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Extol - Synergy
( 1130 letture )
Ciò che colpisce dei norvegesi, quando sono bravi, è la concretezza di cui sono capaci in fase di composizione. Nessuno come loro sa rendere l'estro e la violenza dei generi estremi con così tanta eleganza e raffinatezza. E nessuno mai come gli Extol è riuscito ad attraversarli e a esplorarli da cima a fondo con una sobrietà tanto costante quanto ricercata, mantenendosi coerenti con quello che è poi il loro modo unico di suonare: asimmetrico, dissonante e progressivo nel senso più stretto e assoluto del termine.
Andiamo con ordine: dopo la straordinaria prima parabola della band dedita all'esplorazione dei meandri del black metal, prima con Burial e poi con l'eccellente Undeceived, i fratelli Espevoll decidono di chiudere la parentesi dedita alla reinterpretazione delle sonorità della terra natia svoltando verso lidi prettamente death contaminati da quella matrice di thrash europeo che, in quegli anni, sembrava stesse riguadagnando un po' di terreno perso tra i favori del pubblico. Con Synergy i brani si fanno quindi più asciutti e spigolosi, percorsi da un certo "nervosismo" non sempre di facile assimilazione, complice anche l'inasprimento delle voci di Peter e Ole, spietate e abrasive come mai si erano sentite prima, senza tuttavia rinunciare a quella complessità di fondo che ha sempre caratterizzato ogni loro disco.

Insomma, come è fuori così è dentro o perlomeno così sembra.
In realtà infatti, man mano che i brani scorrono si percepisce una certa separazione tra ciò si avverte in superficie e quello che si sta giocando sotto quelle intricate trame fatte di tempi interrotti, dissonanze e variazioni al limite delle umane possibilità. C'è tanta tecnica ma non è mai invasiva e veicola un'intensità espressiva funzionale, che snoda l'anima dei brani senza descriverli o, peggio ancora, spiegarli. A suo modo la prima traccia, Grace for Succession, ne è un esempio perfetto: tutto parte in modo molto esplicito e diretto, ma poco dopo il brano viene stravolto e smarrisce le proprie linee senza che questo si noti, grazie ad un arrangiamento impeccabile, capace di deformare e trasformare a proprio piacimento qualsiasi struttura e qualsiasi tema senza mai dichiararlo, dando l'impressione all'ascoltatore di una linearità in realtà del tutto inesistente. Seppur il disco mantenga una grande omogeneità e una certa fedeltà a se stesso senza allontanarsi più di tanto dalla sua impostazione, vi sono in realtà nascoste innumerevoli sfaccettature nei singoli brani che prendono in prestito molti elementi da altri mondi musicali. Basti pensare a Paradigms, brano figlio del suo tempo che sembra quasi voler smontare e correggere la tipica prassi dell'allora tanto in voga hardcore/alternative metal radiofonico, a Confession of Inadequacy, che cela in sé architetture appartenenti ad una sorta di post-rock intriso di una luce settantiana alla stregua della psichedelia, o ancora a Emancipation, altro brano tinto da soluzioni di chiaro stampo jazzistico (in parte riconducibili a quelle tipiche degli Atheist), fino ad arrivare ad Aperture, breve brano acustico in totale contrasto con il resto dell'album che non manca di conferire quel pizzico di varietà evasiva ad un disco la cui unica pecca, a volerla per forza trovare, è quella di essere a volte asfissiante nel suo essere così colto, ricercato e compatto.

Se paragonato ai due album precedenti, Synergy potrebbe essere inteso da qualcuno come un capitolo minore della carriera degli Extol, o comunque come un lavoro non completamente riuscito. Tuttavia si tratta comunque di un album sopraffino, a tratti perfetto, che solo dei musicisti con la emme maiuscola avrebbero mai potuto concepire, nonché una tappa fondamentale per la costruzione delle basi del successivo The Blueprint Dives e per il compimento, dieci anni più tardi, del definitivo album omonimo.

Indimenticabile forse no, ma bellissimo di sicuro sì.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
95.8 su 5 voti [ VOTA]
Resurrection
Lunedì 20 Ottobre 2014, 21.34.36
4
E' un buon disco, probabilmente il loro migliore. I loro dischi mi piacciono tutti ma non mi hanno mai preso più di tanto (nel senso che non mi sono mai ritrovato ad ascoltare solo quelli per settimane). Più o meno sono d'accordo con la recensione, sia nei contenuti che nella valutazione.
Povero Yorick
Lunedì 20 Ottobre 2014, 18.09.50
3
Temo che il loro essere passati inosservati (ed esserlo tuttora) sia in gran parte dovuto alla natura cristiana dei testi che scrivono. Non sai quante persone evitano volontariamente gruppi validissimi semplicemente perché in contrasto con le loro opinioni religiose o, come più spesso accade, perché talmente convinti e radicati nel loro ateismo raziocinante dal voler rifiutare qualsiasi cosa si avvicini anche vagamente a Dio in termini di fede.
Awake
Lunedì 20 Ottobre 2014, 10.02.45
2
Il più bello in assoluto degli Extol, suonato alla grandissima, con una perizia tecnica che lascia senza fiato, Husvik alle pelli è pazzesco. L'album omonimo al confronto suona come una rimpatriata nostalgica di vecchi amici nel tentatvo di rimembrare gli antichi fasti: Synergy appunto. Gioiello di Trash & Death che purtroppo non ha avuto grossi riscontri e mi chiedo ancora oggi come mai un disco ti tale bellezza se lo siano cagato in pochissimi. Molto centrata anche la recensione.
LAMBRUSCORE
Lunedì 20 Ottobre 2014, 7.19.47
1
Mi ero del tutto dimenticato di questo gruppo, dovrò riascoltarli, la recensione mi ha incuriosito.
INFORMAZIONI
2003
Century Media Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Grace for Succession
2. Paradigms
3. Psychopath
4. Blood Red Cover
5. 26 Miles from Marathon
6. Confession of Inadequacy
7. Scrape the Surface
8. Thrash Synergy
9. Aperture
10. Emancipation
11. Nihilism 2002
Line Up
Peter Espevoll (Voce)
Ole Børud (Chitarra, Voce)
Christer Espevoll (Chitarra)
John Robert Mjåland (Basso)
David Husvik (Batteria)
 
RECENSIONI
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