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Theatre of Tragedy - Aégis
( 3359 letture )
A due anni dall'uscita del capolavoro dei Theatre Of Tragedy, Velvet Darkness They Fear, il gruppo norvegese capitanato dal creativo Raymond Rohonyi e da Liv Kristine tornò sotto la luce dei riflettori con Aégis, disco che sembrò dividere i fan abituati alle sonorità cupe e tormentate dei primi lavori da quelli che apprezzavano l'ultimo album prima della svolta elettronica arrivata poi con il successivo Musique.
Aégis però non è soltanto il disco della fortunata band scandinava ma anche lo scudo che proteggeva la dea Atena, un simbolo di protezione ma anche di forza. Non c'era dunque modo migliore per rappresentare l'album dedicato a otto donne del passato e della mitologia.
Vediamo quindi come la band ha dipinto in musica i ritratti di queste eroine.

Già dalla prima traccia, dedicata alla sfortunata preveggente troiana Cassandra, si può notare come il sound sia disteso e i toni pacati, la distorsione delle chitarre si riduce, lasciando molto spesso lo spazio agli altri strumenti e a fini arpeggiati in pulito -che possiamo ascoltare in Poppea. Non mancano comunque i momenti più serrati e inquieti come in Aoede, mentre Hein Frode Hansen alla batteria accompagna dolcemente le melodie con ritmiche cadenzate, che costruiscono una solida struttura ai brani. Il basso invece con un suono morbido e avvolgente sa creare il terreno su cui poggiare le melodie delle due voci rivelandosi così fondamentale in numerosi passaggi. Continuando la parentesi sui due cantanti troviamo un Rohonyi che cessa di essere la “bestia”: abbandonati cantati più ruvidi -che erano diventati celebri con i lavori precedenti- si trasforma infatti in un narratore dal timbro calmo e profondo, ad esempio in Lorelei, una sorta di sirena legata al folklore germanico; mentre Liv Kristine, con la sua inconfondibile voce sottile, si rivela molto più espressiva e quasi ipnotica addolcendo ulteriormente tracce come Siren.
Le tastiere completano la scena e, per quanto quasi onnipresenti, non sono mai invasive, donando alle sonorità dei Theatre Of Tragedy un'impronta sognante; i leggeri interventi di piano e i suggestivi archi e cori contribuiscono a creare un'atmosfera rilassata e Venus ne è un esempio. In più iniziano ad apparire -principalmente come brevi accenni- gli elementi elettronici che diventeranno fondamentali nel successivo operato della band.

Insomma Aégis ci mostra dei Theatre Of Tragedy in parte inediti, meno inquieti ed aggressivi, intenti a lasciare spazio alle sensazioni che la loro musica riesce ad evocare. Le melodie infatti si accostano dolcemente all'orecchio quasi come un mantello (forse anche la stessa struttura dei brani e la ripetizione finale del ritornello contribuisce a dare questa impressione), come a voler suggerire che un barlume di speranza esiste comunque.
Le sonorità di Aégis sono quindi perfette per ritrarre le otto donne che ci vengono presentate durante l'ascolto a tinte leggere: probabilmente, se i Theatre Of Tragedy fossero stati dei pittori avrebbero potuto usare i pastelli.
In definitiva con questo album ci troviamo di fronte al lato meno teatrale e inquieto della band, ma non per questo meno abile a creare una proposta musicale che si rivela ancora a distanza di anni pregevole, dimostrandoci un valido gruppo che -pur abbandonando in parte l'aggressività dei primi due album- ha continuato a creare le atmosfere suggestive di sempre; Aégis è quindi un disco che non si può fare a meno di continuare ad ascoltare.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
94.78 su 23 voti [ VOTA]
RedSun13
Domenica 24 Marzo 2019, 11.40.20
9
disco minimo da 90 in su...
Gups
Venerdì 1 Giugno 2018, 0.24.06
8
Come 78? Do 99 per alzare la media. Un disco ispirato, per certi versi unico nel suo genere: forti ed eteree melodie che senza correre ti accompagnano in un viaggio attraverso una visione epica e mitologica del genere femminile.
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 18.35.12
7
Assolutamente magnifico. Un'emozione infinita ad ogni ascolto. 85
Sambalzalzal
Domenica 19 Aprile 2015, 9.22.42
6
Secondo me il lavoro della maturità della band ed uno dei miei dischi preferiti in assoluto sul versante cantato in femminile. Un disco di un poetico e di un atmosferico pazzeschi. Sono passati tanti anni dalla sua uscita e concordo continua a farsi ascoltare e piacere che è una meraviglia.
aeode
Lunedì 20 Ottobre 2014, 15.21.11
5
disco musicalmente stupendo, anch'io alzo il voto, di molto
ocram
Sabato 18 Ottobre 2014, 21.11.56
4
io 10-12 punti in più glieli do. Album memorabile, peccato non vi siano più queste sonorità...
andrea
Sabato 18 Ottobre 2014, 13.02.40
3
per me 99 a vita e oltre brava giada, recensione semplice ma azzeccatissima! come dico sempre, per me Siren resta la miglior ballata di un intero genere - per gli interessati, nell'attuale tour Liv/Anneke/Kari, Liv la canta insieme a Kari appunto! per il sottoscritto varrebbe il prezzo del biglietto!
Giangianni
Sabato 18 Ottobre 2014, 9.33.47
2
il voto, se comparato a quello dato a VDTF, ci sta...ma io avrei aggiunto punti ad entrambi!!
Giangianni
Sabato 18 Ottobre 2014, 9.33.46
1
il voto, se comparato a quello dato a VDTF, ci sta...ma io avrei aggiunto punti ad entrambi!!
INFORMAZIONI
1998
Massacre Records
Gothic
Tracklist
1. Cassandra
2. Lorelei
3. Angélique
4. Aoede
5. Siren
6. Venus
7. Poppea
8. Bacchante
Line Up
Liv Kristine (Voce)
Raymond I. Rohonyi (Voce)
Frank Claussen (Chitarra)
Tommy Olsson (Chitarra)
Lorentz Aspen (Tastiera)
Eirik T. Saltrø (Basso)
Hein Frode Hansen (Batteria)
 
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