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Onkel Tom - H.E.L.D.
( 1190 letture )
Difficile che chi legge regolarmente queste pagine non conosca un personaggio come Tom Angelripper, all’anagrafe Thomas Such, anni 51 e alfiere da ormai un trentennio del thrash di matrice teutonica con i suoi Sodom, creatura possente e indomabile che continua a guidare con successo nella duplice veste di cantante e bassista. Schivo quanto carismatico frontman, Tom porta avanti sin dal 1995 un side-project decisamente meno impegnativo rispetto alla figlia prediletta, e che gli permette di sfogare la sua anima in maniera libera e sfrenata, senza doversi curare di proporre un preciso genere musicale e, quindi, attenersi a delle regole non scritte da rispettare per soddisfare i sempre esigenti fan. Con Onkel Tom, creatura giunta al sesto disco sulla lunga distanza, il nostro paladino si cimenta unicamente nelle parti vocali, lasciando l’onere e l’onore degli strumenti a compagni di ventura e di serate alcoliche. Partiti in maniera spensierata proponendo cover in salsa thrash di canti popolari tedeschi, tra i quali anche i grandi classici che risuonano di continuo sotto i tendoni dell’Oktoberfest, con questo nuovo lavoro in studio i nostri raggiungono un nuovo stadio di maturità, offrendo un’opera non compiuta dal punto stilistico –e questo molto probabilmente non rientrava affatto tra gli obiettivi– ma liberandosi del tutto dalle cover e dagli episodi più marcatamente ridanciani. Non fraintenda il pubblico di lettori, non ci troviamo ad avere a che fare con un album impegnato o da prendere più di tanto sul serio, ma non si tratta nemmeno di un disco fatto tanto per una bevuta di birra e un sonoro rutto in compagnia, al fin di rimarcare la propria superiore virilità.

Rimanendo in tema di rumori corporei, l’intro di H.E.L.D. è marziale nel suo incedere carico di flatulenze, e rompe il ghiaccio creando sin da subito il feeling con l’ascoltatore, che viene in seguito colpito dal riffing catchy su coordinate thrash di Prolligkeit Ist Keine Schande, che non manca di strizzare l’occhio ad un’attitudine punk rozza che ammanta diversi dei brani che riempiono i 46 minuti di durata del nuovo parto degli Onkel Tom. Altro aspetto che emerge e che solo di rado abbandonerà l’ascoltatore è la presenza di cori canticchiabili, in grado di stamparsi rapidamente in testa. E così, dopo un brano più heavy oriented come Zu Wahr, Um Schön Zu Sein, sul quale spiccano le ruvide corde vocali di Tom Angelripper, ecco giungere quella che può essere considerato un manifesto vero e proprio, tanto stilistico, quanto attitudinale, oltre che un inno al divertimento ed al piacere: tale omaggio prende il nome di Ein Bisschen Alkohol (traduzione: “un po’ d’alcool”), il cui incedere trascinante e il cui chorus da taverna rimarranno probabilmente l’autentico highlight dell’uscita. Tuttavia, c’è spazio per un momento più rilassato, con la successiva power ballad Am Morgen Danach, che apre il cammino ad una serie di brani catchy e funzionanti, su cui si innalza la buona Im Suff, dalla ispirata verve melodica. E’ tuttavia in chiusura che vengono presentati altri due ottimi calibri: dapprima un pezzo trascinante e punkeggiante (Auf Gedeih Und Verderb), infine la vera sorpresa, ovvero una ballad acustica ed intimista, Ich Bin Noch Am Leben (traduzione: “sono ancora vivo”), che rivela un Tom riflessivo sulla sua vita, il suo passato, e sui tanti colleghi e amici che hanno già completato il loro percorso su questa Terra.

Gli Onkel Tom –ci riferiamo ad essi come ad un collettivo, pur riferendosi il nome al loro leader– sono un gruppo onesto e valido. Non sono ingabbiati in logiche commerciali, non propongono un genere specifico ma spaziano molto tra heavy, thrash e raw punk, il tutto condito da una buona dose di ironia ed allegria. Non bisogna tuttavia etichettarli come una band di puro svago e divertimento, per quanto lo siano almeno in una certa misura. Se è infatti vero che si sprecano gli inni all’alcool, con altrettanti inviti nelle interviste e nelle note a stare attenti a non superare i limiti consentiti, e più in generale alle feste ed al divertimento, non mancano episodi di tutt’altra natura, con picchi emotivi sulla già citata ballad, personale e sentita, ma anche con riflessioni sull’attualità e sul mondo contemporaneo. Due esempi su tutti: in Auf Gedeih Und Verderb (traduzione: “per il Bene e per il Male”) si affronta il tema dell’imperante corruzione, del fanatismo religioso e dell’egoismo; in Der Duft Von Lavendel (traduzione: “il profumo della lavanda) si tocca invece un tema più legato ai singoli individui, ovvero lo stress e la rapidità che caratterizzano le vite degli uomini contemporanei, portandoli a perdere tanti aspetti che meriterebbero di essere goduti appieno. Con una produzione non stellare ma solida, in grado di dare alle chitarre un suono grasso, una buona evidenza al basso e suoni invece non entusiasmanti alla batteria, H.E.L.D. è perfettamente definito dal suo stesso titolo: esso è infatti acronimo di Hart-Ehlrich-Laut-Durstig, traducibile come “duri-onesti-rumorosi-assetati”. Coadiuvato da musicisti efficaci e funzionali al progetto, libero da pressioni e con la possibilità di esprimersi in maniera autentica e non schematica, Tom vien fuori con un disco di facile ascolto e di altrettanta fruibilità e godibilità. Sebbene non particolarmente longevo, è dotato di una buona varietà che gli consente di non finire nel dimenticatoio in tempi brevi. E considerando lo scopo dell’ensemble, l’obiettivo è pienamente raggiunto.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
62.33 su 3 voti [ VOTA]
Zagor
Sabato 27 Settembre 2014, 15.26.19
8
io ho gli altri della produzione onkel tom e visto i commenti qui sotto non manchero di passare a) a comprrarmelo nel negozio di dischi b) di passare al super per rifornirmi di birra in modo da gustarrmi meglio le song!
jek
Venerdì 26 Settembre 2014, 20.52.10
7
Sono ai primi passaggi, disco spassosissimo, canzoni come Ein Bisschen Alkohol urlano Oktoberfest. Bella segnalazione, recensione azzeccata e anche il voto.
er colica
Venerdì 26 Settembre 2014, 12.55.21
6
ho inquadrato il tipo di musica, ho capito subito come suona, mentre per quanto riguarda i gruppo so chi sono ma di loro ho ascoltato poco a dire la verità, ma come detto ho inquadrato e posso immaginare come suona sta disco. la copertina invece mi esalta , è praticamente un tributo a me hahaha mi scuso se dovessi risultare troppo poco modesto hahahahaha
Le Marquis de Fremont
Venerdì 26 Settembre 2014, 11.02.31
5
Non conosco la musica e sono poco appassionato al genere thrash. Quindi non giudico la musica. Ma la copertina è assolutamente di cattivo gusto. Chiuda la porta, please, anche per l'odore...
Fly 74
Giovedì 25 Settembre 2014, 20.25.39
4
Canzoni varie ed esaltanti al massimo, lo ascolto tutti i giorni . Band che adoro come tutta la discografia. Lo zio Tom è imbattibile anche nella ballad acustica, da lacrime. Vai Tom siamo tutti con te !
Nikolas
Giovedì 25 Settembre 2014, 10.42.48
3
Mitico, anche se è vero che sapere il tedesco aiuterebbe! A Wacken me lo sono goduto ed è stato divertentissimo, ma mi sentivo un po' fuori posto con tutti i tedeschi che cantavano
Ditark
Mercoledì 24 Settembre 2014, 13.48.12
2
Ovviamente sarebbe meglio conoscere il tedesco per apprezzarlo appieno, tuttavia la genuinità di Onkel Tom traspare come sempre.
jek
Martedì 23 Settembre 2014, 21.01.21
1
Se quello che c'è nella recensione è vero (e non ne dubito) questo è un disco da avere. Cori mazzate divertimento e rutti modello Hammer Fight sarà mio
INFORMAZIONI
2014
Steamhammer / SPV
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Flatus Antelucanus
2. Prolligkeit Ist Keine Schande
3. Zu Wahr, Um Schön Zu Sein
4. Ein Bisschen Alkohol
5. Am Morgen Danach
6. Was Euch Nicht Past
7. Vom Paradies Gen Süden
8. Wer Nach Dem Lied Noch Stehen Kann
9. Der Duft Von Lavendel
10. Im Suff
11. Der Onkel Kommt Zum Hausbesuch
12. Auf Gedeih Und Verderb
13. Ich Bin Noch Am Leben
Line Up
Tom Angelripper (Voce)
Marcel Mönnig (Chitarra)
Klaus Nicodem (Chitarra)
Marc Beste (Basso)
Cornelius Rambadt (Batteria)
 
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