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Novembre - Novembrine Waltz
( 1535 letture )
I Novembre sono sempre stati una band straordinaria al di fuori di ogni etichetta precostituita e questo fin dall’esordio visionario di Wish I Could Dream It Again, proseguendo per il dark sound di Arte Novecento, fino alla violenza catartica di Classica. Identificare il genere della band è sempre stato difficile si potrebbe parlare di death, prog, black, goth, dark, musica classica, tradizionale, pop e tutto questo non servirebbe a rendere l’idea! Il tutto diventa ancora di più difficile con questo Novembrine Waltz un disco che sembra la tela di un pittore impressionista, pregno di umori e colori diversissimi e contrastanti; un disco dove ogni emozione ed ogni sensazione è contemplata e dove non ci sono parole per descrivere una perfezione musicale che non ha eguali.

Questo viaggio nell’animo umano si apre con Distances che si avviluppa ferale ed oscura per poi aprirsi all’immortale melodia del Lago dei Cigni di Ciajkovski ed a squarci di luce talora arabeggianti e talaltra folkloristici; segue poi quel capolavoro in musica di Everasia: un brano dove ogni sentimento è contemplato e in cui i brividi si rincorrono lungo la schiena di fronte ad una musica che sembra solare ,ma che si ciba di disperazione. Come Pierrot è un altro stupendo quadro “novembrino” che vive di reminescenze care ai Depeche Modecalate in un contesto metal devoto all’oscurità ed alla potenza; Child Of Twilight è la dolcezza di un inizio sognante, di un incontro tra l’amore e la pazzia e dell’ennesima trasformazione violenta e tagliente ma pronta ad aprirsi in una sognante dolcezza che rapisce. Tutto ciò non avrebbe un senso senza l’idea di pazza di una cover di Cloudbusting (di Kate Bush) cantata in maniera splendida dall’ospite Ann-Mari Edvarsen dei sublimi The Third And The Mortal e sottoposta ad un rinvigorente trattamento prog-metal. Ancora: Flower sembra un sogno distante avvolto in una nube pop-dark , ma in cui la componente metal opera sullo sfondo e si schiude in un finale magico che lascia senza fiato; Valentine (almost an instrumental) è uno strumentale (cantato) che vive della contraddizione in termini e che avviluppa ogni colore ed emozione ed in cui la tecnica è un mezzo potentissimo al servizio del cuore. Chiudono Venezia Dismal che ci porta sui rigoli e sui canali della magica città, lasciando ancora alla musica il compito di scavare dentro ogni sensazione e Conservatory Resonance disperata e rabbiosa stretta finale di una musica senza limiti che si chiude con un eco del “Va Pensiero” di Giuseppe Verdi quasi a simboleggiare un nuovo inizio, dentro la fine.

Questo disco è stato ascoltato dal sottoscritto 1000 volte, sezionato, vissuto, consumato, piegato agli avvenimenti quotidiani, ai capricci e ai bisogni dell’anima, ma non ha mai mostrato segni di usura e di stanca; inutile ricordare la genialità e la sempre più multiforme e talentuosa vocalità di Carmelo Orlando (chitarrista/cantante e mente del gruppo), la tecnica batteristica extraordinaire di Giuseppe Orlando (autentica macchina da guerra al servizio della musica) e il lavoro dei grandissimi scudieri Damien Cristiani (basso)e Max Pagliuso (chitarra); tutto inutile questo disco DEVE essere ascoltato per la sua intrinseca perfezione e state tranquilli dove non arriverà la vostra mente arriverà il vostro cuore.


VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
96 su 16 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2001
Century Media
Gothic
Tracklist
1. Distances
2. Everasia
3. Come Pierrot
4. Child Of Twilight
5. Cloudbusting
6. Flower
7. Valentine(Almost An Instrumental)
8. Venezia Dismal
9. Conservatory Resonance
Line Up
Carmelo Orlando - Guitars,Vocals
Massimiliano Pagliuso - Guitars,Backing Vocals
Damian Cristiani - Bass
Guiseppe Orlando - Drums
 
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