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Lethal Vice - Thrash Converters
( 857 letture )
I Lethal Vice provengono dalla Galizia, in Spagna, e giungono al debutto ufficiale su lunga distanza a circa dieci anni dalla formazione della band. Il loro percorso, come quello di tante realtà underground, è costellato di difficoltà nel trovare una stabilità di line-up e così, dopo un inizio improntato sulle sonorità più classiche dell’heavy metal e un demo, Here Comes The Reaper, risalente al 2008, è solo nel 2012 che raggiungono la definitiva configurazione, quella che li ha condotti al contratto discografico con la Breaking Producións ed alla pubblicazione del qui recensito Thrash Converters.

Volendo iniziare l’analisi del disco con la copertina, i presagi non sarebbero dei migliori: ricca di colori caldi e pastosi, denota una realizzazione pacchiana ed approssimativa, oltre ad evidenziare un concept –parolone qui piuttosto fuori luogo– fiacco e banale, che rincorre i cliché di zombi, mutazioni e laboratori. Tuttavia, il nostro dovere è quello di dedicare il massimo dell’attenzione alla proposta musicale della band spagnola, quindi pigiamo il tasto Play senza nessun tipo di preconcetto. Ad accoglierci sono i tipici suoni delle sale giochi di fine anni ’80/inizio anni ’90, con l’inserimento del glorioso gettone che dava il via ai sogni ed al divertimento dei ragazzini che furono. L’indole è chiara, c’è voglia di divertirsi e di calarsi in un mondo ed in una realtà, non solo musicale, distante da quella odierna. Un arpeggio melodico apre all’ingresso delle distorsioni, che richiamano un certo mood melodico caro ai Metallica di …And Justice For All. Il primo brano è tra i più efficaci del lotto: In Greed We Trust presenta linee ed approccio vocale alla Testament, sebbene il buon Charly non condivida esattamente la potenza e l’ugola di Chuck Billy, mentre nell’incedere del riffing ha elementi presi dagli Heathen e dagli Annihilator. La variazione offerta dal solo melodico e il successivo rallentamento rendono ancora più travolgente il rilancio del brano nella parte conclusiva. Non sono però tutte note positive, poiché ad emergere è una qualità di registrazione assai deficitaria, soprattutto per quel che concerne la batteria, la quale ha un volume molto basso e un suono privato di ogni forma di impatto e dinamica. Ciò a lungo andare si ripercuoterà sull’intera riuscita del disco, che invero dal punto di vista strettamente musicale prosegue in modo rispettabile e godibile inanellando una discreta sequenza di brani, tra ottime dinamiche di riffing (Diplomatic Immunity), solidi mid-tempo (NWO) e un brano in grado trascinante e dal chorus Anthrax-iano, Street Violence, che si attesta in cima al podio dei migliori pezzi dell’album. Album che va, da quel momento in poi, afflosciandosi e perdendo via via interesse, con qualche filler di troppo, per poi dare il colpo di coda con la sorprendente strumentale posta in conclusione, Lethal Thrashing Madness, nella quale i nostri riversano le restanti energie proponendo una sorta di omaggio ai Municipal Waste e dimostrando l’ormai assodata attitudine scanzonata e divertendo.

Se ci fosse bisogno di sottolinearlo, a seguito della disamina appena presentata, Thrash Converters rappresenta niente di più, ma anche niente di meno, di un divertente e divertito omaggio ad un genere e ad un modo di intendere la musica: non troverete, tra i solchi del disco, passaggi in grado di sconvolgersi, ma l’onestà c’è tutta, così come gli omaggi, volontari o meno, alle band citate nel corso della recensione. E’ bene anche rimarcare come i Lethal Vice si rifacciano più alla seconda ondata di gruppi thrash metal ottantiani, piuttosto che ai Big 4 o agli Exodus, e che lo stile è quello scanzonato caro alle band della costa est americana, più che a quelle della Bay Area. Pur non riuscendo a convincere in toto, anche per via di una produzione rivedibile e non all’altezza di un disco ufficiale, se presi con la giusta predisposizione potranno regalare qualche piacevole momento di allegria. Per i capolavori, la tecnica strumentale e la creatività bisognerà rivolgersi altrove, ma tutto sommato l’omaggio al genere da parte della formazione galiziana è appassionato e apprezzabile.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
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AL
Martedì 3 Novembre 2015, 9.45.33
1
gruppo piacevole. concordo su produzione e copertina non all'altezza però li ritengo meglio di altri nuovi gruppi thrash che puntano sull'impatto ma risultano pasticcioni e casinisti.. qui invece non ci sarà l'originalità ma è un thrash che mi piace di più- In Greed we trust, diplomatic e NWO le mie preferite. 70 di incoraggiamento
INFORMAZIONI
2014
Suspiria Records
Thrash
Tracklist
1. Insert Coin
2. In Greed We Trust
3. Diplomatic Immunity
4. Psycho Surgery
5. NWO
6. Street Violence
7. Godless World
8. Operation Warehouse
9. Zombies From Outer Space
10. Lethal Thrashing Madness
Line Up
Charly (Voce)
Calo (Chitarra)
Alex (Chitarra)
Abel (Basso)
Cheche (Batteria)
 
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