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Pestilence - Testimony of the Ancients
( 2563 letture )
Siamo nel 1991, una nuova "corrente" sta iniziando a prendere piede nella scena estrema, dividendosi da un genere ancora giovane ma ormai largamente apprezzato (aggettivo da prendere con le pinze). A questa nascita contribuiscono in molti, la maggior parte di essi portano nomi adesso rinomati: Cynic, Death, Atheist. Una di queste realtà non sembra ancora totalmente sicura della scelta da intraprendere ma, forte di un rilevante cambiamento nella line-up, decide di staccare con il passato e muovere verso nuovi orizzonti, dapprima con un passo più piccolo, successivamente stravolgendo i canoni di un genere. Il "piccolo passo" di cui ci apprestiamo a parlare è Testimony of the Ancients, terzo ed acclamato capitolo dei deathster olandesi Pestilence.
Continuiamo ancora un attimo ad analizzare le condizioni che portano alla nascita di questo disco. Il gruppo, piantato in asso dal cantante e bassista Martin Van Drunen, risponde con una soluzione che appare disperata ma che si rivelerà, a suo modo, efficace: Mameli, leader e chitarrista, si fa ulteriormente carico delle vocals, dando così anche piena libertà espressiva alla svolta musicale che già da tempo pensava di intraprendere. Allo stesso tempo viene arruolato un membro del tutto nuovo: il tastierista Kent Smith (già militante nei Coroner), che con i suoi inserti influirà considerevolmente sul sound del nuovo disco e sull'evoluzione della band stessa. A completare il quadro, Tony Choy, preso in prestito ai Cynic, impugna il basso e contribuisce ad elevare il livello tecnico complessivo del gruppo.
Il risultato è un lavoro che fa "da tramite", distaccandosi dai primi due capitoli, puramente death/thrash e caratterizzati da un riffing che non conosce tregua e ponendo le basi per quello Spheres che ancora oggi fa scalpore. Tutto questo senza limitarsi ad essere un album "di passaggio", ma qualificandosi come possibile punto più alto della discografia della band, grazie proprio al perfetto equilibrio tra le due componenti contrastanti: death e prog/melodic.

Il disco si compone di otto pezzi, collegati tra loro da altrettanti intermezzi che mantengono l'atmosfera costante e fanno delle sedici tracce un tutt'uno, nonostante non venga mai a mancare la varietà nelle composizioni. L'opener The Secrecies of Horror rimane abbastanza legata ad un death tradizionale e le parti di tastiera fanno quasi unicamente da supporto agli accordi delle chitarre, creando un'atmosfera quasi da symphonic black. L'intermezzo Bitterness, dalle sonorità medievali e dominato dalle note di un clavicembalo, ci accompagna dolcemente alla successiva Twisted Truth, dove viene messa in mostra la vera doppia faccia del disco, in un'alternanza tra grooveggianti mid-tempo death e assoli prog malinconici. La misteriosa e inquietante Darkening introduce alla frenetica e direttissima Lost Souls, dove nuovamente fa da padrona una componente death in stile Morbid Angel. Land of Tears, considerata da molti pezzo di punta del disco, si apre con un up-tempo fatto di riff molto tecnici per poi svilupparsi in un'ottima parte centrale, dove si susseguono accordi e contrappunti dissonanti sulle stesse scale utilizzate e rese famose dai Death, per poi tornare al riff di partenza dopo un assolo sostenuto dalle splendide atmosfere create dalle tastiere.
Poco da dire vi è su Prophetic Revelations, traccia che sicuramente non spicca, a differenza delle altre, per la sua struttura elaborata, ma che tributa in pieno le origini prettamente death del gruppo, con giusto qualche inaspettato cambio di tempo e una breve sezione sostenuta da tastiere prima del finale che sfocia, tra orgasmi femminili, nell'atmosfera depravante e oscura di Impure. Testimony gioca tutto su un alternarsi di tremolo picking e stacchi dissonanti, che vengono riempiti nuovamente da un sottofondo di tastiere dal sapore vagamente "fantascientifico" ed enigmatico. Da menzionare è anche l'ennesimo ottimo lavoro svolto da Patrick Mameli e Patrick Uterwijk nel solo, breve ma intenso, di quest'ultima traccia. La quasi "voivodiana" Presence of the Dead è sicuramente una delle prove migliori del disco per l'egregio lavoro svolto da ogni strumentista: riff, parti soliste e arrangiamenti sono di assoluto pregio e la sezione ritmica è tenuta in piedi con particolare maestria dalla coppia Tony Choy/Marco Foddis. Stigmatized è una traccia in grado di fare presa fin dal primo istante: l'intro melodico e catchy attira istantaneamente l'ascoltatore, per poi farlo cadere in un vortice in cui si susseguono senza tregua sezioni di ogni tipo, da riff death aggressivi fino a melodie inaspettatamente allegre, passando per cambi di tempo repentini e assoli estasianti. Sul finale le stesse note della melodia introduttiva si ripresentano sotto l'effetto crescente di un flanger, sparendo lentamente e lasciando spazio alla strumentale In Sorrow, che chiude più che degnamente il disco con una melodia che lascia intravedere un sentimento di speranza, altro elemento sicuramente inusuale per il genere.
La produzione, a cura di Scott Burns, eccelle praticamente sotto qualsiasi aspetto: la scelta dei suoni delle tastiere appare sempre azzeccata, ogni strumento è definito, udibile e perfettamente miscelato nel mix, il tutto senza rinunciare alla necessaria potenza sonora.

Testimony of the Ancients è un disco spesso sottovalutato, per la dipartita di Van Drunen o perché oscurato da nomi più grandi, anche da altri dischi dei Pestilence stessi. Tuttavia, la capacità di creare un'opera che fosse conforme all'ideale di death metal del tempo e allo stesso tempo di così grande impatto emotivo non fu a portata di molti, soprattutto in un periodo in cui il death riscontrava successo più nelle sue forme brute e ferali. Proprio per il suo doppio aspetto old school/sperimentale, penso sia consigliabile a chiunque una bella rispolverata di questo gioiello, preferibilmente anche con i suoi ottimi testi, di ispirazione lovecraftiana, alla mano.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
93.31 su 19 voti [ VOTA]
jaw
Venerdì 24 Novembre 2017, 22.29.53
17
Preferisco questo,no al limite sono scozzesi discendenti degli Holocaust
buio
Giovedì 26 Ottobre 2017, 10.30.44
16
ma sono italiani?
Pink Christ
Domenica 26 Febbraio 2017, 18.01.20
15
CAPOLAVORO death metal 99
gianmetal
Lunedì 5 Dicembre 2016, 9.41.38
14
Ci sono volti drivers ascolti,pero posso dire con certezza che quest disco é assolutamente perfetto,sotto ogni punto di vista 100
Andy
Martedì 9 Agosto 2016, 15.26.29
13
Per me, capolavoro.
ANGELO 71
Venerdì 25 Settembre 2015, 16.02.44
12
Ho acquistato testimony appena uscito nel 91 e ancora oggi dopo 24 anni mi esalta come non mai capolavoro assoluto
MetalFlaz
Martedì 8 Settembre 2015, 8.37.15
11
non lo so ogni volta che ascolto rimango un po' perplesso mi piace, ha delle parti veramente geniali, specialmente a livello chitarristico, però altre sono un po' semplici a livello di struttura rispetto al resto.. magari con un sforzo in più poteva uscire un capolavoro vero e proprio e non ho mai capito il senso di alcuni intermezzi, che mi sembrano slegati dal pezzo che dovrebbero introdurre pareri personalissimi, non voto ma oltre un 75-80 non va
BlackAlbum90
Mercoledì 8 Ottobre 2014, 11.26.02
10
Un grande disco che prepara l'ascoltatore al successivo lavorone chiamato "Spheres". Potente, melodico, groovy e prodotto da dio. Un lavoro completo sotto ogni punto di vista che lascia estasiati dal primo all'ultimo pezzo. Il 90 ci sta tutto, ottima recensione!
Marco B.
Mercoledì 8 Ottobre 2014, 1.29.51
9
capolavoro, 100. pietra miliare.
Death Fox
Lunedì 6 Ottobre 2014, 12.11.05
8
Album stupendo, però a mio modesto parere non va oltre l'86-88 perchè ritengo i Pestilence sempre un gradino sotto rispetto a Death, Cynic e Atheist che al tempo erano superiori sotto ogni punto di vista..
thrasher
Domenica 5 Ottobre 2014, 2.35.46
7
Un disco che non ha bisogno di presentazioni un capolavoro del genere
LAMBRUSCORE
Sabato 4 Ottobre 2014, 13.49.09
6
Lux Chaos, non è che per forza io ami la roba grezza rispetto a quella più curata, di tantissimi gruppi preferisco magari il secondo album , pochi esempi, tra i più famosi, diciamo, Sepultura, Vio-lence , Death, D.R.I., Deicide -preferisco il terzo e il quarto-, Morbid Angel, Slayer, Cannibal.... più una vagonata di gruppi sconosciuti, apprezzo tutti i loro esordi ma il meglio per me l'hanno dato dopo qualche anno...
lux chaos
Sabato 4 Ottobre 2014, 13.30.44
5
Quoto - inaspettatamente - lo zio Lambru, anche per spheres...immaginavo coi tuoi gusti, leggendoti da molto, che il tuo prediletto fosse consuming, un po più 'gnurant di questo
LAMBRUSCORE
Sabato 4 Ottobre 2014, 13.20.59
4
Anche per me il migliore, gli intermezzi ci stanno alla grande, disco che non stanca mai, massimo dei voti, di sicuro, amo anche i primi 2 -e ci mancherebbe!!!!- poi Spheres non l'ho mai digerito, non è roba per me, gli ultimi li ho ascoltati troppo poco per giudicarli, comunque a chi non li conosce, primi 3 da sparare a manetta sempre....e comunque, fidatevi dello zio Lambru....
lux chaos
Sabato 4 Ottobre 2014, 10.47.20
3
Il migliore senza dubbio per me, equilibrio perfetto di stili, fantastico, meglio dei precedenti e del successivo...quelli degli ultimi anni faccio finta che non siano stati registrati Bella rece
Doomale
Sabato 4 Ottobre 2014, 10.07.00
2
...grande album dei Pestilence...forse il migliore per me...contiene tanti pezzi davvero potenti e diretti...Lost souls, twisted truth e testimony...davvero bello!...di sicuro il mio Pestilence-album preferito insieme a Consuming Impulse!
Galilee
Sabato 4 Ottobre 2014, 9.52.54
1
Secondo la mia questo disco è un pò troppo ripetitivo. È potente e compatto, ma manca un pò di varietà. Preferisco quelli precedenti e soprattutto il successivo spheres.
INFORMAZIONI
1991
R/C Records
Death
Tracklist
1. The Secrecies of Horror
2. Bitterness
3. Twisted Truth
4. Darkening
5. Lost Souls
6. Blood
7. Land of Tears
8. Free Us from Temptation
9. Prophetic Revelations
10. Impure
11. Testimony
12. Soulless
13. Presence of the Dead
14. Mindwarp
15. Stigmatized
16. In Sorrow
Line Up
Patrick Mameli (Voce, Chitarra)
Patrick Uterwijk (Chitarra)
Tony Choy (Basso)
Marco Foddis (Batteria)
 
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