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Darkness Divided - Written In Blood
( 1029 letture )
Stessa spiaggia, stesso mare.

Nati nel 2010 a San Antonio, Texas, i Darkness Divided trovano l’occasione per farsi conoscere in tempo zero grazie al fortunato incontro, nel 2012, con il produttore Daniel Castleman, già padrino di molti lavori di alcuni gruppi forti della scena come Winds of Plague, Carnifex e Suicide Silence, che permetterà da lì a poco alla band di sfornare il loro primo EP Chronicles. Il riscontro è buono, abbastanza da fare drizzare le orecchie alla Victory Records che si mostra parecchio interessata ad un possibile contratto con i fratelli Mora, annunciandoli poi a carte firmate come portatori dei valori tradizionali del heavy metal americano congiunti allo stile dell’hardcore e del nuovo metalcore.
Parole molto lusinghiere e cariche di aspettativa, non c’è che dire… Peccato solo che negli ultimi dieci anni le si siano sentite addosso ad almeno un centinaio di altri gruppi.

Chiariamoci, non è intenzione di nessuno fare del giudizio di genere, ma scrivere qualcosa a proposito dei Darkness Divided comporta inevitabilmente l’estendere le stesse parole al 95% della scena metalcore attuale (il che capita piuttosto spesso di questi tempi).
Written In Blood segue una strategia standard, guardandosi bene dall’uscire dai confini tracciati, aderendo completamente a una prassi ben consolidata. Tutto è molto tipico: c’è l’intro in stile simil-orchestrale (Severance), poi il brano di punta (The Shepherd’s Hands), la ballata-pop-core-oriented (The Hands That Bled), il momento di stacco (The Descent e Interlude), quello di ferocia (A Well Run Dry) e via discorrendo. Certo, sono brani fluidi che non si increspano mai, in grado di prenderti molto mentre li ascolti perché dopotutto i dischi di genere funzionano quasi sempre (altrimenti non sarebbero divenuti tali), ma si tratta di canzoni ineluttabilmente vuote nel loro essere derivative. Pertanto sono brani ampiamente prevedibili, abili di farti capire con largo anticipo come si svilupperanno, dove breakdown sincopati, blast beat fotonici, clean vocals alla stregua del melenso e campionature in salsa electro cadono con una precisione millimetrica laddove la regola preveda che si siano. Va senz’altro riconosciuto il valore e la forza di alcuni brani, come Eternal Thrist, abile di unire una struttura orecchiabile e efficace a una buona varietà di suono e di stile, o Divine Mercy, un ottimo brano caratterizzato da un ritornello catchy di buona fattura che in sede live avrebbe sicuramente il suo perché; tuttavia questi pezzi, da soli, non bastano per bilanciare la sterilità diffusa nel resto dell’album.
Anche le tematiche sembrano fin troppo “retoriche”. Non me ne volete, questo è un luogo di confronto musicale e non di critica spirito-esistenziale, ma è da anni che gruppi come War of Ages, As I Lay Dying e August Burns Red fanno, ciascuno a modo proprio, del mezzo un’occasione per devolvere le proprie idee di amore e fratellanza cristiana. La religione è un argomento vario ed estremamente vasto che merita comunque la dovuta attenzione al di là delle proprie ideologie, ma i Darkness Divided anche su di un livello prettamente concettuale (e grafico, a guardare la copertina) non sembrano voler indagare più di quanto non sia già di dominio pubblico e pare che il loro sia più un soffermarsi sulla superficie della dottrina specie nei testi che, ad avviso di chi scrive, appaiono anch’essi intrisi da una certa schematicità e da un ineluttabile carenza d’ispirazione.

C’è bisogno di ostacoli più interessanti da scavalcare, che rivelino i tratti più intimi della musica estrema poiché, proprio perché estrema e rivolta a chi abbia la pazienza di addentrarvisi, non esiste ambiente migliore di questo per potersi mettere in gioco ogni volta da zero. Written In Blood è l’ennesima dimostrazione che tanti sono i gruppi che sanno suonare, che sanno comporre, che sanno produrre ma pochi dotati di coraggio. Non sono in gioco le capacità di Gerard e ragazzi, ma ciò che hanno prodotto… Ma se tutto questo è già abbastanza digerito, ignorate quanto scritto, perché potrebbe davvero piacervi.



VOTO RECENSORE
53
VOTO LETTORI
99 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2014
Victory Records
Metal
Tracklist
1. Severance
2. The Shepherd’s Hands
3. A Well Run Dry
4. The Hands That Bled
5. The Descent
6. Eternal Thrist
7. Withering Kingdom
8. Remnants
9. The Will of Man
10. Interlude
11. Divine Mercy
Line Up
Gerard Mora (Voce)
Christopher Mora (Chitarra)
Joseph Mora (Basso)
Isreal Hernandez (Batteria)
 
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