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Scorpions - Face the Heat
( 3408 letture )
Crazy World nel 1990 aveva rappresentato quello a cui tutte le band puntano, che lo vogliano ammettere o meno, ovvero il successo, nella forma più riuscita del termine, quel successo che ti porta a vendere più di 7 milioni di copie con un solo disco, quel successo che ti consacra all’immortalità e che ti garantisce un posto nell’olimpo dei grandi. Si trattava di un successo dovuto al disco in sé o al suo trascinante e monumentale singolo/ballad Wind Of Change? Siamo più propensi a scegliere la seconda opzione; i capolavori della band teutonica sono ben altri. Crazy World ha alcuni buonissimi spunti, ma soffre troppo di quell’ammorbidimento che ha -inevitabilmente- spesso accompagnato i grandi successi di classifica. Pubblicato il disco gli Scorpions si ritrovarono etichettati come “band da ballad”, cosa che risulterà non andare giù a gran parte dei membri del gruppo. Proprio per questo nella band la voglia di tornare alle radici e alle sonorità potenti si fa sentire più forte che mai, ed è in questo clima che Face The Heat trova pubblicazione.
Il nuovo album vuole essere una sorta di riscatto, ma vuole anche tendere una mano verso quella fetta di pubblico che con la pubblicazione di Crazy World si era sentita tradita, arrivando a chiedersi dov’erano finiti gli Scorpions di Virgin Killer o Blackout. Questo nuovo lavoro vuole dimostrare che quella band non se n’è mai andata, è sempre rimasta lì, solamente aveva optato momentaneamente per altre vie. Sostanzialmente, il risultato è raggiunto. I nostri riescono a tirare nuovamente fuori lo spirito combattivo, seppure avessero però subito un cambio di formazione, con l’uscita di Francis Buchholz e l’arrivo di Ralph Rieckermann che porta nuova linfa vitale tra le fila del gruppo.

Il disco si apre in modo da spazzare via qualsiasi dubbio si possa avere sul futuro degli Scorpions, la band è tornata in gran forma e non è intenzionata a fermarsi davanti a nessuno. Alien Nation non fa prigionieri, spazza tutto ciò che gli si para davanti con il suo hard rock vestito con tinte alquanto heavy. Il brano appare molto cupo per gli standard usati in passato e anche questo risulta essere un segno a favore. Tutto si basa su potenti riff di chitarra, che in questo disco torna ad avere un ruolo portante e di primo piano su tutto il resto. La chitarra di Jabs viene fatta letteralmente urlare nei vari ritornelli, come se volesse riprendersi i propri spazi e delimitarli per bene. Il solo e la ritmica pressante fanno sì che il brano acquisti una veste ancora più oscura. Un riff in talkbox ci introduce al secondo brano, No Pain No Gain che si pone su un filone molto simile a quello della precedente traccia. Il riff, che presenta quel qualcosa di lontanamente malinconico, riesce a tenere in piedi da solo l’intero brano, impreziosito, come dicevamo, dall’uso del talkbox.
Someone To Touch fa tornare gli Scorpions su strade già battute, con un brano di semplice hard rock, trasudante da ogni poro; il risultato è una canzone dalla potentissima resa sia strumentale che vocale, con ritornelli orecchiabili e una particolare attenzione alle sezioni chitarristiche. Con Under The Sun i nostri vogliono dimostrarci che anche in un disco di matrice sicuramente più pesante si possono inserire comunque delle ballad e un qualcosa che richiami anche la cara Wind of Change.
Unholy Alliance è il primo calo di tono presente in tutto il disco. Non che sia una brutta traccia, questo va chiarito, ma non riesce a tenere il confronto con le precedenti e a catturare appieno, con un ritornello che vorrebbe essere molto ritmato, ma finisce per essere immediatamente dimenticato. Woman contribuisce a portare il disco su altissimi livelli. Una ballad, nuovamente, ma questa volta c’è qualcosa di diverso, sia per l’esecuzione che per la resa finale. Il brano è un connubio tra un blues sentimentale e tastiere prettamente ‘80s, che riescono ad unirsi in un pezzo dalla bellezza particolare, che si distacca dal solito prototipo di ballata. Qui Meine riesce a mettere in mostra, più che mai, la sua potentissima voce che finisce per farla da padrone insieme alla chitarra di Jabs, il quale con le sue incursioni e grazie ad un meraviglioso solo, trasmette emozioni a non finire, usando effetti di riverbero che contribuiscono a rendere il tutto più sognante e malinconico allo stesso tempo. Con Hate to Be Nice ritorna l’allegria e le atmosfere si alleggeriscono nuovamente, grazie ad un brano cavalcante soprattutto sul finale, che stavolta piazza un bel ritornello in testa all’ascoltatore. La band mostra le proprie capace strumentali a pieno, come fa in tutto l’album, dando ulteriormente prova -non che ce ne fosse bisogno- di cosa possa ancora realizzare.
Se gli animi con Hate to Be Nice erano ritornati ad agitarsi in preda al ritmo, non potranno che continuare a farlo con Taxman Woman, brano ritmato in maniera perfetta che fa del basso il suo cuore pulsante. La linea tessuta da Rieckermann, sempre presente, riesce a dare ulteriore ritmo ad un brano che di questo fa il suo punto forte, aiutato dalla stupenda batteria di Rarebell. Altro punto forte -di nuovo- è il ritornello che cattura sin dal primo ascolto, riuscendo a far cantare chiunque e rendendo il brano uno dei migliori dell’intero platter. Con Ship Of Fools c’è un piccolo calo generale. Il brano a livello strumentale è ineccepibile ma non riesce a catturare, forse per la linea vocale, per dei ritornelli che non fanno presa o proprio per la ripetizione troppo ossessiva di questi; sta di fatto che lascia un po’ indifferenti, nonostante la potenza strumentale che possiede. Ci avviciniamo alla conclusione di questa cavalcata in compagnia degli Scorpions con gli ultimi due brani della tracklist, Nightmare Avenue e Lonely Nights.
Il primo è un brano veloce, dalle ritmiche forsennate, che permette ai tedeschi di scatenarsi con un altro pezzo che tira fuori la vera vena della band, quella più hard-rock che mai, a momenti quasi heavy, fatta di grandi riff, colpi possenti sul rullante, ritmiche veloci e grandi linee vocali. Lonely Nights è una ballata posta in chiusura, dallo spirito tranquillo, amaro e malinconico. Ancora una volta la vena sentimentale di Schenker e Meine riesce a prevalere, creando una ballad mista ad una mid-tempo dalla riuscita perfetta. Il disco trova così la sua conclusione. Quasi ineccepibile.
A questo punto, la band di Hannover ci regala ancora qualche sorpresa con ben due bonus track! La prima è Destin, altra malinconica ballata, questa volta in veste quasi completamente acustica, fatta eccezione per il solo, e con l’accompagnamento -addirittura- della fisarmonica, che si sposa inaspettatamente bene con l’andamento del brano. L’ultimo pezzo è sostanzialmente semplice, ma estremamente importante e complesso è il messaggio che la band vuole trasmettere tramite un testo di accusa. Daddy’s Girl parla degli abusi sessuali perpetrati da un padre sulla propria figlia. La voce quasi rotta e disillusa di Meine trasmette tutto l’orrore di situazioni di questo tipo, sottolineando come queste piccole creature, vittime inconsapevoli di terribili abusi, si ritrovino completamente sole, senza nessun aiuto, con persone che si voltano dall’altra parte, che fingono di non vedere e coprono le proprie orecchie per non sentire il loro pianto straziante:

Your mother denies there’s a problem. She’s looking away, she don’t wanna hear you cry, she will pray then it’s over for a while

Una critica fortissima che fa riflettere ampiamente su abusi ignobili come questi. Un ulteriore plauso quindi va fatto agli Scorpions che riescono ad impegnarsi e a fare da portavoce di un grandissimo problema.

Ora il disco è davvero concluso e non possiamo che ritenerci soddisfatti. Face the Heat è un ritorno in vero stile Scorpions, è quello che i fan volevano e ciò di cui la band aveva un immenso bisogno. Quest’album è puro hard’n’heavy, con un connubio tra classico e moderno. Riesce a mettere perfettamente sullo stesso piano ballate e pezzi possenti, con una condotta costante di alto livello. Face the Heat è un grande lavoro, che farà sempre felici i fan di vecchia data della band, dando però gusto anche a chi ha sempre apprezzato il lato più melodico della macchina chiamata Scorpions.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85.04 su 21 voti [ VOTA]
nonchalance
Martedì 6 Agosto 2019, 15.20.36
25
Io ci vedo ben più di un richiamo col black album. Anche il look mi pare più un "ri-collegamento" al metal..sempre quello che vendeva, però!
Fra Europe79
Martedì 6 Agosto 2019, 12.17.54
24
Album di puro Hard Rock come solo loro sanno fare, brani che sono mazzate e ballads emozionanti, ha avuto solo la "sfiga" di uscire dopo Crazy World, se vogliamo rimaneri prettamente sui numeri di vendite, non c'è stata partita, per la qualità, pur ritenendo CW un gran bel disco, questo lo trovo di gran lunga superiore, è uscito solo in un momento storico un pò "sfigato" per l'Hard Rock, come tanti altri dischi favolosi passati in sordina vista l'esplosione del GRUNGE...
Diego75
Sabato 29 Settembre 2018, 13.52.03
23
L'album più' pesante della band...ottime songs....ma molto snaturalizzati voto 75
Salvo
Sabato 3 Marzo 2018, 15.26.06
22
All'epoca presi la cassetta originale che ho letteralmente consumato...ora consumo il cd. è il mio album preferito degli scorpions.
Andy
Mercoledì 23 Agosto 2017, 23.09.54
21
..questo album e' un vero capolavoro marchiato scorpions a ferro e fuoco!!!....incredibili canzoni che si susseguono una dopo l'altra...il sound e' mostruoso... fu uno dei primi album in assoluto ad usare le chitarre cosi ribassate...un innovazione utilizzata per tutti gli anni '90!!!
Matocc
Domenica 23 Luglio 2017, 16.01.48
20
Probabilmente il loro miglior lavoro dagli anni 90 ad oggi. Cupo, pesante, potente... una botta pazzesca di hard rock di livello superiore! il mio preferito dopo gli inarrivabili capolavori del periodo '70-'80
venom
Martedì 17 Gennaio 2017, 22.49.01
19
Classico ottimo disco degli scorpions!potente e d alta qualita!
Rob Fleming
Lunedì 8 Febbraio 2016, 11.00.52
18
Trovato a 5 euro e gli ho dato una possibilità. Non delude, soprattutto in Alien nation, Someone to touch, lo straordinario bluesaccio di Woman e Destin. 80
InvictuSteele
Giovedì 19 Febbraio 2015, 20.01.40
17
Bellissimo e potentissimo. Non ho mai capito le critiche a questo album. 80 pieno!!!!!
Mauro Paietta "My Refuge"
Lunedì 20 Ottobre 2014, 13.21.38
16
Disco bellissimo a cui sono legatissimo! Gli Scorpions sono sempre riusciti a sfornare dischi notevoli, anche le ultime prove sono superlative, in questo disco ci sono dei pezzoni paurosi, all'uscita rimasi stupito perchè da ragazzino conoscevo wind of change e poco più e non mi aspettavo una mazzata come Alien Nation! Che ricordi... l'ho pure ricomprato in CD un paio di anni fa dopo aver consumato la cassetta
sadwings
Domenica 19 Ottobre 2014, 14.52.46
15
nel suo complesso lo trovo superiore a crazy world soprattutto nei pezzi più tirati. Forse rimane il miglior album degli scorpions dagli anni 90 in poi,
Andrew Lloyd
Domenica 19 Ottobre 2014, 9.28.21
14
Forse il miglior album post "Love at First Sting"
LORIN
Sabato 18 Ottobre 2014, 22.20.36
13
Alien nation è un grandissimo pezzo e tutto il resto del disco è di ottima fattura. Gli Scorpions sono una di quelle band che quando (quando?) smetteranno si sentirà la mancanza.
Argo
Sabato 18 Ottobre 2014, 16.54.34
12
Altro grandissimo cd di questa band!
CYNIC
Sabato 18 Ottobre 2014, 16.23.14
11
@ "The Spaceman" successo dovuto al disco? Sì, o al suo trascinante e monumentale singolo/ballad Wind Of Change? NO, (ballad da incorniciare tra i capolavori) Siamo più propensi a scegliere la seconda opzione; :-[] :-[] :-[]
CYNIC
Sabato 18 Ottobre 2014, 16.14.00
10
Crazy World = hard & heavy = Scorpions, Grande album Scorpions = hard & heavy = Crazy World, Grande album ----> invertendo i fattori il risultato che si ottiene è sempre lo stesso!!!!!!
Steelminded
Sabato 18 Ottobre 2014, 12.47.03
9
eh sì, quello senz'altro il fatto è che adoro In Trance e ce l'avevo da tempo sta raccomandazione e non sapevo dove piazzarla
Lizard
Sabato 18 Ottobre 2014, 12.37.09
8
Ma godersi e commentare intanto quello che è stato fatto, no eh?
Steelminded
Sabato 18 Ottobre 2014, 12.21.39
7
Redazione Metallized, colmate la grave lacuna di In Trance, con l'immenso Uli John Roth... Evviva!
ste
Sabato 18 Ottobre 2014, 12.08.29
6
..."Alien Nation non fa prigionieri, spazza tutto ciò che gli si para davanti con il suo hard rock vestito con tinte alquanto heavy" scherzi?? Alien Nation è Metal in tutto, un metal così ben fatto che spazza via ogni cosa e onestamente un brano così incazzato nessuno se lo aspettava!
Gokronikos
Sabato 18 Ottobre 2014, 11.22.38
5
Stupendo.
Radamanthis
Sabato 18 Ottobre 2014, 11.16.23
4
Lo ricordo con piacere sto disco...quando uscì mio cugino (colui che mi introdusse a un certo tipo di musica qualche anno prima) era esaltatissimo da questa uscita a firma Scorpions e appena comprò l'Mc (eh già....gli anni dell'MC) mi fece subito una copia che ho tutt'ora (un pò consumata a dir la verità...)! Voto 83
M0RPHE01978
Sabato 18 Ottobre 2014, 11.10.10
3
Ho sempre amato questo disco!
CYNIC
Sabato 18 Ottobre 2014, 10.51.33
2
GRANDISSIMO album Hard & heavy degli SCORPIONS, niente da dire se no che il riff di chitarra di "Alien Nation" e da tramandare ai posteri & insegnare a scuola.
lux chaos
Sabato 18 Ottobre 2014, 9.45.34
1
Spettacolo.....gran bel lavoro!!! uno dei miei preferiti degli Scorpions dei nineties, rece analitica ed asaustiva, complimenti! Alcune tracce sono le tipiche hard rock songs di questo incredibile gruppo, come la stupenda title track, anche se sicuramente a svettare sono le loro grandi doti nelle ballads, come la strepitosa lonely nights, con quel fenomeno di Meine...gran bel disco, da avere per i fans del gruppo
INFORMAZIONI
1993
Mercury/Polygram
Hard Rock
Tracklist
1. Alien Nation
2. No Pain No Gain
3. Someone to Touch
4. Under the Same Sun
5. Unholy Alliance
6. Woman
7. Hate to Be Nice
8. Taxman Woman
9. Ship of Fools
10. Nightmare Avenue
11. Lonely Nights
12. Destin (Bonus Track)
13. Daddy’s Girl (Bonus Track)
Line Up
Klaus Maine (Voce)
Matthias Jabs (Chitarra)
Rudolf Schenker (Chitarra)
Ralph Rieckermann (Basso)
Herman Rarebell (Batteria)

Musicisti Ospiti:
John Webster (Tastiere)
Luke Herzog (Tastiere su tracce 6 e 11)
 
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