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Hideous Divinity - Obeisance Rising
( 1733 letture )
L’Italia è un paese di poeti, navigatori e santi.

Questo, nel patrimonio culturale del nostro bel paese, è diktat da tenere sempre a mente; purtroppo o per fortuna, da qualche anno, potremmo effettuare una piccola aggiunta, modificando la scritta in poeti, navigatori, santi e metallari. Mi permetto di sottolineare che non si tratta di metallari qualsiasi, che spesso e volentieri racimolano le briciole in lungo e in largo: piuttosto è il settore del death, nello specifico di quel death con una certa componente tecnica, che ad oggi si riesce finalmente a risollevare la nostra patria dal magma primordiale della mediocrità. Gli Hideous Divinity non sono gli ultimi arrivati in questo campo e vanno a rinvigorire ancora di più quella fauna che annovera tra le sue file band del calibro di Fleshgod Apocalypse, Hour of Penance, Septycal Gorge, Antropofagus (ora redivivi) e anche Vomit the Soul (invece tristemente sciolti), giusto per citarne qualcuno. Queste band e molte altre riescono ad avere un discreto successo all’estero, firmano contratti con case discografiche estere (mentre le nostre le snobbano brutalmente nella maggior parte dei casi) e vanno in giro a supportare le loro uscite attraverso tour che spesso e volentieri coprono più continenti di quanti un italiano medio riesca a visitarne nella sua intera vita. La morale della favola è che gli Hideous Divinity, e altri con loro, spaccano pesantemente e vengono riconosciuti all’estero dove vengono attesi e seguiti perché sono bravi, capaci e soprattutto personali! Questo primo full length, ovviamente, ha quel pizzico di acerbo che delizia la papilla gustativa in modo leggero ma costante.

La proposta dei baldi giovinastri è l’unione perfetta tra le sonorità dei primi Nile combinata con quel pizzico di Deeds of Flesh che non guasta, il tutto adornato con il retrogusto del made in Italy che rende Obeisance Rising imprevedibile e “godurioso”. Le tracce si riescono a distinguere bene tra loro, dimostrando una ottima scelta dei pattern compositivi; i registri vocali di Enrico riescono a mantenere alta l’attenzione non scadendo mai nel monotono e nella sterilità fine a sé stessa. Un cantante, in fin dei conti, deve essere in grado anche di fare questo, no? Sembra improbabile che una band alla prima uscita vera e propria dopo solo un semplice demo riesca a conquistare un contratto discografico con una delle potenze nel settore brutal/death come la Unique Leades Records, eppure un motivo c’è: i ragazzi non sono prettamente dei neofiti allo sbaraglio, il loro background è uno tra i più ramificati che si possano trovare. Enrico Schettino è stato membro dei citati Hour of Penance in quello splendore di The Vile Conception e nei primi due album della formazione. Maurizio invece ha fatto parte sia degli Whiskey Ritual che dei VII Arcano mentre il cantante, Enrico H. Di Lorenzo ha militato negli Airlines of Terror. Può bastarvi, senza fare un elenco dell’albero genealogico di ogni componente, per farvi un’idea? Certo che ne ho da raccontarvi, e spero di farvi percepire l'entusiasmo perché ultimamente è difficile appassionarsi a della musica italiana: quando ascolto band di questo calibro sale orgoglio patriottico.

Andiamo avanti, gente, che qui non c’è tempo da perdere: ho nelle cuffie il disco mentre vi scrivo e mi sento costantemente perso dentro un labirintico mondo di violenze e atmosfere che si susseguono senza tregua; ho difficoltà a riallacciarmi alla realtà, per colpa/merito di Obeisance Rising. Le tracce, nel complesso, sono tutte veloci, con pochissimi rallentamenti, vere furie cieche alla conquista dell’ultimo tassello sul pentagramma disponibile, data la vastità di note suonate in pochissimi secondi. Purtroppo so che molti non apprezzano la brutalità in senso stretto, per cui c’è necessità di rassicurarli, confermando che gli Hideous Divinity sono sì sparati a mille, ma c’è tanta ciccia sul fuoco, per cui i palati fini e le orecchie sensibili potrebbero trovare pane per i loro denti. Non è un album facile da assimilare: all’inizio magari si potrebbe rischiare di essere tentati dallo skipping frenetico, ma dategli tempo e soprattutto ascoltatelo in modalità umana, non in stile betoniera dentro la cantina nei sobborghi da rottamare. Non riuscire ad ascoltare gli intrecci stilistici di Enrico S. alla chitarra mentre si ramificano sulla doppia cassa è un delitto, soprattutto perché si rischierebbe di perdere metà delle potenzialità della proposta in essere.

Non voglio soffermarmi su una canzone in particolare: voglio prevalentemente trasmettervi entusiasmo, energia e desiderio di mettervi all’ascolto di questa creatura malvagia e mastodontica. Non è un album perfetto, perché i margini di miglioramento ci sono e indubbiamente con la prossima release verranno speranzosamente messi da parte, ma indubbiamente risulta essere uno tra i migliori album usciti dall’Italia negli ultimi anni. Dategli tempo e potrete anche voi, ascolto dopo ascolto, inserire gli Hideous Divinity tra i vostri nomi preferiti in ambito brutal death tecnico nel belpaese.

A buon intenditore poche mazzate!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90 su 2 voti [ VOTA]
Cris
Domenica 28 Dicembre 2014, 23.25.52
2
Concordo con Vittorio
Vittorio
Martedì 23 Settembre 2014, 10.43.48
1
Questo è uno dei migliori album death metal usciti negli ultimi anni, secondo me.
INFORMAZIONI
2012
Unique Leader Records
Technical Brutal Death
Tracklist
1. A New Morning
2. Life During Epidemic
3. The Servant's Speech
4. Summoning Fists to Heaven
5. A New Hope of Worms
6. Cerebral Code of Obeisance
7. I Deny My Sickness
8. Bred for Slavery
9. Laughing at the Ephemeral Race
10. As Flesh Gospelled Pure Hate
11. Enclosured
Line Up
Enrico Di Lorenzo (Voce)
Enrico Schettino (Chitarra)
Fabio Bartoletti (Chitarra)
Flavio Marun Cardozo (Basso)
Maurizio Montagna(Batteria)
 
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