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Cryptopsy - Blasphemy Made Flesh
( 2893 letture )
È il 1994 e, contemporaneamente ai capolavori di band statunitensi come Suffocation e Cannibal Corpse, prima del debutto discografico di altri pilastri del death metal brutale statunitense quali Deeds of Flesh o Dying Fetus, viene realizzato l'album che segna l'esplosione di uno degli act più influenti e irrefrenabili della scena death metal, proveniendo dal proverbialmente più pacifico vicino, il Canada. Trattasi di Blasphemy Made Flesh dei Cryptopsy, senza dubbio uno dei gruppi-pilastro del genere, sia per questa release che soprattutto per il successivo capolavoro None So Vile. Benché oggi se ne siano sentite ormai di ogni genere in termini di velocità e brutalità, immaginarsi ora la faccia dell'ascoltatore death metal medio con quest'album in cuffia, esattamente 20 anni fa, fa un certo effetto, senza se e senza ma.

Gli ingredienti per fare la storia della brutalità ci sono tutti: una successione eccellente di riff equivalenti a pugni delle tempie, con stacchi che sono pettinate permanenti e accelerazioni al cardiopalma, dietro alle quali si fa strada il drumming precisissimo e psicotico del più giovane Flo Mounier che si possa ricordare (fatta eccezione per l'ultimo demo dei Necrosis) che dà già prova di tiro instancabile e di una varietà di tempistiche che farebbe ancora invidia a qualsiasi prodotto death metal tecnico odierno, data l'efficacia tanto sul blast quanto sul classico d-beat death metal, a velocità forsennate, ovviamente, quanto ancora sulla doppia cassa a mitragliatrice, a cui si devono aggiungere fill intensissimi che, certo, toccheranno il loro apice per tecnica ed eclettismo (se così si può dire) solo nella parte centrale della carriera della band, ma che non possono che essere stati seminali per l'approccio a questo stile musicale in pieno sviluppo (si prenda per esempio la smascellante Abigor e si è detto tutto, o quasi). Bisogna però dire che ogni musicista dà prova di un virtuosismo raro sullo strumento, dal riff-maker e solista Jon Levasseur, che tra una sezione al vetriolo e l'altra fa incastrare così bene un assolo pulito e melodico come quello di Serial Messiah, piuttosto che quello di Mutant Christ, al bassista Martin Fergusson (predecessore di un certo Eric Langlois), che lascia un sorriso di malizia fin dall'inusuale intro, brevissima, dell'opener Defenestration.
Bene, ho aspettato fino a ora per dirlo, ma uno dei protagonisti assoluti del disco in questione è certamente il cantante Dan Greening, probabilmente più conosciuto con il nome di Lord Worm. L'energia trasuda dalla sua gola come una colata effusiva di ruggiti e gorgoglii bestiali che rendono la timbrica del suddetto assolutamente inconfondibile; uno stile vocale più aggressivo e meno low-pitched rispetto a molti "colleghi", che punta più sull'impatto, sulla ruvidità degli scream e sulla rotondità delle sezioni gutturali, piuttosto che sulla definizione della pronuncia lirica, passatemi il termine, giustamente lasciata in secondo piano. Non c'è solo foga, ma anche quello che è innegabilmente un dono di natura che porta il nostro a sostenere un urlo non indifferente come quello sul finale della di qui celeberrima Open Face Surgery, con i suoi ventotto secondi non-stop di disumana brutalizzazione della laringe (e avete letto bene).

Se ancora pensate che si tratti di normale amministrazione, oltre all'invito a rivedere le vostre posizioni, aggiungo anche quello a considerare il contesto in cui i Cryptopsy fecero capolino, tempi in cui erano ancora inespresse, o quasi, molte delle potenzialità del genere (e delle tecniche musicali sviluppate ad hoc per superare ogni limite di bpm nel death metal). Quello che più che altro caratterizza questo album, oltre che il singolare apparato musicale, è una delle caratteristiche che ancora oggi fa da discriminante assoluto tra un disco riuscito e uno mediocre in questo specifico ambito musicale, quello del death più brutale: foga, bestialità, la necessità di ricercare velocità, intensità e ancora quella di provocare l'ascoltatore con un'energia che non abbia sentito mai prima, sia che significhi vomitare i polmoni sul microfono piuttosto che aggredire lo strumento senza vincolo alcuno di melodia, intuitività strutturale o quant'altro, che si addicono ad altre forme di metal estremo, ma non a questa nello specifico. L'atmosfera che si respira su Blasphemy Made Flesh è letteralmente quella dell'immondo incarnatosi in musica: la passione dei musicisti trasuda in una trama musicale ispirata e solidissima di riff a metà tra il tremolo picking old school e gli stoppati tesissimi che caratterizzeranno le chitarre nel brutal death; sono proprio questi che rappresentano il punto di forza assoluto di questo debutto, sebbene siano la batteria, prorompente, e la voce, strabordante, ad emergere maggiormente al primo devastante impatto.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
90.26 su 19 voti [ VOTA]
Tonyblackbloody sabbath zampieri
Domenica 26 Aprile 2020, 12.27.42
13
Quest'album e' quasi piu' unico di none so vile(QUASI)....voglio dire ....,e' un album secondo me meno ragionato del capolavoro indiscusso dei cryptopsy, e guarda caso del brutal death tecnico in generale,per me blasphemy e' solo un pochino di quiete prima della tempesta ,ma gia' e' quasi del tutto un' album brutal con i controcazzi ,Dan Lord Worm avanza con il suo growl indemoniato ,come fosse meta' uomo meta' una creatura crudele ed assetata di sangue,invece i grandi e tecnici musicisti che fanno bella figura a suonare cosi' bene ancora comunque si scoprira' con none so vile che non avevano ancora le idee chiare pur avendo composto dei riff e degli assoli molto belli ,anche Flo ,"il mio batterista preferito" secondo me su questo album da meno di quello che avrebbe potuto dare,ma va bene cosi' visto che con none so vile hanno dato il massimo,come Lord Warm del resto,peccato che dopo l'abbandono del loro cantante non sono stati più gli stessi anche se hanno continuato a produrre grandi album ma con cantanti un po' fuori luogo ,cmq primi suffocation e primi cryptopsy e primi cannibal corpse per sempre i migliori del brutal death
Aceshigh
Venerdì 13 Aprile 2018, 14.26.28
12
Grandissimo esordio! Band che già da subito ha messo in campo grande personalità (in un sottogenere, il brutal, in cui è molto difficile differenziarsi). L'urlo alla fine di Open Face Surgery è... impossibile. Voto 85
Vecchiothrasher
Martedì 21 Novembre 2017, 19.16.19
11
Questo album e di una cattiveria blasfema! pugni sui denti dal inizio alla fine! capolavoro dei cryptopsy!
signor verme
Lunedì 5 Gennaio 2015, 17.42.00
10
Il riff melodico di serial messiah mi ricorda un po heartwork ed è uno dei momenti migliori di tutto l album, come l intro di defenestration e il famoso grido finale di open face surgrey
BlackAlbum90
Sabato 1 Novembre 2014, 1.02.27
9
Disco scritto con la sola intenzione di devastare l'ascoltatore. Il famosissimo urlo di Lord Worm in Open Face Surgery è un qualcosa di sovrumano. Voto: 90
The Void
Giovedì 30 Ottobre 2014, 21.05.19
8
Già a livelli mostruosi..ma qui si capisce troppo di quello che dice Lord Worm ahahahahah
The Void
Giovedì 30 Ottobre 2014, 21.05.18
7
Già a livelli mostruosi..ma qui si capisce troppo di quello che dice Lord Worm ahahahahah
MrFreddy
Martedì 28 Ottobre 2014, 23.51.40
6
Un disco ottimo, a mio parere sta a pari merito con Whisper Supremacy tra i più riusciti della band... ovviamente dopo None so Vile, il mio disco brutal preferito di tutti i tempi. Laddove WS punta più sulla tecnica, qui la radice brutal la faceva ancora da padrone e ci sono moltissimi germogli delle idee sbocciate poi su NSV... nonostante questo, non definirei Blasphemy un disco acerbo, dato che i Cryptopsy dell'epoca mi sembrano già piuttosto padroni dei loro mezzi. Solo, li eleveranno all'ennesima potenza poco più tardi.
Er Trucido
Lunedì 27 Ottobre 2014, 21.11.08
5
Discone, inferiore solo a None So Vile
Numbered Days
Domenica 26 Ottobre 2014, 21.30.34
4
Bellissimo album, tutte canzoni sopra la media, in particolare Open Face Surgery davvero spettacolare con quell'urlo di Lord Worm a fine canzone. Voto 87
Nihilistic decadence
Sabato 25 Ottobre 2014, 19.17.09
3
Un bell'album, colonna del brutal insieme al successore. Anche se, rispetto ad altri classici del Death, manca di qualsiasi atmosfera, ponendo la violenza sonora in primo piano.. Un difetto non proprio trascurabile. Inoltre è quasi impossibile distinguere una canzone dall'altra, altro punto debole del disco.. Insomma un classico del Death, ma comunque inferiore rispetto a Scream bloody gore, Altars of madness, Deicide o Eaten back to life.
Galilee
Sabato 25 Ottobre 2014, 14.12.31
2
Disco un pò acerbo, il meglio arriverà con quello dopo.
Resurrection
Sabato 25 Ottobre 2014, 11.23.45
1
Gran disco anche se un po' "acerbo".
INFORMAZIONI
1994
Invasion Records
Brutal
Tracklist
1. Defenestration
2. Abigor
3. Open Face Surgery
4. Serial Messiah
5. Born Headless
6. Swine of the Cross
7. Gravaged (A Cryptopsy)
8. Memories of Blood
9. Mutant Christ
10. Pathological Frolic
Line Up
Lord Worm (Voce)
Jon Levasseur (Chitarra solista)
Steve Thibault (Chitarra ritmica)
Martin Fergusson (Basso)
Flo Mounier (Batteria)
 
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