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Pink Floyd - The Wall
( 11747 letture )
Mantenere un potere enorme è, storicamente, molto più difficile che acquisirlo. Affrontare il problema comporta una vera e propria dimostrazione di forza e sicurezza per contrastare ansie, pressioni e chiusure mentali che opprimono la debolezza dell'essere umano. Reduci dal successo mondiale di un tridente d'acciaio come The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e Animals, i Pink Floyd si trovano all'apice della loro fama. Per quanto lo scenario agli occhi di ogni lettore abbia delle connotazioni idilliache, l'ambiente creatosi attorno al gruppo non è altro che un inferno mascherato da paradiso. Il peso dei soldi, della fama, dei concerti e delle case discografiche incombe come un'affilata ascia su Waters e compagni, che giorno dopo giorno si sentono sempre meno artisti e sempre più macchine. Mantenere imperterrita quella grande abilità nello sfornare solo capolavori che stavano scrivendo nuove pagine nella storia delle musica, più che uno stimolo era diventato un obbligo morale ed economico, una pressione insopportabile per degli essere umani. Le esibizioni dal vivo si attestano su livelli sempre più alti, con il riscontro tangibile di una maggiore tensione e di una scala di partecipanti più grande. Sempre più distante e irritato dal cambiamento che il successo ha esercitato sui Pink Floyd, Roger Waters durante uno degli ultimi concerti del tour del 1977 cede ad un crollo nervoso dovuto a degli spettatori in prima fila, che urlando e inneggiando alle loro canzoni preferite irritano l'artista. Il bassista in quel momento fece un gesto che fu simbolo del distacco totale tra il gruppo e il pubblico: sputò verso le persone che si trovavano sotto il palco.
Incredibilmente, tutto il concept di The Wall nasce da un gesto avvenuto in un istante, emblema di un istinto che nella sua semplicità racchiude molti concetti e significati.

FIGHT ROCK WITH ROCK
La musica dei Pink Floyd, dopo il grande successo, non è più rivolta ai grandi ascoltatori, a coloro che ricercavano nella psichedelia e nel progressive sempre qualcosa di nuovo, ma diventa un fenomeno di massa. Questo avvenimento porta il gruppo a distaccarsi dal pubblico e ad odiare il suo stesso rock di fama mondiale, gli stadi, la folla. Dopo gli incidenti del tour di Animals, mentre il resto della band è impegnata in progetti solisti e altro, Roger Waters non perde tempo a comporre la prima demo del disco, puntando il dito questa volta contro un tema veramente scottante: The Wall è il disco rock che combatte il rock. La storia del concept segue come argomento principale la vita di Pink, una rockstar che dopo la sua ascesa, consumato dal successo, inizia a distruggere e ad allontanarsi da tutto ciò che ha attorno a sé. Ovviamente il tutto non è così tremendamente semplicistico, poiché nel suo percorso di isolamento la rockstar tocca della tappe che diramano i temi dell'album in maniera veramente ampia. L'allontanamento dalla moglie, la morte del padre in guerra, l'alienazione dalla società, le lotte con la grande "macchina" dell'industria discografica e altri temi. Il dipinto che lentamente prende colore sulla tela è la raffigurazione di un mondo che ha una facciata completamente diversa dall'anima: nonostante il rock significhi libertà, espressione e forza, in The Wall vediamo come dietro tutto ciò ci siano una lunga serie di obblighi, ombre e finzioni. Nel disco non mancano numerosi riferimenti alla vita di Roger Waters, che oramai aveva la leadership del gruppo e alla figura già mitologica del lontanissimo Syd Barrett, mai dimenticato. Ovviamente dietro la figura di Pink, che è una rockstar, possiamo vedere l'essere umano, l'uomo di ogni giorno, in continua lotta con le sue guerre interne e le ansie quotidiane. È qui che il platter trascende dalla concezione di disco per divenire un'opera d'arte.

COSTRUZIONE E ALIENAZIONE…
In the Flesh? apre le danze all'opera, con una progressione maestosa e degna di ciò che seguirà più avanti: subito viene in risalto la voce di Waters, accompagnata dai cori e dall'organo dell'ospite Fred Mandel. La punta di diamante della canzone è il finale, in cui prendono il sopravvento gli effetti sonori, da sempre usatissimi dai britannici, ad emulare la caduta di un aereo ed il pianto di un bambino. L'esplosione lascia la scena a The Thin Ice, legando in pochi secondi due temi opposti, ovvero la nascita di Pink e la morte in guerra del padre. La scelta dell'effetto usato nell'intervallo fra le due canzoni è riconducibile a un riferimento autobiografico di Waters, in quanto il padre dello stesso bassista morì durante un assalto aereo ad Anzio nella seconda guerra mondiale, nei primi mesi di vita dell'artista. Il continuo alternarsi fra esplosioni sonore e momenti di calma imperversa nella seconda traccia del primo disco, costituendo uno schema classico che ritornerà poi nel corso dell'opera. Degne di nota sono le tanto semplici, quanto piacevoli, scale di Gilmour alla chitarra. Flanger e delay aprono uno dei grandi leitmotiv del platter, ovvero Another Brick in the Wall (Part I), che nonostante la struttura ripetitiva e semplice è costellata di piccoli effetti, dettagli e armonizzazioni che sospendono l'atmosfera con enorme maestria. Questa è una cosa che succede spesso nel disco: ci sono diverse tracce in cui non vi è un elemento sopra gli altri, ma un grande insieme di piccole cose che costruiscono in maniera omogenea l'ambiente. Pink si interroga sulla sua vita, ricordando nuovamente il padre e successivamente il suo difficile rapporto con la scuola che tende a spersonalizzare ogni individuo. Quest'ultimo tema è ripreso nel breve intervallo The Happiest Days of Our Lives e nella successiva Another Brick in the Wall (Part II). Anche la scuola è un elemento che non fa altro che posare mattoni intorno a Pink, costruendo il muro che lo porterà all'isolamento totale. L'ultimo brano citato si divide in due parti che ripetono la stessa strofa, la prima cantata da Gilmour e la seconda dal coro dei ragazzi della Islington Green School ad emancipare il tema trattato. Dopo il magnifico assolo, "cantato" da una Fender cristallina, vi è la chicca del maestro che riprende l'alunno dicendo: Se non mangi la tua carne, non avrai nessun budino. Come farai ad avere il budino se non mangi la tua carne?. Una frase tanto semplice, che gioca sulle parole, per mettere in risalto gli obblighi, le regole e la totale chiusura mentale delle scuole. L'analisi delle forze motrici che costruiscono il muro continua linearmente con Mother, lenta e dolce ballad acustica che fa tesoro di un meraviglioso assolo che esplode a metà canzone. La traccia parla del rapporto fra Pink e la madre iperprotettiva, che soffoca le esigenze del figlio (proprio come accade a Waters, infatti anche questo è considerabile come un riferimento autobiografico) e blocca il suo processo di crescita rendendolo incapace di vivere indipendentemente, privo di influenze decisionali. Le atmosfere più claustrofobiche e inquietanti, che segnano l'ormai vicino completamento del muro, iniziano ad affacciarsi con Goodbye Blue Sky ed Empty Spaces: i temi dell'isolamento e dell'assenza di comunicazione (tanto caro poi ai Pink Floyd post-Waters di The Division Bell), fanno da padroni in questi brani che in alcuni momenti illudono con una finta dolcezza, che sfocia sempre in qualcosa di pesante e angosciante. Pink si domanda come potrebbe completare il muro e poco dopo Young Lust ci illustra la vita da rockstar stereotipata del protagonista, fatta di donne ed eccessi. I ritmi si fanno più sostenuti e la chitarra distorta, con una linea melodica che entra facilmente in testa, molto godibile. Rimanendo in tema, la voce di una groupie apre One of my Turns, una delle canzoni dall'aspetto più filosofico del platter, che prende in analisi il cambiamento: l'amore lentamente diventa grigio, come la pelle di un uomo che si avvicina alla morte, tutto cambia e nonostante facciamo finta ogni notte che le cose vadano bene, ci prendiamo in giro, invecchiando e freddandoci. Pink, così come Waters, dipinge il terribile aspetto della separazione dalla compagna. Una strada senza uscita che sfocia prima (nella seconda metà della canzone) in uno sfogo di follia della rockstar e successivamente, in Don't Leave me Now, nell'assoluta angoscia di essere definitivamente abbandonato a se stesso. Pink si chiede dove fosse la moglie quando lui ne aveva bisogno e si strugge implorandola di non lasciarlo solo in quel momento. Solo gli effetti e i sintetizzatori cupi di Wright accompagnano la straziante voce del bassista per tutta la prima parte della canzone, che esplode poi in maniera toccante e sognante. Con Another Brick in the Wall (Part III) ci avviciniamo inesorabilmente al finale del primo disco, nel quale Pink, dopo un urlo di rabbia, si rende conto di non avere più bisogno di nulla e di nessuno. La canzone riprende i motivi delle altre due parti, in maniera più pesante e distorta, come segno di un processo oramai sul punto di finire. La rockstar saluta il mondo, sostenendo che quest'ultimo non ha più nulla da dirgli per fargli cambiare idea. La cosa più grave non è la chiusura, ma il fatto che lui stesso sia compiaciuto e convinto di questa sua scelta. La follia si impadronisce totalmente di lui e, con Goodbye Cruel World, The Wall si chiude con l'alienazione totale.

… FOLLIA E DISTRUZIONE
Gli arpeggi e il basso corposo di Hey You aprono la seconda parte dell'opera, in cui Pink lancia un urlo di disperazione verso l'esterno, cercando aiuto da chiunque sia dall'altra parte del muro. Oltre ad essere una delle migliori canzoni dell'opera, Hey You è anche una delle maggiori prove di Gilmour, sia come cantante che come chitarrista in tutto The Wall. La linea vocale è veramente adatta al contesto musicale ed evocativamente ci invita quasi ad aiutare Pink. L'assolo, semplice quanto efficacie e tirato, genera un grande pathos tragico grazie anche al supporto di un riff trascinante. Due soli accordi alternati suonati con il sintetizzatore, delle voci modulate in sottofondo e qualche effetto aprono il brano che trasmette al meglio il senso di alienazione e isolamento dal resto del mondo di Pink. Is There Anybody Out There? è una gemma che, nonostante i cori così imponenti ripetano ossessivamente quella frase facendoci sentire così piccoli e soli, ci lascia anche un senso di morbida rassegnazione, una sorta di dolce derivare. Il pianoforte di Richard Wright torna predominante in Nobody Home, una ballad che ripercorre la vita della rockstar attraverso alcune immagini tipiche. Nei momenti più sentiti e incisivi del cantato, vengono proposte delle parole che richiamano di nuovo l'elemento del telefono e del fatto che dall'altra parte non ci sarà nessuno a rispondere. Nonostante Pink abbia tutto, si accorge di come realmente non abbia nulla. In questo brano l'immagine di Syd Barrett torna ad aleggiare attorno ai Pink Floyd, mai dimenticato dal gruppo. Il tema della guerra torna a occupare la scena di The Wall con Vera: il nome del brano fa riferimento a Vera Lynn, artista dei primi del '900 le cui parole venivano cantate dai soldati durante la seconda guerra mondiale. I versi del bassista esprimono il risentimento del fatto che tutto era una bugia propagandistica: Nessuno ricorda Vera Lynn ? Ricordo come lei disse che ci saremmo tutti incontrati di nuovo in un giorno soleggiato. La breve canzone è immediatamente collegata alla maestosa marcia Bring the Boys Back Home, poiché non tutti si sono incontrati nuovamente in un giorno di sole, essendo molti morti in guerra. Le sonorità forti e imponenti mettono in risalto l'importanza dei legami umani, della famiglia, del non lasciar nuovamente i bambini da soli. Sul finale della breve traccia sentiamo nuovamente alcuni voci miscelate: il maestro di Another Brick in the Wall (Part II), una voce di donna che ci chiede se ci sentiamo bene, la voce di qualcuno che bussa alla porta e dice che è tempo di andare, ovvero il manager che sta richiamando Pink, che è nel suo camerino, a salire sul palco. Il tutto culmina nel salendo con una reprise della frase Is there anybody out there?, che rievoca la solitudine interiore. Comfortably Numb, una delle maggiori punte della discografia dei Pink Floyd, scorre su un'orchestra leggera e morbida, sulle quali si alternano le voci di Gilmour nei ritornelli e di Waters nelle strofe. Originariamente concepita con il titolo di "The Doctor", la canzone punta il dito contro la macchina dell'industria discografica, personificata nel dottore che droga Pink pur di costringerlo a salire sul palco per eseguire lo show. La rockstar è completamente in balia dei produttori e dei medici, degli attacchi di panico e nella totale assenza di controllo su se stesso che culmina in un grido come quello che apre la seconda strofa. Avete presente quegli assoli di chitarra eterni? Quelli che uno sente da sempre, che ha nei primi ricordi con i nostri genitori da piccolo, che ogni volta che li ascolta trova qualcosa di nuovo e di vecchio attraverso delle nitidi immagini? Personalmente con quello di Comfortably Numb è così ed immagino sia altrettanto per molti: il suono dell'emotività, della disperazione e di un intenso mood drammatico sfiorato da note acute e taglienti. The Show Must Go On è un breve intermezzo in cui Pink, attraverso dei magistrali cori, richiama il padre e la madre, pregandoli di portarlo a casa, in balia dell'incertezza di essere in grado di affrontare l'esibizione. La dolce supplica si conclude con la folla che acclama la rockstar sul palco. Le sonorità vengono completamente riprese dalla traccia con cui tutto inizia: In the Flesh con la sua progressione incalzante e trascinante racconta di un Pink in preda alla follia, che non si presenta più come se stesso ma come un dittatore che attacca tutti ed urla di mettere al muro ogni categoria: ebrei, neri e omosessuali, dicendo che se potesse fare a modo suo farebbe uccidere tutti. Run Like Hell non è altro che il proseguo dello show, in cui Pink incita tutti a muoversi ai tempi quadrati in quattro quarti come quelli della disco music. Quello che è stato fatto a lui nella scuola, la disumanizzazione e la spersonalizzazione, deve essere applicato a tutti, che devono essere omogeneamente identici a lui. La canzone si muove sulla chitarra pulita in delay di Gilmour e su dei tempi ben scanditi da una sezione ritmica estremamente precisa, che mette in risalto il basso pieno e profondo. Tornano i cori di The Show Must Go On, aperti dal conteggio Eins, zwei, drei, alle!, volutamente in tedesco a richiamare la dittatura nazista. Così viene lasciata la scena a Waiting for the Worms, che evoca nuovamente la figura dei vermi, già citata in Hey You come simbolo della rovina e della distruzione interiore, questa volta riproposta come rappresentazione di un gruppo filofascista in marcia su Londra, annunciato attraverso un megafono che incita a unirsi a loro. La canzone dal ritmo più rock e martellante è un insieme di leitmotiv del disco, che si conclude con la folla che ripete Hammer, Hammer. È la coscienza di Pink che si risveglia lentamente incitando a distruggere il muro. Successivamente con la brevissima Stop, Pink decide di fermarsi definitivamente, togliere la sua uniforme da dittatore e lasciare il palco per sempre sulle note delicate di un pianoforte che lasciano tutto in sospeso. Questa sensazione dura poco, mentre si sente il rumore di un chiavistello che apre la cella di Pink in attesa di giudizio, che viene chiamato di fronte alla corte che lo giudicherà. The Trial presenta una stranissima e originale composizione puramente orchestrale dallo stile teatrale, cantata da diversi registri vocali che impersonano altrettanti personaggi della storia di Pink in un dialogo che ripercorre le tappe della costruzione del muro: tornano il maestro della scuola, la soffocante madre iperprotettiva, la moglie che lo ha abbandonato e si aggiungono le figure dell'avvocato d'accusa e del giudice verme, simbolo della difficoltà di Pink a tornare un individuo sano di mente. Viene presa in analisi tutta la costruzione del muro e in fatto che Pink sia diventato come l'individuo che più odia, colui che ha compiuto un crimine contro se stesso e l'umanità, colui che è stato causa della morte del padre in guerra: un nazista. La canzone si conclude con la sentenza del giudice, che ordina a Pink di mettersi di fronte ai suoi pari e distruggere il muro che lui stesso ha creato, che lo ha reso colpevole di accettare e dimostrare le sue paure. L'ultima parte è un continuo crescendo, magistralmente orchestrato, arricchito di una pesante chitarra distorta e dalla folla che ripete ossessivamente Butta giù il muro!. Sul rumore delle macerie e del muro che crolla il disco si appresta a finire, verso gli ultimi due scarsi minuti.

OUTSIDE THE WALL
Da soli, o in coppia,
gli unici che realmente ti amano
passeggiano su e giù fuori dal muro.
Alcuni mano nella mano
e altri radunati insieme in comitive.
I cuori teneri e gli artisti
oppongono resistenza.

E quando ti avranno dato tutto
alcuni barcolleranno e cadranno, dopo tutto non è facile,
sbattere il cuore contro il muro di un folle.


Gli ultimi evocativi minuti del disco scorrono in un'atmosfera dolcissima, su delle parole che invece di esser cantate, sono pronunciate delicatamente come una poesia. Outside the Wall è la morale del disco: alla fine siamo essere umani ed apparteniamo a una realtà che non ci permette di isolarci da essa, poiché ci saranno sempre delle persone che combatteranno per il nostro bene, opponendo resistenza e sbattendo il loro cuore contro il muro della nostra follia, ovvero quello di chi si isola. Alcuni barcolleranno e cadranno, poiché è nella natura del genere umano chiudersi nelle paure, nel dolore e in se stessi. Tutto ciò è quello che succede a Pink e che potrebbe accadere a ognuno di noi: il percorso con la sentenza finale che punisce la rockstar per ciò che ha fatto deve essere d'esempio per tutti noi. Le ultime parole del disco sono Isn't this where... che si collegano direttamente a ... we came in ?. In questo verso, Pink si chiede se quello è lo stesso punto da cui è entrato nel muro. The Wall è un cerchio perfetto che inizia esattamente dove finisce, e si ripete nell'eternità, per lasciarci un'ulteriore morale nella morale: nonostante riusciamo a uscire dalla prigione che ci siamo creati, dobbiamo stare attenti e non dimenticare mai gli errori che abbiamo fatto, poiché un nuovo muro è sempre dietro l'angolo e per quanti ne vengono distrutti altrettanti ne vengono creati.

DOPO IL MURO
Quando si parla di produzione è inevitabile non pensare a un disco del genere: ogni suono è curato nel minimo dettaglio e le canzoni, tutte dal taglio breve, sono perfettamente collegate come da grande tradizione dei concept album. In The Wall vi è tutto, dalle grandi linee melodiche a tutta quella serie di effetti sonori e trovate narrative estremamente azzeccate, che ci permettono di immaginare e seguire il filo della storia, intuendo anche numerose cose. Vi è molto di evocativo e profondo, non solo da un punto di vista tematico ma anche da quello strettamente musicale ed emotivo. Il disco può essere considerato, per quanto riguarda il progresso musicale, il canto del cigno del gruppo, nonostante sia già esso meno innovativo dei suoi predecessori.
Quello che segue alla grande opera del gruppo britannico è storia: un tour con esibizioni dalle scenografie immense e mai viste, un film di Alan Parker con Bob Geldof nel ruolo di Pink ed infine un monumentale show di Roger Waters (dopo l'abbandono del gruppo) nel 1990 per celebrare la caduta del muro di Berlino.

Un'infinità di parole sono state spese su questo album e altrettante ve ne saranno nel tempo a venire. Tirare le somme di fronte a un disco del genere è tanto complesso quanto immediato, se non vi fosse la consapevolezza che stiamo parlando dei Pink Floyd. Lascerò le classifiche su quale sia il miglior disco del gruppo ai posteri, poiché personalmente credo sia un argomento sterile, adatto per essere consumato al bar dello sport. Certe cose non sono classificabili e, come una lista dei migliori chitarristi del rock o i migliori dischi metal, questa rientra nella categoria. Prendendo in analisi il disco, strettamente per quello che è stato e che sarà, non ho il minimo dubbio. The Wall è un'opera totalizzante e poliedrica, che tocca un'infinità di argomenti, alcuni dal taglio pesantemente filosofico, con eleganza. Smettiamo di parlare di musica, qui siamo nel piano dell'Arte. Sì, con la A maiuscola.



VOTO RECENSORE
100
VOTO LETTORI
84.10 su 129 voti [ VOTA]
Area
Mercoledì 12 Giugno 2019, 13.14.21
128
L'inizio della nuova fase dei Pink Floyd, mantenendo comunque i loro elementi caratteristici dei due decenni passati prendendo anche spunto dagli stili (al tempo) contemporanei del Pop e della New Wave. L'ultimo disco dei Pink Floyd che mi piace interamente.
DP
Mercoledì 12 Giugno 2019, 9.29.44
127
la rinascita....la seconda vita....il loro punto di svolta che traccia un solco profondo tra il rock psichedelico , che li aveva fino a questo punto caratterizzati , e i nuovi Pink decisamante piu' lineari e commerciali pur mantenendo sempre una aurea magica . Un cambiamento radicale frutto del genio intuitivo di Waters che con un magistrale colpo di coda ( paradossalmente al capolinea della sua esperienza Floydiana ) e a livello compositivo al sempre piu' incalzante e presente Gilmour creano un opera destinata a cambiare per sempre le sorti della band e del rock in generale a partire dagli anno 80 al punto che dire trattasi di un capolavoro e' riduttivo . The Wall per quello che e' riuscito a insegnare e dimostrare nel corso degli anni va' oltre ogni logica . Un disco da assaporare in ogni sua singola nota....ogni suo singolo testo....ogni suo singolo effetto sonoro. Assolutamente unico che riuscire a decifrarlo e' per me impossibile. The Wall e' The Wall .
Lucignolo
Martedì 13 Novembre 2018, 20.12.52
126
Legato affettivamente a questo album,quindi totalmente e soggettivamente di parte,album dei Pink Floyd,sminuirlo al solo waters non sarebbe onesto,album concept bellissimo, struggente e reale.la quadratura del cerchio,un album compiuto nella sua totalità.voto come da recensione 100
Prisma
Giovedì 9 Agosto 2018, 15.45.19
125
Capolavoro assoluto , divorai il vinile e poi comprai il cd , per me il miglior concept album mai realizzato , un opera d ‘arte dove ogni brano crea emozioni diverse e si amalgama in un solo pezzo di spettacolare bellezza.
Albatross
Giovedì 5 Aprile 2018, 12.53.40
124
Questo è il più bel disco dei Pink Floyd, a mio modesto parere. Tecnicamente e artisticamente perfetto e con una vera e profonda storia raccontata dall'inizio alla fine; insomma, un vero concept album, come mai mi sarei aspettato dai Pink. Non amo molto il progressive rock, anzi, di solito non mi piace per niente, ma i Pink Floyd - soprattutto con questo disco - fanno eccezione.
Nil81
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 12.28.06
123
Dei pf mi piacciono abbastanza i dischi fino ad atom Heart Mother (incluso), poi quelli successivi li ho sempre trovati tronfi, pretenziosi e tutto sommato noiosi. Proprio non digerisco la poetica di Roger Waters. Gusto personale: a ciascuno il suo.
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 16.13.46
122
" Ho detto che il critico è una persona con un suo gusto e un suo metro di giudizio che non è migliore del mio o del tuo." "Ci sono per me delle opere che SONO punti fermi, in tutti i campi. In questo campo lo sono i Beatles, i Pink dell'era Waters e altri. Oppure si può dire che tutto è opinabile e soggettivo." Prima dici che quello del critico è solo un'opinione ed un suo - in quanto tale - opinabile metro di giudizio. Poi, aggiungi che eh però ci sono dei punti fermi ASSOLUTI. Quindi crolla il fatto che l'opinione del critico sia un'opinione come la tua.. DIFATTI (ma questo è un punto che stenti a comprendere vedo): LA MAGGIOR PARTE DELLA CRITICA REPUTA QUESTO UN BUON DISCO e basta. Eh come vedi NON tutto può essere opinabile e soggettivo. Ergo, seguendo il tuo ragionamento tu non puoi pensare che questo album sia un capolavoro assoluto ed un'opera più importante delle altre, perché non tutto può essere opinabile e soggettivo. Tutto ciò è meraviglioso. No guarda, l'unica opinone che conta è la tua che tanto è la sola che ti interessa. Reputare qualcuno in qualsiasi campo artisito come il massimo assoluto è assolutamente una visione chiusa e limitata. E anche riduttiva, come se le varie poetiche e i vari stili e modi di espressione artistica siano solo un mero campo agonistico in cui si debba decretare il vincitore. Ma per favore.
thrasher
Venerdì 1 Dicembre 2017, 15.51.09
121
Album eccelso e come concept il migliore di sempre, ma lo trovo più un album di water che dei Pink Floyd essendo così personale...
Pietro
Venerdì 1 Dicembre 2017, 15.40.37
120
Non ho detto che la critica non capisce un cazzo. Ho detto che il critico è una persona con un suo gusto e un suo metro di giudizio che non è migliore del mio o del tuo. Ho detto che per me i 4 dischi in oggetto presi come blocco rappresentano probabilmente l'apice della musica leggera. Non credo tu abbia una apertura mentale maggiore della mia guarda, pensalo se ti fa piacere ma veramente stento a crederlo. Ma nel corso degli anni (tanti aimè) mi è capitato pure di sentire gente che dice che sono sopravvalutati i Beatles...alla fine tutti hanno un'opinione... Ci sono per me delle opere che SONO punti fermi, in tutti i campi. In questo campo lo sono i Beatles, i Pink dell'era Waters e altri. Oppure si può dire che tutto è opinabile e soggettivo. Se la si vuole pensare così allora ogni opinione è invalidata, sia del recensore più acculturato come della massaia crsciuta a Giggione D'alessio et similia
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 14.57.18
119
Se parliamo di metal il 99% delle persone ti risponde: Metallica (il disco). Ergo, se ne deduce che sia il lavoro più grande e più importante mai pubblicato nel metal. Eh no non funziona così. Non è la popolarità il metro di giudizio, al massimo serve per il taglio sociologico, economico e di costume Ricapitolando comunque: 1. un utente X dice la sua: disco sopravvalutato 2. Tu ti senti colpito personalmente e ti affretti a ribadire che "va bene avere pareri contrari, ma guai però a contraddire un dogma ovvero che questo disco è il non plus ultra super mega atomico dell'espressione umana tutta" 3. Io ti faccio notare che in realtà è parere piuttosto diffuso nella critica ufficiale quello che ha detto l'utente X. 4. La tua risposta da persona certamente ragionevole e non un fan accecato: "che cazzo stai dicendo ah ah ah è un'opera dell'umanità tutta al pari di Caravaggio e Michelangelo; tutti dicono questo, vivi sulla Luna". 5. Ti fornisco qualche consiglio per verificare direttamente quanto da me detto. 6. Passi quindi ad attaccare la critica che non capisce un cazzo (Io - tra l'altro - avevo anche sottolineato che " il che NON significa che i suoi giudizi, opinioni, letture storiche e pareri non siano criticabili a sua volta...né che non esistano punti di vista diversi." ) Concludo dicendo: che comunque c'è poco da discutere con uno che mi scrive che i dischi dei Pink Floyd con Waters sono il massimo di TUTTA la musica leggera ed un autentico miracolo. Aggiungo IL miracolo per eccellenza. Ma non perché avere questo parere sia in sé una cosa brutta o sbagliata, lo è però da un punto di vista di apertura mentale e visione non solo storico-critica, ma artistico-culturale la quale ne risulta - come ovvio - necessariamente ristretta, limitata e ottusa. Insomma, sei un religioso che venera i PF dell'era Waters come fossero Dio. Va bene eh, ma l'importante è saperlo.
Pietro
Venerdì 1 Dicembre 2017, 14.22.20
118
Crimson, io preferisco Dark Side a The Wall, non sto dicendo che è il mio disco preferito in assoluto (come amo diversi altri dischi non dei Pink). Dico ,a maggior ragione, che l'importanza estrema del disco per come la vedo io è innegabile. Aggiungo che stilisticamente è completamente da Dark Side Of The Moon e da tutti i dischi che lo hanno preceduto come lo è concettualmente. Insomma, se parliamo di Rock e parliamo di concept credo che al 99% della popolazione terrestre che sa di cosa si parla venga in mente un titolo: The Wall.
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 13.11.32
117
@Rob Fleming beh per me no. Bisogna anche intendersi su cosa significhi "inferiore dal punto di vista musicale". Io finora ho tenuto in disparte i gusti personali, per quanto mi riguarda anche io non adoro molto il secondo disco di Ummagumma. Mi piace molto di più A Saurceful of Secrets. Mentre tra Doors e Pink Floyd preferisco decisamente quello dei Pink, senza nulla togliere appunto a quello dei Doors.
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 12.48.33
116
non la penso come te @Rob Fleming sia su piper che per ummagumma.i grandi dischi,rimangono tali ed attuali sempre.concordo per i doors che siano un altrettanta magnifica band!
Rob Fleming
Venerdì 1 Dicembre 2017, 12.42.10
115
@Crimson: in merito a quello che dici mi limito a rilevare come tra The Piper e The Wall passano 12 anni. E The Piper - fondamentale nel 1967 - ascoltato oggi, a mio avviso, perde rispetto alle tante uscite coeve (uno per tutti. il debutto dei Doors è attuale anche oggi). Perché alla fine, a parte alcuni pezzi indiscutibili (Interstellar Overdrive; Astronmy Dominé in primis), il resto dal punto di vista musicale (i testi fanno storia a sé) è inferiore a quello che è venuto dopo. Su Ummagumma: il disco live è un capolavoro. Punto fine basta. Su quello in studio, però, occorre ammettere che uno dei brani di Waters è un'accozzaglia di suoni e rumori (altrimenti dovremmo magnificare anche Music from the Body); il brano di Nick Mason è quello che è. Come ha osservato @Pietro: Tommy è un altro caposaldo a livello musicale, ma a livello di storia...ohy...Pete Townshend aveva fatto e farà meglio. Poi rientriamo tutti nell'ambito dei gusti personali e quindi quello che per me è fondamentale per un altro potrebbe essere un episodio minore. E in ogni caso per quanto mi concerne un suo peso l'avrà sempre "Another brick in the wall pt. II", perché è una delle prime canzoni di cui ho memoria di bambino oltre a Furia, Goldrake e Heidi...
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 12.27.17
114
punti di vista @.pietro
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 12.24.42
113
@Rob Fleming: Sì quel testo, molto ben fatto secondo me e con ben fatto intendo ben argomentato. Per quanto riguarda questo disco, un unicum fino da una certa visto che a fare un rock semplice commerciale ma che mantenesse la ricercatezza e profondità del prog rock c'erano già arrivati con The Darkside of the Moon. Senza contare, che la possiamo eleggere come cifra stilistica non solo di tutti i PF dei '70 ma degli Who stessi. @Pietro: come ti ho già detto, che tu ami alla follia sto disco ed è una cosa che nessuno ti vuole togliere, ma tu parli da puro fan e il tuo (non) giudizio è viziato da una parzialità totale dato che sostenere la minore importanza di album come The Piper at the Gates of Dawn e di Ummagumma o di Atom o Dark side dischi che concretamente hanno evoluto il rock, hanno aggiunto qualcosa (assieme ad altri) che prima non c'era, hanno segnato delle tappe fondamentali, hanno concretizzato uno stile e un modo di intendere il rock, è non solo bizzarra e singolare ma è una non opinione. Tu parli così perchè ami sto disco e basta e questo nulla ha a che vedere con una analisi storica.
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 11.52.06
112
per quanto riguarda la poliedricita' del gruppo @rob fleming,e' indubbia,ma continuo a ritenere the wall un gradino inferiore ad album piu' sperimentali,che hanno fatto.adoro molto anche the piper at the gates of dawn,con il mitico syd.comunque band magnifica.ogni album un capolavoro!
Pietro
Venerdì 1 Dicembre 2017, 11.49.54
111
Guarda, dal mio punto di vista sai dove proprio non ci troviamo? Che tu continui a relegare il disco in un contesto ben definito cioè "progressive rock" o "psichedelia". Ora secondo me non rientra in nessuna delle due e in tutte eddue e in molto altro. E' un opera concettuale impressionante (adoro gli Who e Tommy stesso ma A MIO GIUDIZIO la portata filosofica/sociale di The Wall è ad un livello decisamente superiore) in musica. Io credo che sia un disco epocale che fa parte in maniera consistente della cultura del nostro secolo, tu no. Vabè. Comunque non mi parlare della critica progressive rock ecc dai... alla fine i progster osannano qualsiasi cosa non abbia un ritornello, abbia un mellotron/hammond e un paio di tempi composti Io trovo che tantissimo prog sia veramente pieno di clichè e di basso livello, e mi riferisco anche a quello dei '70s. I Pink Floyd non li considero progressive rock personalmente, fanno storia a se grazie a dio. Comunque come in ogni stile musicale ci sono una manciata di artisti/dischi meritevoli e il resto fatto di generici galoppini. Nel prog come in tutto il resto. The Wall per me rimane un'opera importantissima, molto di più di Ummagumma e dei dischi pre- Dark side proprio per il suo essere universale e complesso al tempo stesso.
Rob Fleming
Venerdì 1 Dicembre 2017, 11.47.08
110
@Crimson: se parli del libro di Giancarlo Nanni posso confermare che è uno dei libri meglio scritti ed approfonditi di sempre. Ed è proprio a quel libro che pensavo quando ho scritto il commento sul prog inteso come evoluzione; tanto è vero che in quelle pagine viene trattata praticamente tutta la musica inglese uscita nel decennio 65-74. Per quanto concerne The Wall, ritengo che sia un "unicum" nella discografica del gruppo (oddio, c'è The Final Cut, ma vabbè, ci siam capiti). A parte le tematiche liriche, a livello musicale non avevano mai fatto nulla di simile. Con The Wall il gruppo sembra proprio un altro. Ed è anche per questo che lo trovo un capolavoro che conferma la poliedricità del gruppo
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 11.32.28
109
"Con una sua importanza ovviamente, ma minore rispetto a quanto fatto prima dei PF" Ovviamente, questa frase per te si traduce in "stai affermando che non sia un disco importante per il movimento rock". Sto affermando e lo sottoscrivo che è MENO importante di tutti i dischi che i Pink Floyd hanno fatto prima (tranne Animals) ed è molto meno importante di opere come Tommy degli Who (questo si disco seminale, nel vero senso delal parola) per nominarne uno. Le recensioni su internet, come no ...sono proprio quello che si chiama "letteratura critica"... Ma per favore. Per fare un esempio, in Italia ci sono i testi introduttivi di Cesare Rizzi della Giunti sia sulla psichedelia, sul prog rock e sui Pink Floyd stessi e i suoi giudizi sono - bene o male - allineati alla vulgata principale: il che NON significa che i suoi giudizi, opinioni, letture storiche e pareri non siano criticabili a sua volta...né che non esistano punti di vista diversi. Uno dei testi migliori - a mio avviso - sulla stagione del prog rock (in senso esteso e lato del termine) inglese è quello di M. Nanni, anche se copre solo il decennio fondamentale e non va oltre.
Pietro
Venerdì 1 Dicembre 2017, 10.57.20
108
Scusa ho caommentato col tuo nome non so perchè, mi sarà partito un copia incolla, ovviamente il commento è il mio
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 10.56.41
107
Quindi stai affermando che The Wall non è un disco importante per il movimento rock? Ma com'è che se cerco review su The Wall mi escono principalmente recensioni che parlano di capolavoro? Quale è la critica a cui ti riferisci tu? La tua? Per capire è...
Crimson
Venerdì 1 Dicembre 2017, 10.38.49
106
No continui a non capire, la maggior parte della critica reputa questo un buon disco e basta. Con una sua importanza ovviamente, ma minore rispetto a quanto fatto prima dei PF. Se aprissi un libro che fosse uno sull'argomento, te ne accorgeresti. La frase su Michelangelo e Caravaggio si commenta da sola... Come il resto su Yes e Genesis che non c'entra un cazzo, visto che si parla di un discorso critico: ovvero di importanza di un dato album per lo sviluppo del rock e all'interno della discografia di un gruppo e non di gusti. Ed è la seconda volta che te lo scrivo.
Pietro
Venerdì 1 Dicembre 2017, 8.53.58
105
Scusa Crimson ma quello che vive in un mondo tutto suo mi sembra sia più tu dato che si sta parlando di un capolavoro assodato e di uno degli album più famosi e celebrati della storia. Poi per carità, si può dire tutto ma rimane il fatto che quando lo critichi è come sentir criticare Michelangelo e Caravaggio quanto si parla di pittura...si può fare per carità...è bizzarro ma si può fare. Io per farti un esempio non ho mai apprezzato più di tanto Yes e Genesis pur avendoli ascoltati moltissimo... ma mica mi sento di dire che non sono band valide perchè a me fanno due palle così. Capisco la loro importanza per il genere e anche le loro qualità. Semplicemente non mi colpiscono emotivamente.
Rob Fleming
Giovedì 30 Novembre 2017, 17.47.38
104
Io la vedo come @Pietro. O quanto meno la vedo come lui quando afferma che cercare di ricondurre questo album al prog è errato (#97: "Infatti questo non è un disco progressive rock ma molto di più"). A meno di non voler intendere il termine "prog" nel suo significato di "progressivo"; "che si evolve". Allora è prog, ma così facendo nella definizione troveremmo qualsiasi musicista che è andato un po' più in là. Poi per me questo è uno dei dischi della vita e si rientra nell'ambito del soggettivo. Di Ummagumma ho parlato nella apposita recensione e quindi non mi ripeto qua.
klostridiumtetani
Giovedì 30 Novembre 2017, 16.58.42
103
Ciao @Shadow! Competamente d' accordo!
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 16.44.52
102
Si e' vero tra dischi come ummagumma,atom heart mother,e questo,c'e' un abisso.sono davvero fuori categoria.the wall naturalmente e' anche magnifico,ma se dovessi mettere 100 ad un album opterei per quelli citati sopra,anziche' questo che per me e' un gradino inferiore.ciao @klostridiumtetani
jaw
Giovedì 30 Novembre 2017, 16.34.53
101
Per me i pink nascono come gruppo psychedelico, diventano esteti del suono ed influenzano band come Dire S. Con Black Sabbath Zeppelin e Beatles tra i piu imitati di sempre. Pero' per me non sono propriamente rock perche' e' piu musica per la mente che fisica
klostridiumtetani
Giovedì 30 Novembre 2017, 16.06.39
100
Il mio amore per i Pink Floyd è "sconfinato", e questo è senz' altro un bellissimo disco, ma mi trovo ancora una volta in linea con il commento di @Shadowplay72 # 93. Dischi come Ummagumma sono letteralmente fuori categoria (qualsiasi categoria ) !
Crimson
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.49.00
99
'ciò che tramanderanno gli storici del rock' Va aggiunto se ci saranno e se raggiungerà un livello accademico degno.
Crimson
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.46.58
98
Pietro vivi in un mondo tutto tuo fattelo dire. Nulla in contrario se ami questo disco, i gusti sono gusti appunto. Ma qui si parla di critica, non di gusti e la maggior parte di essa tende a considerare importanti i Pink Floyd fino a Wish You were here. Ritenendo fondamentali i lavori 60 per creatività e novità e degni di nota quelli dei primi anni 70. Insomma, più si storicizza e ci si distacca dal marketing e dalla fama del momento e dal costume, più si pone l'accento su dischi come The Piper at the Gates of dawn ed ummagamma. Più si va avanti e più The Wall viene ridimensionato a quello che è: un buon album di Waters. L'ultima frase è semplicemente falsa, dato che tra 100 anni conterà ciò che tramanderanno e chi sarà interessato all'argomento. P.S. Certo che i Pink Floyd sono primariamente psichedelia, ma dagli anni 70 incrociano i due stili. Usavo prog rock più come termine generale. È chiaro che ik discorso non è su quanto sia prog o meno.
Pietro
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.24.21
97
Infatti questo non è un disco progressive rock ma molto di più Sono i progster segaioli quelli di cui parli (in molti neanche considerando i Pink Floyd prog in nome del non elevato tasso tecnico). E te lo dice uno che si può tranquillamente considerare un progster e che ritiene di avere una conoscenza della materia abbastanza approfondita. I Pink Floyd hanno tra le altre cose il merito di saper parlare a tutti, non solo a quelli che ascoltano la musica con taccuino e calcolatrice alla mano. Poi oh, i gusti son gusti...rimane il fatto che tra 100 anni the wall sarà sempre the wall mentre il 99% del progressive rock sarà stato dimenticato
Crimson
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.12.19
96
Veramente, questo disco è considerato buono e non affatto sto gran capolavoro dalla maggior parte della critica; cosa verifichibale da chiunque prendendo anche solo UN testo valido internazionale sul progressive rock, anche la monografia italiana sui PF mi pare dello stesso avviso. La maggior parte, tranne 'l' illuminato' recensore. Sto disco è di solito considerato un capolavoro assoluto da chi conosce molto poco approfonditamente il progressive rock dell'epoca, nonché la stagione 60-70.
Pietro
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.12.14
95
Per quelli che se lo chiedono, Roger Waters è da Dark Side che ha assunto il controllo sulla musica della band, basta vedere il dvd del making di DSOTM dove lo stesso GIlmour dice chiaramente "Roger was our creative driving force". Chi si lamenta di Waters in sostanza si lamenta di quei dischi perchè lui è quello che ha avuto sempre il peso maggiore.
Pietro
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.08.43
94
Aggiungo che per me i 4 primi dischi dell'era Waters (da Dark Side a The Wall - ritengo questi due gli apici forse ma sono capolavori anche gli altri due) rappresentano per me il momento artisticamente più alto della musica leggera. Un miracolo in musica
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.05.56
93
Disco magnifico come tutti quelli dei pink floyd,ma preferisco di loro quelli piu' sperimentali,come ummagumma!
Pietro
Giovedì 30 Novembre 2017, 15.02.15
92
Disco Totale e immortale. Potrà non piacere a tutti, ci mancherebbe, ma dire "sopravvalutato" vuol dire non avere ben chiara la portata artistico filosofica di quest'opera. Roger Waters genio assoluto e complicato che ci ha regalato dei dischi che verranno considerati come dei pilastri culturali della nostra epoca
Steelminded
Domenica 8 Ottobre 2017, 18.37.47
91
Undertow sono pienamente d'accordo con quanto hai scritto
Undertow
Domenica 8 Ottobre 2017, 17.09.25
90
L'album più sopravvalutato della band, anzi a dirla tutta l'impressione è proprio che non sia un album "della band", ma un album di Roger Waters, ossia un genio ormai totalmente posseduto dal proprio ego. Del resto l'album è proprio firmato Roger Water's Pink Floyd, o sbaglio? Per quel che mi riguarda, a parte alcuni picchi compositivi (in the flesh, hey you, comfortably numb, vera) il resto dell'album è costituito da un insieme di tessere di un puzzle, piegate alla logica della trama generale (che comunque non mi ha mai affascinato) e prive di reale pregio se considerate autonomamente. Per me vale meno non solo di DSotM, WYWH e Meddle, ma persino di Atom Heart Mother (capolavoro, questo, fin troppo sottovalutato). 80, non di più.
venom
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 14.44.11
89
Magnifico!disco epocale.
coach
Sabato 26 Novembre 2016, 14.17.28
88
Il disco perfetto, come composizione, esecuzione, interpretazione, scrittura, copertina, anche la storia raccontata (in quanto concept "compiuto" con un inizio e una fine) 100
Rob Fleming
Mercoledì 14 Settembre 2016, 11.55.47
87
The wall è qualcosa che va oltre. E' fuori da ogni parametro. Nella mia personalissima classifica arriva secondo solo dopo Abbey Road. Ci sono cresciuto; l'ho studiato; l'ho suonato; l'ho visto; l'ho approfondito; l'ho letto. Qualsiasi cosa uscisse con quei mattoni l'ho fatto mio. Nella discografia dei Pink Floyd è a sé stante. Per farlo proprio bisogna leggere i testi, guardare il film, sapere cosa c'è dietro il concept. Musicalmente spazia dall'hard rock, al folk, al cabaret...Hey You, Confortably Numb, Run like hell; The trial, Another brick...1-2-3; In the flesh, Mother, la saccheggiatissima Empty spaces (invero niente di che, ma in quanti hanno preso il suo crescendo?) e ogni altro brano che è incastonato alla perfezione nella tragica storia narrata. In un libro lessi: "Una trasposizione metafisica dell'essere". Cosa vuol dire? Boh? Ma rende l'idea ugualmente. E per finire: ottima recensione. 100
Mattzav
Martedì 13 Settembre 2016, 22.33.33
86
L'assolo di another brick in the wall è fatto con una Gibson es335, non con una Stratocaster...ottima recensione comunque! Ogni album dei Pink Floyd è una storia a sè, mi sembra inutile paragonare The Wall a The Dark Side o Wish You Were Here, Meddle, Atom Heart Mother, The Piper ecc. Bisogna capirlo fino in fondo per apprezzarlo completamente, e io quando lo ascolto lo sento completamente mio.
Gilli1997
Lunedì 13 Giugno 2016, 10.29.14
85
Il problema è che dura 2 ore, e in queste due ore solo tre brani mi hanno stupito.
Metal Shock
Domenica 8 Maggio 2016, 13.37.34
84
Questo disco poteva essere un'album solista di Waters, lo rappresenta in pieno ed è tutto suo frutto. E' diverso dal resto e dai primi ma come album vale 100 per l'idea e la realizzazione.
ihsahn
Domenica 8 Maggio 2016, 13.31.16
83
80. Disco sopravvalutato, a tratti radiofonico e fin troppo prolisso. E se sto disco è prog rock, i venom fanno deathcore
simorock
Martedì 19 Gennaio 2016, 14.25.51
82
Immenso e immortale. Voto 100 e lode.
Steelminded
Martedì 3 Novembre 2015, 20.27.19
81
Infatti gilli
Gilli97
Martedì 3 Novembre 2015, 20.19.29
80
Uno degli album più sopravvalutati di sempre, alcune tracce come Comfortably Numb,Mother e Run Like Hell meritano di essere ascoltate, altre invece sono utili per la trama dell'album, ma per la qualità, non fanno altro che peggiorarlo. The Dark Side Of The Moon è meglio, ma di brutto, di questo album, più coerente.
Psychosys
Domenica 4 Ottobre 2015, 20.39.39
79
Uno dei più grandi concept nella storia della musica. Immenso.
peppe
Martedì 15 Settembre 2015, 14.52.09
78
tante volte è successo, che molti che si vantavano di essere pinkfloydiani, alla fine conoscevano solo the wall. oppure, quando gli facevi conoscere i primi album, dopo una bella storciata di naso e il rifiuto nel proseguire l ascolto e la conoscenza degli stessi, per loro i pink flyd, tornavano ad essere solo una band che in tutta la carriera aveva fatto un album: the wall.
peppe
Martedì 15 Settembre 2015, 14.46.51
77
album rock puro, non penso d aver detto una cosa così difficile. magari non per forza condivisibile. possiamo dire tutto, premettendo che lo ritengo un capolavoro assurdo ed eterno, ma non che non sia più facile d ascolto rispetto a tutti gli altfi loro lavori, se s intende soprattutto quelli che lo hanno preceduto e che sono state pietre miliari della psichedelia, ecco lì la differenza. è chiaro che per un ragazzo, nel senso di pubblico giovane ed etereogeneo o che non sia cmnq appassionato di psichedelia, è più facile avvicinarsi ad un album come the wall...pezzi hard rock, schitarrate, brani freschi, d impatto e ritmati, così come le ballate, che ad un album come per esempio, the piper, piuttosto che a soucerful o ummagumma. ..almeno, secondo me.
alka seltzer
Domenica 13 Settembre 2015, 16.30.24
76
peppe, album rock di "Roger Waters & Friends" vorrai dire
VecchioThrasher
Martedì 8 Settembre 2015, 10.26.22
75
Bhe che dire? Da avere nella collezione. Capolavoro!
freedom
Venerdì 4 Settembre 2015, 14.51.26
74
In che senso l'unico album rock?
peppe
Venerdì 4 Settembre 2015, 14.29.12
73
è sbagliato secondo me metterla sul doppio piano del "secondo me è il bell album dei pink floyd, o è il più brutto". che cmnq, dire brutto di quest album, è praticamente un alternativa valida alla bestemmia. il punto è uno solo e semplice: the wall, è l unico album ROCK, dei pink floyd!!
alka seltzer
Lunedì 27 Luglio 2015, 17.26.38
72
Che dire, uno dei più grandi capolavori della storia, ma non capisco perché tutti lo osannano come se fosse l'opera massima... Io sono dell'idea che album come The Dark Sfide Of The Moon o Wish You Were nere siano decisamente superiori a questo, ma per un motivo; in fin dei conti, questo è un album di Waters con qualche canzone scritta insieme ad altri (tra l'altro le canzoni scritte insieme a Gilmour sono le più famose insieme a Another Brick In The Wall Pt.2), mentre invece i due album citati prima (ma anche i precedenti) sono album di gruppo, e degne di avere il nome Pink Floyd. Riprendendo quello che è stato detto nei precedenti commenti, questo è un "album solista" di Waters piuttosto che un album dei Floyd. Fosse per me, valuterei l'album con un 85 o un 90
Elisa B.
Sabato 23 Maggio 2015, 13.05.33
71
Mi piace sempre leggerti.
klostridiumtetani
Giovedì 5 Febbraio 2015, 15.55.24
70
Semmai è Waters ...
Philosopher3185
Giovedì 5 Febbraio 2015, 14.51.15
69
Non sono mai stato un amante di questa band,sebbene ne riconosca l'importanza e il talento di Gilmour;ma questo album è fondamentale,per tutto cio' che è venuto dopo! non importa se Rock o Metal..Gilmour ci trasporta in un incubo depressivo,e ci svela il vero lato dell'essere umano:la dominazione verso il prossimo...la scuola,uno dei simboli del potere.Geniale,assolutamente geniale!
simo
Lunedì 26 Gennaio 2015, 23.39.31
68
Peggior album dei Pink Floyd
klostridiumtetani
Lunedì 26 Gennaio 2015, 22.36.47
67
Sicuramente grande album, ma capisco @Prog, anche se per me i punti di riferimento dei Pink sono Ummagumma, Atom heart mother, e Meddle. Questo è un grande album dal punto di vista dell'impatto immediato (un po' come "metallica" per i metallica), ma i Pink hanno fatto di molto meglio prima di questo. imho.
Prog
Lunedì 26 Gennaio 2015, 20.36.37
66
@ Axoras: letta con attenzione la recensione (molto bella) speciel nella parte finale con la quale però mi trovo totalmente in disaccordo. Il discorso che fai tu è troppo semplicistico The wall non è il migliior album dei PF per il semplikce fatto che Wright è stato praticamente estromesso e tutto il resto della band è dittatorialmente sotto l'egida di un hitleriano Waters. Non si tratta di fare discorsi da bar come dici tu, ma The dark Side, Wish You Were Here , Animals e pure Atome heart Mother sono superiori a The wall che presenta parti anche troppo commerciali non considerate parte del prog in senso stretto della parola da moltissimi critici. Votio dei lettori a mio avviso congruo ed è altissimo comunque ma non 100 fidati che sveno 15 anni quanto acquistai The Piper at the gates of Down.
giuseppe
Mercoledì 14 Gennaio 2015, 18.08.09
65
Hi il film in dvd a me piace voto 100
steelminded
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 23.56.27
64
Lorenzo Avevo appena ascoltato l'ultimo lavoro e sentivo il bisogno diesprimere la ddelusione... In assenza di recensione ho commentato qui... Tutto qua...
Lorenzo "Palas" Ciampiconi
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 21.29.23
63
@Steelminded il senso del tuo commento?
Macca
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 14.08.34
62
Ottima recensione. Probabilmente uno dei 5 album più influenti e conosciuti della storia, ma a livello musicale preferisco il periodo dal 1971 al 1977: The Wall e Final Cut ho sempre faticato a considerarli i Pink Floyd piuttosto che "Roger Waters & Guests". In ogni caso uno dei migliori concept mai scritti e un insindacabile capolavoro, da qualunque angolazione lo si guardi.
Sandman
Martedì 25 Novembre 2014, 22.04.45
61
Anche io lo metto al top della produzione dei Floyd Immenso ed epocale L'assolo di Confortably Numb è uno degli assoli più belli ( forse il più bello ), di tutta la storia del rock, poche note, ma piazzate in modo magistrale da un Dio della chitarra come Gilmour Hey You, Mother altri capolavori 100 ci sta tutto Da avere assolutamente
Steelminded
Sabato 22 Novembre 2014, 0.38.01
60
the endless river è un album di scarti
davide
Giovedì 13 Novembre 2014, 17.50.33
59
ricordo ancora perfettamente verso la fine del 1979 appena dopo uscito un mio collega me lo registro su cassetta e quando lo ascoltai rimasi folgorato gli assoli di gilmour erano di un altro pianeta ancora oggi ritengo che confortably numb sia il migliore assolo di chitarra di sempre
Carmine
Mercoledì 12 Novembre 2014, 15.16.17
58
@ Lorenzo "Palas" Ciampiconi: musicalmente è inferiore ai loro must (mi pare che su questo punto ci sia ampia concordanza); sulla tematica posso essere d'accordo, ma non basta ,a mio parere, ad osannarlo in continuazione.
Lorenzo "Palas" Ciampiconi
Martedì 11 Novembre 2014, 22.46.18
57
Per (non) descrivere questo disco si fa spesso il paragone con gli altri album dei floyd. Eppure è sicuramente il meno rapportabile con gli altri dischi da loro prodotti. Immaginare che un gruppo, o meglio, una realtà musicale e artistica, riesca a reinventare se stessa trasformandosi da concetto sperimentale e sonoro, di avanguardie musicali, a indagatore dell'individuo e della società all'interno della quale è inserito, appunto, in musica è incredibile. The Wall è un'opera d'arte, musicalmente non oltre l'eccezionale come altri dischi dei pink, ma concettualmente straordinaria... Penso che ognuno di noi possa riconoscersi in questo platter incredibile e senza tempo, tuffandosi comunque in musica di altissimo livello. I momenti che passano da hey you a comfortably numb sono di un'intensità emotiva senza pari... Oltre tutto live tale opera è qualcosa di indescrivibile. Altro da aggiungere?
Egonk
Lunedì 10 Novembre 2014, 21.42.41
56
io lo trovo..... : )
Egonk
Lunedì 10 Novembre 2014, 21.40.11
55
mah.....Io l'ho trovo pomposo e sopravvalutato. A mio parere il loro capolavoro è Animals.
Carmine
Sabato 8 Novembre 2014, 11.10.23
54
@ mikmar: ci aggiungerei anche Meddle, The Wall va al quinto posto, ergo 100 è troppo altrimenti dovrebbero valere 100 anche gli altri quattro, insomma ci vuole piu' equilibrio nel giudicare io dischi.
gianmarco
Sabato 8 Novembre 2014, 1.05.04
53
In The Flesh la mia preferita .
SNEITNAM
Venerdì 7 Novembre 2014, 18.50.31
52
Tra tutti gli album di questa band, dopo ripetuti ascolti, questo svetta sopra a tutti quanti. Il mio preferito perchè nessun loro album mi coinvolge come questo. Fantastico
mikmar
Venerdì 7 Novembre 2014, 18.46.56
51
Bellissima opera rock, con momenti molto belli, ma a tratti mi annoia tantissimo, e non è il mio disco preferito dei Pink Floyd. Gli preferisco nell'ordine Animals, Wish You Were Here e The Dark Side Of The Moon. Per me lo eleva molto il fatto che sia un concept, altrimenti musicalmente ed emozionalmente secondo me i Pink Floyd hanno fatto molto ma molto di meglio.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 7 Novembre 2014, 13.20.33
50
In effetti, Monsieur Steelminded, non è difficile, in Inghilterra, trovarsi in una giornata di pioggia a guardare i loro "the wall" di case e muretti. E sentire uno che canta "just another brick in the wall...". Non è triste, mi creda.
Loser
Giovedì 6 Novembre 2014, 23.57.25
49
Capolavoro assoluto...nella seconda parte verso la fine la musica si fa eccessivamente ostica ma il 100 secondo me è meritato..disco che non è solo Musica, ha vari piani di lettura differenti
Carmine
Giovedì 6 Novembre 2014, 15.53.43
48
Nella loro discografia i Pink Floyd hanno realizzato almeno 4 dischi superiori a questo che non vale più di 80/100 a mio avviso.
Johnny Filamenti
Giovedì 6 Novembre 2014, 11.11.14
47
Io invece, dopo un mesetto di ascolti lo scambiai con una copia di "Stained Class" e una di "Highway To Hell" (in fin dei conti è doppio). Tutt'ora non me ne pento.
jek
Mercoledì 5 Novembre 2014, 20.43.25
46
@Steelminded, effettivamente l'immagine del Marchese nel '79 sotto la pioggia a Cambridge con colonna sonora di the wall è spettacolare. Complimenti a Le Marquis de Fremont per lo spaccato, beato te.
Steelminded
Mercoledì 5 Novembre 2014, 14.37.35
45
che immagine triste m. de fremont, lo facevi spesso? chapeu
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 5 Novembre 2014, 14.30.42
44
Spettacolare recensione di un album che non ha bisogno di molte presentazioni, uno dei capolavori assoluti dei Pink Floyd. Quindi fa onore al recensore di aver approfondito più il contenuto dei testi e il messaggio che non la parte musicale anche se ottimamente accennata. Mi ricordo quando uscì nel 1979, ero a Cambridge. Una giornata di pioggia e me lo sono ascoltato per ore (in vinile, all'epoca....), guardando appunto i mattoni dei muretti e delle case inglesi. Non posso dimenticarmelo. Comfortably Numb è tra le mie hit di sempre. Grande album e grande recensione. Complimenti!
Michele "Axoras"
Mercoledì 5 Novembre 2014, 11.30.33
43
@JimiTG: Effettivamente aspettavo un po' il tuo commento collega Grazie delle belle parole, non posso che essere in accordo con te. Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente i complimenti di tutti, non mi aspettavo un'ondata d'apprezzamento simile !
Jimi The Ghost
Mercoledì 5 Novembre 2014, 10.55.56
42
Superfluo aggiungere altro ad una coerente ed equilibrata sinòpsi di Axoras. The Wall, può non piacere a tutti, ma è impossibile non rimanere coinvolti e attoniti da questo concept. Una curiosa attrazione che prende forma già dalle immagini Gerald Scarfe, fino alle composizioni psicogene monumentali di Waters, per trovare un equilibrio nelle poetiche armonie di Gilmour (...ma quanto è bella Comfortably Numb. Forse la più bella.) Il "The Wall Show" rimarà uno dei più grandiosi spettacoli che la storia della musica contemporanea ricordi. Bravo Michele. Un saluto Jimi TG
Jos
Martedì 4 Novembre 2014, 20.29.31
41
Eccheccazzo gli vai a dire..
Argo
Lunedì 3 Novembre 2014, 20.45.30
40
credo che fossero...
thrasher
Lunedì 3 Novembre 2014, 17.38.15
39
ora tutti mi spareranno ma questo è il disco insieme a quello dopo che mi piace meno dell intera discografia dei pink.... credo che erano geniali al tempo di atom heart, dei professionisti con dark side ma questo lo considero un disco progetto di waters non dei floyd
Andrew Lloyd
Lunedì 3 Novembre 2014, 17.26.27
38
100, per forza. Con buona pace dei revisionisti. Curioso che uscì in tutta fretta (per rispettare la scadenza natalizia), con errori qui e là anche nei titoli del vinile...
Danny Boy
Lunedì 3 Novembre 2014, 12.09.03
37
questo disco è imperfetto, difficile, sofferto, accessibile, complicato, estremo e pop...per questo meraviglioso e probabilmente la più grande opera fra le grandi opere dei PF. Un disco che ha 35 anni e che ancora oggi ascoltandolo non se ne potrebbe intuire realmente l'età. Rarissimo esempio di arte a 360°.
Steelminded
Domenica 2 Novembre 2014, 21.18.45
36
Quoto remedy.
Argo
Domenica 2 Novembre 2014, 17.58.41
35
Sono d'accordo sia con Remedy, ma pure con Arrraya. Lo trovo palloso pure io in certi punti, però rispetto questo album come importanza storica.
Arrraya
Domenica 2 Novembre 2014, 17.35.02
34
Remedy@ peccato tu lo ritenga palloso, ma è proprio quella "pallosità" che lo ha reso grande. Musica e testi a stimolare l'immaginario, a farlo riflettere per creare dentro la propria mente il "film". Il live è stata la rappresentazione teatrale di tutto ciò, ma in definitiva è qualcosa che si "subisce", un aggiunta, un pretesto in piu per riflettere. Purtroppo al giorno d'oggi non potrebbe mai nascere un "The Wall", perchè l'audience è proiettata piu sull' intrattenimento che sulla riflessione, e anche se riflette non deve essere una riflessione troppo lunga. Non è certo un album da ascoltare tutti i giorni, ma quando lo si ascolta bisogna farlo come se fosse una celebrazione e rispettarlo nella sua interezza.
Remedy
Domenica 2 Novembre 2014, 16.38.10
33
Devo dire la verità, da ascoltare come solo musica è abbastanza palloso ma dal vivo con la scenografia è qualcosa di mastodontico
Morlock
Domenica 2 Novembre 2014, 12.59.53
32
100 senza se e senza ma...
spiderman
Domenica 2 Novembre 2014, 10.36.46
31
Ops!Avevo dimenticato il voto, per me e' 97, il 100 lo riservo ai primi 2 e a Dark Side Of The Moon e Whish You Where Here, forse l' album piu' intricato e ostico da decifrare, pero' contiene delle canzoni bellissime come In The Flash, Motner, Another Brick in The Wall, Hey You, Nobody Home, Comfortably Numb, Young Lust, Whaiting of The Worms, a mio aavviso il loro ultimo grande lavoro e uno dei piu' bei concept se non il migliore della storia del rock amche se di certo non possa colpire subito ai primi ascolti, musica piu' intricata del solito, ma parliamo sempre ddei mitici e geniali Pink Floyd.
Oldmetalheart61
Domenica 2 Novembre 2014, 8.46.23
30
Album storico e perfetto ad eccezione di un brano che ho sempre odiato in quanto strizzava l'occhio alla disco-music (another brick pt.2)
Vitadathrasher
Domenica 2 Novembre 2014, 0.36.33
29
Immaginavo prima di cliccare questo voto.......come non dare 100 a questo lavoro che tutti nella vita avranno ascoltato almeno di striscio.....e che personalmente mi ha iniziato alla musica insieme ad una raccolta di cat stevens.
airmaccjo
Sabato 1 Novembre 2014, 23.48.44
28
Aspettavo questa recensione da tanto tanto tempo. Beh che altro dire....Magnifico, Fantastico, Epico, Claustrofobico, Emozionante....Capolavoro assoluto! Complimenti al recensore, 100 e lode al disco e alla recensione
jek
Sabato 1 Novembre 2014, 20.35.44
27
Mi associo ai complimenti ad "Axoras", una delle migliori recensioni lette. Sono 35 anni che ciclicamente ascolto questo disco e tutte le volte è una sorpresa. Per me è l'opera Rock più bella della storia di questa musica. Ai ragione @Michele qua si parla di Arte ogni paragone con altri dischi e inutile.
CYNIC
Sabato 1 Novembre 2014, 17.56.40
26
CAPOLAVORO ---------> MASTERPIECE--------> PIETRA MILIARE-------> 100.
matthew hamnett
Sabato 1 Novembre 2014, 15.46.52
25
terribilmente ostico, impossibile estrapolarne un pezzo singolo,solo forse comfortably numb.è l'ultimo gran capolavoro dei floyd ma a diff dei precedenti risente del fatto di essere totalmente in balìa di waters.in the flesh , run like hell , mother , goodbye blue sky titoli da tanto di cappello, ma, - ripeto- siamo al cospetto di un osticissima opera rock.
Vulgar Puppet
Sabato 1 Novembre 2014, 14.57.19
24
Disco storico e fondamentale. Gli preferisco di parecchio i precedenti tre, (nonostante sia stato il mio primo disco dei Pink Floyd), considerando la seconda parte meno riuscita della prima; ma qui è innegabile che si vada oltre, sia a livello emotivo che musicale. Il disco sicuramente più sentito e preferito di Waters, un genio della musica fatta arte, in tutti i sensi. Gilmour insuperabile negli assoli, un altro personaggio capace di costruire con una chitarra in mano melodie indimenticabili. Grandissima recensione, complimenti.
spiderman
Sabato 1 Novembre 2014, 14.40.11
23
Davvero gran bella recensione, i miei complimenti sinceri a Michele "Axoras", era da tanto tempo che non leggevo una recensione cosi'appassionata e allo stesso tempo accurata come questa, c'e' poco da aggiungere dopo questa disamina.Detto questo, nella mia personale categoria valutativa mentale, colloco questo album nella categoria album "altalena", cioe' se lo ascolto ripetutamente per molte volte di seguito mi annoia a morte, se lo ascolto a distanza di tempo come stavolta dopo 1 anno e mezzo invece grido al miracolo e apprezzo alla follia canzoni come Another Brick in the Wall(part 2), Comfortably Numb e outsite the Wall. Cosa che non mi succede invece con capolavori(per i miei gusti) come The Piper at the Gates Of Dawn, Ummagumma, The dark side of the Moon, comunque a parte l'effetto altalena, album piacevolissimo, che io personslmente predo a picvole dosi e a distanza di tempo per poterlo apprezzare in tutte le sue sfaccetttature.
Arrraya
Sabato 1 Novembre 2014, 14.34.45
22
Devo commentare? Posso? ah ah ah. No, mi limito solo a dire che 100 è troppo poco e non capisco come si possa contestare il fatto che è esagerato come . Si parla di pietra angolare della musica. io forse avrei messo un SV, che equivale comunque a un 100, ma "Axoras" nella sua rece/considerazione ha fatto un ottima analisi di un album intoccabile. Da sempre si discute della qualità musicale, paragonandola agli album del loro passato, ma è una cosa che non conta, qui conta la vita di tutti noi trasportata e veicolata in musica, dove la musica è un bellissimo e riuscito pretesto. Sul contenuto in se stranamente non voglio dilungarmi, perchè qualsiasi commento che faccio su questo sito è implicitamente legato al concetto di manipolazione dall'alto, dove l'uomo comune deve districarsi, crescere, elevarsi, l'ennesimo processo di inizializzazione dell' uomo che cambia pelle.
Red Rainbow
Sabato 1 Novembre 2014, 14.10.19
21
Album per cui si devono saccheggiare (ed esaurire) tutti i superlativi in -issimo ed -errimo che l'italico idioma sia in grado di offrire. Un flusso ininterrotto di emozioni, "il" concept per antonomasia, la storia di un'anima che diventa paradigma degli incubi di un'intera specie... entrato trent'anni fa nei miei scaffali, è stato ed è tuttora il tormento di tutti i riproduttori di suoni & immagini che si sono susseguiti nel tempo, dal giradischi alla chiavetta, dal VHS al blu-ray, chiamiamola immortalità . Rece impeccabile, grande Axoras !
Screamforme77
Sabato 1 Novembre 2014, 13.35.56
20
Conobbi i PF quando ero bambino proprio grazie al film di Alan Parker. Benché fosse molto prima che diventassi un appassionato di musica e benché non capii nulla della storia, ne rimasi profondamente ammaliato. Musicalmente parlando, si tratta di un album alquanto atipico per i Pink Floid: totale assenza di suite, canzoni per lo più cortissime, difficilmente intricate e sperimentali. Un album che presenta pretese più concettuali che musicali, un tentativo riuscitissimo da parte del genio di Roger Waters di creare una vera opera Rock nella sua purezza più essenziale; cio nonostante vi sono un Gilmour in uno dei migliori stati di forma della sua carriera(gli assoli di questo platter sono ormai ai posteri), una cura sonora perfetta, vero e proprio marchio di fabbrica della band; atmosfere che si incastronano perfettamente nella storia del disco (e pensare che dopo l'uscita dell album, R. Wright venne cacciato da Waters perché lo ritenesse troppo pigro durante la lavorazione....). Per me è il re di tutti i concept album sia futuri che precedenti ed ovviamente da ascoltare in tutta la sua interezza. The Wall non è solo uno dei più grandi album della storia del Rock, ma uno delle più belle opere e una delle più grandi idee di tutta la storia dello spettacolo in generale. PS ottima recensione non poteva essere fatta meglio
Michele "Axoras"
Sabato 1 Novembre 2014, 13.23.03
19
@Zess: E chi scherza, io sono serissimo ! Se avessi letto la recensione (prima di commentare) avresti trovato la spiegazione del voto Non ho fatto paragoni con gli altri dischi dei Pink Floyd, perchè non sono paragonabili i PF di The Wall con quelli di The Piper at the Gates of Down. Potremmo quasi serenamente dire che son gruppi diversi. E' come paragonare bistecche e spigole: entrambe le pietanze son carne ... ma non credo siano paragonabili !
LAMBRUSCORE
Sabato 1 Novembre 2014, 12.46.49
18
Saranno i più grandi o tra i più grandi della storia, grandi musicisti, per me hanno scritto dei buoni pezzi, anche ottimi pezzi, ma altri mi fanno venire 2 maroni così, ahahah
metal4ever
Sabato 1 Novembre 2014, 12.28.14
17
E' vero che gli preferisco gli album precedenti, musicalmente ad un passo avanti rispetto a "The Wall". Però "The Wall" è una pietra miliare della storia del rock ed è uno dei migliori concept album della storia della musica. Volendo uno ci si può ritrovare nelle ansie e insicurezze di Waters, perché in fondo capita a parecchi di noi di volersi costruire un muro dove fuggire dalla realtà. Un concept che riassume questi temi in maniera così efficace, non esiste, ed è questo il punto forte di "The Wall", senza levare le splendide canzoni da cui è composto: In The Flesh, Mother, Another Brick In The Wall, Comfortambly Numb sono tutte da leggenda, considerando che ogni tassello di questo lp trasuda bellezza e magnificenza. Gran bella recensione, che rende giustizia alla grandezza di tale album.
Zess
Sabato 1 Novembre 2014, 12.25.16
16
Cento??? AHAHAHAHAHAAHAHAH dai, siate seri. A "The Piper at the Gates of Dawn" allora quanto diamo? Novemila?
Radamanthis
Sabato 1 Novembre 2014, 12.22.06
15
Icona del rock, leggenda del rock, monumento del rock. Voto 100
Er Trucido
Sabato 1 Novembre 2014, 12.03.14
14
Certamente Michele e poi lo show è stato analizzato in due nostri report, ora manca solo un pezzo sul film
Gabriele
Sabato 1 Novembre 2014, 11.58.33
13
Bellissima recensione, veramente. Ho finalmente visto The Wall sotto un'altra luce. Ora dovrò riascoltarmelo per bene, metabolizzandolo ancora!
Michele "Axoras"
Sabato 1 Novembre 2014, 11.28.34
12
@DavidGilmour e Ad Astra: Grazie ad entrambi dei sentiti complimenti ! @ErTrucido: Sono perfettamente d'accordo con te, non mi sono dilungato anche sullo show perchè avrei dovuto scrivere un capitolo ancora in più bekllo corposo e ... sarebbe venuto fuori un polpettone infinito. Tirato in ballo lo show avrei dovuto citare anche il film ... insomma un mattone senza fine. Già così mi sembra abbastanza ... esaustiva
Galilee
Sabato 1 Novembre 2014, 11.06.15
11
Discone, il mio preferito dei Pink Floyd.
Er Trucido
Sabato 1 Novembre 2014, 10.56.47
10
Questo non è solo un disco, è la messa in musica delle ossessioni e degli incubi di Waters. Per comprenderne l'enorme portata (anche a livello simbolico) è obbligatorio vedere lo spettacolo dal vivo, dopo aver sviscerato il disco e visto il film. Allora nessun voto potrà mai essere abbastanza e nessun paragone mai lecito. Almeno io la penso così
davidgilmour
Sabato 1 Novembre 2014, 10.53.57
9
Finalmente la recensione di The Wall! Il mio voto va oltre il 100, è l'album perfetto, il concept perfetto, il mio album preferito di sempre.. Lo amo talmente tanto che ho svariate edizioni sia in vinile che in cd, il mio pane insomma. Grazie per questa recensione che attendevo da tempo qui su Metallized, che in quanto a recensioni siete imbattibili! Complimenti, davvero stupenda e ben scritta Michele!
Ad astra
Sabato 1 Novembre 2014, 10.46.16
8
Monumentale ha segnato una generazione scindo pero tra gusto personale(dove animale rimarrà. Sempre il mio preferito) rispetto al giudizio musicale che rimane tale ed intoccabile!! Beavo michelino!! Chapeu!
Michele "Axoras"
Sabato 1 Novembre 2014, 10.42.46
7
@Dany71: Grazie mille dei complimenti, mi gratificano un sacco. E' bello sentire che la cosa è apprezzata, oltre al gusto di aver recensito un disco così importante. Grazie ancora ! @Povero Yorick: Grazie anche a te, i tuoi complimenti pure in particolare sono speciali per me !
Dany 71
Sabato 1 Novembre 2014, 10.20.07
6
@Axoras: ho letto recensioni di questa opera un po dappertutto, dai muri dei cessi alle riviste più blasonate, ma la tua è veramente degna di nota. Complimenti (per quello che valgono i miei....)
Dany 71
Sabato 1 Novembre 2014, 10.13.14
5
Si si. I Napalm Death fanno un disco di rutti e gli danno 99 "perche c'è un messaggio" all'interno del rutto, qui no!!! Conta solo il pentagramma
Steelminded
Sabato 1 Novembre 2014, 10.01.23
4
Bello, ma non bellissimo... Meddle, dark side, wish you were here gli sono nettamente superiori, meritando, quelli si, 100 o giu di li. Secondo me. Mio voto: 80.
Dany 71
Sabato 1 Novembre 2014, 9.56.16
3
......in ginocchio.....entra Sua Maestà......
Hellion
Sabato 1 Novembre 2014, 9.56.08
2
Monumento storico, si va oltre la musica, se si potesse darei 10000.
Povero Yorick
Sabato 1 Novembre 2014, 9.44.37
1
Ottima recensione davvero! Sono d'accordo su tutto!
INFORMAZIONI
1979
EMI
Prog Rock
Tracklist
1. In the Flesh?
2. The Thin Ice
3. Another Brick in the Wall (Part 1)
4. The Happiest Days of Our Lives
5. Another Brick in the Wall (Part 2)
6. Mother
7. Goodbye Blue Sky
8. Empty Spaces
9. Young Lust
10. One of My Turns
11. Don't Leave Me Now
12. Another Brick in the Wall (Part 3)
13. Goodbye Cruel World
14. Hey You
15. Is There Anybody Out There?
16. Nobody Home
17. Vera
18. Bring the Boys Back Home
19. Comfortably Numb
20. The Show Must Go On
21. In the Flesh
22. Run Like Hell
23. Waiting For the Worm
24. Stop
25. The Trial
26. Outside the Wall
Line Up
David Gilmour (Voce, Chitarre)
Roger Waters (Voce, Basso)
Richard Wright (Pianoforte, Sintetizzatori, Tastiere, Cori)
Nick Mason (Batteria, Percussioni)

Musicisti Ospiti:
Bob Ezrin (Sintetizzatore, Pianoforte, Cori nelle tracce 6, 10 e 16)
New York Opera (Cori nella traccia 18)
Lee Ritenour (Chitarre nella traccia 19)
James Guthrie (Sintetizzatore, Percussioni nelle tracce 4 e 22)
Jeff Porcaro (Batteria nella traccia 6)
Studenti della Islington Green School (Cori nella traccia 5)
Fred Mandel (Organo nelle tracce 1 e 21)
 
RECENSIONI
85
84
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