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Masterplan - Novum Initium
( 1828 letture )
Quinto studio album per i Masterplan, dopo la buona ma non eccellente prova di Time to Be King del 2010. Con un disco d’esordio che ancora oggi viene giustamente annoverato tra i migliori nel suo settore, la band ha dettato le linee guida del proprio sound, ribadite nella seconda prova in studio Aeronautics. Ma da sempre a caratterizzare questa formazione vi sono i continui stravolgimenti in line-up, con avvicendamenti importanti soprattutto a livello vocale, dove rimane fissa l’ombra di Jorn Lande, eredità pesante da raccogliere per chi lo ha succeduto: Mike DiMeo prima e ora il nuovo arrivato Rick Altzi. DiMeo ha avuto appena il tempo di prendere parte al progetto dando alle stampe un solo album, MK II (che si riferisce al fatto che quella di allora fosse la seconda formazione, ovvero la cosiddetta Mark II), non certo da annoverare tra i preferiti dei fan. Lo svedese Altzi, conosciuto per essere il cantante degli At Vance (band power metal proveniente sempre dalla Germania) dal 2007 ad oggi, ha ora l’occasione per dimostrare al mondo intero le proprie potenzialità e soprattutto di poter ricoprire un ruolo così importante più che dignitosamente. Un secondo avvicendamento recente ha visto la dipartita del batterista Mike Terrana col conseguente arrivo di Martin “Marthus” Skaroupka, attuale componente di Cradle of Filth ed Inner Fear, mentre alle quattro corde si segnala l’ingresso in formazione del rinomato ex bassista degli Stratovarius, il finlandese Jari Kainulainen, in sostituzione del membro storico Jan-Sören Eckert. I soli Roland Grapow e Axel Mackenrott rimangono così l’unico legame col passato dei Masterplan. Insomma, una band che deve cercare di riemergere dalla proprie ceneri e che non a caso ha scelto d’intitolare il nuovo album Novum Initium. Pubblicato come sempre sotto l’egida dell’etichetta teutonica AFM Records, l’ultimo disco della band originaria di Amburgo (ma ormai divenuta per forza di cose internazionale visto che è composta da cinque membri di quattro nazionalità diverse) è un lavoro che non rivoluzionerà il nostro modo di intendere il power metal, ma che come ci si potrebbe facilmente immaginare, non farà altro che confermare un monicker che a dispetto dei tanti scombussolamenti interni resta fortemente ancorato ad un sound classico e poco avvezzo a innovazioni.

Novum Initium si compone di canzoni brevi ed immediate, dalla durata quasi mai superiore ai cinque minuti, undici tracce (comprendenti l’intro e la semi-suite conclusiva) per cinquanta minuti totali di ascolto. Dal punto di vista ritmico è evidente la volontà di spingere parecchio sull’acceleratore -pur entro certi limiti- e fondamentale è in questo senso l’apporto del nuovo arrivato dietro le pelli, mentre alla melodia è riservato un ruolo più di contorno. Sotto l’aspetto vocale il singer Rick Altzi si dimostra un elemento in grado di dare un contributo importante alle composizioni del gruppo, dotato com’è di una voce dalle ottime caratteristiche tecniche, che alla lunga ricordano proprio il cantato di Lande, seppur Altzi disponga di un timbro più ruvido e quindi meno limpido del suo predecessore. Nell’insieme l’album presenta canzoni dal livello medio-alto con purtroppo pochi picchi qualitativi degni di nota; tra gli episodi migliori annotiamo l’iniziale The Game, canzone aggressiva con strofe e ritornelli che entrano subito in testa, Return from Avalon, la traccia più power metal cui andremo incontro, con un Roland Grapow ispirato e in grande spolvero, ma anche le similari Keep Your Dream Alive e Betrayal, la più cupa e maestosa No Escape o, per chiudere in bellezza, la lunga e leggermente più articolata titletrack. Molti gli inserti di tastiera ad opera di Axel Mackenrott, che rendono ogni canzone più varia e sono necessari a rendere meno pesante il susseguirsi delle tracce. Sono sempre voce e chitarra però le vere protagoniste, prendendo di continuo in mano le redini della situazione e dettando le linee guida dei vari brani. Poche le tracce sottotono, e soprattutto con poche differenze rispetto agli episodi fin qui citati. Tra queste segnaliamo Pray on My Soul ed Earth Is Going Down, che non incidono abbastanza da lasciare il segno nemmeno dopo svariati ascolti. La piacevole ballad Through Your Eyes ha l’unica funzione di mostrarci il lato più tranquillo di questi nuovi Masterplan, apprezzabile tanto quanto quello più “cattivo”, in quanto si tratta di due facce di una stessa medaglia.
L’edizione digipack del disco presenta due bonus track: 1492 e Fear the Silence, dal minutaggio identico e dall’unica funzione di mere comprimarie che nulla aggiungono alla bontà del lavoro, ma sembrano ormai oggigiorno indispensabili per poter dare alle stampe un album.

Con Novum Initium i Masterplan si ripresentano al grande pubblico e lo fanno col loro solito stile da band pluristellata e osannata dalla maggior parte degli appassionati del genere. Un nome che fa pensare sempre in grande e che nonostante alcune pubblicazioni non eccezionali può sempre contare su un disco di debutto entrato ormai nell’Olimpo del power metal moderno. Ma è pur vero che quanto contenuto nel nuovo album non farà gridare nessuno al miracolo, limitandosi semmai a qualche giudizio più alto della media, magari dettato dall’amore incondizionato che qualcuno potrebbe provare per questa band di grandi nomi. Non aspettatevi un capolavoro, quindi, perché Novum Initium non è altro che un buon disco prodotto da una formazione ancora “work in progress”, che solo se riuscirà a dare una continuità al proprio operato potrebbe allora provare a stupirci di nuovo. Ma quel momento non è ancora giunto.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
68.83 su 6 voti [ VOTA]
Mauroe20
Lunedì 8 Ottobre 2018, 18.50.58
3
Grapow e' sempre una garanzia.Conoscevo già il singer negli At Vance e a dirla tutta credo sia stata la scelta giusta.Certo non e' cantante con le qualità alla JOrn ma il suo compito e''fatto bene.I Masterplan a me sono sempre piaciuto parecchio a pelle e questo disco l'ho consumato.Voto 75
Radamanthis
Lunedì 13 Ottobre 2014, 11.58.16
2
Disco che reputo superiore al precedente Time to be king (che mi era piaciuto comunque, intendiamoci). La nuova formazione è veramente notevole, oltre ai due storici Grapow - Mackenrott l'ingresso di Skaroupka alla batteria ha dato un sound veramente notevole. Poco cambia invece per il bassista: mi spiace che sia andato via l'altro memebro storico Eckert ma l'ingresso dell'ex Stratovarius Kainulainen è garanzia assoluta! Alla voce Lande non puoi sostituirlo: ci sono singers che quando vengono sostituiti i sostituti partono perdenti in partenza e è il caso anche di Rick Altzi, certamente bravo ma 2 spanne sotto il norvegese. Peccato perchè con Jorn alla voce sarebbe stato un disco certamente superiore. La traccia che più mi è piaciuta è senza dubbio Black night of magic ma tutte le tracce restanti sono di valore assoluto anche se in nessun brano (salvo la già citata #4) si raggiunge picchi qualitativamente eccelsi. Disco da 75 ma io avrei voluto qualcosina di più...e con Lande forse ci si sarebbe arrivati!
Gokronikos
Lunedì 13 Ottobre 2014, 10.50.53
1
Band mostruosamente sopravvalutata, noiosi e ripetitivi! W i Riot! A loro dovrebbe andare la vera gloria, non a questi gruppetti fatti a tavolino.
INFORMAZIONI
2013
AFM Records
Power
Tracklist
1. Per Aspera Ad Astra
2. The Game
3. Keep Your Dream Alive
4. Black Night of Magic
5. Betrayal
6. No Escape
7. Pray on My Soul
8. Earth Is Going Down
9. Return from Avalon
10. Through Your Eyes
11. Novum Initium
12. 1492 (Digipack Edition Bonus Track)
13. Fear the Silence (Digipack Edition Bonus Track)
Line Up
Rick Altzi (Voce)
Roland Grapow (Chitarra, Voce nella traccia 11)
Axel Mackenrott (Tastiere)
Jari Kainulainen (Basso)
Martin “Marthus” Skaroupka (Batteria)
 
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