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Folkstone - Oltre... l’Abisso
( 7270 letture )
Finalmente, dopo un anno dall'ultimo album in studio e dopo innumerevoli date live, giunge sul mercato il quinto full length dei Folkstone, nome di punta della scena folk metal italiana. Ad un giorno dall'uscita del disco le aspettative del pubblico sono piuttosto alte e serpeggia il dubbio: i guerrieri orobici torneranno con questo nuovo lavoro ai tempi di Damnati ad Metalla o addirittura a quelli di Folkstone, o continueranno sulla strada più introspettiva de Il Confine?. Fughiamo subito i dubbi: la risposta è la seconda. I tempi di Damnati ad Metalla non torneranno più, se non (mi auguro) durante i live. Potete mettervela via. Con questo disco i Folkstone sono sempre meno briganti di montagna, non alzano i calici per brindare un'altra volta ancora, ed invece si fermano di nuovo a contemplare la luna, a riflettere su ombre di silenzio e grige maree. Ma in fondo, è un male? Dopo ripetuti ascolti di Oltre... l’Abisso la mia conclusione è: no, affatto.

Al primo ascolto, Oltre... l’Abisso può spiazzare e forse anche deludere: è meno metal dei precedenti, più riflessivo, più influenzato dal cantautorato e dal rock italiano. Una volta che, dopo il primo ascolto, si spazzano via le aspettative ed i pregiudizi e si inizia ad ascoltare l'album per quello che è non si può non notare la crescita, l'ulteriore passo avanti che i Folkstone hanno compiuto con questo album, che è sì diverso dai precendenti, ma a ben vedere segue un'evoluzione del tutto naturale. Il miglioramento si nota soprattutto nelle parti vocali, molto curate e mature. Non solo la prestazione di Lorenzo è ottima ed evidenzia un controllo nell'uso della voce molto maggiore rispetto a quanto dimostrato nei primi album della band, ma i testi sono ben studiati, con una metrica che si incastra perfettamente nel ritmo delle parti vocali, rendendole subito efficaci e facili da ricordare e da cantare in coro, senza però scadere mai nella banalità o nell'eccessiva prevedibilità. L'equilibrio tra i vari strumenti è aumentato: cornamuse, bombarde e chitarra (qui suonata da Luca, nuovo acquisto della band) sono perfettamente integrate; l'arpa è utilizzata in modo misurato ed intelligente e compare nei momenti giusti, spesso per sottolineare alcuni fraseggi o per legare la strofa al ritornello; i flauti ed il suono cristallino di bouzouki e cittern appaiono spesso per aprire un po' le atmosfere quasi claustrofobiche di alcuni dei brani e per conferire un che di sognante. Si nota inoltre come siano quasi del tutto assenti i riferimenti al medioevo: cornamuse e bombarde hanno sempre un ruolo di spicco, ma le melodie da loro suonate hanno poco a che fare con i secoli bui, con poche eccezioni (ad esempio, verso la fine di Le Voci della Sera), e manca l'ormai classico pezzo solo strumentale, mentre sono invece maggiori i riferimenti al folk celtico, anche grazie all'utilizzo dell'uillean pipe da parte di Maurizio ed al maggiore spazio lasciato ai flauti. In un certo senso la strada seguita dai Folkstone è simile a quella che hanno finito per prendere quasi tutti i gruppi mittelater rock tedeschi, che sono partiti dalla musica medievale per poi finire per avvicinarsi sempre di più al rock locale. Non c'è però paragone a livello di risultati: non so se sia perché la musica italiana (almeno quella di qualità a cui sembrano ispirarsi i Folkstone) sia più creativa e meno ripetitiva di quella tedesca, ma, a differenza degli ultimi lavori di alcune band germaniche, in Oltre... l’Abisso nessun pezzo suona stanco e nessuno scade nella stucchevolezza e nella banalità.

Il track by track è d'obbligo, visto che i brani proposti in questo album sono piuttosto variegati e contengono influenze diverse. Si apre con In Caduta Libera, che forse è il brano più nello stile de Il Confine tra quelli contenuti nell'album. Ritmo scandito, cornamuse in primo piano ed un testo ricco di amarezza e denuncia. Ciò che lo fa spiccare è il coro che appare nel ritornello, che lo rende quasi solenne. Si passa quindi a Prua contro il Nulla, uno dei brani più vivaci ed incalzanti qui contenuti, che ricorda lo stile dei migliori In Extremo per le ritmiche e le melodie di cornamusa, in particolare nel ritornello. La Tredicesima Ora invece è un brano dal sapore antico, anche grazie alle percussioni ed allo spazio lasciato alla ghironda, ed è uno dei più pesanti, con una chitarra piuttosto bassa che si allontana dal riffing quasi spensierato del brano precedente. Gli spiriti si risollevano con Mercanti Anonimi, che ha un inizio leggero affidato alle chitarre elettriche. Il suono della chitarra si abbassa quando entra la voce di Lorenzo, che canta con voce profonda in uno stile che ricorda il rock alternativo italiano. Per bridge e ritornello, però, le parti vocali sono affidate quasi interamente a Roberta, con il supporto di Lorenzo soltanto nei cori. Nel complesso si tratta di uno dei brani più leggeri ed ottimisti del disco, soprattutto grazie ad un ritornello melodico e cantabile. La successiva Respiro Avido è già nota al pubblico dai tempi di Restano i Frammenti. A primo impatto non mi aveva detto granché: l'avevo trovata troppo leggera ed un po' banale. A ripetuti ascolti è riuscita a fare breccia, anche perché non le mancano i pregi, come il ritornello ispirato o il bell'intervento del flauto. In ogni caso, se confrontata alle altre resta probabilmente la più debole del disco, ma questo vuole essere un complimento agli altri brani più che una detrazione a questo. Dopo questi due brani più allegri si passa a Manifesto Sbiadito, brano malinconico dal ritmo lento che ricorda lo stile della canzone d’autore, pur essendo appensantito (ma neanche troppo) dalle chitarre, e che richiama la musica celtica grazie alla presenza delle uillean pipes. Le Voci della Sera è una delle più belle sorprese del disco. La musica di sottofondo è decisamente metal, ma il cantato è estremamente cantautoriale. La melodia ricorda una filastrocca, i testi cadono a pennello sulla musica ed il ritmo è ben scandito da chitarra, basso e batteria, mentre l'arpa ci aggiunge un tocco di dolcezza, raffinatezza e malinconia. Il brano si conclude con melodia che parte dal medievale per finire sul celtico, in cui la cornamusa gioca a rincorrersi con il violino, suonato per l'occasione da Chris Dennis (ex Nomadi, ex Modena City Ramblers). Dopo questo momento agrodolce parte Nella mia Fossa, brano perfetto dopo Le Voci della Sera perché è anch'esso parecchio coinvolgente ed adatto ad essere cantata in coro, ma crea uno stato d'animo meno nostalgico e più aggressivo. Lo stile del riffing e della batteria è tipicamente punk rock e nel complesso il brano ricorda i Dropkick Murphys, in particolare nel ritornello a base di cori urlati e cornamusa scozzese. Questo è decisamente un ottimo pezzo da suonare live per scatenare il pogo, e posto circa a metà disco crea un perfetto diversivo che distrae per un momento dalle atmosfere introspettive degli altri brani. Fuori sincronia è invece più groove, con riff di chitarra molto bassi e scanditi, ed è caratterizzata da un ritornello aggressivo ma melodico che ricorda il rock alternativo. Soffio di Attimi è un altro dei pezzi più riusciti dell'album. Si tratta di un brano lento ed estremamente triste, con un Lorenzo molto espressivo che canta in modo sentito e coinvolto. La strofa è lenta e stanca, e si alterna ad un ritornello più aggressivo ed a dir poco straziante che si accompagna perfettamente ad un testo intriso di disperazione (ai livelli di Ombre di Silenzio, per intenderci). L'ultima Notte inizia con delicate ed irrequiete note di flauto e con un ritmo molto più incalzante ed aggressivo che riscuote dal torpore rassegnato indotto da soffio di attimi. Bastano però le prime parole a far capire che il mood non si è alleggerito affatto: il sapore del mio sangue amaro scivola / ferito e tremante invoco solo pietà. L'effetto però è di rabbia aggressiva che induce a reagire, a rialzarsi e combattere. Le note frenetiche e fragili del flauto contrastano con chitarre secche ed aggressive dal sapore quasi hardcore, andando a creare un effetto davvero d'impatto. Il brano si chiude con parole di speranza che incitano a rialzare la testa: so che in fondo qualcosa da scoprire c'è / e ancora io chiedo "perchè", come a voler incoraggiare l'ascoltatore a non rassegnarsi alla passività ma a lottare contro le stupidità ed i vincoli che ci limitano nella vita quotidiana. Ruggine rallenta un po' ed alza i toni, con chitarre che richiamano nuovamente un rock meno estremo e cornamuse che duettano con la voce nel ritornello. Anche questo brano scorre fluido senza far percepire nulla di fuori posto, con l'arpa che arricchisce graziosamente il brano accompagnandosi alla base più classicamente rock ed alle cornamuse. A questo punto parte Tex, altro pezzo già noto ai fan dal momento che viene eseguito live già da diversi mesi. Si tratta della cover riarrangiata del classico brano dei Litfiba, in cui il suono western del pezzo originale che viene rimpiazzato da quello meno discreto delle cornamuse. Nel complesso la cover è parecchio diversa dall'originale, con il Lore che non prova minimamente ad imitare il cantato caratteristico di Pelù ed il sound complessivo che risulta molto più roboante. L'effetto comunque ha un suo perché ed il brano riesce a cogliere il segno ed a coinvolgere su disco tanto quanto in sede live. L'album si conclude con Oltre... l’Abisso, un altro brano malinconico e lento in cui la voce di Lore si intreccia con quella di Roby, la quale però non assume mai un ruolo da protagonista e rimane solo di sottofondo.

Per concludere, Oltre... l’Abisso è un album ben studiato e ben riuscito, che riesce ad accostare brani parecchio diversi tra loro pur mantenendo un mood coerente. Ogni pezzo ha la sua ragion d'essere, non c'è nessun vero e proprio filler e la produzione e gli arrangiamenti, assolutamente impeccabili, conferiscono all'album un senso di completezza, di armonia e di corposità. Certo, è impossibile non ammettere che questo album non piacerà a tutti: dopo aver sentito per la prima volta Respiro Avido avevo pensato che se quella era la piega che stavano prendendo i Folkstone, ovvero una piega che li portava più vicini al rock italiano che al metal, allora avrebbero probabilmente perso l'interesse di parte del pubblico che gli si era avvicinato con Folkstone e Damnati ad Metalla. Con questo disco posso confermare la mia impressione - i Folkstone sono in effetti più vicini al rock italiano di quanto non lo fossero con quei primi due album, ma è un rock di qualità, con brani completi e maturi che non lasciano alcun elemento al caso. Per questo motivo, una volta superata la sorpresa iniziale ed una volta rinunciato all'idea di vedere un nuovo Damnati ad Metalla, credo che tutto il pubblico dei Folkstone non possa non riconoscere che tutto sommato una band che cresce e sviluppa se stessa aprendosi a nuove prospettive sia molto meglio di una che si ripete continuando a sfornare album identici. È evidente come gli orobici non siano più spensierati (ma lo sono mai stati veramente?): sembra che lo stress della vita quotidiana li abbia colpiti duramente, e la cosa si riflette in un album malinconico, a tratti struggente, amareggiato, a volte quasi rassegnato, ma che contiene anche tanta speranza e voglia di reagire. Dopo aver ascoltato e riascoltato questo disco, il mio giudizio è totalmente positivo: in ambito folk metal e folk rock sono emerse negli ultimi anni tante buone band, ma poche che riuscissero veramente ad apportare un contributo alla scena musicale. I Folkstone, invece, si sono distinti da subito e continuano a farlo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
82.46 su 62 voti [ VOTA]
HeroOfSand_14
Domenica 9 Ottobre 2016, 13.49.38
36
Scoperti con questo disco che ho assimilato a pezzi e dopo tempo. Grandissimo lavoro per quanto mi riguarda, mi sembra di ascoltari cantautori del passato italiano però in versione modernizzata. Se Lorenzo mi sembra un Guccini più cattivo, tutto il gruppo lo riconduco ai Nomadi e ai Modena solo con qualche chitarra in più. In generale tutto il sound emanato dall'album mi piace moltissimo, triste e malinconico ma non banale. Pezzi come Le Voce della sera, In caduta libera, la titletrack, mercanti anonimi e fuori sincronia sono spettacolari. Ce ne sono altri più "piatti" ma non cambiano la qualità del disco. Spero di vederli dal vivo prima o poi, e di ascoltare gli altri loro lavori.
jonny
Martedì 2 Agosto 2016, 13.52.17
35
Finalmente li vedro' dal vivo per la prima volta, vengono praticamente dalle mie parti, ho la A 24 sotto casa, e in 20 minuti si arriva a Celano, manca poco, ci si vede li al Kimera Rock, cari Folkstone.
IRON799
Sabato 23 Gennaio 2016, 17.04.04
34
Secondo me l'album che dimostra la maturità raggiunta dai membri di questa mitica band. Folk rock genuino e rabbioso al punto giusto. A mio parere il loro miglior lavoro dopo l'esplosivo album d'esordio
baby folk
Mercoledì 6 Gennaio 2016, 12.37.01
33
Ad Asti era fantastico!!! salite a Rocce Nere e Folkstone per poi aver il piacere di procurare la scaletta al Metallized.
Master
Domenica 27 Settembre 2015, 10.19.17
32
Concordo con @Fabio78, ero allo stesso concerto e sono stati emozionanti, anche i pezzi nuovi rendono molto bene dal vivo!
Fabio 78
Sabato 26 Settembre 2015, 22.13.00
31
Visti ieri a casalromano, quante emozioni.. che dire..sono i migliori che abbiamo..questa band va supportatata al massimo non sbagliano mai un colpo..e crescono ad ogni nuova uscita..questo OLA è addirittura commovente!bravi folkstone!!
metallo
Mercoledì 20 Maggio 2015, 16.13.45
30
Sono d'accordo con gli ultimi commenti, il mio voto all'inizio era 85 e ora va a quota 88, questo disco e' una bomba che una volta esplosa lascia infiniti frammenti che ti penetrano cuore e anima, una canzone meglio dell'altra, ricchissimo di sfumature e variazioni ogni strumento e' in sintonia sinergica con la voce ruvida ma epica ed evocativa che sa essere emozionalmente nostalgica e vibrantemente potente al contempo, album che va dall'hard rock, al folk potentemente poetico, e dalla cantautoralita' evocativa con a tratti mi pare anche influssi branduardeschi a brani penetrantemente riflessivi, dalla denuncia della societa' ainracconti del folklore locale e popolare, insomma rock, heavy, poesia, epicita', folk e chi piu' ne ha piu' ne metta, e dal vivo saranno brani spaccatutto, album intensamente maturo e poeico e per di piu' ottimamente prodotto, musica cosi' non si sente tutti i giorni, altro che Troy Donockley e Nightwisch, questi se cantanomin inglese mandano dal ferrivecchi 1/3 delle band folk, di sicuro superiori a tedeschi in Extremo.Bravissimi Folkstone, scoperti per caso, e dire che il genere non mi piaceva molto, ma loro sono semplicemente e stupendamente grandiosi.Speromun giorno di vederli live a Roma.
AL
Mercoledì 20 Maggio 2015, 15.40.38
29
come Giullare, anche io continuo a rivalutare molto questo album. ero stato troppo precipitoso all'inizio. per me ci sta un bel 85
Giullare
Mercoledì 20 Maggio 2015, 2.22.56
28
Mamma mia ragazzi mi ritrovo casualmente a riascoltarmi quest' album dopo quasi un anno dall'uscita e... Booom! un diluvio di emozioni davvero inaspettato, se all'uscita si aggirava su 78/80 credo di non esagerare oggi se il voto si è alzato almeno almeno di 10 punti, sfiorando il 90. Rivalutato forse il migliore in assoluto dei Folkstone.
PHILIPPE
Sabato 14 Febbraio 2015, 17.44.41
27
Folkstone est le meilleur groupe Italien de sa génération et avec leur nouvel album "Oltre l'abisso " ils ont encore progressé ! Cet album est magnifique ! il faut plusieurs écoutes pour se rendre compte de l'extrême qualité des compositions . pour l'instant j'ai un faible pour "in caduta libera " avec son interméde celtique ; " Mercanti anonimi " avec la voix magnifique de Roby ; "Le Voci della Sera" avec son final violon /cornemuse et "Nella mia Fossa " son rythme frénétique et sa cornemuse Ecossaise . la voix de Lore est parfaitement exploitée et sylvia est plus présente sur cet album , ce qui enrichi la palette musicale de Folktsone . Je crois que maintenant on ne pourra plus faire de références au Folk Metal Allemand , ( je n'ai d'ailleurs jamais compris ces références car l'utilisation par Folkstone de la cornemuse sur les phrases mélodiques est plus proche de la Bretagne , la Galice ou l'Ecosse que de l'Allemagne ) Folkstone a su créer un nouveau style : le style " Folkstone " une musique résolument Celtique , une base rhytmique " hard rock " ( mais pas Metal ) des mélodies magnifiques , une touche de féminité enivrante et des textes qui dénoncent toutes les dérives de ce monde . alors les Folkstone , encore un petit effort : venez en France !
AL
Giovedì 15 Gennaio 2015, 12.17.19
26
@Ernie: anche a me il confine è piaciuto meno.
ErnieBowl
Giovedì 15 Gennaio 2015, 12.01.01
25
A me è piaciuto parecchio, sempre rimanendo nella cerchia degli album imparagonabili rispetto ad altri che dicono molto di più a livello musicale, come del resto lo è la loro discografia, in sostanza un insieme di album discreti/buoni. E' un album che si lascia ascoltare tranquillamente comprese le ultime come "L'ultima Notte" e "Ruggine" pur essendo molto easy listening. Se vogliamo paragonare... "Il Confine" mi è piaciuto molto di meno.
AL
Giovedì 15 Gennaio 2015, 11.07.11
24
dopo una ventina di ascolti devo dire che l’ho rivalutato. ci sono 3 o 4 pezzi di spessore. se l’album si fosse fermato al pezzo numero 9 (aggiungiamoci la cover dei Litfiba che è sempre un bel sentire), era da 85. purtroppo si perde nella parte finale. voto finale: 77
Eris
Mercoledì 24 Dicembre 2014, 18.40.07
23
Al primo ascolto sinceramente non mi era proprio piaciuto, o per lo meno non mi aveva detto gran che... Mah riascoltandolo più volte ho cominciato ad apprezzarlo sempre di più, ma la scolta è stata sentirlo live. Fenomenali. Una resa non coinvolgente, molto di più. La voce è secondo me davvero ben incastrata oltre che non avere alcuna sbavatura, nonostante sia meno grezza , ma rimane pur sempre decisa e lascia il segno. I testi sono meno spensierati è vero, ma davvero ben studiati, essenziali e non scadono mai nella banalità com'è tipico del loro stile, personalmente io mi ci trovo molto e portano in una dimensione antica, ma presente....Poi questa è la mia impressioni. Sono sì più melodici, ma vi assicuro che dal vivo rendono la loro potenza ed esprimono il loro vero carattere a pieno, la loro grinta e voglia di reagire nonostante tutto.
BlackSoul
Mercoledì 24 Dicembre 2014, 11.53.15
22
Inferiore a "Il Confine" per via di alcuni filler come Ruggine o Manifesto Sbiadito, ma per il resto altro album godibilissimo di questi miei nove conterranei di cui vado fierissimo 82 penso sia il voto più giusto, a mio parere.
annie
Martedì 23 Dicembre 2014, 13.35.09
21
Avevo già dato il mio voto, ma senza commentare. Concordo con chi ha detto che il giudizio diventa positivo man mano che gli ascolti aumentano, ma non sono d'accordo con chi dice che si tratta di un album da dimenticare. Va preso come un disco diverso da tutti i precedenti, più introspettivo e meno spensierato (come giustamente detto nella recensione). L'unica pecca, a mio avviso, sono le eccessive parti di cantato parlato, ma per il resto mi piace. Non sarà il loro album che preferisco, ma un bel 75 da parte mia se lo prende! Non vedo l'ora di sentire come rendono i brani dal vivo, ormai alla data del 31 dicembre manca sempre meno...
manu
Martedì 23 Dicembre 2014, 12.50.39
20
al primo ascolto non mi aveva entusiasmato tanto... ma dopo 2 live in 3 settimane e un po' di ascolti... semplicemente wow, sono grandiosi punto e basta
Paolina
Mercoledì 10 Dicembre 2014, 23.25.20
19
Anche io voto negativamente..album non all'altezza
The Pilgrim
Martedì 25 Novembre 2014, 9.00.58
18
...e bravi i miei Folkstone...finalmente vi ho visti dal vivo.... il che non ha fatto altro che confermare le mie impressioni, grinta, carica, energia.. Continuate così a divertirvi e a donarci emozioni. Il disco è bello direi un ottimo lavoro e naturalmente il voto è alto. GRAZIE!!! Ho una domanda che sorge spontanea, chissa che ascolterà Nina Giulia per essere così negativa.
Korpo
Domenica 23 Novembre 2014, 23.23.29
17
visti ieri sera a Cerea (Verona) e comprato l' album mi sembra ottimo, bei testi, belle musiche e anche se a volte può sembrare ripetitivo non si ha mai la voglia di saltare traccia. Veramente un buon disco
AL
Giovedì 13 Novembre 2014, 16.50.28
16
raggiunge la sufficienza perchè l'album è ben prodotto e suonato. ma nonostante diversi ascolti anche a me le canzoni sembrano molto simili e abbastanza piatte... da Il confine hanno intrapreso una strada un pò diversa dagli inizi e non mi piacciono più molto... li vedrò dal vivo perchè sono curioso di sentire come suona questo album live ma è una band che a me non prende più. ps. il duetto Lore e Roby è pietoso. lei è stonata!
Nina Giulia
Giovedì 13 Novembre 2014, 15.10.41
15
In italia a volte sembra che certe band non si possano toccare..posso dire che questo album é noioso ???! I Folkstone hanno toppato, certo bei suoni, ma due palle!... a parte che sembra di ascoltare sempre le stesse melodie per ogni canzoni..sembra ormai diventato vermanete un cantautorato con cornamuse e strumenti piu atipici… Cos’é i Folkstone si sono spostati a Modena !???!! Disco da dimenticare
Metal4ever
Mercoledì 12 Novembre 2014, 19.19.50
14
Bello, molto bello. Cattivo, profondo e pieno di emozioni. Veramente bravi questi Folkstone più seri e più impegnati, e sembrerebbe che questo lato giovi anche alle musiche, per quanto non si discostino troppo dal loro stile abituale. Se i Folkstone vogliono osare di più in questa direzione, gli do tutta la benedizione possibile. Trovo difficile trovare un pezzo sopra tutti, anche se il mio lato "hard" mi consiglia di scegliere "In Caduta Libera"; bellissimo il duetto di Roby e Lore in "Mercanti Anonimi" e la dolcezza della title-track. Bravi guerrieri, continuate su questa strada!
Sta88nne
Martedì 11 Novembre 2014, 21.39.20
13
Guarda, secondo me i brani crescono alla distanza e dopo un pò di ascolti, proprio perchè il disco è più complesso e meno immediato rispetto a quelli precedenti. Poi ci sta che possa non piacere. De gustibus
Le Marquis de Fremont
Martedì 11 Novembre 2014, 17.49.13
12
Bah... a me i brani sembrano tutti uguali. Non ci trovo niente di interessante l'aver portato il loro sound più verso i cantautori, Guccini et similia. E poi c'è stato chi ha criticato l'ultimo degli Eluveitie per un paio di canzoni più commerciali del resto. Qui, siamo piuttosto sul piatto, inteso come flat. Au revoir.
Sta88nne
Martedì 11 Novembre 2014, 14.42.03
11
Concordo totalmente con la recensione, album meno metal e molto più rock e cantautoriale. La cosa, sinceramente, non mi dispiace più di tanto semplicemente perchè i pezzi sono qualitativamente molto validi. Una nota di merito va ai testi, molto più intimisti rispetto ai dischi precedenti ma veramente bellissimi. Io ci vedo anche un pò Guccini, di cui Lore è grande fan.
Gian
Sabato 8 Novembre 2014, 18.35.28
10
@Kara: "....costituiscono un grande contorno ad una base che...." non parlavo di "base" musicale in senso stretto mi riferivo al fatto che a costituire l'originalità di questo gruppo (che mette passione ed energia e che comunque rispetto) vi è solamente l'aggiunta di tali strumenti.
Kara
Venerdì 7 Novembre 2014, 18.09.19
9
@Gian: arpe, cornamuse e flauti non sono affatto un contorno nella musica dei Folkstone. Se li togli rimane solo voce e accompagnamento, ci credo che poi è poco... sarebbe come dire, che so, che nei Blind Guardian tolte le chitarre c'è poco di musicale
spiderman
Mercoledì 5 Novembre 2014, 17.19.11
8
Li ho scoperti pochi mesi fa, ed e' stata ua bella scoperta, non sono ancora molto esperto della loro discografia e ancora non li conosco abbastanza bene, che dire?, ha gia' detto tutto la bella recensione.Cantautorale poesia che si trasforma in pura magia, particolarmente belle a mio parere le tracce 1,2,4,5,7,8,10 e 14.Bravi e anche per me si merita un bel 85.
Gian
Mercoledì 5 Novembre 2014, 11.43.04
7
I Folkstone sono un bel gruppo, mettono passione e gusto (musicale) in quello che fanno, li ho sentiti parecchie volte in live (non nei cd) e personalmente mi sento di dire che comunque vi è gran poco di musicale in questi ragazzi. Arpe, cornamuse, cori ecc, costituiscono un grande contorno ad una base che, sinceramente, ha poco di originale da offrire.
Master
Martedì 4 Novembre 2014, 20.30.45
6
rettifico che con "chitarra" intendevo esclusivamente l'elettrica.
Master
Martedì 4 Novembre 2014, 20.14.36
5
Dopo qualche ascolto direi che si tratta proprio di un bel dischetto, paragonabile al precedente, sia come stile che come livello qualitativo (75-80). Le mie preferite la titletrack e "Le voci della sera"; in particolare ho apprezzato i testi, meno polemici e più introspettivi (brava Roby!), e la voce di Lore, ulteriormente maturata. Non sono molto entusiasta delle parti di chitarra, che non mi sono sembrate molto ricercate e piuttosto grezze (secondo me un passo indietro rispetto a "Il confine", purtroppo per i miei gusti sempre più rock e meno metal), ma in compenso le melodie vocali e quelle intonate dagli strumenti acustici mi hanno colpito positivamente. Peccato solo per il fatto che, come già mi era successo con "Luna" per lo scorso album, abbia l'impressione che "Le voci della sera" potesse essere maggiormente sviluppata. Insomma, credo che quando si ha per le mani qualche idea veramente vincente sarebbe bello non limitarsi ai soliti 4 minuti, ma sviluppare un po' di più il pezzo: dopo gli scambi tra la cornamusa ed il violino di Chris Dennis, mi sarebbe piaciuto sentire una ripresa della melodia principale, a far elevare ulteriormente il pezzo, che pure è molto emozionante. A questo punto spero in un prossimo album un po' più coraggioso e, chissà, con un contrasto ancora più netto tra pezzi cantautorali e pezzi più metal.
Le Marquis de Fremont
Martedì 4 Novembre 2014, 12.50.12
4
Ho sentito solo qualcosa e mi ha lasciato alquanto indifferente. Poi, leggendo la recensione, il citare l'avvicinamento al "cantautorato italiano" mi fa veramente venire il latte alle ginocchia... Non diventeranno come De Gregori o Venditti + le cornamuse? Aspetto, comunque a sentire l'album. Au revoir.
AL
Martedì 4 Novembre 2014, 12.15.57
3
@Maurilio: anche io amo Damnati e spero che questo sia su quel livello...
Master
Lunedì 3 Novembre 2014, 20.54.55
2
Ho sentito solo qualche canzone sul pc, in attesa che mi arrivi il disco. Quello che sento mi sembra sicuramente maturo e piacevole da sentire...solo mi pare di sentire un piccolo passo indietro per quanto riguarda i suoni rispetto ai miei gusti, con chitarra e batteria eccessivamente asciutte..fornirò un parere più adeguato quando l'avrò sentito tutto e bene più volte.
Maurilio
Lunedì 3 Novembre 2014, 7.51.19
1
Peccato, io volevo proprio un ritorno alle sonoritá dei primi 2 albuim, specialmente del secondo. Il terzo mi piace abbastanza ma non mi fá impazzire come i primi 2 che ho consumato con gli ascolti. Comunque vediamo, per ora del nuovo conosco solo 2 canzoni: niente male ma nemmeno eccezionali come tutte, e sottolineo tutte, quelle di Damnati ad metalla.
INFORMAZIONI
2014
Folkstone Records/Audioglobe
Folk
Tracklist
1. In Caduta Libera
2. Prua Contro il Nulla
3. La Tredicesima Ora
4. Mercanti Anonimi
5. Respiro Avido
6. Manifesto Sbiadito
7. Le Voci della Sera
8. Nella Mia Fossa
9. Fuori Sincronia
10. Soffio di Attimi
11. L’ultima Notte
12. Ruggine
13. Tex (Litfiba cover)
14. Oltre… l’Abisso
Line Up
Lore (Voce)
Roby (voce, cornamuse, bombarde)
Luca (chitarre)
Matteo (cornamuse, ghironda, bombarde)
Andrea (cornamuse, bombarde, percussioni)
Maurizio (cornamuse, flauti, bouzuki irlandesi, uillean pipes, cittern, bombarde)
Silvia (arpa)
Federico (basso)
Edo (batteria)
 
RECENSIONI
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s.v.
79
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