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Zarpa - Bestias del Poder
( 1163 letture )
La penisola Iberica ha sempre dimostrato un grandissimo interesse per la scena rock e metal mondiale, cercando anche di farne parte con diverse band, quali Héroes del Silencio, Ángeles del Infierno, Tierra Santa, per citarne alcune tra le più storiche, e gli Skizoo di più recente formazione. Gli Zarpa sono, per l’appunto, una delle prime band heavy di tutta la Spagna, e le loro radici affondano addirittura nel lontano 1977, anno della prima formazione. Con all’attivo ben undici album -compreso il nuovo Bestias del Poder-, quasi tutti pubblicati dopo la reunion post-duemila, la band si classifica come già ben rodata sia in studio che in sede live. Ciò che il gruppo propone non è nulla di innovativo, né tantomeno punta ad esserlo; si tratta di un heavy metal di fattura classica -anche abbastanza datata- che ripone la propria forza in riff potenti e continui, cori orecchiabili e ritmiche conosciute, insieme alla sempre presente influenza di elementi folkloristici della musica spagnola che tende perennemente a sottolineare le origini della band.

L’album risulta onesto dopotutto, anche se alla lunga -molto lunga, considerate le quindici tracce- tende a diventare troppo greve, arrivando a stancare l’orecchio dell’ascoltatore a cui non viene lasciato respiro se non per sporadiche occasioni. Proprio a causa di ciò il disco perde molto; se da una parte troviamo brani sufficienti, quali Alma Inmortal (nonostante il testo dalla disarmante banalità) che propone discreti soli, oltre che una ritmica ben fatta, Jacque al Rey, Dama de la Oscuridad, l’unica mid-tempo presente, che contribuisce a far rilassare l’ascoltatore dall’incessante successione di riff, Pecado Mortal, ed alcuni di “buona” fattura quali El Reino de la Verdad, e En la Batalla, canzone dal ritornello potente sostenuto da un buon riffing, dall’altra abbiamo quasi tutta la seconda metà del disco che risulta più che insufficiente con brani usati come mero riempitivo. Le tracce si susseguono, diventando man mano più pesanti e difficili da terminare, facendo scemare il disco in un ascolto ripetitivo, più di quanto già non fosse. Uno dei grandi problemi dell’album risulta essere, quindi, l’eccessiva lunghezza. Quindici tracce per un lavoro del genere, che propone del classico -ed a tratti molto datato- heavy, possono risultare una quantità spropositata a meno che non si abbiano davvero molte idee e parecchia carne da mettere al fuoco, cosa che qui non troviamo. Strumentalmente i quattro fanno un lavoro degno, il feeling tra i musicisti è presente e le varie parti strumentali sono la cosa che, parzialmente, si salva di più. Unico punto a sfavore, sotto questo aspetto, è la produzione che incide moltissimo sulla resa finale delle chitarre e del basso che rendono davvero molto poco, nonostante i riff interessanti e i soli ben eseguiti. Altro punto a sfavore, che va di pari passo con la lunghezza del disco, è il cantato in spagnolo -il quale, personalmente, non ho mai trovato entusiasmante- che non favorisce sicuramente la fluidità del lavoro, facendolo risultare ancora più prolisso.

In definitiva, se l’album venisse rivisto sotto diversi aspetti, quali il cantato, la produzione e una maggiore originalità, cercando di abbandonare quel sound tanto caro negli ‘80s, ma che attualmente ha solo l’onere di risultare ridondante, e venisse privato di una manciata di brani sostanzialmente inutili si potrebbe avere un lavoro normale, dalla sufficienza piena e che non risulti troppo pesante e difficile all’ascolto. Nulla di innovativo, non un capolavoro, ma sicuramente qualcosa di buono. Nonostante tutto, i fatti, almeno per questo disco, sono ben altri, e ci portano a esaminare un platter sufficiente in parte decisamente minore rispetto a tutto ciò che invece non rende affatto. Speriamo che possano fare di meglio con un prossimo disco, anche se, con una formazione così incatenata ad un determinato stile e standard, crediamo sia davvero molto difficile.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2014
Pure Steel Records
Heavy
Tracklist
1. Alma Inmortal
2. El Reino de la Verdad
3. En la Batalla
4. No Me Dejes Caer
5. Dentro de Ti, Dentro de Mi
6. Jaque al Rey
7. Dama de la Oscuridad
8. Maquina del Tiempo
9. Bestias del Poder
10. Pecado Mortal
11. Metal Bats
12. Sentado Frente al Espejo
13. Dioses del Rock
14. Demoniocracia
15. Torres de Babel
Line Up
Vicente Feijóo (Voce, Chitarra)
Rafael Játiva (Chitarra)
Vincente Romero (Basso)
Bienvenido Godoy (Batteria)
 
RECENSIONI
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