73, qui il primo recensore da un 83 spropositato per la prestazione priva di infasi interpretativa, mancanza di idee originali, mosciume strumentistico e tritaggio e ritritaggio di sonorita' 70, roba che se la propongono live uno si deve portare cuscini e brandine per quanta sonnolenza provoca e dai su un minimo di obiettivita'.
Er Trucido
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.55.11
14
Più che altro i voti reali quali sarebbero e in base quale assoluto? Il discorso sui nomi blasonati o italiani qui dentro invece non sta in piedi, abbiamo un database a dimostrarlo.
Manuel
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.40.10
13
Sentiamo @freedom, quali sono le "cavolate" che diciamo? "Cavolate" sono La DELUSIONE totale provata da uno come me che li adorava quasi alla follia e poi si ritrova catapultato in un mondo sonoro '60/'70iano che NON mi è MAI appartenuto? Con Heritage e Pale Communion secondo te hanno inventato qualcosa? Beh, sappi che per quelli come me che hanno adorato (...e tutt'ora adorano, aggiungo) un disco come Blackwater Park la risposta è NO e nel modo più assoluto! "Pale Communion"? No, dovevano chiamarlo "Palla Colossale"...
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.39.36
12
Shifezza assurda, un 58 ad essere larghi gli va piu' che bene, addio Opeth, fortuna che non l' ho comprato, stavolta non mi ha fregato, me lo ha prestato mia sorella, anche lei delusa al massimo e pentita, da me se continuano cosi' non vedranno piu' un centesimo.
ledb
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.24.49
11
Una domanda-curiosità ai recensori: sulla base delle informazioni che avete raccolto per la scrittura delle recensioni, mi sapreste confermare (o molto probabilmente, smentire) se in questo cd vi è la presenza di Martin Lopez, come ospite alla batteria, più esattamente nelle tracce "Goblin" e "Voice Of Treason"? L'ho letto da qualche parte, ma vorrei sapere se ci sono fonti attendibili.... il mio orecchio potrebbe essersi fatto ingannare. Grazie!
freedom
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.18.59
10
Che cavolate che dite...
spiderman
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.16.53
9
Se un album del genere lo avesse fatto una band italiana la critica l'avrebbe massacrata, straquoto @Manuel.
Manuel
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.06.30
8
"Voto recensioni, 83 e 65", "Voto lettori 76 su 7 voti"; con questo metro di giudizio cosa affibbiate a lavori come "My Arms, Your Hearse", "Still Life" e "Blackwater Park", 3.000??? Ma dai cazzo, ma si potrà leggere cose del genere per una band che fino a qualche anno fa ha INVENTATO un genere mentre ora cita e scopiazza le grandi band prog del passato? Gli Opeth sono MORTI e SEPOLTI, questo disco è terribile (45) e non sprecherò più un euro per loro. Sarebbe ora che cominciaste a dare voti REALI pure alle band blasonate...mah
freedom
Mercoledì 27 Agosto 2014, 16.06.20
7
D'accordo con la prima recensione. Disco molto gradevole, di gran classe, non mestiere. Voto 80.
Nightfall's Dream
Mercoledì 27 Agosto 2014, 15.53.35
6
Condivido appeno la prima recensione e aggiungo un mio personalissimo parere: A parte il fatto che nutro profondo rispetto per il coraggio dimostrato dagli Opeth di reinventarsi per dare un seguito a un percorso che forse aveva esaurito la linfa vitale (Watershed sebbene sia un ottimo album a mio avviso mostra una certa stanchezza compositiva), trovo questo album davvero di ottima fattura sia per le composizioni ispirate che per la ricerca melodica. Sicuramente necessita di molti ascolti per essere assimilato e per apprezzarne il meglio ma ancora una volta mi sento di poter dire che gli Opeth sono una realtà che nel panorama musicale odierno può essere paragonata a ben poche altre. Voto: 80
Danimanzo
Mercoledì 27 Agosto 2014, 15.47.49
5
Non avrei mai pensato di dover difendere gli Opeth in questa webzine. Mikael Akerfeldt è un'artista di valore assoluto e chi ama questa musica lo sa bene e non può negarlo ora. Gli Opeth non hanno mai inventato nulla, nemmeno ai tempi dei primi dischi. Hanno semplicemente e sapientemente mischiato le carte tra due generi musicali tanto distanti nella forma quanto simili nella loro sostanza. Ora, succede che il mastermind indiscusso decide di dare una svolta al sound della band e approfondire il suo lato prettamente progressivo, peraltro sempre presente sin dagli albori. Lo fa e bene. "Heritage" è un buon album, ma ancora acerbo. "Pale Communion" si spinge ancora più in là nella ricerca di una nuova dimensione sonora. La conclusiva "Faith in Others" è indicativa in tal senso. In questo disco, così come in tutti i precedenti dischi degli Opeth, io non ho mai cercato originalità a tutti i costi ( d'altra parte, dove la si può trovare ancora ? ), ma qualità. Qualità nel senso di continua ricerca sonora e di impatto emotivo. E in "Pale Communion" tutto ciò è presente e pure in quantità. Amen.
opeth72
Mercoledì 27 Agosto 2014, 15.43.40
4
Mi dispiace non scrivere piu' su questo sito e a molti non interessera' un gran che , ma trovo stucchevole e poco ricicercate le tante recensioni fatte , per non parlare dei commenti. Sono stanco di leggere sempre le stesse cose da presunti metallari legati allo stereotipo del Prog o prog death , per molti i dischi devono avere lo stesso filo conduttore ,lo stesso shema, e gli stessi suoni, abbandonarsi a dire che e' il disco peggiore o inconcludente e chissa' qunte ne diranno..... Pretendere di giudicare musicalmente un disco ascoltato chissa' quante volte,,,,, forse poche e con poca attenzione,magari con l i pod o con impianti da poco... l'educazione all'ascolto non e' una materia facile e di certo non ho la presunzione di insegnarla a nessuno. Che mi piaccia Pale Communion non lo date per scontato perche' sono Opeth72. su altre recensioni di grupponi molti iciampano sempre sullo stesso problema,,,, La prima recensione di AXORAS.. soprattutto l' introduzione ha tutta la mia stima... Grazie
Gabry
Mercoledì 27 Agosto 2014, 15.24.02
3
Disco tra i peggiori usciti quest'anno veramente brutto e inconcludente
Sonny
Mercoledì 27 Agosto 2014, 15.05.09
2
Non lo so, li apprezzo (mi è piaciuto molto Heritage) e non sono contro le band che mutano il proprio sound, però... Sono passatti dall'essere alfieri di un genere all'essere una simil-cover band di lusso. Mi sembra stiano "sprecando" le loro capacità... Non so se mi spiego. In ogni caso, e in questo genere, derivativi fino al midollo ma davvero godibili.
Djentleman Ganzo
Mercoledì 27 Agosto 2014, 14.47.00
1
Inconcludente, prolisso, tronfio, pacchiano. Anche peggio di Heritage. Damnation in confronto agli ultimi 2 dischi è un capolavoro.
INFORMAZIONI
2014
Roadrunner Records
Prog Rock
Tracklist
1. Eternal Rains Will Come
2. Cusp of Eternity
3. Moon Above, Sun Below
4. Elysian Woes
5. Goblin
6. River
7. Voice of Treason
8. Faith in Others
Line Up
Mikael Åkerfeldt (Chitarra, Voce)
Fredrik Åkesson (Chitarra)
Joakim Svalberg (Tastiere)
Martín Méndez (Basso)
Martin Axenrot (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
65
74
60
90
91
90
89
s.v.
95
93
92
90
85
ARTICOLI
12/10/2018
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MESSA + DOPETHRONE
C.S.O. Pedro, Padova - 5/10/2018
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OPETH + ALCEST
Alcatraz, Milano, 03/11/14
29/11/2011
Live Report
OPETH + PAIN OF SALVATION
Alcatraz, Milano, 24/11/2011
03/11/2009
Live Report
DREAM THEATER + OPETH + BIGELF + UNEXPECT
Zoppas Arena, Conegliano Veneto (TV), 30/10/2009
20/12/2006
Live Report
OPETH
New Age, Roncade (TV), 18/12/2006
25/12/2005
Live Report
OPETH
Rolling Stone, Milano, 13/12/2005
18/12/2005
Intervista
OPETH
Parla Martin Mendez
08/03/2004
Live Report
OPETH
Motion, Zingonia (BG), 02/10/2003
26/02/2003
Live Report
OPETH
Transilvania Live, Milano, 17/02/2003
20/02/2003
Live Report
OPETH
New Age, Roncade (TV), 18/02/2003
 
 
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