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Stratovarius - Dreamspace
( 2826 letture )
Genera una certa malinconia affrontare questo disco, per una serie di motivi. Il primo è sicuramente la tristezza intrinseca che emerge da quasi tutte le composizioni: Dreamspace, così come buona parte della discografia degli Stratovarius della prima Era, rappresenta una di quelle eccezioni del power metal, universalmente riconosciuto come genere happy, allegro e sbarazzino, essendo infatti un album costantemente malinconico. Un altro motivo palese è leggere la line up, in cui non troviamo nemmeno un componente che sia sopravvissuto all’attuale formazione e che non può che confermarci come gli attuali Stratovarius siano una band completamente diversa da quella nata ad Helsinki 30 anni fa.
Possiamo tranquillamente dividere la vita della band in tre Ere distinte, la prima con Timo Tolkki a ricoprire il doppio ruolo di chitarrista e cantante, la seconda con Kotipelto al microfono (e anche era d’oro dal punto di vista commerciale e di successo) e la terza, attuale, dopo l’abbandono di Tolkki. La prima termina proprio con Dreamspace e se spesso la si snobba considerando la band ancora acerba ci si sbaglia di grosso. A parte il debut Fright Night, effettivamente poco maturo, i successivi Twilight Time ed il disco qui recensito sono piccole gemme di bellezza.

Dreamspace è un disco compatto, al passo coi tempi per l’epoca di pubblicazione, fresco, per quanto legato ai canoni heavy e non ancora immerso nel classico power; conta ben 14 brani, forse troppi, ma a parte un paio di episodi sottotono nessuno di essi risulta veramente un filler, ogni canzone brilla di luce propria ed anche gli arrangiamenti sono differenti da quelli che ci abitueremo a sentire nei dischi seguenti.
In primis stupisce la voce di Tolkki, che ha poco o nulla in meno rispetto alla maggior parte dei cantanti power della scena. Talvolta pecca nell’errore di voler strafare cercando di raggiungere note troppo alte, ma si difende in modo ottimale sia per estensione, timbro e soprattutto per espressività, di certo non poi così inferiore a Kotipelto, se non per la superiore tecnica ed estensione. Si parte alla grande, con Chasing Shadows, brano power speed che anticipa quale sarà la direzione musicale della band, con ritmi veloci, melodie catchy e ritornello immediato, ripetuto all’infinito nella parte finale e pervaso come anticipato da una profonda malinconia di fondo, soprattutto nelle melodie e nell’interpretazione vocale. Pulitissimo il solo di chitarra, ottimamente eseguito e sentito, ma soprattutto ancora esente da quella contaminazione di neoclassicismo che porterà Tolkki ad essere spesso paragonato ad un clone di Malmsteen, ma decisamente al di sotto delle capacità tecniche del maestro svedese. Più epica, teatrale ed ancor più drammatica è 4th Reich, lenta nella sua progressione, al contrario dell’immediata e più classica Eyes of the World, riuscita e piacevole sia nell’intro acustico che nelle melodie e nel ritornello, forse un po’ banale ma funzionale. Hold On to Your Dream richiama quel tipo di power ultra melodico che diverrà marchio di fabbrica in brani come Hunting High and Low o ancora di più Paradise; il brano, grazie ancora a melodie ed un ritornello orecchiabili, non ha nulla da invidiare ai classici della band. In We Are the Future troviamo finalmente una certa positività e della atmosfere vagamente più happy e solari, il brano è più tirato on l’unico difetto di pagare un certo debito verso gli Helloween, soprattutto nel break centrale dove viene proprio rubato il bridge di Eagle Fly Free. Tears of Ice è insieme a Forever la più bella ballad scritta dalla band, impreziosita da un oboe e dall’interpretazione sentita di Timo alla voce, che brano dopo brano conferma la sua bravura come cantante ma ancora di più come interprete, capace di veicolare sentimenti ed emozionare. Ottima anche la title track, in grado di passare dall’heavy-power tradizionale ad atmosfere cupo e drammatiche, grazie anche al lavoro di tastiere a cura di Antti Ikonen, totalmente diverso dal suo successore Jens Johansson; qui infatti le keyboards tendono a creare un muro sonoro che si appoggia alla sezione ritmica e creare atmosfere, senza andare mai inseguire lead o parti soliste più o meno invadenti. I momenti meno entusiasmanti, (e non meno riusciti) si possono ricondurre all’angosciante e per nulla immediata Thin Ice, che necessita parecchi ascolti ed un mood particolare per essere apprezzata e la troppo standard Shattered. Chiude il disco l’atipica Wings of Tomorrow, atipica almeno in un contesto heavy in quanto meglio si adatterebbe ad un disco degli Europe o di hard rock melodico con tendenze AOR.

Dreamspace è lontano dallo stile di Episode e di Vision, ma pur non contenendo hit come Speed of Light, Will the Sun Rise o Black Diamond possiede una maggiore varietà ed idee meno legate al power classico. La sezione ritmica è potente e curata, ma sicuramente meno potente di quella che diverrà dopo l’ingresso di Jorg Michael in sostituzione del bravo Tuomo Lassilla. Anche la produzione, a cura sempre di Tolkki, è pulita e al passo coi tempi, molto meglio di altri lavori che vedranno sempre il buon Timo dietro la consolle.
In un periodo storico in cui i maestri Helloween affrontavano il loro peggior momento di confusione artistica (ribaltata dal buon Master of the Rings da li a poco) ed il power stava per regalarci capolavori come Imaginations from the Other Side, Black in Mind e Black Hand Inn, gli Stratovarius guadagnavano popolarità e successo grazie ad un album che aveva effettivamente tutte le carte in regola e che tutt’ora è, senza troppe polemiche, nella discografia della band secondo solo ad Episode, autentico vero capolavoro della band. Il resto si alternerà tra bei dischi ma legati ai cliché del genere, dischi di mestiere, flop clamorosi e tanta voglia di rimettersi in pista ma senza l’ispirazione di brani davvero memorabili.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
87.85 su 20 voti [ VOTA]
Aceshigh
Venerdì 12 Ottobre 2018, 11.09.26
38
Rispolverato stamane. Album a cui, malgrado qualche ingenuità e un'eccessiva lunghezza, sono affezionato, perché è quello con cui ho conosciuto gli Stratovarius, invogliato da alcune recensioni molto positive lette sui magazine dell'epoca. Della fase con Tolkki alla voce è il migliore, anche se a mio avviso i successivi 3 album sono una categoria sopra. Comunque ancora a distanza di decenni si fa ascoltare alla grande, in più ci sono 3/4 pezzi veramente notevoli. Voto 79
JC
Venerdì 10 Marzo 2017, 18.50.43
37
Bellissimo disco, con alcune perle. Stava maturando la band che con Fourth Dimension, Episode e Visions avrebbe scritto la storia del genere.
VALERIO
Venerdì 10 Marzo 2017, 16.43.36
36
Ottimo album di pregio, non vi è dubbio, TOLKKI convince sia come chitarrista che come cantante. Questo album fa parte della leggenda del POWER METAL.
Steelminded
Domenica 25 Dicembre 2016, 13.41.59
35
Disco molto bello, qui suonano più come i Queensryche di The Warning che gli Helloween
Bimb
Mercoledì 4 Maggio 2016, 0.22.12
34
Secondo me questo è il loro capolavoro assoluto: non Episode, non Visions, ma questo! Mi piace così tanto proprio perchè non ci sono quei ritmi power metal ossessivi e quegli assoli di chitarra e tastiera spesso fine a loro stessi tipici dei dichi seguenti. Quà tutto è al servizio della qualità della musica. E poi è vero che è un album più heavy metal che power, quindi si tratta anche di una questione di gusti, visto che prediliggo l''heavy classico al power. Inoltre è un disco molto atmosferico.
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 19.07.27
33
"Purtroppo" lo acquistai a Bologna in vinile e quindi rispetto al cd ci sono molti brani in meno. Tears of ice con quell'oboe che squarcia l'anima l'ho sempre considerata una delle ballate più belle di sempre. Sul fronte power We are the future, Hold on to your dreams sono grandi brani. Buona anche la cover di Eyes of the world, perla mai troppo osannata dei Rainbow. 80
Insania 20 14
Domenica 28 Dicembre 2014, 12.28.33
32
Ottimo album, il migliore tra quelli che ho ascoltato, voto :86 Ps. Solo a me Wings of Tomorrow ricorda Africa dei Toto?
Radamanthis
Venerdì 31 Ottobre 2014, 14.52.02
31
Ahahah Mauro, vero, statua gigante di Kiske in casa! Venerazione totale e preghiera quotidiana affinchè gli dei del Valhalla lo custodiscano in longevità, salute e corde vocali oggi e domani proprio come 25 anni fa...oltre che una tanto sospirata futura reunion (per ora voglio gustarmi ancora un pò gli Unisonic...) con le zucche...a proposito visto che oggi è Halloween: happy happy Helloween!!!
Mauro Paietta "My Refuge"
Venerdì 31 Ottobre 2014, 10.40.08
30
Giusto Saverio, spesso poi ci si rende conto a posteriori della bellezza dell'esperienza vissuta, invece è sempre il momento stesso da godere ed apprezzare... Riguardo l'impossibilità di vedere "quel" tour in effetti nonostante la montagna di concerti visti quello che non mi perdonerò mai pur avendone avuto la possibilità è di non aver visto dal vivo i Nirvana nel 1994 e soprattutto non aver mai visto gli ac/dc con i fratelli Young... ma queste sono altre storie...
Lizard
Venerdì 31 Ottobre 2014, 10.20.00
29
Ogni momento ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Vivere una cosa mentre accade ti dà modo di assaporarla senza filtri, in maniera totale, specialmente da adolescente. Ha però lo svantaggio di essere più dispersivo e disordinato, perché non sinriesce a stare dietro a tutto e perché le informazioni sono parziali e spesso confuse. Scoprirla dopo, ha il vantaggio di offrirti hna visione storicizzata, nella quale i valori sono emersi, vinti e vincitori decretati, così come gli ingiustamente dimenticati. È più facile orientarsi, anche se si corre il rischio di assumere una visione di seconda mano, meno genuina e più indirizzata verso il pensiero comune. L'entusiasmo comunque credo e spero che resti lo stesso, c'è solo più informazione. L'importante è non pretendere di fare i saputelli perché si è letta una cosa, senza avere avuto una propria esperienza diretta. L'unico vero svantaggio, a mio avviso, è dato magari dalla impossibilità di vedere le esibizioni dal vivo di "quel" disco in "quel" tour.
Mauro Paietta "My Refuge"
Venerdì 31 Ottobre 2014, 8.06.45
28
@Edohardy certo, vivere qualsiasi esperienza da adolescente è molto bello, ma una passione o qualunque altra cosa è bella anche dopo, è solo diversa! Diciamo che negli anni 90 per la musica c'era un po' più di romanticismo dovuto al fatto di scoprire tutto per caso, senza internet e con la maggiore difficoltà di reperire informazioni e dischi. Infatti non era facilissimo trovare dischi power e metal in generale. Poi c'era il bello di scambiarsi cassette e cd, info in generale... Pensa che io e Radamanthis eravamo compagni alle superiori e ci siamo ritrovati qui su Metallized per caso... e lui ha ancora la statua formato gigante di Michael Kiske in casa a cui dedica una preghiera ogni sera... ( )
Radamanthis
Giovedì 30 Ottobre 2014, 20.02.27
27
Eh eh, io mi ricordo quell'anno in cui Mauro divorava letteralmente Episode...mi fece una copia in MC che ho tutt'ora (anche se poi vado ad ascoltarmelo su cd...) e ricordo che ne era entusiasta! E pensare che era andato al concerto solo per i Rage!!! Grandi anni, grandi ricordi!
Edohardy
Giovedì 30 Ottobre 2014, 19.43.50
26
@myrefuge grande...capisco, vivere un disco è una cosa diversa dal scoprirlo postumo...sopratutto da adolescente lo si vive in un certo modo...però ti dico jna cosa:a mente lucida si può scindere il cuore verso jn disco dall effetivo valore musicale...io ad esempio sono legato a vol3 degli slipknot l ho vissuto a 18 anni ma riconosco che quasi tutti gli altri album sono complessivamente migliori...io purtroppo a differenza tua mi sono calato nel metal profondamente solo da qualche anno per cui la maggior parte deglk album passati non li ho vissuti al momento dell uscita...
Mauro Paietta "My Refuge"
Giovedì 30 Ottobre 2014, 8.14.13
25
@Edohardy parti dal fatto comunque si tratta di pareri soggettivi, come ti ho detto il mio parere non è verità, nessuna recensione lo è in assoluto. Io adoro il power e sono cresciuto con Helloween, Rage, Blind Guardian, Running Wild... Gli Stratovarius li ho conosciuti nel 1996 quando vennero in Italia di supporto ai Rage in un piccolo locale ad Oleggio, Novara. Il tour era di supporto proprio ad Episode, ed anche per quello mi rimase nel cuore, considera che avevo 16 anni e la musica era colonna sonora della vita di un adolescente che viveva grandi emozioni ogni giorno, come è normale. Comprai subito il disco e lo divorai, ascoltavo tantissimo power e quando uscì Visions lo comprai a scatola chiusa, anche perchè molto pompato dalle riviste dell'epoca. Bello, mi piaque molto ma alcune canzoni non mi entusiasmavano, su tutte Kiss of Judas e The Abyss of your Eyes, Paradise mi ricordava troppo 22 acacia avenue dei Maiden, con un riffing troppo simile a Hold on to Your Dream, ed anche Black Diamond riprendeva un riff già sentito, bella ma banale, che prendeva a piene mani dal neoclassico che andava di moda in quegli anni. Anche il discorso "universalmente riconosciuto" per me significa poco, ti faccio un paio di esempi: io amo i Rage e per me il loro capolavoro è Trapped, per moltissimi il meglio i Rage lo hanno prodotto dopo l'ingresso di Smolski, per me invece hanno avuto un calo compositivo pesante. Anche di King Diamond considero The Graveyard il suo miglior disco mentre per molti fun un passo falso. Il parere personale, spesso legato alle emozioni è la cosa più bella che c'è, altrimenti le recensioni sarebbero dei copia incolla e non esisterebbe la soggettività ed il gusto personale. Per chiudere ti dico che comunque Visions lo considero bello, ma inferiore ad Episode e Dreamspace, ma tutti ad altri livelli e se dovessi dare dei numeri si discosterebbero di poco l'un l'altro... per cui buona musica e ben vengano i pareri diversi
Edohardy
Mercoledì 29 Ottobre 2014, 22.01.52
24
@my refuge "triti e ritriti" riguardo a vision non so...spiegati meglio...io non conosco il power a fondo ma non credo l album somigli a produzioni di altre band la prima che mi viene in mente gli helloween ad esempio...episode lo trovo anche nei brani miglori ripetitivo vedi will the sun rise col suo ritornello ripetuto all infinito alcuni mid tempo prolissi e da sonno...vision per me contiene semplicemente i brani migliori degli strato...e lasciami dire che la miglior ballata è bevore the winter...parere personale eh...però oggettivamente visions credo sia universalmente riconosciuto come l apice compositivo...
Mauro Paietta "My Refuge"
Mercoledì 29 Ottobre 2014, 19.40.30
23
@Edohardy una recensione è sempre un parere personale, nessun recensore detiene la verità, questo è ovvio. Ciò che penso di Visions l'ho scritto sotto. Gli ultimi lavori, tra tutti Nemesis sono belli, ma non posseggono il fascino, freschezza e la genuinità dei dischi fino a Destiny, oltre il fatto che per me sono due band differenti dall'abbandono di Tolkki. Tutto questo ovviamente sempre secondo me
Edohardy
Mercoledì 29 Ottobre 2014, 19.35.01
22
@myrefuge...episode vero capolavoro della band? E visions dove lo mettiamo? Avresti dovuto sottolinearlo come parere personale e nella tua chiosa tendi quasi a sminuire i lavori odierni ma ti dirò che l ultimo nemesis non è poi così lontano da episode...comunque rece interessanteapprofondiro l album in questione...
AL
Mercoledì 29 Ottobre 2014, 10.19.46
21
album molto valido. me lo ricordo ancora anche se sono anni che non lo ascolto più. Chasing shadows la mia preferita. con l'arrivo di Kotipelto mi sembrano un gruppo diverso da questo. hanno fatto dei buonissimi album, episode e visions se la giocano. però in nessun caso parlerei di capolavori. questo per me un 75 se lo merita.
MrFreddy
Martedì 28 Ottobre 2014, 23.47.06
20
Terzo nella mia classifica di gradimento degli Stratovarius con Tolkki (alla chitarra, intendo) dopo Episode e Fourth Dimension. Un disco assai valido e molto buono nel sound, gode di una certa freschezza di idee che sfumerà già dopo Episode (ripeto, in Visions Forever Free ha un chorus IDENTICO a quello di Tomorrow di Episode, se non è auto-plagio questo...). Se avesse avuto anche Kotipelto alla voce, per gusto personale, forse l'avrei anche preferito a Fourth Dimension!
Galilee
Martedì 28 Ottobre 2014, 14.04.02
19
Comunque visti tre volte dal vivo e hold on to your dream l'hanno sempre fatta. Sono stato fortunato
xXx
Martedì 28 Ottobre 2014, 13.48.37
18
condivido il pensiero di lux chaos.
lux chaos
Lunedì 27 Ottobre 2014, 23.49.57
17
@Galilee: visione rispettabilissima, la tua. Dreamspace, purtroppo, per colpa di Tolkki alla voce, continua a darmi quella sensazione di semi-professionale che non me lo fa acclamare come te. A questo punto capisco che, quando affermi che la per me caruccia "Hold on..." è la miglior speed song degli Stratos, subentrano i gusti...per me per esempio la canzone da te citata viene demolita, chessò, da "legions", la prima loro speed song che mi viene in mente...quindi direi concludendo che un gruppo il cui miglior album non è acclamato all'unanimità, come spesso succede, è un grande gruppo con molti album validi, come erano gli Strato di una volta...grande band
Galilee
Lunedì 27 Ottobre 2014, 12.03.13
16
Quando usci Dreamspace venne recensito stratosfericamente, almeno sulle riviste che compravo io. E musicalmente parlando offriva decisamente qualcosa di nuovo. Si può tranquillamente dire che il sound tipico degli stratos ha iniziato a formarsi con Twilight time e si affermato con questo disco. Nei successivi la band diventa un pò schiava del proprio sound e non riesce più ad uscire dai suoi clichè, questo non toglie che Episode,per me il migliore dopo Dreamspace, e Visions siano due disconi della madonna. Ma scordiamoci la varietà di un dreamspace, dove si passa da song tipicamente power come Cahsing shadow, Hold on to your dream(la miglior speed song deigli Stratos) a canzoni più epiche e doomeggianti come 4th Reich, dalla Malmsteeniana Abyss, alla AOR, wings of tomorrow etc etc etc.. Episode come ho già detto si piazza al secondo posto. Il disco è sicuramente meno vario ma al suon interno ci sono delle hits memorabili, in più verso il finale due tra le migliori suite che gli Stratos abbiano mai composto. Visions anche è un gran disco, ma è molto più easy listening, le canzone seguono un pò troppi clichè, il piano di Black diamonds è rubato pari pari ad una song di Alice Cooper. Insomma super disco, ma con qualche leggera caduta. Poi da li in poi non saranno più gli stessi.. Questa è la mia visione delle cose.
Mauro Paietta "My Refuge"
Lunedì 27 Ottobre 2014, 8.06.23
15
Rispondo non in ordine... Gli Helloween sia con Pink Bubbles ma sopratutto con Cameleon non erano né carne né pesce, vero è che parliamo di ragazzi neanche trentenni che passarono sotto la EMI e subivano pressioni artistiche sia dalla casa che da Kiske che le idee chiare non le ha mai avuto. Cameleon non fa schifo ma dire che è un'ottimo album proprio no, alcuni buoni brani ma In The Night, Revolution Now o Longing sono proprio pessimi, e Windmill stonerebbe anche in un disco dei Take That.... Tornando sugli Strato dico che il loro apice è Episode perché Vision pur essendo molto bello si rifa a cliché già triti e ritriti, ed erano palesi già all'uscita, poi alcuni brani sono decisamente sottotono o plagliano sé stessi. Ritengo questo superiore perché il songwriting è più libero dagli standard power e più vario, sopratutto per l'anno di uscita. E' chiaro che a posteriori ha vari difetti, ma non ne ha parecchi anche Walls Of Jericho? Poi alla fine il discorso è soggettivo, sarebbe come chiedere perché per me è meglio una pizza invece che una carbonara...
lux chaos
Domenica 26 Ottobre 2014, 18.32.48
14
Mi associo con interesse alla domanda di rada, dato che Visions per me è il capolavoro incontrastato (e unico) di questo gruppo, seguito da episode, fourth e destiny
Radamanthis
Domenica 26 Ottobre 2014, 13.19.08
13
Un appunto, anzi due...all'amico Mauro (poi per farmi perdonare ti offro una birra appena ci vediamo ok?): 1) parli di Helloween in recensione quindi spero non venga considerato OT (in tal caso chiedo umile perdono a Metallized...). Gli Helloween affrontavano il loro peggior momento di confusione artistica (ribaltata dal buon Master of the Rings da li a poco) intendi ovviamente dire di Chameleon. Come ho più volte detto e ribadito nella recensione apposita di quel disco io reputo Chameleon un grandissimo disco che credo proprio gli Helloween stessi vollero far uscire così come era e non parlerei quindi di confusione artistica ma di una precisa volontà di evadere da certi clichè o certi schemi prefissati per esplorare un qualcosa di inedito (se associato a una band dedita al più classico power metal). 2) reputi questo disco secondo solo ad Episode. Al di là dei gusti personali non credi che Visions sia sugli stessi livelli di Episode (se non superiore, de gustibus tra l'uno e l'altro) e anche Destiny e Fouth dimension ne siano migliori? E se non lo credi, al di là del giudizio che hai dato a questo Dreamspace, perchè? Grazie per la risposta...
Andrew Lloyd
Domenica 26 Ottobre 2014, 12.33.23
12
Me li ricordo quegli anni... il Nuovo Metal che iniziava a sgomitare. Il ritorno degli Helloween col bellissimo Master of the Rings, i Dream Theater che calarono I&W e Awake e questi Stratovarius dal suono nuovo. E' vero con gli occhi ( e le orecchie ..) di oggi non si può fare a meno di evidenziare la produzione claudicante di questo Dreamspace. Ma quante idee, Tutto accadeva...e gli Anni Novanta erano ancora giovani. Nostalgia. Al tempo consumai quest'album..
lux chaos
Domenica 26 Ottobre 2014, 1.38.47
11
Miglior disco degli Stratovarius? Vabè, i gusti son gusti Tra il 70 e il 75,e forse è pure troppo. Album discreto che porterà alla loro definitiva consacrazione coi dischi successivi
Vittorio
Sabato 25 Ottobre 2014, 23.57.17
10
Preso all'uscita. Carino per l'epoca (prima del boom power), ascoltato oggi un po' puerile in alcuni passaggi. 75.
Sandro70
Sabato 25 Ottobre 2014, 21.41.46
9
Sono d'accordo con Galilee, miglior album degli Stratovarious.
Steelminded
Sabato 25 Ottobre 2014, 21.03.23
8
Galilee, sai che anch'io ho pensato proprio la stessa cosa? non conoscevo questo album e devo dire che sono stato molto sorpreso dalla voce - quoto in toto. Il classico dilemma tra tecnica/potenziale e sentimento. Evviva!
HeroOfSand_14
Sabato 25 Ottobre 2014, 17.02.36
7
Quoto Xxx. Mauro, ovviamente ė un tuo parere che Episode ėil loro capolavoro, però non mi trovo d'accordo. Episodi penso sia un buon disco molto fresco per l'epoca, con alcune gita è un buon lavoro di Kotipelto. Io rimango dell'idea che Visions sia, come dicono molti, il loro apice per la complessità del sound, diversa rispetto al lavoro precedente e per via di una interpretazione formidabile del singer in tutte le canzoni. Questo Dreamspace non mi piace molto, tutto per via della voce di Tolkki che sarà pure emozionale (comunque cosa soggettiva) ma non mi trasmette quello che riesce a darmi invece Kotipelto, pur avendo una voce più "piatta" ma grandiosa. Penso che se avessi ascoltato Dreamspace nel 1994 probabilmente sarebbe diventato uno dei dischi più apprezzati da me, ma ora trovo molto di meglio in giro, magari con meno classe ma più godibile.
Alexxxxxxxxxxxxxxx
Sabato 25 Ottobre 2014, 16.44.52
6
Gran bell'album! Mi piace in ogni sua sfumatura!
xXx
Sabato 25 Ottobre 2014, 16.09.18
5
non sono d'accodo con galilee, meglio la voce di kotipelto tutta la vita!!! dischetto bello come twilight e night ma dopo con episode, visions e destiny toccheranno l'apice. anche fourth dimension è decisamente migliore e guarda a caso anche li canta kotipelto. timo alla voce non è che faceva cagare ma non era certamente un cantante vero e proprio dai. è come dire hansen - kiske: uno è chitarrista e cantante, l'altro un vero e proprio cantante. tolkki - kotipelto idem. cmq il disco è carino, voto 70
Galilee
Sabato 25 Ottobre 2014, 12.59.57
4
Molto meglio Tolkki come voce, meno esagerata, meno acuta, e con un timbro molto più dark e personale. Non c'è paragone anche se Kotipelto tecnicamente è più valido. Ma emotivamente Tolkki era su un altro pianeta.
Galilee
Sabato 25 Ottobre 2014, 12.56.43
3
Il miglior disco degli Stratovarius sotto tutti i punti di vista, compositivo, vocale, e anche dal punto di vista della proposta qui ancora molto varia e meno schiava del proprio sound. 95/100
LAMBRUSCORE
Sabato 25 Ottobre 2014, 12.48.23
2
Oddiiioooo mama....anni fa ho speso credo 32000 lire per questa lagna...non che la musica mi dispiaccia, alcuni album successivi hanno dei pezzi con un buon tiro, secondo me, solo che qua la voce -di Tolkki- mi fa cadere il fegato sotto i maroni, meno male che poi hanno preso Kotipelto , che almeno sa cantare...Giuro che se ascolto ancora una volta quella cantilena di ceisin sheeeedoooouuu ol iou laaaaiii....mo basta dai....
Radamanthis
Sabato 25 Ottobre 2014, 11.27.48
1
Ho conosciuto gli Stratovarius nel 1996 con l'uscita di Episode e presi il precedente 4 dimensions rimanendo folgorato da Episode appunto. Da li andai...in avanti...e solo qualche anno fa presi i primi tre con Tolkki alla voce. Di questi 3 dischi debut della band non c'è certamente un problema di voce, anzi, rimasi piacevolmente sorpreso da come Tolkki cantava negli anni 80 (Ho il suo disco solista Hymn of life dove non è certamente la sua voce a dare un punto in più al disco...). Semmai le composizioni sono un pò distanti da quanto proposto da Episode in poi, mancano vere e proprie hit (in questo disco degne di nota risultano essere su tutte We're the future e Chasing shadows, lontane da canzoni come le hit con Koti alla voce). Disco bello ma il meglio arriverà dopo, decisamente. Per il periodo in cui uscì ci può anche stare un voto sull'80, nel complesso direi che 70 è sufficiente, così come per il precedente Twilight time. Facciamo 75 e via!
INFORMAZIONI
1994
Noise Records
Power
Tracklist
1. Chasing Shadows
2. 4th Reich
3. Eyes of the World
4. Hold on to Your Dream
5. Magic Carpet Ride
6. We Are the Future
7. Tears of Ice
8. Dreamspace
9. Reign of Terror
10. Thin Ice
11. Atlantis
12. Abyss
13. Shattered
14. Wings of Tomorrow
Line Up
Timo Tolkki (Voce, Chitarra)
Antti Ikonen (Tastiere)
Jari Kainulainen (Basso)
Tuomo Lassila (Batteria)
 
RECENSIONI
85
62
s.v.
55
66
60
84
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90
85
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84
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