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Eternal Tears Of Sorrow - Before The Bleeding Sun
( 4008 letture )
Before the Bleeding Sun segna il ritorno in pista degli Eternal Tears of Sorrow, band finlandese assente dalle scene da ben quattro anni. I finnici si ripresentano in questo 2006 in seguito ad uno stravolgimento della line-up, che ha visto l'avvicendamento di tastierista e chitarrista. Questo nuovo album segue le coordinate sonore tracciate nel 2000 con il notevole Chaotic Beauty e mantenute anche col successivo A Virgin and a Whore: melodic death metal con elementi gothic e ed arrangiamenti sinfonici, debitore in maniera evidente ai "cugini" Children of Bodom.
C'è da dire comunque, che se con A Virgin and a Whore la componente melodica e sinfonica veniva appesantita a dispetto dell'aggressività e della velocità d'esecuzione, su questo nuovo disco viene recuperata parte di quell'efferatezza e di quella cattiveria che devono essere caratteristica fondamentale di questo tipo di sound. Before the Bleeding Sun si presenta come un giusto compromesso tra le parti e risulta un passo avanti rispetto al suo predecessore. Formalmente perfetto, l'album gode di una produzione inattaccabile (eseguita presso gli ormai famosi Finnivox Studios) ed è stato suonato in maniera egregia, l'esecuzione delle singole canzoni non mostra alcuna indecisione ed evidenzia una invidiabile perizia strumentale dei musicisti coinvolti. Caratteristiche queste, che ai primi ascolti gettano fumo negli occhi (o nelle orecchie) degli ascoltatori, ma che alla lunga non riescono a nascondere alcuni cali di ispirazione e momenti di stanca nel songwriting. Intendiamoci, il disco è tutt'altro che brutto, ma a cospetto di una band con tali potenzialità era lecito aspettarsi qualcosa in più.
L'avvio è di quelli che fanno ben sperare: le prime due canzoni, Sweet Lilith of my Dreams ed Another Me sono grintose ed accattivanti, e il gruppo riesce ad amalgamare bene martellanti ritmiche di stampo svedese ad una struttura melodica importante e sempre presente. Soprattutto nella seconda, l'afflato orchestrale riesce a dar vita ad una interessante battaglia con i massicci riff di chitarra ed il growl del cantante Altti Vetelainen, senza che nessuna delle due parti riesca a prendere il sopravvento sull'altra. Di tutt'altra pasta è invece Red Dawn Rising, canzone in perfetto stile gothic metal, cantata dalla voce pulita di Jarmo Kylmanen (dagli Scyron). Qui sono presenti tutte le caratteristiche del tipico sound gotico delle band finladesi: dolci note di piano che si ripetono perpetue, cori di voce femminile ed una base metal che rendono la canzone gradevole ma forse un po' fuori contesto in un album del genere. Si ritorna su binari più consoni alla band con la successiva Upon the Moors, pezzo potente ed immancabilmente melodico con la sezione ritmica costamente sugli scudi.
Con l'arrivo della strana parte centrale dell'album, si attraversa un vero e proprio calo di qualità e di tensione: Sakura No Rei e Sinister Rain sono due parti di una stessa canzone e costituiscono un piccolo eperimento non del tutto riuscito. L'incedere è lento e pesante, ai limiti dell'industrial. Su questa base si innestano cupe orchestrazioni e cori spettrali che creano un'atmosfera malsana nella quale si esibiscono prima il growl di Vetelainen, poi la dolce voce della bravissima Miriam Renvåg (Ram-Zet). La canzone si trascina stancamente verso la fine ed alla lunga risulta noiosa. La successiva Lost Rune of Thunder prova a recuperare il passo, ma fallisce in virtù di un songwriting blando e senza slanci. Fortunatamente però, le ultime due songs risollevano le sorti dell'album: Tar Still Flows risulta il pezzo più duro dell'album, impreziosito una spruzzatina di black che non fa mai male e da un assolo nella parte centrale veloce ed ispirato; mentre Angelheart, Ravenheart si rivela ambiziosa ed affascinante. La sua lunga durata è caratterizzata da un andamento epico e solenne, le tastiere ricamano un prezioso tappeto sonoro che fa da sfondo ai cori magniloquenti e pomposi, in cui appare come ennesima guest-star Tony Kakko dei Sonata Arctica. La parte centrale cede il passo ad un'accellerazione heavy che si stempera subito tornando sui propri passi e lasciando la scena al gran finale, a dire il vero un po' troppo ampolloso ma tutto sommato azzeccato.
Termina così un disco che dimostra cosa avrebbe potuto fare il gruppo se avesse speso un po' di più in termini di songwriting, evitando di incappare in vistosi cali d'ispirazione che inevitabilmente vanno ad inficiare la comunque buona qualità del lavoro svolto. Tuttavia, la formula ormai consolidata e l'esperienza della band lasciano presupporre che anche in futuro saranno concessi pochi cambiamenti e pochi azzardi.
Spero di sbagliarmi.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
39.40 su 32 voti [ VOTA]
Sasso
Giovedì 7 Gennaio 2010, 19.57.25
3
Non all'altezza del capolavoro "A virgin and a whore", ma wow, favoloso!
Ozzy
Martedì 29 Agosto 2006, 15.28.22
2
Credo che il recensore, per questo disco, a parte le sue proprie opinioni, farebbe bene a capire che è inesatto definire il cantato degli EToS come "Growl". E la mia domanda è, avendo ascoltato il disco in questione (che, tra l'altro mi è piaciuto molto), dove sta il Growl?
master444
Martedì 18 Luglio 2006, 18.53.51
1
A mio avviso il voto è troppo basso...almeno 5-8 punti in più vanno dati...in giro si sente di peggio...ma molto peggio...cmq ho notato molti accordi simili ai nightwish...anzi no...pezzi interi di canzoni....però i cori sono meravigliosi....secondo me merita...nn è una genialata ma merita un pò più di considerazione sto lavoro.....l'unico difetto che potrebbe annoiare troppo presto....cmq mi sento di dire bravi ai ragazzi....
INFORMAZIONI
2006
Spinefarm Records
Death
Tracklist
1. Sweet Lilith of My Dreams
2. Another Me
3. Red Dawn Rising
4. Upon the Moors
5. Sakura No Rei
6. Sinister Rain
7. Lost Rune of Thunder
8. Tar Still Flows
9. Angelheart, Ravenheart (Act I: Before the Bleeding Sun)
Line Up
Altti Vetelainen: vocals, bass
Jarmo Puolakanaho: guitar
Risto Ruuth: lead guitar
Janne Tolsa: keyboards
Petri Sankala: drums

Musicisti Ospiti:
Miriam Renvåg: guest vocals on track 6
Tony Kakko: backing vocals on track 9
 
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