Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Obscura
A Valediction
Demo

The Maledict
Remembrance
CERCA
RICERCA RECENSIONI
PER GENERE
PER ANNO
PER FASCIA DI VOTO
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

10/12/21
EFYD
Like Shadows

10/12/21
FUNERAL
Praesentialis in Aeternum

10/12/21
LORD OF THE LOST
The Sacrament Of Judas

10/12/21
AGARTHIC
The Inner Side

10/12/21
ZELBO
In My Dreams

10/12/21
THERES A LIGHT
f̶o̶r̶ ̶w̶h̶a̶t̶ ̶m̶a̶y̶ ̶I ̶h̶o̶pe̶? for what must we hope?

10/12/21
MERCURY X
Imprisoned

10/12/21
THE MURDER OF MY SWEET
A Gentlemans Legacy

10/12/21
PERFECT PLAN
Live at Sharpeners House

10/12/21
ORPHANED LAND
30 Years of Oriental Metal

CONCERTI

10/12/21
NANOWAR OF STEEL
DRUSO - RANICA (BG)

11/12/21
NANOWAR OF STEEL
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

12/12/21
GOTTHARD + TBA
FABRIQUE - MILANO

12/12/21
DRAGONFLY METAL FEST 2021
DRAGONFLY - SALZANO (VE)

13/12/21
LEPROUS + GUESTS
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

14/12/21
UNLEASH THE ARCHERS + STRIKER + NORTHTALE
LEGEND CLUB - MILANO

17/12/21
NANOWAR OF STEEL
LARGO VENUE - ROMA

09/01/22
ESKIMO CALLBOY
LEGEND CLUB - MILANO

12/01/22
TAAKE + KAMPFAR + NECROWRETCH
LEGEND CLUB - MILANO

13/01/22
TAAKE + KAMPFAR + NECROWRETCH
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

Falconer - Falconer
( 2967 letture )
Sicuramente i Falconer non passeranno alla storia come uno dei gruppi più originali dell’intera scena power, né come uno di quei gruppi di cui custodire uno o due album gelosamente nella propria stanza. Tuttavia, la creatura partorita da Stefan Weinerhall può farsi apprezzare se si decide andare oltre alla prima impressione di una musica stereotipata. Si propone qui un power metal molto standardizzato, ben ancorato nei dettami generali del suo stile, con continue armonie e melodie, batteria semplice e veloce, senza alcuna pretesa né di innovare né di ravvivare il genere. Ma andiamo ora a vedere più nel dettaglio questo album.

Upon the Grave of Guilt è un buon pezzo d’apertura. Il riff principale è molto interessante, procede in pieno stile “galoppo-nelle-terre-selvagge” per aprirsi in un bridge dove la carica sembra fermarsi, e, nuovamente, assalire l’ascoltatore nel ritornello. Poi, all’improvviso, quando ci aspetteremo la sezione solistica, l’ascoltatore è sorpreso dallo schiudersi, dopo un vocalizzo molto tirolese, una sezione d’interludio dove è la voce di Mathias Blad a dominare la scena, impeccabile e -a tratti- anche abbastanza evocativa. E, nuovamente, la chiusa torna a sorprenderci con una stupenda sezione acustica che ci accompagna, spegnendosi lentamente, nel riff di apertura di Heresy in Disguise. Con un’apertura di stampo hard rock, continue cavalcate e ancora un’ottima prova canora di Blad, la canzone si fa ascoltare tranquillamente e scivola via senza annoiare né esaltare l’ascoltatore. Con Wings of Serenity purtroppo i Falconer toccano il punto più basso dell’intera release. La parte strumentale, la costruzione del pezzo, risulta banale e troppo dipendente dal riff di apertura principale, la doppia cassa non riposa nemmeno in punti in cui sarebbe necessario lasciare più spazio alla voce, come nel ritornello, creando così un continuo bombardamento nelle orecchie dell’ascoltatore e il testo infine risulta essere un crogiuolo di banalità e di cliché già sentiti ed espressi con maggior vigore in canzoni come Eagles Fly Free degli Helloween, per esempio. Tuttavia la successiva A Quest for the Crown risolleva grandemente gli animi. La canzone si schiude con il tema principale tessuto da un liuto in RE minore mentre la voce vi duetta sopra, il tutto sorretto da semplici accordi di chitarra acustica e un tamburello. Le chitarre distorte quindi si prendono la scena, svolgendo per le prime dodici battute il tema e poi sfociando in una strofa cantabile e coinvolgente. Dopo il secondo ritornello si apre una sezione strumentale molto interessante, dove la chitarra va a tessere un cantato che rompe con il precedente mood della canzone aggiungendo, nella piega dell’allegra ballata intonata dal menestrello per il suo signore, una punta d’introspezione e di drammaticità che infine viene spazzata via dalla chiusa dove il liuto, i tamburelli e la voce si riprendono la scena, accompagnando l’ascoltatore verso il lieto fine del rinnovamento del regno tormentato dalla scomparsa della corona del re. All’ottima ispirazione del pezzo appena analizzato, segue un’altra prova di forza: Mindtraveller. La sola chitarra di Weinerhall si prende la scena, tessendo, in SOL# diesis minore il tema portante del pezzo. Dopo otto battute, fanno il loro ingresso la batteria di Larsson e il basso, dando l’accento, alternativamente, sul terzo battito (prima battuta) e sul terzo e sul quarto (seconda battuta), preparando, così, l’ingresso alla ritmica delle chitarre distorte, dove al tema si da maggiore respiro e sostegno. La prova vocale di Blad si fa ancora una volta ottima e priva di sbavature, coinvolgente soprattutto quando, dopo la strofa, nel chorus, la canzone comincia ad accelerare e a suo sostegno giungono dei cori a dare una sfumatura ambientale. Il solo di chitarra si fa ben apprezzare per la scelta di giocare in parte sulla struttura melodica e in parte sul tema principale, in modo così da non snaturare il pezzo. Ripreso il tema, la chitarra incomincia a tessere una nuova melodia, introdotta da una ritmica brevemente sincopata e poi ben più sostenuta, ora di semplice accompagnamento, ora di armonizzazione tra gli strumenti. Molto bello infine il ritornello che precede la chiusa del pezzo, lasciato ad appannaggio della sola voce, che con il delay riesce a creare un contorno di epico concilio, e con gli strumenti a dare, per otto battute, soltanto dei timidi accenti, prima di riprendere la ritmica del ritornello senza necessità di corsa, ma strizzando gli occhi soltanto alla componente atmosferica. Anche la successiva Entering Eternity si presenta come un buon pezzo, anche se non riesce a raggiungere gli standard dei due precedenti. Da sottolineare tuttavia l’ottima prova al basso di Weinerhall e un testo finalmente, se non interessante, quantomeno scevro da qualsivoglia stereotipo di stampo power, come era accaduto nelle precedenti Mindtraveller e A Quest for the Crown, o di scuola heavy (Heresy in Disguise). La title-track Royal Gallery è un pezzo alla Upon the Grave of Guilt: assale fin da subito l’ascoltatore, lo trascina e lo avviluppa, ma tuttavia il pezzo sembra continuamente perdersi in se stesso, fino ad aprirsi in un ottimo chorus e poi tornare nell’immateriale caos precedente. Molto interessante risulta la riproposizione del medesimo pattern già osservato per l’ultimo ritornello di Mindtraveller alle prime battute dell’interludio, ma poi il pezzo scema in una sezione strumentale alquanto banale, per poi spegnersi nella riproposizione del ritornello e degli ultimi suoi accordi in stoppato. Substitutional World è il pezzo più lungo dell’intera release, sfiorando quasi gli otto minuti. Dopo un'introduzione non dissimile da quanto già ascoltato fin qui, si apre una sezione melodica molto interessante. La strofa si presenta sempre aggressiva, veloce e supportata da un ottimo lavoro delle chitarre, dove Weinerhall accenna anche a delle breve armonizzazioni. Ma la canzone scivola via anonima, fino allo stupendo spaccato acustico dove il naturale riposarsi della batteria e delle chitarre lascia spazio al basso e a un solo melodico. Di nuovo Blad si riprende la scena con un cantato evocativo sull’arpeggio di un pianoforte, prima che una nuova sezione solista ne riprenda il posto e la canzone riprenda la forza e la velocità iniziale e, purtroppo, ancora una volta nell’anonimato. È ancora la chiusa, con il suo cambio, a risollevare l’animo dell’ascoltatore e a trascinarlo all’interno della successiva Lord of Blacksmiths. Trascinati e ispirati da Euterpe nuovamente (e finalmente), il pezzo appare ordinato nella sua semplicità. Stupenda è la strofa, ma soprattutto in ogni suo particolare il ritornello, con i vocalizzi di Blad e gli arpeggi del basso. Un po’ debole, invece, risulta essere l’interludio, fin qui il vero motore e propulsore dei Falconer, anche -e soprattutto aggiungerei- nei pezzi più deboli. The Past Still Lives On rappresenta quasi una controtendenza rispetto a quanto ascoltato fino a questo momento. Alle veloci sfuriate delle chitarre, alla doppia cassa insistente di Larsson, si va a sostituire un’introduzione di basso sulla quale Blad va a tessere la sua linea vocale. Sebbene la cosa cominci a sembrare in parte più un pezzo indie rock o, quantomeno, alternative, le chitarre distorte si riprendono la scena, cercando di mascherare l’esperimento tentato di Weinerhall e trascinando l’ascoltatore nello stupendo chorus, quasi completamente strumentale ad eccezione del titolo ripetuto dal cantante, dove anche le chitarre acustiche si prendono la scena con accordi e arpeggi a sostegno della melodia ordita dalla chitarra solista. Delicata e molto melodica è la sezione solista ma, forse scivola via troppo velocemente, non completamente esplorata e tratteggiata. Al magnifico ritornello spetta la chiusa della canzone e dell’album, una conclusione in cui si aggiunge anche il contrappunto, alla melodia principale, di una melodia acustica.

Al loro debutto i Falconer ci propongono un viaggio tra tutti i cliché del genere power, sia da un punto di vista musicale che da un punto di vista dei testi e dei temi. Sicuramente a un grande fan del genere il disco può risultare fruibile e di ottima fatturato in ogni suo punto, mentre a un novizio sia del genere che della musica in generale, un continuo ripetersi di situazioni ritmiche, armoniche e liriche quasi odioso. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Il disco è onesto, ha delle parti altissima ispirazione, quali A Quest for the Crown, Mindtraveller e, per certi versi, anche Lord of Blacksmiths e The Past Still Lives On, ma anche delle parti spesso tremendamente ripetitive e anonime, ma che scivolano via e si fanno comunque ascoltare. Falconer non è che un onesto disco power, senza troppe pretese di grandezza e, soprattutto, d’innovazione.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
85.52 su 21 voti [ VOTA]
Maurizio
Martedì 23 Giugno 2020, 16.54.39
37
Recensione toppata alla grande. Merita almeno 80
Maurilio
Giovedì 14 Maggio 2020, 8.22.43
36
Ribadisco lo scandalo di questa recensione e del voto. Non fa onore al vosro sito. Album spettacolare!!
Enrico86
Giovedì 6 Febbraio 2020, 17.56.11
35
Questa recensione é un brutto scivolone. Disco da 85
Stefano
Domenica 28 Agosto 2016, 10.45.28
34
Come già fatto in altre occasioni in passato, rimuovete questa recensione. Che esordio. Che album. Per fortuna che i lettori hanno rimediato a quanto scritto nella recensione. Se questo album vale 65.... mi associo alle opinioni formulate da molti lettori. È in grande album che a distanza di 15 anni ancora lo ascolt. In album che nel tempo ha conservato tutti quegli elementi che lo hanno reso uno degli album piu' della storia del metal. Altri recensori hanno capito dall'inizio la grandezza di questo album. Il "nostro" recensore purtroppo no.... PAZIENZA👎
Metal Shock
Giovedì 5 Maggio 2016, 18.51.04
33
A parte le tue varie polemiche con la redazione hai profondamente ragione sui Falconer @Valerio, questo album è veramente eccezzionale da almeno 90
VALERIO
Giovedì 5 Maggio 2016, 18.45.08
32
Su questo disco ci ho passato sopra due mesi, senza ascoltare altro e mi permetto di affermare, con buona pace di tutti i soloni e professori della rete (vedi sig. Raven), che questo album è un capolavoro assoluto. Entrando nel merito tecnico, gli elementi di forza sono 2: - il primo è sicuramente chitarrista Weinerhall, vero e proprio DEUX EX MACHINA della band; - il secondo è il cantante Blad, il quale non si limita a mettere grande forza ed intensità (cosa che accade raramente quando il testo viene scritto da un altro), ma, avendo studiato recitazione, si spinge a dare una vera e propria interpretazione del testo, con l’intonazione, la pausa o l’enfasi al momento giusto.
Er Trucido
Domenica 1 Maggio 2016, 10.18.44
31
*un mercato musicale in cui molti gruppi "inutili" sparirebbero. Mi sono perso un pezzo
Er Trucido
Domenica 1 Maggio 2016, 10.17.11
30
Il nostro Raven ha solo espresso un concetto su cui batte da tempo, ovvero il dover essere più esigenti e puntigliosi nel momento in cui si fa "critica", cosa che un fan può non essere necessariamente. Ho detto può per un semplice motivo, ovvero a volte si viene rapiti da dischi per motivi sconosciuti se non il classico "mi piace, mi prende e non riesco a toglierlo dal lettore" e non c'è alcun problema né analisi di fondo da dover spiegare. Approcci diversi dettati anche dal ruolo che a volte si incontrano e a volte divergono, il senso è quello. Facendo un discorso molto generico, se tutti fossimo "critici" forse avremmo un mercato musicale in cui molti gruppi "inutili" ma perderemmo quel pizzico di brivido irrazionale nell'ascoltare i dischi, cosa che sarebbe un pochino triste a mio parere. Il mio consiglio è vedere sempre la questione da più punti vista, in fondo non parliamo di matematica ma di musica
VALERIO
Domenica 1 Maggio 2016, 9.49.51
29
Certo, sig. Er Trucido, sono d'accordo. Tra l'altro ne approfitto per congratularmi per il sito, lo trovo ben strutturato e molto interessante. Il problema è che appena scrivi qualcosa, ci sono i soliti soloni (vedi dott. Raven) che subito ti saltano sulla testa ed altezzosamente sentenziano le loro ieratiche stronzate (mi si passi l'espressione)...
Er Trucido
Domenica 1 Maggio 2016, 9.43.29
28
Valerio, metallized è indipendente e non prende soldi né finanziamenti da nessuno, che sia ben chiaro. I commenti sono sempre bene accetti, se basati sul rispetto delle opinioni differenti e per quanto scontato questa è una delle cose più difficili su internet. Per il resto, è giusto che ognuno abbia il suo parere, dal recensore all'ascoltatore, basati su esperienze, gusti e ruoli diversi. Ad ognuno il suo.
VALERIO
Domenica 1 Maggio 2016, 9.20.04
27
Egr. dott. Raven, nel suo commento sostiene che “la critica è un’altra casa”: sono perfettamente d’accordo con lei e glielo spiego. Vede Dottore, i miei commenti saranno anche “da fan”, come dice lei, ma per quello che scrivo non sono sul libro paga di nessuno. Invece la critica, come lei certamente saprà, è quasi sempre sul libro paga di qualcuno, finanziata dai distributori delle Band più blasonate. Se poi lei insiste nel denigrare i commenti “da fan”, dovrebbe chiedere all’amministratore di questo sito di pubblicare un esplicito divieto: “Sono vietati tutti i commenti scritti dai fan”. Ma così facendo non scriverebbe più nessuno…
Raven
Lunedì 25 Aprile 2016, 10.25.06
26
Valerio, il tuo concetto è chiaro, non è necessario ribadirlo all'infinito e soprattutto in caps lock. In generale: mi pare che i Falcone siano sempre stati valutati positivamente, se poi vogliamo dire che questo è un lavoro al pari con i migliori va bene tutto, da fan. Ma come di co sempre, la critica è altra cosa. del resto tu stesso dici di non aver ascoltato tutto e di essere fresco di ascolti.
Maurilio
Lunedì 25 Aprile 2016, 10.14.36
25
Concordo pienamente con Valerio e ribadisco che voto e recensione sono totalmente fuorvianti. Per fortuna i lettori stanno rendendo giustizia a questo ottimo disco. Questo gruppo avrebbe meritato molto piú successo, anche l´ultimo album é eccellente.
VALERIO
Lunedì 25 Aprile 2016, 9.27.35
24
PAZZESCO, PAZZESCO, PAZZESCO, UN ALBUM PAZZESCO. INEDITO, NON RECLAMIZZATO, SEMI SCONOSCIUTO, MA PAZZESCO. SONO PIU' DI 20 ANNI CHE ASCOLTO METAL E SONO ORMAI IMMUNE AI FACILI ENTUSIASMI, EPPURE QUESTO ALBUM MI HA IPNOTIZZATO...
VALERIO
Lunedì 25 Aprile 2016, 9.11.00
23
QUESTO E’ UN VERO CAPOLAVORO!!! MI SONO ACCOSTATO AI FALCONER DEL TUTTO CASUALMENTE E NEL GIRO DI UN MESETTO HO ACQUISTATO QUASI TUTTI I LORO DISCHI: SONO QUALCOSA DI PAZZESCO, MOLTO AL DI SOPRA DI TANTI GRUPPI BLASONATI O ALLA MODA. VI ASSICURO CHE SE INIZIATE AD ASCOLTARLI NON POTETE FARNE PIU’ A MENO…
simo
Domenica 10 Aprile 2016, 20.30.41
22
8-9 volte? Che palle
VALERIO
Domenica 10 Aprile 2016, 19.55.13
21
L'ALBUM E' BUONO E VA ASCOLTATO A MIO PARERE CON ESTREMA CALMA: POSSO ASSICURARE CHE NE VALE LA PENA. SUGGERISCO DI ASCOLTARE LO STESSO BRANO 8/9 VOLTE DI FILA E VI ASSICURO CHE NON VE NE PENTIRETE. WEINERHALL E IL CANTANTE SONO STRATOSFERICI!!!
Metal Shock
Martedì 29 Marzo 2016, 21.46.04
20
A me sono sempre piaciuti i primi due album dei Falconer, specialmente il secondo che reputo un piccolo capolavoro do power folk, grazie soprattutto alla grande voce di Blad. Il voto, e anche la recensione, non rispecchiano a mio modo di vedere il valore di questo album, nettamente superiore a tanti altri album di power metal tanto incensati.
VALERIO
Martedì 29 Marzo 2016, 20.29.15
19
L'ALBUM E' BUONO, I RIFF DI WEINERHALL LASCIANO IL SEGNO E IL CANTANTE HA UNA VOCE CHE IPNOTIZZA. STRANAMENTE ASCOLTANDO QUESTO GRUPPO I BRANI PIACCIONO AL VOLO, MOLTO ORECCHIABILI, MA ALLA LUNGA STANCANO. DI SOLITO NEL METAL ACCADE ESATTAMENTE IL CONTRARIO, NEL SENSO CHE SI ASCOLTA PER OTTO VOLTE UN BRANO CHE SEMBRA FAR CAGARE E POI, AL NONO ASCOLTO, INCOMINCI A SENTIRE QUALCOSA CHE SI SPRIGIONA E CHE AUMENTA, IN UN CRESCENDO ROSSINIANO, SINO AL NOVANTANOVESIMO ASCOLTO. COMUNQUE E' UN BEL GRUPPO QUESTO, LO SUGGERISCO!
Master
Venerdì 2 Ottobre 2015, 23.33.23
18
Bell'album, piacevole dall'inizio alla fine, sicuramente non il power stereotipato che sembrerebbe ci si dovesse aspettare leggendo la recensione; si spazia da heavy a power e folk. Il difetto principale di questo album e di tutti quelli del gruppo è forse l'eccessiva omogeneità della proposta (pure se di livello medio elevato), che probabilmente non gli ha permesso di compiere il passo definitivo nell'Olimpo dei grandi. Rimangono un gruppo molto valido e personale, la mia valutazione è vicina ad 80.
.:alekos:.
Lunedì 3 Agosto 2015, 12.50.34
17
Uno dei pochissimi dischi power che non solo sopporto, ma gradisco. A mio parere 65 è un po' stitica come valutazione, non fosse che per l'efficace trasposizione dell'eredità dei Mithotyn, qui ben rappresentata dall'epica bonus track "Per Tyrssons Döttrar I Vänge"...
klostridiumtetani
Sabato 11 Luglio 2015, 19.14.28
16
A me questo disco piace assai!
Jappy
Sabato 11 Luglio 2015, 18.17.41
15
Conoscevo solo approssimativamente i falconer ed ho comprato la versione dell'album in questione in versione deluxe appena uscita luglio 2015 . Anche io come il commentatore precedente mi dissocio con il recensore che ci ha sciorinato la sua grande competenza musicale ma ha sottovalutato aimè un ottimo gruppo. Un trio ai più sottovalutato ma di grande potenzialità, una melodia ficcante quanto semplice . Non conosco l'intera discografia ma sicuramente non lasciatevi abbindolare dal basso punteggio e date per lo meno a questo album una possibilità .
Giullare
Giovedì 12 Marzo 2015, 16.14.03
14
Da grande ammiratore dei Falconer e possedendo l'intera discografia mi permetto di dire che aimè i voti dati al gruppo qui su Metallized sono molto approssimativi. Senza alcun rancore, la mia è solamente una critica costruttiva. Capisco anche che valutare con paragoni tra un album e gli altri sia alquanto insensato e che il voto sia assolutamente soggettivo ma qui si è un po' esagerato. Questo debutto è indubbiamente il capolavoro del gruppo che sfoggia un sound davvero convincente e roccioso, i brani si susseguono tutti su altissimi livelli, con alcuni pezzi da novanta come wings of serenity, a quest for the crown, mindtraveller, sobstitutional world e lord of the blacksmith. L'album è un vero capolavoro, a mio avviso tra i 10/15 power metal di sempre, il voto dovrebbe aggirarsi tra 85 e 90. Dare 65 a Falconer e 85 ad Armod è veramente assurdo. Spero comunque che qualcuno si dedichi alla recensione di chapters from a vale forlon e rhe sceptre of deception, giusto per avere il quadro completo sul gruppo in questione.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 22 Settembre 2014, 13.52.48
13
Personalmente trovo questo, il migliore album dei Falconer gruppo che - e mi dispiace dissentire con Monsieur Francisarbiter - ha una sua decisa personalità, sia per gli inserti diciamo "folk" o medievaleggianti, sia per l'inconfondibile voce di Blad. Mi è piaciuta, del resto, la puntigliosa recensione con l'analisi dei pezzi veramente interessante, al di la degli aggettivi che hanno indubbiamente un altalenare alto/basso, da "stupendo" a "banale". Ma è un disco che raccomando a chi ama il power, proprio per la sua originalità e il songwriting ispirato e di alto livello. Au revoir.
lux chaos
Domenica 21 Settembre 2014, 9.54.24
12
Grazie della risposta Francesco, il tuo punto di vista è rispettabilissimo, e si vede che è frutto di ascolti ragionati e attenti..alla prossima!
Francisarbiter
Domenica 21 Settembre 2014, 1.58.23
11
Buonasera e scusate se ritardo nel commentare le vostre risposte, ma è stata una giornata abbastanza impegnativa e, come ogni giornata abbastanza impegnativa che si rispetti, tutti gli apparecchi elettronici sono andati a farsi benedire o scaricandosi o rompendosi . In ogni caso, spero di chiarire meglio alcune posizioni: definire i Falconer dei classici in un genere che comprende Blind Guardian, Helloween Stratovarius, Sonata Arctica, HammerFall e, in parte (e perché no?), i Symphony X, mi sembra un'esagerazione, dal momento che per età e importanza sono questi gli unici gruppi che possono ambire a determinato titolo. Tuttavia, questo rimane un mio parere personale e lungi dall'essere un editto dogmatico Comunque, tornando a noi, vorrei sottolineare con forza come non ho mai espresso che il disco manchi di personalità. Ho trovato che alcune tracce fossero anonime e vi garantisco, questa recensione non è il lavoro di un singolo ascolto, ma di una lunga e continua meditazione. Tuttavia, dire che alcune tracce sono anonime e che il gruppo non inventa nulla di nuovo, non vuol dire essere sordo alle piccole gemme nascoste all'interno dell'album. L'ho trovato molto altalenante, sospeso tra i picchi di alcune tracce e l'abisso di altre, ma non mi permetterei mai di dire che manca di personalità . Inoltre, lungi da me voler denigrare il batterista, ho solo detto che, a mio gusto, di quando in quando, si poteva lasciar respirare maggiormente il pezzo, ma questa è una critica che possiamo muovere a qualsiasi batterista del genere, anche allo stesso Rullo per esempio. Tra l'altro, non ho mancato di sottolineare quando il lavoro era eccellente, vedi la lunga digressione su "Mindtraveller". In definitiva, ribadisco: è un disco che contiene delle perle ma anche dei bassi, tracce un po' simili a se stesse. In ogni caso, sono pronto a rispondere a qualsiasi altra domanda o dubbio ! P.S. Hai ragione "lux chaos", è stata colpa del correttore automatico, errore mio che non ho ricontrollato
Witchcult
Sabato 20 Settembre 2014, 23.34.24
10
Per me non è affatto un lavoro stereotipato, anzi tutt'affatto ha una sua personalità/riconoscibilità in mezzo a un mare di cloni, curioso notare come appunto un lavoro valido e originale sia stato fatto da musicisti estranei al circuito "power" come Larsson/Weinrhall fondatori dei Mithothyn gruppo viking autori di svariati demo e 3 album e da un cantante Blad mi pare di ricordare provenisse dal teatro.
FABRYZ
Sabato 20 Settembre 2014, 23.28.58
9
Capolavoro, e io sono tra quelli che non apprezza molto il power,ma la loro commistione con l' epic folk a me piace molto, tra l'altro il cantante è eccezionale e la loro proposta la trovo originale altro che derivativa..recensione fatta bene e opinione rispettabile ma già dalle prime 5 righe mi trova in completo disaccordo e trovo il voto ( anche se a me la valutazione numerica non interessa) veramente ridicolo se rapportato ad altri cd dello stesso genere e fuorviante come ha detto qualcuno qualche riga + sotto
lux chaos
Sabato 20 Settembre 2014, 22.24.54
8
Stupidata nel senso di "cosa non molto importante" ...ma cmq dato che mi sono accorto
lux chaos
Sabato 20 Settembre 2014, 22.23.56
7
Segnalo una stupidata nella recensione (fatta benissimo, tra l'altro) e nella tracklist: il pezzo 7 è Royal galley, non gallery!
Sandro70
Sabato 20 Settembre 2014, 22.15.31
6
Quelle di Maurilio sono parole sante.
lux chaos
Sabato 20 Settembre 2014, 22.10.16
5
Mi spiace, recensione un pò fuorviante, anzi: proprio chi apprezza il melodic power più classico con voce acuta e squillante (non per forza con un accezione negativa, io lo adoro) potrebbe non apprezzare del tutto i Falconer, proprio per la loro spiccata personalità, contrariamente a quanto affermato nello scritto. A mio parere questo è un piccolo "classico" nel genere, che abbisogna di molti ascolti per essere apprezzato in pieno, pur colpendo sin da subito. Molto bello. Il gruppo a mio parere, pur restando valido, non si è più ripetuto su questi (strepitosi) livelli. Per chi apprezza il genere aggiungere 15/20 punti
klostridiumtetani
Sabato 20 Settembre 2014, 19.59.09
4
Anch'io penso che i Falconer abbiano delle loro spiccate personalità e carattere, che forse passano in secondo piano solo perché non sono spinte ed ostentate, ma molto ragionate ed equilibrate per non "strabordare" i limiti del genere proposto. A me piacciono parecchio ed ovviamente non mi trovo d'accordo con la recensione, che comunque accetto come un punto di vista ed analisi diversa dalla mia.
Maurilio
Sabato 20 Settembre 2014, 19.10.26
3
Recensione e voto inaccettabili! Questo disco quando é uscito e anche dopo ha riscosso un notevole successo di critica e pubblico e se si leggono le recensioni su altri siti o sui giornali specializzati si trova conferma di ció.Disco onesto o ripetitivo? Batteria anonima? Il disco è stupendo, e non solo secondo me vedendo anche il voto dei lettori e gli altri siti, il batterista è uno dei migliori in circolazione( vedasi anche la prova con i King of asgard). Canzoni qui definite ripetitive o banali sono in veritá dei classici del genere e soprattutto l´apice di questo gruppo che é ancora in gran forma, come dimostra l´ottimo ultimo cd( ben recensito da Raven). Qui o non si é ascoltato bene il disco o si é prevenuti verso il genere o non si riesce ad apprezzare una band che si differenzia molto dagli altri gruppi power per voce, intermezzi folk e epicitá. Appello a chi non ha sentito il disco: non date retta a questa recensione, mi dispiace dirlo, ma è totalmente fuorviante, basta leggerne altre e leggere i commenti su questo disco per rendersene conto.
Sandro70
Sabato 20 Settembre 2014, 18.48.54
2
La penso esattamente come entropy.I Falconer sono uno pochi gruppi con personalità usciti in questo genere negli ultimi anni, quante band hanno un cantante subito riconoscibile e del livello di Mathias Blad? Definirli semplicemente power metal è errato, loro sono un mix di epic ( tanto ), folk, metal classico e power.Questo disco è uno degli apici dei Falconer ( esclusi i due album senza Mathias Blad, gl'altri sono tutti validi ) nonchè uno dei migliori usciti negli ultimi 15 anni ( nel suo genere ).Merita 88, senza alcun dubbio.
entropy
Sabato 20 Settembre 2014, 11.02.25
1
a me i falconer invece hanno sempre dato l'impressione di avere una propria personalità ben riconoscibile, fin dall'esordio. Certo non inventano nulla, ma quando li ho ascoltati non ho mai avuto questa forte sensazione di cliche e deja vu, anche perché non è che suonino proprio il power più "di moda" (tipo hammerfall). Voto ? un 70/75 ci può stare
INFORMAZIONI
2001
Metal Blade Records
Power
Tracklist
1. Upon the Grave of Guilt
2. Heresy in Disguise
3. Wings of Serenity
4. A Quest for the Crown
5. Mindtraveller
6. Entering Eternity
7. Royal Gallery
8. Substitutional World
9. Lord of the Blacksmiths
10. The Past Still Lives On
Line Up
Mathias Blad (Voce, Tastiera)
Stefan Weinerhall (Chitarra, Basso)
Karsten Larsson (Batteria)
 
RECENSIONI
75
85
73
72
55
80
72
65
ARTICOLI
29/12/06
Intervista
FALCONER
Parla Stefan
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]